#559# Tutti finanziano la vivisezione, noi NO!
il domenica, 08 novembre 2009
Ora 11:11
I-CARE finanzia solo la ricerca scientifica vera, quella che non usa animali.
Quasi tutte le associazioni che raccolgono fondi per la ricerca medica (come AIRC, ANLAIDS, Telethon, 30 ore per la vita, AISM, ma anche quelle più piccole e meno conosciute) impiegano parte del ricavato per finanziare studi su animali. In altre parole, finanziano la vivisezione.
I-CARE non lo fa. I-CARE finanzia solo la ricerca scientifica vera, quella che non usa animali.
Se si vuole sostenere la ricerca medica ma non la vivisezione, occorre evitare di fare donazioni alle più note associazioni che ogni anno raccolgono un'enorme quantità di fondi, e sostenere solo quelle che assicurano di non destinare alcun finanziamento a studi su animali.
L'associazione I-CARE Europe onlus offre in questo la migliore alternativa, perché non solo non finanzia la vivisezione, ma con la sua attività contrasta la pratica della vivisezione, diffondendo tra gli addetti ai lavori e nel pubblico generale l'informazione scientifica antivivisezionista
Sprecare tempo e denaro in studi su animali è un insulto ai malati che aspettano cure efficaci e alla stessa scienza: studiare una specie diversa da quella umana e in condizioni artificiali non porta a nulla, ma anzi può ostacolare il progresso scientifico.
I medici e gli scienziati antivivisezionisti partono dalla semplice ed oggettiva constatazione che gli animali non sono modelli sperimentali adatti all'uomo, perché troppo diversi da noi. Ogni specie animale è infatti biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l'altra sono impossibili.
Per saperne di più su I-CARE e sulla vivisezione in generale:
www.icare-italia.org e www.novivisezione.org
Con una donazione
Alla pagina Contatti, donazioni e 5 per mille del sito di I-CARE ci sono tutte le indicazioni su come fare una donazione via bonifico, carta di credito, pay-pal, o col proprio 5 per mille.
Cartolina via mail
Puoi mandare via mail ai tuoi conoscenti un'immagine leggera che ha lo stesso contenuto di questa pagina. Scarica l'immagine e inviala via mail!
Metti i banner sul tuo sito, blog, MySpace
Ci sono 2 banner disponibili per pubblicizzare questa iniziativa, uno quadrato e uno in orizzontale.
Questo è l'html da inserire nelle vostre pagine per riportare questo banner:
<a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=848"
target="_blank"><img
src="http://www.agireora.org/img/banner-icare-sostegno-ricerca-senza-animali-150x150.jpg"
border="0"></a>
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da SunnyPink
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#558# Consegnata la petizione "Stop sussidi agli allevatori" al Parlamento Europeo
il domenica, 08 novembre 2009
Ora 11:08
Consegnate nelle mani della Commissione Petizioni le 23mila firme provenienti da tutti i paesi dell'UE.
[COMUNICATO STAMPA]
CONSEGNATE ALLA COMMISSIONE PETIZIONI UE
LE FIRME SULLA PETIZIONE EUROPEA
"STOP SUSSIDI AGLI ALLEVAMENTI"
LANCIATA DAL CENTRO INTERNAZIONALE
DI ECOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
4 novembre 2009
Il 3 novembre 2009, il direttore del NEIC (Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione), dott. Massimo Tettamanti, e la portavoce, dott.ssa Marina Berati, hanno consegnato nelle mani della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo le 23mila firme della petizione "Abolizione del sostegno economico all'allevamento e alla pesca da parte dell'Unione Europea" provenienti da tutti i paesi dell'UE.
Il testo della petizione, divulgata in 5 lingue in tutta Europa, afferma che, visto che i soldi delle tasse dei cittadini europei sovvenzionano scelte produttive sconsiderate, che hanno forti impatti negativi diretti e indiretti sulla salute umana, sull'ambiente e sull'economia mondiale, i cittadini europei sottoscrittori della petizione "chiedono la cessazione dei finanziamenti della Politica Agricola Comunitaria (PAC) all'industria dell'allevamento e della pesca, in modo da evitare tutti i problemi suddetti e incentivare il consumo di cibi a base vegetale, salutari e di impatto ambientale enormemente minore, e una conseguente diminuzione del prelievo fiscale a livello europeo."
La presidente della Commissione Petizioni ha ricevuto con interesse la petizione, dichiarando che il Parlamento Europeo valuterà certamente questa istanza sollevata da così tanti cittadini europei, e che, anche se la proposta in essa contenuta è molto ambiziosa e difficile da implementare, l'argomento è di grande importanza sociale e la petizione servirà comunque di stimolo al Parlamento per una riflessione sul tema.
Dichiara il dott. Massimo Tettamanti, chimico con dottorato in Chimica Ambientale: "Ormai sono sempre di più le evidenze scientifiche che mostrano quanto sia massiccio l'impatto ambientale degli allevamenti sotto ogni punto di vista, soprattutto da quello dell'emissione di gas serra, un impatto maggiore di qualsiasi altro settore produttivo. Non si può più continuare a incentivare con soldi pubblici un settore così inquinante, l'UE ha il dovere di proteggere l'ambiente e la salute dei suoi cittadini, anziché tassarli per finanziare proprio quel settore".
Varie personalità in Italia e all'estero hanno sostenuto la petizione:
prof.ssa Margherita Hack, Astrofisica, Italia: "Ritengo molto importante l'iniziativa 'Stop sussidi agli allevatori'. Gli allevamenti intensivi sono una delle maggiori cause di inquinamento, sia per le emissioni di metano da queste grandi concentrazioni di animali, sia per la continua crescente distruzione di foreste per far posto agli allevamenti."
Jens Holm, ex Parlamentare europeo, Svezia: "Appoggio pienamente la petizione del NEIC. Dovremmo abolire le sovvenzioni all'industria della carne, lasciando che sia essa stessa a sostenere il proprio costo ambientale. Gettiamo le basi per un consumo alimentare sostenibile e rispettoso dell'ambiente."
Julia "Butterfly" Hill, attivista ambientalista, USA: "Sono una grande sostenitrice della necessità di alleggerire l'impronta ecologica di noi esseri umani su questo pianeta, in modo che possiamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato. Sostenere l'industria dell'allevamento con sussidi statali è un enorme spreco di soldi delle tasse dei cittadini, soldi guadagnati da ciascuno lavorando duramente."
dr. Mario Tozzi, Geologo, primo ricercatore al CNR, Italia: "L'allevamento industriale è una delle attività maggiormente impattanti sull'ambiente del pianeta Terra. Oggi al mondo ci sono oltre un miliardo e duecento milioni di bovini che hanno bisogno di quantità industriali di cereali e acqua, di infrastrutture impattanti e medicinali."
Sono sempre di più gli studiosi che confermano che uno dei modi più potenti di proteggere l'ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (come latte e uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, deiezioni ad alto potere contaminante).
In questo panorama, è anacronistico e inaccettabile che l'UE e gli Stati Membri paghino all'industria zootecnica una quantità enorme di sussidi, incentivando così il consumo di alimenti ad altissimo impatto ambientale che vengono già consumati in quantità spropositate dai cittadini, contro ogni linea guida delle istituzioni per la salute nazionali e internazionali.
Conclude la dott.ssa Marina Berati: "Con la petizione che abbiamo appena consegnato, intendiamo proporre di invertire questa tendenza autodistruttiva mettendo fine a ogni genere di sussidio all'allevamento, alla pesca e alle coltivazioni di mangimi per animali d'allevamento. Abbiamo consegnato assieme alle 23mila firme di altrettanti cittadini di tutta Europa un dossier e altri materiali di approfondimento sul tema, materiali che invieremo anche alla Commissione Europea, sperando che le istituzioni tengano conto di questa istanza sostenuta da così tanti cittadini".
Comunicato di:
NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
http://www.nutritionecology.org - info@nutritionecology.org
Per approfondimenti:
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il domenica, 08 novembre 2009
Ora 11:05
Istruzioni per dimagrire, ma anche per non uccidere animali....
- Sai, ho cominciato a leggere "La dieta Skinny bitch"...
- Perché, vuoi dimagrire?..."
E' facile che qualcuno si faccia una risatina, perché in effetti Skinny bitch è un libro che propone una dieta per dimagrire, ma è anche molto di più.
Intanto, pur avendo un target specificatamente femminile, è molto istruttivo anche per i maschietti. Culoni e pancioni debordanti hanno più o meno lo stesso, reciproco livello di sex-appeal, e poi essere sani - e magri - è importante tanto per gli uomini che per le donne.
"Noi siamo ciò che mangiamo". E' il leitmotif del libro: "non potete continuare a mangiare la stessa merda e diventare magre", e "merda" sono le bevande gassate, gli zuccheri, o peggio ancora i dolcificanti, il fumo, i cereali raffinati, il caffè... ma sopratutto i prodotti di origine animale: carne, latte, uova, pesce.
Kim e Rory, le due autrici del libro, non usano mezzi termini per condannare il consumo di carne: "Mangiare carogne... vi porterà alla rovina". Sì, perché "carne" è un eufemismo per "carogna", cadavere in decomposizione. Il linguaggio è diretto, sfacciato, giovane, senza giri di parole o falsi perbenismi. Una disamina lucida di un modo mangiare profondamente sbagliato imposto dalla lobby alimentare ed agricola attraverso pesanti (e documentate) connivenze con gli organismi governativi di controllo. Uno "sveglia!", un "non fidatevi" di chi per soldi, nient'altro che per soldi, mette a repentaglio la salute di intere popolazioni, distrugge l'ambiente e si rende responsabile del massacro di miliardi animali.
Viva il biologico, perché allevamento, chimica, OGM, e farmaci non sono mondi separati ma si tengono e sostengono a vicenda. Scegliere bio non significa però indulgere al falso mito dell'allevamento "compassionevole", che per definizione non puo' esistere. "E se anche questi allevamenti fossero davvero umani e gli animali pascolassero liberamente, poi verrebbero comunque mandati negli orribili mattatoi". E' il capitolo più duro di tutto il libro: il linguaggio perde quel tono un po' canzonatorio, per farsi freddo e rispettoso degli orrori che racconta. "Il fatto che non vediate cosa sta succedendo non significa che non esista [...] mangiare carne significa mangiare paura, sofferenza, terrore e morte".
Capitolo "Il disastro caseario": "Andate a succhiare le tette di vostra madre. Su, forza, fatelo.". capitolo "Miti e bugie sulle proteine": "Se ricevessimo un centesimo per ogni volta che un deficiente ci ha chiesto: - ma allora da dove prendi le proteine? -, saremmo più ricche di Bill Gates" [NdR. confermiamo...]. Tutti gli aspetti della scelta vegan vengono affrontati così: con piglio un po' sfrontato, ma anche con rigore e precisione scientifica, senza per altro annoiare con tabelle e tabelline che lasciano il tempo che trovano.
"Skinny bitch" è un best seller che a inizio 2008 aveva già venduto più di 850.000 copie: un successo impensabile per un libro che illustra una dieta per dimagrire! E infatti è molto di più. Da quei chili di troppo e dalla voglia di essere attraenti si approda ad un modo di vivere sano, al rispetto della propria salute e degli animali.
La scelta vegan è anche questo: rispetto per se stessi, e "Usare la testa" come dice il titolo dell'ultimo capitolo. Se lo facciamo, se accendiamo il cervello, non solo salviamo gli animali e l'ambiente in cui viviamo, ma noi stessi e la nostra gioia di vivere.
La versione italiana del libro, edita da TEA e a cura di Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana è disponibile presso AgireOra Edizioni.
Richiedi il libro La Dieta Skinny Bitch
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#555# Le crudelta'sugli animali del circo Ringling Brothers
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 13:08
Conferenza stampa aperta al pubblico a Milano il 21 ottobre.
[INVITO A CONFERENZA STAMPA]
EX LAVORATORE DEL CIRCO RINGLING BROTHERS
ARRIVA DAGLI USA PER DENUNCIARE
LE CRUDELTA' SUGLI ANIMALI
DI CUI E' STATO TESTIMONE NEI CIRCHI
13 ottobre 2009
Milano: ex lavoratore del circo denuncia le crudeltà sugli animali nei circhi itineranti.
Animal Defenders International (ADI) e AgireOra lanciano una campagna per chiedere ai lavoratori e ai visitatori dei circhi di denunciare le crudeltà di cui sono testimoni.
Mentre sta per arrivare a Roma e a Milano il circo "Ringling Brothers, Barnum and Bailey", un ex lavoratore del Ringling Brothers, Tom Rider, si unirà ad ADI e AgireOra nel lancio di una nuova campagna per porre fine alla sofferenza degli animali nei circhi itineranti.
Tom Rider arriverà dagli USA per portare la sua shockante testimonianza di quanto ha visto in prima persona all'interno dei circhi negli USA, in Spagna, in Olanda e in Polonia, e inviterà i lavoratori dei circhi italiani a testimoniare le crudeltà che vedono ogni giorno.
Alla conferenza stampa - aperta anche al pubblico - verrà proiettato un nuovo video inedito con il risultato delle investigazioni all'interno del circo Ringling Brothers e con un appello a testimoniare quanto accade nei circhi. Saranno anche realizzati nuovi volantini che verranno distribuiti in occasione della permanenza del circo a Milano.
Conferenza stampa aperta al pubblico:
Dove: Spazio eventi Mondadori Multicenter, corso Vittorio Emanuele II, ang. Galleria del Corso, Milano
Quando: Mercoledì 21 ottobre 2009 alle 11.15
Nauseato, dopo aver assistito per anni a ogni sorta di abuso sugli animali all'interno dei circhi itineranti, Tom ha finalmente denunciato quanto ha visto. Quest'anno, Tom ha testimoniato presso il Tribunale Distrettuale del Distretto di Columbia (USA) contro il circo Ringling Brothers - il verdetto non è ancora stato emesso.
ADI ha degli investigatori sotto copertura che lavorano in decine di circhi in tutto il mondo, e come risultato ha a disposizione riprese video di orribili maltrattamenti sugli animali. Le investigazioni hanno evidenziato un livello molto alto di violenza, sia sistematica che gratuita, il che significa che un numero enorme di lavoratori del circo sono stati testimoni delle scene shockanti mostrate nel film. "ADI chiede che questi testimoni facciano come Tom Rider e rompano il silenzio, ci contattino in forma confidenziale per denunciare quello che hanno visto" affermano i rappresentanti di ADI.
Tim Phillips, il Direttore delle Campagne di ADI, che ha lavorato sotto copertura nella più grande struttura d'Europa per l'addestramento di tigri e leoni, dichiara: "Ci sono migliaia di lavoratori dei circhi in Europa che non commettono loro stessi delle crudeltà, ma di fatto sostengono in modo passivo le crudeltà degli altri, col loro silenzio. Le nostre investigazioni hanno mostrato che la violenza e la prigionia sono endemiche nei circhi con animali, è ora di farsi sentire e mettere fine a questa crudeltà".
Massimo Tettamanti, autore del libro "(DIS)Educazione alla violenza" un saggio sulla "violenza a scopo ludico" sottolinea che: "Portare i bambini e ragazzi a vedere spettacoli basati sulla violenza verso gli animali è altamente diseducativo perché porta a una diminuzione dell'empatia, della capacità cioè di immedesimarsi negli altri. Ridere degli animali imprigionati e divertirsi nel vederli costretti con la frusta a fare esercizi innaturali non è certo qualcosa da insegnare ai ragazzi".
ADI e AgireOra vogliono mostrare cosa accade dietro alla facciata sfavillante del circo americano in arrivo in Italia, e chiedono al pubblico di non sostenere i circhi con animali, ma di visitare invece solo quelli senza animali, o altri spettacoli senza crudeltà.
Note e contatti
Per maggiori informazioni contattare:
Amanda Gent, ADI press office al +44(0)207 630 3344 o prdesk@ad-international.org oppure Marina Berati, coordinatrice di AgireOra Network, all'indirizzo info@agireora.org
- Ai giornalisti presenti verrà consegnata copia del DVD del nuovo video realizzato da ADI.
- Per interviste con Tom Rider o con i rappresentanti dell'ADI il 21 ottobre subito prima o subito dopo la conferenza stampa, contattare AgireOra Network ai recapiti sopra indicati per prendere accordi preventivi sull'orario.
Animal Defenders International:
Animal Defenders International è nata per informare, creare consapevolezza e alleviare la sofferenza degli animali e lavora per proteggere gli animali selvatici e l'ambiente attraverso le sue sedi di Londra, San Francisco e Bogotà.
La campagna di ADI "Stop alla sofferenza nei circhi" è stata lanciata in Europa, Sud America e USA. Pochi mesi fa la campagna ha ottenuto una legge di divieto totale di uso di animali nei circhi in Bolivia, e leggi dello stesso tipo sono all'esame del Parlamento in Brasile, Colombia e Perù. In Norvegia e UK esistono proposte di legge simili, limitate alla proibizione dell'uso di alcuni animali, per esempio quelli selvatici.
Grazie ad ADI è stata adottata la Dichiarazione Scritta n. 40/2007 del Parlamento Europeo che richiede il divieto di uso delle grandi scimmie e di tutte le scimmie catturate in natura in qualsiasi esperimento, e una pianificazione per arrivare a un divieto totale dell'uso di scimmie.
ADI sta attualmente lavorando presso il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri Europeo, oltre che presso i governi nazionali, per la definizione della nuova direttiva europea sulla sperimentazione animale. Poche settimane fa la campagna "Salviamo i primati" è stata lanciata in Italia in collaborazione con AgireOra.
AgireOra
AgireOra Network è un insieme di iniziative, campagne, progetti e consulenti per la difesa degli animali. Tutti gli animali, senza distinzione di specie, come indica il nostro logo: una mano umana che fa un patto di aiuto e amicizia con la zampa di un cane (a simboleggiare gli animali d'affezione) e quella di un bovino (a simboleggiare gli animali d'allevamento e in generale tutti gli animali "usati" dagli umani).
AgireOra Network fa informazione e incentiva e fornisce strumenti per l'attivismo animalista. Sono queste le due anime del progetto: l'informazione per chi "non sa" e l'attivismo per chi sa già ma vuole aiutare gli animali in prima persona.
AgireOra ha sede a Torino ed è attivo in tutta Italia grazie alla rete di attivisti in contatto quotidiano attraverso Internet.
da SunnyPink
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#554# Volantinaggio veg a "Fa' la cosa giusta"
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 13:04
Quattro volontarie hanno colto l'occasione per organizzare un piccolo volantinaggio per sensibilizzare le persone.
Testimonianza di Valentina - Genova
Dal 25 al 27 settembre scorso si è svolta a Genova la fiera "Fa' La Cosa Giusta! Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili" e fin qui non ci sarebbe nulla di male, anzi! Il problema è che, tra tanti begli stand di associazioni umanitarie, ambientaliste, di sviluppo sostenibile, ecc. ne sono state ospitate altre quali l'Associazione Provinciale Allevatori di Genova e L'Associazione Aqua, la quale si occupa di vendita di pesce (il motto che appare nei loro volantini è "Branzini e orate del Tigullio dal mare alla Vostra tavola")!
Ovviamente il fatto che si parli di consumo critico e stili di vita sostenibili senza nemmeno citare il vegetarismo e veganismo e addirittura invitando le associazioni sopraccitate ci sembra veramente un controsenso, per cui decidiamo di agire! Purtroppo veniamo a conoscenza del fatto meno di una settimana prima della manifestazione per cui non abbiamo il tempo di organizzare "grandi cose", ma qualcosina riusciamo ugualmente a farla.
Facciamo stampare delle magliette con scritto "Fa' la cosa giusta: diventa vegetariano!" ed in ognuna mettiamo le foto di un bellissimo animale "da carne" come si presenta da vivo, e una del suo cadavere dopo il macello.
Ovviamente siamo tutti d'accordo che la scelta più sensata da fare sia diventare vegan, non "solo" vegetariani, ma scegliamo di scrivere "diventa vegetariano" perché quella è una parola più nota alle persone.
In base alle nostre disponibilità di tempo decidiamo di andare il giorno di chiusura, ovvero domenica 27 settembre; all'ultimo secondo riusciamo anche ad improvvisare un volantino in cui spieghiamo tutti i motivi per cui "la cosa giusta da fare" è diventare vegetariani... ma siamo già a sabato pomeriggio e non sappiamo ancora dove andare a farli stampare! Fortunatamente trovo un amico che mi lascia usare la sua fotocopiatrice. Siamo talmente attrezzati che mi ritrovo domenica mattina a dividere i volantini (ce ne stanno due per foglio) strappandoli a mano!
Domenica pomeriggio io, Norma, Laura e Giuliana ci posizioniamo alle due entrate della Fiera a distribuire i nostri volantini artigianali (rigorosamente stampati su carta riciclata) e a turno facciamo qualche "vasca" all'interno, tanto per far notare ancora di più le magliette.
A quelli che si mostrano particolarmente interessati, oltre a rispondere alle eventuali domande, lasciamo il volantino "Perché vegan?", così da dar loro una visione ancora più completa e la possibilità di approfondire ulteriormente collegandosi ai siti segnalati; per il resto come capita sempre in questi casi abbiamo ottenuto qualche "battutina originale" di quelle che tutti noi abbiamo ormai sentito centinaia di volte, qualche risatina, qualche occhiataccia, ma anche complimenti, scambi di idee e di contatti per future collaborazioni.
Avendo organizzato tutto di corsa siamo riuscite a distribuire solo circa 400 volantini, peccato perché un'oretta prima della chiusura li avevamo già finiti ma nei dintorni non abbiamo trovato posti dove poterne stampare altri.
Comunque possiamo dirci soddisfatte di quello che abbiamo fatto perché personalmente penso che qualsiasi gesto compiuto a favore degli animali, seppur piccolo, abbia un grande valore.
da SunnyPink
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#552# Settimana Vegetariana Mondiale 2009 - Testimonianze
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:57
Un successo davvero insperato per questo evento internazionale.
La partecipazione alla Settimana Vegetariana Mondiale del 2009 è stata davvero notevole: circa 40 eventi organizzati in tutta Italia, più altre decine di persone che hanno partecipato come singoli distribuendo il volantino della Settimana Vegetariana in buca delle lettere.
Oltre alla grande partecipazione, un'altra nota molto positiva è stata l'atmosfera decisamente diversa dal solito respirata durante i vari eventi organizzati: molte persone si avvicinavano per chiedere informazioni, molte le reazioni positive. In molte delle testimonianze dei vari organizzatori che trovate qui sotto vedrete descritte queste impressioni. Un salto di qualità, insomma, che sta a dimostrare che le persone stanno "digerendo" la tematica della scelta veg e che sono davvero interessate a saperne di più e a prenderla in considerazione non come una cosa "strana" ma come qualcosa del tutto realizzabile e utile. Il lavoro di tutti i volontari di questi ultimi anni è stato ben speso, insomma!
Ecco alcune testimonianze e foto: un numero maggiore di foto possono essere viste nella Galleria fotografica della Settimana Vegetariana
Massimo e Daniela - Pordenone
L'iniziativa, organizzata a Pordenone il 3 e 4 ottobre, grazie ad AgireOra è stata diffusa in maniera incisiva: infatti molte delle persone che si sono avvicinate al tavolo per chiedere informazioni e materiale già erano al corrente degli eventi in corso. Oltretutto Radio Rai Regionale aveva dedicato proprio alla settimana vegetariana mondiale una trasmissione davvero bella e completa giovedì primo ottobre, lanciando anche le iniziative dei tavoli a Pordenone e Gorizia... per cui il nostro lavoro è stato più facile.
Numerose le richieste di materiale informativo, soprattutto (cosa sorprendente a Pordenone) da parte di giovani... i menù vegan (l'opuscolo "Menù per una cucina etica e gustosa", per citarne uno) sono andati letteralmente a ruba. Molti ci hanno chiesto suggerimenti e ricette, altre persone erano interessate in particolare all'aspetto salutistico (a questo scopo il materiale della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana è stato fondamentale).
Abbiamo notato, per la prima volta, un maggiore e più sincero interesse nei confronti di questo tema e di tutte le sue implicazioni etiche, segno che forse stiamo andando nella direzione giusta. A questo punto siamo pronti per il passo successivo: un tavolo di assaggi vegan, da organizzare alla prossima occasione!
Simona - Rovigo
A Rovigo abbiamo potuto usufruire di uno spazio decisamente importante all'interno del centro commerciale "La Fattoria". Abbiamo installato la vostra bella mostra montando le foto su scatole di cartone vuote e creando quindi 5 colonne di 180 cm di altezza sistemate a semicerchio. Abbiamo cercato di esporre il problema da diversi punti di vista (animali/macelli, etico/sociale/ambientale e storico). Abbiamo quindi esposto il cibo su di un tavolo ed alcuni libri con del materiale informativo su un tavolo più piccolo. Inoltre il negozio Erbolario di Rovigo ha offerto campioncini omaggio dei propri prodotti, dato che non sono testati su animali.
Sebbene i polesani siano notoriamente poco propensi alle novità ed il Veneto in generale sia una fucina di allevatori, cacciatori e chi più ne ha più ne metta, abbiamo riscontrato molta curiosità e stupore quando la gente scopriva che i piatti non contenevano alcun ingrediente di origine animale. Abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico, poche critiche e distribuito molto materiale informativo. Il fatto che gli assaggi fossero gratuiti unito alla distribuzione gratuita di campioncini di prodotti per il corpo ha reso più accattivante la presentazione dell'evento e fatto avvicinare anche i più diffidenti e scettici.
Il fatto poi che cercassimo di presentare la scelta veg come facile, che abbracciassimo vari punti di vista e il fatto di mostrare alla gente che siamo persone "normali" e non come promotrici di qualche setta strana sono serviti a mostrare la vera realtà della scelta veg . Purtroppo (ma direi anche ovviamente) non siamo riuscite a vendere nulla (cd/libri) ed anche le offerte sono state davvero simboliche, ma la cosa importante è stata fare informazione.
Eleonora - Napoli
Abbiamo organizzato un tavolo informativo con volantinaggio nella giornata di sabato 3 ottobre in pieno centro storico. Abbiamo volantinato 2500 volantini-cartolina sulla settimana vegetariana mondiale, e abbiamo allestito un banchetto con materiale di approfondimento, la petizione "Stop ai sussidi UE agli allevatori" (per la quale abbiamo raccolto circa 60 firme), un album fotografico con foto sui macelli e diversi cartelloni, che attiravano l'attenzione di molte persone, attorno e ai lati del tavolo con immagini e messaggi più e meno cruenti sulla macellazione e che invitavano a riflettere sulla provenienza della "carne" che la gente mette nel proprio piatto.
Abbiamo avuto modo di discutere con tante persone. A chi era già vegetariane o vegan abbiamo fatto firmare la petizione, parlato di veganesimo con i vegetariani, e preso contatti con quelli interessati all'attivismo, ma per fortuna abbiamo avuto modo di parlare anche con persone non vegetariane ma che si erano poste il problema etico o salutistico, ma magari non avevano mai trovato informazioni adeguate in merito. Queste persone sono state ovviamente sommerse dai nostri materiali di approfondimento :) Si è fermata anche una mamma che ha preso del materiale per sua figlia che le aveva espresso il desiderio di diventare vegetariana! Mi ha colpito poi un ragazzo che si è fermato incredulo chiedendoci se esiste davvero un alimento sostitutivo della carne, veramente stupito che esistessero davvero dei vegetariani che non solo sopravvivono ma stanno anche bene! Ovviamente gli è stato spiegato tutto e gli sono stati dati i materiali di approfondimento..
Non sono mancate anche le occasioni di confronto con persone che ritenevano che mangiare carne fosse comunque necessario e "naturale", e speriamo che almeno qualcuno di loro abbia iniziato a riflettere dopo avere parlato con noi e/o letto il nostro materiale. Abbiamo distribuito dei volantini anche in alcuni negozi e librerie e un paio di loro hanno affisso la locandina della settimana vegetariana mondiale in vetrina e all'interno del negozio. Abbiamo anche avuto nuovi contatti di persone interessate a partecipare alle prossime iniziative del nostro gruppo locale, e anche stavolta ci siamo conosciuti tra di noi perchè c'erano molte persone "nuove", o almeno che all'iniziativa precedente non c'erano!
Insomma, nel complesso direi che l'iniziativa è andata bene. E' difficile capire quali sono stati i risultati, perchè purtroppo non possiamo vederli subito, ma se anche solo una piccola parte delle persone che hanno ricevuto i volantini e hanno parlato con noi inizierà a riflettere e anche solo a diminuire il proprio consumo di prodotti animali, sarà stato già un bel traguardo!
Carlo - Sassola (Roma)
Il 4 ottobre ho preso un tavolino e mi sono andato nella piazza principale di San Gregorio da sassola (previa autorizzazione del Sindaco); lì, con notevole faccia tosta, visto che è un paese a maggioranza di cacciatori ed allevatori, ho cominciato a distribuire materiale ai passanti. Ero vicino ad una edicola ed un bar (frequentato da cacciatori, pure armati) e dopo una prima diffidenza sono riuscito pure a parlare con qualche anima ed ad aprire uno spazio al pensiero animalista in menti che non avevano mai preso in considerazione una tale idea.
A metà mattino ho conosciuto alcuni attivisti ambientalisti che mi hanno invitato, per il pomeriggio a partecipare col mio banchetto ad una loro iniziativa. Così ho potuto contattare altre persone e divulgare materiale a persone che comunque erano più informate e disponibili. Un buon successo sia di diffusione che di contatti con realtà locali, che mi permetterà di aprire spazi anche nelle scuole!
Franco - Milano
L'iniziativa a Milano ha avuto un ottimo risultato: il nostro banchetto era ben visibile, in una piazza con molto passaggio. Credo che il messaggio che volevamo trasmettere sia stato molto evidente, semplice e chiaro.
Varie persone guardavano attentamente, leggevano e si vedeva nelle loro espressioni del viso che erano state toccate nel cuore e riflettevano su qualcosa di nuovo che scoprivano. Penso senz'altro che alcuni diminuiranno il loro consumo di carne, e altri un po' alla volta semtteranno di mangiare animali.
Abbiamo raccolto oltre 100 firme per l'abolizione della caccia e 130 firme per "stop sussidi agli allevamenti". Eravamo in tanti , oltre 14 persone, ed era un bel gruppo con una bella energia. Una bella dimostrazione di collaborazione fra persone di gruppi diversi. Gli assaggi davano colore, attiravano e portavano persone interessate a scoprire una realta' nuova per loro.
Naturalmente alcune cose si potrebbero migliorare: abbiamo raccolto solo 20 euro di offerte e questo forse significa che non abbiamo saputo comunicare quanto bisogno c'è che ognuno aiuti. Comunque è importante pensare che grazie a questo lavoro la coscienza di qualcuno è cambiata. E' solo una goccia, ma tutti sappiamo che il mare è fatto di gocce.
Monica - Roma
Santa Maria in Trastevere era piena di gente; adulti, bambini, tantissimi gli stranieri, tutti senza distinzione si sono fermati ad assaggiare i nostri spuntini, salati e dolci, rigorosamente vegani, a guardare la mostra sulle ragioni della scelta veg affissa al muro, e tantisimi i volantini distribuiti.
In piazza c'è stato il concerto di una banda locale, e il responsabile molto gentilmente ci ha consentito di salire sul palco e di parlare alcuni minuti, sia in italiano sia in inglese data la massiccia presenza di turisti, per spiegare il motivo della nostra presenza.
Radio Lyra Caere (radio locale di Cerceteri) ci ha offerto all'interno della trasmissione "Noi siamo fuori" uno spazio, intervistandoci in particolare sull'iniziativa "la settimana veg mondiale" e sulla scelta vegana in generale (motivazioni, vantaggi, "difficoltà", ecc.). Tanti gli amici veg, vecchi e nuovi, che hanno partecipato ed è a loro che va un particolare ringraziamento. E' proprio vero che l'unione fa la forza!
Luciano - Tortona (AL)
Sabato 3 ottobre si è svolta in Tortona la fiera del biologico denominata "BioTortona", mercatino che riunisce il mondo contadino, l'artigianato locale, gruppi di acquisto solidale e iniziative di consumo responsabile. La nostra giornata comincia alle 8 quando raggiungiamo la centrale via Emilia ed iniziamo ad allestire il nostro banchetto per la Giornata Vegetariana Mondiale. Non siamo gli unici animalisti alla fiera, ben altri due banchetti sono presenti. La via Emilia a poco poco si popola di gente ed il nostro banchetto riscuoterà un buon interesse: chi polemico con gli argomenti da noi trattati, chi curioso, e chi, la maggior parte, a favore con le nostre istanze.
Per quanto possibile abbiamo cercato di argomentare ed avere un dialogo con la gente. Alle nostre spalle, un tavolino con un monitor, trasmetteva a rotazione brevi filmati positivi sulla condizione animale, l'alimentazione vegana e gli aspetti ecologici derivanti da entrambi. Molti i volantini distribuiti, sia riguardanti la settimana mondiale del vegetarismo che non, e diversi i libri venduti. Rispetto qualche anno fa, in generale, ci è sembrato che le persone fossero oggi più informate circa le nostre istanze, segno che le informazioni circolano. Da rifare sicuramente.
Luca - Ferrara
A Ferrara la Vegetarian Week ha coinciso con la prima uscita pubblica di FerraraVeg, un gruppo per ora ancora informale che vuole promuovere l'alimentazione vegana/vegetariana in città. E' andata meglio delle più rosee aspettative. Ci siamo alternati in 6 al tavolino. Il materiale era un po' "multidisciplinare": abbiamo raccolto firme per la normativa europea contro la vivisezione ai primati, raccolto firme per la sempiterna petizione contro la caccia e - più in tema con la vegetarian week - distribuito il materiale "Perchè vegan?". La giornata era davvero propizia, perchè casualmente Ferrara è stata invasa da 45.000 turisti per la tre giorni del festival organizzato dalla rivista "Internazionale", davvero un 'target' eccellente per i nostri volantini, persone tendenzialmente ecologiste e sensibili al consumo sostenibile.
Alla fine ne abbiamo dati solo 500, mirati, alle persone che si fermavano a chiedere informazio ni, altrimenti li avremmo polverizzati in un'ora (basti pensare che erano un migliaio le persone in coda al teatro comunale per una conferenza con Saviano). Abbiamo scelto una tecnica poco aggressiva, dando il volantino solo a chi si fermava più di due o tre secondi a leggere i manifesti di "Io passo a veg" e "meno carne, meno effetto serra" e infatti non abbiamo trovato neanche un volantino per terra, evidentemente tutti l'hanno messo in tasca per poterlo leggere con calma.
L'esperienza è stata entusiasmante anche perchè diversi veg*, di Ferrara (indimenticabili due signore sui 60 anni, vegane da 25 anni!) e da altre parti d'Italia, si sono avvicinati con la gioia tipica di chi incontra un proprio "simile"; gioia ricambiata, con conseguente aumento generale dell'ottimismo: indubbiamente è molto meglio fare tavolini che riunioncine intime... E tra l'altro proprio al tavolino si è pianificata l'attività futura. Il gruppo è cresciut o, nasceranno altre iniziative simili, la stampa addirittura ne ha dato risalto in due trafiletti. Ma soprattutto siamo convinti che i 500 volantini distribuiti siano stati seminati su cervelli molto fertili, e che quindi alcuni animali si siano salvati grazie alle scelte delle persone che hanno letto il nostro materiale e fatto una scelta alimentare etica.
Lorenza - Rimini
A Rimini abbiamo allestito un gazebo nella piazza principale e, complice il bel tempo, ne è risultata una giornata molto piacevole oltre che utile. Sul nostro chilometrico tavolo facevano bella mostra magliette, libri e volantini sufficienti a togliere ogni dubbio a chi volesse informazioni sull'alimentazione vegetariana, ma, per rinforzare ancor più il messaggio, abbiamo preparato anche un bel buffet di golosità dolci e salate, molto gradite da tutti.
Avevamo portato anche una mostra fotografica sullo sfruttamento degli animali, ma il vento ci ha costretti a smontarla per non correre il rischio di seppellire qualcuno sotto il peso dei pannelli "volanti"! Ma anche senza foto, il colorato gazebo richiamava l'attenzione dei passanti, che si avvicinavano curiosi e si lasciavano tentare da un crostino o una polpettina.
Trovo molto utile poter accostare alle motivazioni etiche della scelta veg anche le implicazioni legate alla salute, e in questo il materiale di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana è fondamentale. Naturalmente abbiamo esposto in anteprima anche il manifesto sull'effetto serra, che a breve andrà in affissione su larga scala anche qui da noi. La giornata si è svolta in maniera molto piacevole, senza episodi particolari da raccontare: abbiamo distribuito molto materiale informativo, dato fondo al buffet e parlato con tanta gente. Risultato positivo ;-)
Rossella - Bari
Sabato pomeriggio abbiamo atteso che via Sparano si riempisse di gente per il consueto shopping del fine settimana. La città era meno affolata di quanto ci immaginassimo, a causa della partita in casa del Bari, ma nonostante questo siamo riusciti ad incuriosire e a fermare moltissime persone, le quali dopo aver assaggiato i piatti vegan preparati per l'occasione, ci hanno chiesto informazioni e portato via del materiale di approfondimento. Ottima riuscita, perchè, al contrario delle volte precedenti, è stata la gente a fermarsi di propria iniziativa e ad informarsi sulle motivazioni della scelta veg. Sicuramente una iniziativa da riproporre.
Mercoledì sera, invece, ospitati da Andrea, Veronica & co. del pub Ekoinè ci siamo intrattenuti in una piacevolissima conversazione pubblica. Andrea sinceramente interessato a conoscere le motivazioni di una scelta veg* ha posto dubbi ed interrogativi ai quali abbiamo cercato di rispondere nel modo più esauriente possibile, rimandando anche all'approfondimento personale mediante la lettura del materiale distribuito. Abbiamo anche potuto fornire successivamente ricette per la preparazione di antipasti e panini vegani in modo da ampliare l'offerta dei piatti fruibili da chi ha deciso di non cibarsi, anche fuori casa, di prodotti derivati dalla sofferenza e dallo sfruttamento animale.
Marina - Torino
A Torino abbiamo allestito in pieno centro un tavolino con un'ampia scelta di assaggi vegan salati e dolci, materiali informativi e petizioni, e TV con video dei macelli, oltre che cartelloni e mostra fotografica sui piatti vegan e i vegetariani famosi.
Il cibo ha immancabilmente riscosso un ottimo successo: decine le persone che si sono fermate a mangiare, tutte che facevano complimenti, chiedevano le ricette, e tutte che si sentivano spiegare come si possa mangiare benissimo senza uccidere animali. Il cibo è durato meno di due ore, anche se era parecchio come quantità, e a quel punto pensavamo che non si fermasse più nessuno, come già più di una volta avevamo sperimentato. Invece le persone hanno continuato a fermarsi, per firmare la petizione, per chiedere materiali informativi, per parlare con noi. Molti anche quelle che si fermavano a leggere la mostra fotografica e a guardare il video, le quali venivano prontamente fornite di pieghvole "Perché vegan?" per poter capire meglio e approfondire a casa.
Insomma, risultato molto soddisfacente, decisamente migliore delle iniziative precedenti e di quanto ci aspettassimo.
Francesca - Como
Abbiamo cercato di rendere il banchetto il più interessante possibile: oltre ad un buon assortimento di volantini ed opuscoli e libri in consultazione, corredati da mostra fotografica vegan e qualche immagine più forte, abbiamo portato assaggi vegan dolci e salati, caramelle avvolte artigianalmente in carta contenenti frasi animaliste (prese da www.vegan3000.info), indovinelli vegani presi da VeganHome, sezione quiz. Sul tavolo c'era anche un foglio con la possibilità di lasciare il proprio indirizzo email per ricevere informazioni "cruelty-free" (come ricette vegane, consigli su prodotti non testati): preferisco non perdere le persone che incontro!
Il sit-in era composto da 4-5 persone: ci siamo divisi i compiti in modo da fare ciò che ci era più congeniale. Chi volantinava, chi parlava al banchetto, chi distribuiva gli assaggi. Ho cercato di calibrare il mio intervento in base a chi mi stava di fronte: persone "attaccate" al baluardo del gusto si portavano via l'opuscolo con le ricette vegan, mentre persone ecologicamente sensibili si portavano via il volantino sull'impatto ambientale degli allevamenti. Gli scettici spesso facevano domande "provocatorie" o interventi che ben conosciamo come: "è la catena alimentare", "la carne è buona", "la carne fa bene". Rispondevo sempre con tranquillità e fermezza argomentando ogni mia affermazione. Si fermavano molti vegetariani e io davo informazioni per passare a vegan.
Si è fermata anche una mamma incuriosita e desiderosa di avere altro materiale "perché a scuola ne hanno parlato e mi piacerebbe capire meglio di cosa si tratta" e non è stata la sola. A questo proposito raccomando di avere sempre ai banchetti qualche copia dell'opuscolo "Guida al vegetarismo per genitori e ragazzi" (è vero, è più costoso degli altri ma è davvero utile!): da 10 me ne sono rimasti 2. Tutti coloro che si fermavano al banchetto firmavano le petizioni "Stop stop sussidi agli allevatori" e quella sui metodi alternativi alla vivisezione.
"Dulcis in fundo", si è fermato un ragazzo che ci ha chiesto che cosa stessimo facendo e poco dopo ci ha confessato di lavorare in un macello. Non l'ho aggredito anche perché il suo modo di porsi è stato molto civile. Ci ha raccontato cose che già sappiamo (come il fatto che gli animali vengano fatti a pezzi quando sono ancora vivi e che gli operai sono letteralmente coperti di sangue dalla testa ai piedi) e ci ha vivamente raccomandato che, se vogliamo far cambiare testa alle persone, dobbiamo mostrare loro quello che lui vede ogni giorno. Atteggiamento più unico che raro quello di darci un consiglio contro il "suo mondo", non ha fatto altro che confermarmi ciò che penso io: bisogna puntare ai video sui macelli. Schermi giganti, casse accese e slogan enormi. Di certo l'attività del sit-in è molto proficua perché dà la possibilità di informare ma se si aggiunge la proiezione del video si possono colpire allo stomaco molte più persone.
Jlenia - Ivrea e Rivarolo
Sabato mattina, Ivrea era fredda e non molte persone affollavano la via principale... In 3 ore circa ho distibuito parecchi volantini e qualche persona interessata (già vegetariana o vegana) si è fermata al banchetto prendendo ulteriore materiale. E' stata una buona esperienza che mi ha permesso di conoscere persone nuove.
Domenica pomeriggio eravamo invece a Rivarolo. Purtroppo il nostro banchetto era nel corso principale sotto un viale alberato quindi poche persone hanno potuto notarci. Lo shopping ha avuto la meglio nonostante la crisi... Ho fornito comunque volantini ai passanti, anche se poche persone si sono interessate al resto del materiale presente sul tavolo.
Micaela - Vicenza
A Vicenza, sabato 3 e domenica 4 ottobre sono state due giornate calde e soleggiate: abbiamo fatto il nostro banchetto in Piazza Castello, per distinguerci dalla festa in corso in Piazza dei Signori, con l'orribile stand del baccalà, e la cosa ha funzionato.
A parte il volantinaggio (fatto anche nel tendone del baccalà!) si sono fermate parecchie persone interessate, molti già vegetariani che chiedevano informazioni sul veganesimo. Ci siamo spinti anche in alcuni ristoranti, e il messaggio di mettere una V sul menù sui piatti vegetariani e vegan comincia a riscuotere interesse. Avevamo anche assaggi di dolcetti vegani, che sono stati molto apprezzati.
Isabella - Gorizia
A Gorizia non sono stati allestiti tavoli ma è stato diffuso il materiale informativo sia nelle cassette postali delle abitazioni sia con la diffusione personale a conoscenti, negozi , ristoranti etc. Questa distribuzione è stata organizzata da pochi volontari e anche da chi, attraverso AgireOra, si è messo in contatto con noi sia nella città di Gorizia che a Cormons, Gradisca , Monfalcone, Udine e Pordenone ed anche a Nova Gorica (Slovenia), dove l'11 ottobre una associazione animalista ha organizzato un pic nic veg sulla piazza principale.
Il giorno 3 ottobre è stato offerto un aperitivo con assaggi vegan in uno spazio di Borgo Castello di Gorizia: ha avuto un certo successo, anche per la presenza di un giornalista che ha pubblicato un articolo con foto su "il Piccolo".
Nicoletta - Fara Sabina
A Fara in Sabina siamo riusciti ad allestire uno spazio informativo costruendo dei pannelli espositivi e facendo stampare alcune delle mostre di AgireOra (in particolare su "impatto ambientale" e "info SSNV" più alcune immagini della mostra sui vegetariani famosi).
La piazzetta antistante la sede della nostra associazione, FaraVeg, è stata riempita da questi pannelli e da un gazebo dove venivano offerte bevande e degustazioni di stuzzichini veg. Anche se l'impatto non è stato quantitativamente eccezionale - dato che Fara è una piccola realtà - ci ha fatto piacere avere un appuntamento e degli strumenti in più per aiutare chi già è in fase di riflessione ad avere un riferimento sul territorio... in effetti qui non c'è niente di simile nel raggio di almeno 50 Km.
Daniela - Reggio Emilia
Abbiamo distribuito i volantini e predisposto la mostra fotografica intorno al gazebo: qualche persona si è fermata a leggere, mentre parecchie hanno assaggiato gli stuzzichini... Si sono fermate a chiedere informazioni più persone giovani che persone mature. E' stato anche bello che venissero alcune persone già vegetariane o vegan, e che ci fosse il simpatico e fondamentale aiuto di Evita.
Elvino - Firenze
Nonostante una lenta partenza, il pomeriggio, sia del sabato che della domenica, è stato caratterizzato da una buona affluenza di persone: molte persone (diversi stranieri che ci chiedevano anche dove trovare bar e ristoranti vegan) si sono avvicinate al nostro banchino per gustare i nostri assaggi vegan, per chiedere informazioni, per ricevere il materiale cartaceo per maggiori approfondimenti e per firmare la petizione contro i sussidi della UE all'industria della carne e del pesce. Un particolare ringraziamento alle volontarie Susanna, Eva e Renata che hanno fornito un grande e preziosissimo aiuto.
Ivana - Trento
Faceva freddo e la gente non si fermava volentieri, ma comunque è stato distribuito parecchio materiale informativo sulla scelta veg e non solo e, anche se i soldi raccolti non sono stati moltissimi, sono comunque serviti a coprire le spese, ed è stato bello stare insieme per una causa comune.
Lecce - Veganimalisti Lecce
Il nostro banchetto si è svolto il 3 e 4 ottobre a Lecce. Abbiamo dato i volantini della settimana vegetariana e allestito una mostra fotografica sui macelli. La mostra colpiva senz'altro di più dei volantini. C'è stato abbastanza interesse, soprattutto domenica. Ad avvicinarsi erano comunque persone prevalentemente disposte a recepire il nostro messaggio, ma non tutti erano già vegetariani. Si sono fermate anche alcune famiglie con figli a seguito, raccontandoci del loro lavoro di sensibilizzazione al tema ai propri bambini!
Valentina - Genova
Anche a Genova abbiamo partecipato alla Settimana Vegetariana Mondiale facendo due banchetti. Il sabato è andato abbastanza bene, abbiamo distribuito molti volantini sulla Settimana Vegetariana ai passanti e a chi si fermava abbiamo dato tanti altri opuscoli informativi ed abbiamo fatto firmare la petizione contro i sussidi agli allevatori e compilato le cartoline della campagna "Salviamo i primati".
Avevamo un portatile per far vedere i video... All'inizio davamo "la vita emotiva degli animali da fattoria" ma è solo quando abbiamo messo un video durissimo sui macelli con tanto di audio che la gente ha iniziato a fermarsi veramente a guardare. L'ennesima riprova che solo con le scene scioccanti si riesce ad attirare l'attenzione delle persone e a farle fermare.
Un ragazzino ha detto che non si aspettava che venissero trattati così gli animali e ha detto "mi sa che divento vegetariano!" Speriamo!
Domenica è andata ancora meglio perché la via era più spaziosa (e la gente probabilmente più rilassata) per cui si notava anche di più il banchetto ed, essendo in tanti, più persone potevano distribuire i volantini.
Abbiamo distribuito tutti i 3.000 volantini sulla Settimana Vegetariana più tantissimi altri, raccolto molte firme, polverizzato le cartoline contro la vivisezione, chiacchierato con molte persone vegetariane e non, e scambiato contatti per il futuro.
Oggi almeno un altro ragazzo forse è stato convinto: Giuliana mi ha raccontato che subito voleva quasi rifiutare il volantino ma dopo un po' è tornato indietro e dopo aver fatto parecchie domande pare si sia convinto!
Lucia - Catania
Noi abbiamo organizzato alcuni incontri sul vegetarismo, seguiti da cena vegan, presso il ristorante HAIKU il giorno 4 Ottobre. L'ambientazione molto accogliente del giardino di HAIKU, nonchè gli interessantissimi interventi dei relatori sui vari aspetti - scientifico, medico, etico e culinario - della scelta vegetariana, hanno reso la manifestazione particolarmente piacevole. Sono stati seguiti con molta attenzione i dati e le informazioni esposti dai medici specialisti della nutrizione, dottori Rosanna La Carrubba di Catania e Mauro Destino di Brindisi. Il pubblico presente è intervenuto più volte con interrogativi ed approfondimenti sui vari argomenti. Ha concluso il tutto una magnifica cena vegan, molto apprezzata, preparata dagli esperti gestori di Haiku: Salvo Galvagno e Gabriella Puglisi.
Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Iniziative inter-nazionali'. da SunnyPink
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#550# Settimana europea dello squalo - 10-18 ottobre
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:48
Shark finning: una crudelta' inaudita che sta facendo strage di squali.
Dal 10 al 18 ottobre 2009 è la settimana europea dello squalo. Vogliamo cogliere questa occasione per iniziare a fare informazione sulla terribile realtà dello "shark finning", una pratica così brutale che vien da chiedersi come possano esistere persone disponibili a esserne complici - e mandanti.
Gli squali non sono affatto animali "pericolosi e feroci" come una certa pubblicità e una diffusa ignoranza ci hanno portato a credere. Sono animali intelligenti e mansueti con gli umani, lasciano i subacquei nuotare con loro, giocare, e si fanno anche accarezzare, come si può vedere da alcuni documentari.
Guarda il video delle esplorazioni subacquee di Umberto Pelizzari con gli squali alle Maldive.
In un anno ci sono solo una decina persone uccise dagli squali in tutto il mondo, e non perché gli squali se le mangino come prede, ma per situazioni in cui gli animali hanno agito per autodifesa. Un numero ridicolo, che non giustifica assolutamente le nostre paure.
Infatti è più pericoloso giocare a golf che nuotare nell'oceano con gli squali. Ci sono più golfisti uccisi dai fulmini ogni anno che incidenti mortali con gli squali. Molti più nuotatori vengono colpiti e uccisi da una barca, ogni anno, di quanti ne vengano attaccati dagli squali.
In compenso, l'uomo uccide ogni anno cento milioni di squali, per motivi futili e stupidi.
Chi è il vero pericolo? Gli squali che vivono nel loro ambiente e non ci fanno nulla di male, o noi umani, che non sappiamo nulla di questi animali, nella nostra ignoranza li dipingiamo come killer e li lasciamo sterminare in modo violento per motivi futili?
Ogni anno vengono uccisi 100 milioni di squali dalle "longline", lenze lunghe decine di chilometri con migliaia di ami armati su tutta la loro lunghezza; oppure "per sport"; oppure dalla pratica barbara chiamata "shark finning". Con lo shark finning gli squali vengono presi all'amo e trascinati sulla barca e poi con lunghi coltelli vengono tagliate via le loro pinne mentre sono ancora vivi. Vengono poi ributtati in acqua, dove, incapaci di nuotare perché senza pinne, raggiungono il fondo dell'oceano e lì agonizzano fino alla morte oppure vengono attaccati da altri pesci.
Guarda il video sullo shark finning:
Gli squali sono anche uccisi per i loro denti e le loro mandibole, per la pelle con cui si fanno scarpe e cinture. Vengono macellati per ottenere l'olio di fegato di squalo o per la cartilagine, usata per pseudo cure contro il cancro.
Noi umani uccidiamo gli squali perché abbiamo paura di loro, per ricavare cibo, per sport, e, nel modo più cruento di tutti gli altri, per farne una zuppa costosissima e insapore.
E' lo sterminio di massa degli squali con le longline e le reti all'unico scopo di tagliare loro le pinne la causa dell'incredibile diminuzione della popolazione di squali nel mondo. Le pinne sono molto costose e per i pescatori è un ottimo affare.
Oltre alla sofferenza dei singoli individui, che vengono uccisi in maniera così cruenta, ci sono anche i problemi causati all'ambiente e ad altri animali marini da questa sistematica distruzione di una specie che è ormai arrivata sull'orlo dell'estinzione.
Il 90% della popolazione mondiale di squali è stata sterminata, e gli squali vengono uccisi in modo più veloce di quanto riescano a riprodursi. Questo minaccia la stabilità dell'ecosistema marino di tutto il mondo. Gli squali sono il predatore all'apice della catena alimentare, hanno dato forma alla vita marina degli oceani per oltre 400 milioni di anni e sono essenziali alla salute del pianeta, e quindi anche alla sopravvivenza dell'uomo che oggi li sta uccidendo senza pietà.
Non sappiamo abbastanza dell'ecologia marina per capire del tutto l'impatto che avrà questo incredibile massacro di squali. Ci saranno delle conseguenze gravi. La vita negli oceani è stata danneggiata profondamente. Una cosa che spesso dimentichiamo è che gli squali sono diversi dagli altri pesci. Non depongono centinaia di migliaia di uova. Molti squali ci mettono 15 anni per raggiungere la maturità, e mettono al mondo un solo cucciolo ogni anno. Una riproduzione così lenta e fragile significa che questa specie potrebbe non riuscire a riprendersi dal danno che ha già subito finora per mano umana.
La Settimana europea dello squalo 2009 si svolge dal 10 al 18 ottobre 2009. Tutti i cittadini europei avranno l'opportunità di dimostrare il loro sostegno alla salvaguardia degli squali e promuovere il cambiamento. Durante la scorsa edizione della Settimana europea dello squalo sono state organizzate oltre 200 attività e raccolte più di 100.000 sottoscrizioni alla petizione indirizzata ai Ministri della pesca europei, affinché appoggiassero il Piano d'Azione.
Il nuovo Piano d'Azione comunitario per gli squali, adottato dalla Commissione Europea grazie anche alla pressione di tanti cittadini può portare a grandi miglioramenti delle politiche europee per gli squali, incluso il rafforzamento del divieto di finning.
Quest'anno, la campagna si rivolge ai Governi nazionali affinché applichino alcune delle misure previste dal Piano d'Azione, tra cui il rafforzamento del divieto di finning ed il divieto assoluto di pesca di alcune specie di squali particolarmente a rischio. In particolare, la petizione europea di quest'anno si rivolge alla Spagna, la nazione europea più attiva nella pesca degli squali.
Secondo quanto riportato da Shark Alliance, l'Italia è il maggior consumatore di carne di squalo in Europa e il quarto importatore nel mondo di prodotti di squalo (13.000 tonnellate nel 2006). Vengono importati anche spinaroli e gattucci, squali di piccola taglia che vengono registrati separatamente.
Ovviamente la prima cosa da fare è non mangiare zuppa di pinne di squalo - ma nemmeno qualsiasi altro cibo a base di animali uccisi.
Oltre a questo, ci sono varie cose che ciascuno di noi può fare per mettere a conoscenza altre persone di questo disastro e invitarle a non essere più complici di questo massacro.
Petizione europea
La petizione, rivolta al Governo spagnolo, può essere firmata on-line:
Firma la petizione on-line
Per scaricare la petizione cartacea da far firmare ai tavoli informativi:
Scarica il modulo da stampare
Impegno per gli scienziati
Esiste anche una dichiarazione da sottoscrivere per gli scienziati alla pagina:
http://www.conservesharks.org/
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Questo pieghevole è utile da stampare e distribuire:
Scarica il pieghevole di Sea Shepherd
Per gli insegnanti
Gli insegnanti possono coinvolgere i ragazzi di elementari e medie inferiori con un opuscolo apposito e con la partecipazione al concorso di disegno sugli squali e il mare.
Scarica l'opuscolo per i ragazzi
Partecipa al concorso di disegno (entro il 31 ottobre 2009)
Vari articoli, in italiano:
Articoli su SharkAlliance
Video, in inglese:
Umberto Pelizzari's Breathtaking Freedives - Maldives, Whale Sharks
Splash! Simon Enderby - Shooting sharks
da SunnyPink
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#549# Dedicato a chi vende e compra cani ....
il domenica, 18 ottobre 2009
Ora 20:41
....ma anche altri animali .
Di certo che vende non lo fa per amore ma per denaro e basta ....non credete alle balle che raccontano i commercianti di animali da affezione . Il loro unico interesse e`il DIO DENARO! e voi che dite di amare i cani o forse i gatti , non comprateli ma adottateli prendendoli in un canile o avendo pieta`dei poveri randagi e portandovi a casa forse il piu`"malandato" . perche`se malandati lo sono non di certo per caso ma per mano umana . cercate di riparare ad un torto subito dando loro amore altriementi faranno una fine terribile investiti , uccisi a bastonate , impiccati, bruciati o avvelentati da delinquenti che si fanno chiamare persone , uomini ! puah ! che vergogna !
Se vedete abbandonare un animale , prendete il numero di targa , se e`in macchina , o fermatelo e chiamate le forze dell' ordine e esponete denuncia altrimenti siete complici di chi abbandona ...complici di un reato e di un delitto ad un innocente !
Il numero verde per le segnalazioni di abbadono e maltrattamenti animali in tutta italia e` 800.253608 ( memorizzatelo sultelefonino : potrebbe servirivi quando meno ve lo aspettate )
da SunnyPink
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il sabato, 17 ottobre 2009
Ora 19:44
Oltre La Specie presenta un video ironico e provovatorio che denuncia , per contrasto ,il sapore MACABRO della cucina carnivora , incurante del fatto che gli animali ( e pesci ) sono esseri viventi esattamente come NOI , che provano dolore e che non dovrebbero certo stare sui nostri piatti . Consiglio a tutti di guardarlo e riflettere .
Se al posto del cosciotto d' agnello si potesse cucinare una zampa di umano da latte ...cosi tenera e dal sapore delicato ? MACABRO VERO? per me lo e`anche il cosciotto d' agnellino allo stesso identico modo che per i piu`lo quello di lattante umano .
da SunnyPink
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#544# STOP A TRAFFICO ILLEGALE DI CANI E GATTI, E' REATO
il domenica, 11 ottobre 2009
Ora 11:01
Giro di vite al traffico illegale di cani e gatti. Ora questa pratica fuorilegge in Italia diventa reato punibile con una condanna fino a 13 mesi di reclusione, pena che viene aumentata di un terzo se vittime del traffico sono cuccioli con meno di otto settimane di vita. Molta attenzione al trasporto illecito di cuccioli proveniente dall'est che movimenta un business di 300 milioni di euro l'anno. Saranno reato anche le mutilazioni come il taglio della coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al ddl di ratifica parlamentare della Convenzione di Strasburgo, che introduce norme particolarmente severe a protezione degli animali d'affezione. La Convenzione, ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ''introduce dei principi e delle sanzioni penali, in particolare il divieto di abbandono degli animali, il divieto di maltrattamenti e del causare dolore, e anche il diritto degli animali al benessere e a interventi chirurgici o medici che siano fatti con tutte le caratteristiche per evitare sofferenze''. Si introducono anche ''il divieto di drogare'' gli animali e ''limiti nel loro impiego negli spettacoli e nelle esposizioni, senza paralizzare l'attivita' circense''. ''Ma la novita' piu' importante - ha sottolineato il titolare della Farnesina - e' che introduciamo un reato nuovo: quello del traffico illecito di cani e di gatti, con particolare riferimento al traffico di cuccioli''. ''Finalmente ratifichiamo una convenzione di Strasburgo del lontano 1987 che introduce norme particolarmente severe per la protezione degli animali da compagnia, una cosa che riguarda milioni di famiglie italiane'', ha detto Frattini auspicando che la ratifica, definita ''un'assoluta priorita' '', avvenga entro Natale. Un successo, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, realizzato anche grazie ''all'intensa collaborazione con il ministro Frattini''. ''Ringrazio sentitamente l'amico e collega Franco Frattini - ha aggiunto Martini - per l'impegno profuso per l'approvazione di questo provvedimento importante per una societa' civile''. In particolare le norme, ha riferito Martini, oltre al reato di traffico illegale, introducono quello del taglio della coda, delle orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche. Infine sono previste sanzioni anche per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria cosi' come previsto dalla normativa vigente. Soddisfatte le associazioni. ''Sara' un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia'', ha detto il presidente nazionale dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa), Carla Rocchi. Secondo il presidente della Lega Antivivisezione, Gianluca Felicetti, in questo modo ''si stronca il vergognoso traffico dei cuccioli dall'Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale''. Infine alcuni consigli da parte dell'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) per riconoscere i cuccioli in regola: attenzione all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica, eseguita da un veterinario abilitato dall'autorita' competente del Paese di provenienza. L'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) esprime soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia, ed invita a tener conto di alcuni accorgimenti da adottare per non incorrere in un 'incauto acquisto' di cuccioli illegali, che e' ''l'anticamera - affermano - di una dolorosa esperienza per l'animale e per il proprietario''. ''Attenzione quindi - avvertono i veterinari - a scegliere cuccioli provenienti dalla filiera legale, tenendo presente che il nostro Paese non importa cuccioli da Paesi Terzi''. Ecco come riconoscere i cuccioli 'in regola': TRAFFICO CUCCIOLI BUSINESS DA 300 MLN L'ANNO/SCHEDA Il traffico di cuccioli e' un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro l'anno, legato al valore economico degli animali. Ecco un quadro sul traffico di migliaia di cuccioli di cane e gatto che arrivano dai Paesi dell'Est e vengono venduti per italiani (Fonte Lega Antivivisezione): BUSINESS: Ansa - (2 Ottobre 2009)
VETERINARI, ECCO COME RICONOSCERE CUCCIOLI IN REGOLA
Attenzione all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica, eseguita da un veterinario abilitato dall'autorita' competente del Paese di provenienza. L'Italia ha inoltre vietato l'introduzione di cani e gatti di eta' inferiore ai tre mesi e non vaccinati nei confronti del virus della rabbia. Le spedizioni di cuccioli, ricorda l'Anmvi, possono essere effettuate soltanto dopo 21 giorni dalla fine del protocollo vaccinale per la rabbia (il che permette anche di evitare che siano spediti animali troppo giovani per essere allontanati dalle madri). ''Da tempo - sottolinea l'Anmvi - la categoria si trova a dover fronteggiare un fenomeno che non sembra subire flessioni e che e' fonte di gravi problemi sanitari per gli animali illegalmente introdotti nel nostro Paese e che espone a rischi per la salute pubblica. Preoccupazioni da tempo all'attenzione delle autorita' sanitarie nazionali, che hanno reso necessario l'intervento della Farnesina per i risvolti sulla filiera regolare di scambi fra i Paesi comunitari, e che non trovavano adeguato conforto - concludono i veterinari - nell'ordinamento giuridico italiano anche per la mancanza di una specifica fattispecie di reato''.
300 miliardi di euro l'anno; un cane di razza di origine ungherese puo' essere venduto a 200 euro, mentre un cane della stessa razza di origine italiana ha un valore
sul mercato tra i 500 e 1.500 euro;
PROVENIENZA ANIMALI:
i cuccioli arrivano da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca;
COME FUNZIONA IL TRAFFICO:
i cuccioli nascono nelle cosiddette 'puppy mills', strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipate in box piccolissimi. I cuccioli vengono strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte sui mezzi di trasporto a volte locali e a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. Altri arrivano nascosti nei portabagagli delle auto e il viaggio puo' durare anche 10-11 ore. Vengono venduti anche su internet o ai caselli delle autostrade;
MALATTIE:
in questo traffico mancano elementari controlli sanitari e in Italia sono ricomparse malattie sconfitte come cimurro e rabbia. Nei cani si registrano casi di endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nei gatti sono diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna;
MORTALITA':
intorno al 50% tra il trasporto e dopo l'arrivo in Italia;
NORMATIVA:
per le norme comunitarie i cuccioli non possono essere spostati prima dei tre mesi (data di somministrazione del vaccino) e 21 giorni, periodo necessario per sviluppare gli anticorpi.
da SunnyPink
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#540# Avaaz : Global Wake Up Call !
il venerdì, 25 settembre 2009
Ora 13:33
da SunnyPink
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#532# La vivisezione non serve a niente
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:17
A Roma il 7° congresso sulle metodologie di ricerca senza sacrificio di viventi. Dall'Europa 50 mln per la cosmetica cruelty free Non solo per ragioni etiche. Non solo con proclami da parte dei fautori dei diritti animali. A lavorare per poter scrivere la parola fine nella crudele storia della vivisezione è ormai una buona parte del mondo scientifico, illuminata, e sempre più trasversale e internazionale. E se gli scienziati cominciano a muoversi in questa direzione, il congresso è gremito di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo, e lo stesso fa l'industria (c'è il colosso de L'Oreal tra gli sponsor, oltre a Johnson & Johnson, Procter & Gamble e Unilever): siamo, si spera, all'inizio di una rivoluzione anche culturale che dovrà il più velocemente possibile aggiornare l'approccio alla conoscenza, una volta che l'uso di modelli animali si è rivelato insufficiente e superabile. Sono innumerevoli le presentazioni proposte al Congresso di applicazioni future di colture cellulari integrate, sulle prospettive delle sperimentazioni in vitro e di modelli computerizzati. E' notevole la presenza di rappresentanze dell'estremo oriente, che si avvicinano finalmente all'impostazione delle 3"r" (ovvero refinement , riduzione dei livelli di sofferenza, reduction , riduzione del numero degli animali coinvolti, replacement , sostituzione) con l'esposizione di una trentina di studi tra giapponesi e coreani. Parallelamente sono offerte dimostrazioni di supporti didattici alternativi, come riproduzioni in silicone di modelli animali utili agli studi di chirurgia e di fisiologia. Colpisce invece la scarsissima presenza di studiosi italiani che, secondo Luigi Campanella, presidente della Società chimica italiana e moderatore della sessione sulle associazioni scientifiche, si spiega col fatto che «la posizione del mondo scientifico e medico italiano, relativamente ai metodi alternativi, non è ancora molto chiara, fondamentalmente per ragioni culturali. Noi però ci crediamo - sottolinea Campanella - e sosteniamo il contributo della chimica per il superamento dei test sugli animali, che può essere rilevante: il principio su cui si basa questo approccio è che poiché una sostanza è tossica se produce una reazione, noi lavoriamo al livello cui questo eventuale fenomeno avviene su tessuti umani, eliminando così il problema del passaggio di specie che rende spesso i risultati ottenuti sugli animali non corrispondenti a quelli sull'uomo». Un approccio similare è quello promosso da Celltox, l'associazione italiana di tossicologia in vitro, presente con i suoi rappresentanti al congresso. Celltox dal 1991 lavora allo studio di metodiche che consentano l'analisi a livello molecolare e cellulare degli effetti tossici delle sostanze. Un intero seminario è dedicato poi alla presentazione di una creazione italiana, il modello Caesar, sviluppato da ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano: si tratta di un'applicazione java che attraverso un algoritmo permette di accedere a modelli predittivi sulla tossicità delle sostanze e che conta di offrire alternative in vista della grande sperimentazione che attende i ricercatori da quando il progetto Reach è diventato legge nell'Unione europea nel 2007. Reach, ovvero Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals prevede che le industrie entro il 2018 analizzino dal punto di vista chimico tutte le sostanze in circolazione nei prodotti in commercio (tra le 18mila e le 68mila secondo diverse stime) delle quali non è accertata la sicurezza da un punto di vista ecologico e sanitario. All'incirca il 97% dei composti chimici che si vendono a tonnellate e che si trovano in ogni tipo di cosmetico, sapone o detersivo, sono stati infatti introdotti prima del 1981, quando non erano obbligatori i rigorosi test di valutazione che precedono oggi l'immissione in commercio di qualsiasi novità. Reach, che nel regolamento non ha indicazioni di utilizzo di metodi alternativi alla vivisezione, è diventato però una delle ragioni principali che spiegano l'interesse delle case cosmetiche e farmaceutiche per queste alternative: l'immensa sperimentazione, se svolta con i metodi attuali, costerà alle industrie tra i 2,6 e 9,5 milioni di euro e comporterà il sacrificio di un numero spaventoso di animali, tra 54 e 141 milioni di individui. Allo sviluppo di metodiche sostitutive contribuirà ora con un cospicuo finanziamento anche l'Unione Europea. Grande entusiasmo ha suscitato la notizia giunta al Congresso, martedì, dell'investimento da parte della Commissione e di Colipa, l'Associazione europea dei cosmetici, di 50 milioni di euro per sostenere le ricerche volte a mettere a punto nuovi test cruelty-free per la formulazioni di sostanze cosmetiche, per le quali già si prevede il bando all'uso di animali dal 2013 (ma la data è già slittata diverse volte). I progetti selezionati verranno finanziati per il 100% delle spese. E se alternative interessanti saranno messe a punto, potrebbe da questo scaturire un positivo effetto moltiplicatore. Come spiegano alla Lav, «questi sistemi daranno informazioni sulla tossicità sistemica delle sostanze, perciò una volta validati potranno utilmente essere usati anche nell'industria farmaceutica». Leonora Pigliucci - 03/09/2009 Fonte: Liberazione Animale
La vivisezione non serve a niente, finanziamo i metodi alternativi
A Roma si è chiuso il congresso internazionale "Calling on science", il settimo promosso dall'Ecvam (il centro europeo di validazione dei metodi alternativi) per fare il punto sulla ricerca e lo sviluppo di metodologie ultra moderne che lavorano per il progresso della ricerca senza sacrificare nessuna vita.
da SunnyPink
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#531# 12 milioni di sacrificati l'anno le norme Ue devono cambiare
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:15
L'Unione europea si appresta a imprimere una svolta alla legislazione che attualmente regola l'uso degli animali nella ricerca scientifica a livello comunitario. Un'occasione per l'Europa per svolgere un ruolo trainante in vista del superamento di quello che sarà ricordato come immane olocausto animale: solo nel vecchio continente 12milioni di cavie sacrificate ogni anno in nome di una scienza crudele che nei loro confronti si è posta sinora ben pochi limiti etici. Da un anno è in discussione la proposta che dovrà aggiornare l'attuale Direttiva 609 del 1986, la prima a porre la questione della protezione delle cavie da esperimento. Concepita per scoraggiare l'uso di animali e promuovere metodi alternativi, la norma si è rivelata però inefficace, di fatto non portando ad alcuna limitazione effettiva. Il testo infatti non fissa che standard minimi di benessere, contiene poche specifiche e fa solo un vago riferimento a metodiche sostitutive (al momento dell'entrata in vigore, del resto, le alternative erano molto meno avanzate di oggi) e soprattutto concede di ricorrere a deroghe anche nei casi più estremi. Basti pensare all'importazione per fini sperimentali anche di primati ad altissimo rischio di estinzione o la possibilità di effettuare test di tossicità e prove altamente invasive anche senza anestesia su roditori, cani e gatti e scimmie. La Ue già da tempo, da una risoluzione del 2002, ha preso coscienza dell'inadeguatezza della direttiva 86/609, ma solo nel novembre 2008 per iniziativa del Consiglio d'Europa, ha preso avvio l'iter con la proposta di una nuova direttiva. Accolta con grande interesse da parte di tutte le associazioni animaliste europee, ha solo in piccola parte soddisfatto le aspettative che vi si riponevano. «Sicuramente è lontana anni luce dalla normativa di oggi - spiega la biologa Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav - ma visti i sondaggi svolti tra gli europei, che evidenziano che la maggioranza della popolazione è contraria alla vivisezione, e l'avanzamento dei metodi alternativi, ci aspettavamo molto più». Tra i punti positivi c'è la decisione di fissare un limite massimo di dolore cui gli animali potranno essere sottoposti, la creazione di nuove strutture in Europa per lo sviluppo e l'incentivazione dei metodi alternativi, l'inclusione di alcuni invertebrati e altre specie e l'estensione delle protezioni per le cavie usate nella ricerca di base, nella didattica e negli allevamenti. «Restano comunque fuori gli animali geneticamente modificati - continua Kuan - che non vengono tutelati neanche dalla legge italiana e che sono quelli che stanno facendo salire il numero degli individui usati ogni anno». La bozza, poi, non fissa un limite al riuso degli animali, che se sopravvissuti ai primi potranno perciò essere usati in altri test. Un risultato molto deludente riguarda le scimmie, per le quali si sperava di ottenere una moratoria, conquistata solo per i primati, che comunque potranno essere usati in casi eccezionali, di fatto aprendo così la porta a nuove deroghe. Si sottolinea anche quella che forse è la lacuna più profonda nel testo approvato finora, cioè l'assenza di obblighi su controlli etici e valutazioni scientifiche precedenti gli esperimenti e la possibilità di continuare a utilizzare animali senza autorizzazioni da parte di un'autorità che si era chiesto di istituire ad hoc. La bozza di modifica, approvata a maggio in prima lettura dal Parlamento, è passata ora al Consiglio dei Ministri, per essere poi votata nuovamente in seconda lettura, entro il 2010, dal Parlamento europeo. Intanto si susseguono le mobilitazioni, come una marcia virtuale sul sito www.makeanimaltestinghistory.org cui stanno partecipando oltre 55mila persone, perché la partita è ancora aperta: a giugno sono stati eletti i nuovi europarlamentari che potrebbero decidere di dar vita a un testo più vicino alle aspettative dei cittadini europei. L.P. - 03/09/2009 Fonte: Liberazione Animale
da SunnyPink
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#530# TORNA LA CACCIA A LUPO GRIGIO VIETATA PER ANNI
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:13
Dopo piu' di trent'anni di divieto, da settembre nell'Idaho si torna a cacciare il lupo grigio, simbolo vivente del vecchio West e protagonista negli Stati Uniti di storiche battaglie tra animalisti e cacciatori. Le autorita' hanno fissato l'apertura della caccia al primo settembre, ma gli oppositori sperano ancora in un ultimo colpo di scena e hanno fatto ricorso a un giudice della Federal District Court, Donald W. Molloy, che dovra' decidere se accogliere o meno gli appelli delle associazioni animaliste. I lupi grigi hanno perso il loro posto nella lista degli animali protetti cinque mesi fa, quando l'amministrazione Obama annuncio' che l'animale non necessitava piu' di una tutela speciale che ne garantisse la protezione. Gia' nel 2008 l'ex presidente George W. Bush aveva preso una decisione analoga, ma poi lo stesso giudice Molloy aveva bloccato il procedimento, reinserendo i lupi grigi tra le specie 'intoccabili'. Dal 1° settembre fino alla fine dell'anno, in Idaho saranno circa 6.000 i cacciatori che imbracceranno i fucili in cerca di lupi. In tutto, potranno essere uccisi 220 capi; qualora il numero venisse raggiunto prima del 31 dicembre, le autorita' chiuderanno la caccia in anticipo. Secondo il New York Times, non si tratta dell'unico Stato ad aver riaperto la caccia al lupo. Il prossimo sara' il Montana, dove la battuta avra' inizio il 15 settembre per un totale di 75 esemplari al massimo. La decisione di legalizzare nuovamente la caccia-simbolo del Far West va incontro alle richieste di cacciatori, allevatori e rangers delle Montagne Rocciose, che lamentano una crescita eccessiva nella popolazione dei lupi. Secondo il Fish and Wildlife Service, le misure di protezione degli ultimi decenni sarebbero state fin troppo efficaci, tanto da mettere a repentaglio la vita di bestiame, cervi, alci e altra selvaggina della zona. Di tutt'altro avviso sono gli animalisti di Sierra Club e Defenders of Wildlife, i due gruppi piu' attivi nella difesa del lupo grigio. Dal loro punto di vista, la caccia rischia di avere effetti disastrosi sulla diversita' genetica della specie: ''ricominciare a dare la caccia a questi animali - sostengono - vorrebbe dire condannarli un'altra volta al rischio estinzione''.
da SunnyPink
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il domenica, 23 agosto 2009
Ora 14:07
Un episodio di southpark

In "Che belli i vitelli" Stan e i compagni di classe visitano il ranch cittadino dell’allevatore Bob.
I ragazzi resteranno sconvolti alla vista dei vitelli incatenati e impossibilitati a muoversi, “in modo che non possano camminare o fare altri movimenti, cosi il tessuto dei loro muscoli rimane morbido e la carne diventa più tenera”. Stan non immaginava che i vitelli fossero i cuccioli delle mucche, altrimenti non avrebbe mai mangiato la carne di vitello.
Bob gli spiega che se il vitello “lo chiamassimo cucciolo di mucca in molti non lo mangerebbero”. I ragazzi si recano di notte al ranch per liberare i cuccioli di mucca prima che vengano mandati al mattatoio, e si barricano nella stanza di Stan con tutti i 23 vitelli. Dato che i ragazzi non hanno nessuna voglia di demordere interverrà anche la F.B.I., che prometterà ai ragazzi la liberazione dei vitelli dalla loro “schiavitù”.
Si tratta di un inganno però, verrà accontentata invece la loro richiesta più importante. Cambiare ufficialmente il termine vitello con cucciolo di mucca torturato, causando immediatamente una grande crisi dell’industria della carne.
Stan nel frattempo aveva deciso di diventare vegetariano: sul suo corpo sono iniziate a comparire delle strane piaghe e viene quindi ricoverato in ospedale. I dottori gli diranno che le macchie del suo corpo erano spuntate a causa di una malattia, la “vaginite acuta”, e che smettendo di mangiare carne lui si stava gradualmente trasformando in un “enorme unica passera”, per guarirlo sarebbero stati costretti a fargli un’endovenosa di puro sangue di manzo. Stan arriverà alla conclusione che è “sbagliato mangiare carne di vitello, perché viene trattato crudelmente, ma che se non mangi vitello diventi una passera.”
In questa puntata viene mostrata l’assurdità di certi atteggiamenti dell’essere umano, di come tratti diversamente gli animali, a seconda di parametri inconciliabili con la logica. In effetti non c’è alcuna differenza fra i vitelli e tutti gli altri bovini o animali che sono alla base della dieta carnivora.
Solo Stan decide di diventare vegetariano, gli altri non vogliono solo mangiare il vitello, dato che hanno scoperto che si tratta del cucciolo delle mucca. L’intento degli autori è quello di denunciare quell’ipocrisia con cui certe persone decidono per quale animale è legittimo provare compassione e per quale no. Per alcuni ad esempio non è giusto nutrirsi della carne di cavallo ma non si fanno alcun problema davanti alla costoletta di maiale.
In quest’episodio viene anche mostrata la differenza sostanziale fra l’atteggiamento che hanno i bambini e gli adulti nei confronti degli animali. Tranne Cartman, che alla vista del vitello incatenato immagina già una succulenta bistecca, tutti gli altri bambini rimangono letteralmente scioccati scoprendo cosa si cela dietro le loro pietanza a base di carne. Per convincerli a non “boicottare” la carne di vitello gli adulti adottano la soluzione dell’inganno.
Il bambino è disposto a rinunciare al piacere della carne per evitare il dolore e la sofferenza ai vitelli, ma i genitori non gli vogliono lasciare questa libertà di scelta. Innanzitutto nascondendogli delle informazioni, o travisando il significato delle parole, poi inventandosi questa malattia della vaginite.
Nell’episodio coloro che non mangiano carne sono o delle fighette o degli “straccioni, luridi Hippy del caxxo”. Perché l’immagine dei vegetariani è spesso associata a queste due categorie, nei loro confronti resistono preconcetti e disinformazione.
Dei genitori che decidono di crescere un figlio con una dieta vegetariana vengono visti come dei cattivi genitori, quasi dei tiranni, perché gli stanno imponendo le loro scelte, le loro convinzioni. L’opinione pubblica e la stampa sono pronti a accentuare la presunta pericolosità di certe scelte “alternative” , chiedendosi se tali genitori siano adatti ad allevare figli.
Regalargli solo gadget della propria squadra del cuore e fargli vedere sempre e solo calcio è diverso?
Decidere di battezzare un bambino di 20 giorni non è imporre la propria volontà e le proprie convinzioni?
“Un bambino non può essere cattolico, si parli semmai di figlio di genitori cattolici, i bambini sono troppo piccoli per sapere quale religione preferiscono”*
Avere dei bambini con vistosi e pericolosi problemi di obesità vuol dire essere dei bravi genitori? “ E’ davvero “tutta salute” ?
Costringere un bambino con “l’inganno” a mangiare certe pietanze è un atto innaturale e crudele, non è un’educazione alimentare, è una barbarie.
“Mi avete fatto mangiare carne di vitello senza dirmi cos’era. Sapevate che dei poveri cuccioli stavano soffrendo”
“Va’, pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo nutrimento nell’estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura. Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato? Quando ti sveglierai dal tuo sonno? Sei cose odia il Signore, anzi sette gli sono in abominio: occhi alteri, lingua bugiarda,
mani che versano sangue innocente, cuore che trama iniqui progetti,
piedi che corrono rapidi verso il male, falso testimone che diffonde menzogne
e chi provoca litigi tra fratelli. Figlio mio, osserva il comando di tuo padre,
non disprezzare l’insegnamento di tua madre. Fissali sempre nel tuo cuore,
appendili al collo..” (Proverbi, 6:6)
* Richard Dawkins Le illusioni di Dio
Recensione di: Fabrizio Cirnigliaro
da SunnyPink
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#526# Attivisti invadono strade di Giacarta
il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:55
Dozzine di attivisti indonesiani hanno protestato contro la caccia agli animali selvatici. Gli animalisti chiedono al governo di Giacarta di fermare l'uccisione illegale di tigri ed elefanti, usati nella medicina tadizionale. L'Indonesia è famosa per la sua grande biodiversità. Si calcola che ben 300.000 specie animali abitano i suoi numerosi ecosistemi. Ciò equivale al 17% della fauna di tutto il mondo. Con 515 specie, l'Indonesia ha più specie di mammiferi di qualsiasi altra nazione. There are 1539 bird species and 50% of all the world's fish species can be found in its marine and freshwater systems. Ci sono 1539 le specie di uccelli e il 50% di tutte le specie di pesci del mondo può essere trovato nella sua sistemi marini e di acqua dolce. Il commercio di animali selvatici è una seria minaccia per molte specie, in Indonesia. Oltre il 95% degli animali venduti sui mercati sono presi direttamente dal loro ambiente naturale e non dagli allevamenti in cattività. A ciò si aggiunge il fatto che più del 20% degli animali venduti muore nel corso del trasporto. Tuttavia, molte specie protette e minacciate sono venduti liberamente sui mercati, con le specie più rare venduti ai prezzi più alti. Circa 115.000 pappagalli ogni anno vengono catturati allo stato selvatico in Papua e Molucche, compreso il grande pericolo di palma Cockatoo (Probosciger atterimus), intitolato Black Lory (Lorius Lory) e Giallo Crested Cockatoo (Cacatua galerita) Ogni anno 1000 orango del Borneo sono merce di contrabbando. Per catturare i piccoli, i cacciatori uccidono le madri. Almeno un orango muore per ogni bambino catturato.
Tuttavia, l'isola ha anche la specie più minacciate. La World Conservation Union (IUCN, 2003), elenca in via di estinzione 147 mammiferi, 114 uccelli, 91 pesci e invertebrati. Perché non siano del tutto estinti nel prossimo futuro, sono richiesti molti sforzi di vitale importanza.
Nel 1999, circa 27.000 tartarughe marine sono state macellate a Bali per il satay (una delle "delicatezze" dell'isola) e il loro guscio è stato usato per fare ornamenti a basso costo per i turisti. Anche se c'è stato un certo successo nella lotta contro il commercio e la riduzione del 80%, il contrabbando illegale di tartarughe a Bali continua.
Il 40% degli animali selvatici catturati perde la vita a causa delle crudeltà e per il dolore inflitto durante la cattura, il trasporto in gabbie anguste e inadeguate, senza cibo e acqua. Il 60% degli animali scambiati illegalmente in mercati locali della fauna selvatica, sono teoricamente protetti dalla legge.
da SunnyPink
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#523# Tossicologia per il XXI secolo
il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:45
“Nature”: gli esperimenti su animali ostacolano il progresso della medicina Una forte critica al metodo della sperimentazione animale NATURE pubblica nel numero di luglio un articolo di 4 fittissime pagine firmato da Thomas Hartung, farmacologo e tossicologo tedesco dell’Università di Costanza, dal titolo “TOSSICOLOGIA PER IL XXI SECOLO: solo un radicale rinnovamento della sperimentazione tossicologica ci consentirà di affrontare le prossime sfide per la tutela della salute e dell’ambiente Hartung mette sotto accusa la capacità predittiva dei test effettuati su animali per quanto riguarda gli effetti sull’uomo e fa notare che la sperimentazione animale ha impedito fino ad oggi a molti farmaci innovativi ed efficaci di raggiungere il mercato. Prima che le sostanze di sintesi o i farmaci possano essere commercializzati, essi devono infatti essere testati per i loro eventuali effetti nocivi alla salute. Questi test si traducono, nella grande maggioranza dei casi, in prove effettuate su animali. “Non siamo ratti da 70 kg!” dice Hartung, “gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso, vivono più a lungo … e inoltre sono esposti ad una grande varietà di fattori ambientali (…) se non fossero stati effettuati tanti test su animali, oggi avremmo probabilmente disponibili modi più efficaci di curare le malattie.” Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico EQUIVITA dichiara “Le affermazioni di Hartung, che siamo felicissimi di leggere su “Nature”, sono identiche a quelle che facciamo da oltre 30 anni e che sempre abbiamo visto respinte. Non recriminiamo per il mancato riconoscimento (che non ci interessa) recriminiamo per i molti anni persi nella cura di tante malattie; per la lunga sofferenza, durante questi anni, di persone e animali.” Dopo la pubblicazione, avvenuta due anni fa, del rapporto “Tossicologia del XXI secolo, una visione e una strategia” da parte del NRC, Consiglio Nazionale delle Ricerche USA, l’attuale articolo di Hartung - che ringraziamo per il coraggio e la chiarezza della sua esposizione – è la seconda tappa nel rapido avvento, ormai più che sicuro, del nuovo paradigma scientifico che vedrà la fine della sperimentazione animale, poiché “Avviene spesso che la credenza universale di un’epoca, dalla quale nessuno era libero senza uno sforzo straordinario di genialità o di coraggio, diventi in un’epoca successiva un’assurdità talmente evidente che l’unica difficoltà è di capire come tale idea fosse mai potuta apparire credibile” Comitato Scientifico EQUIVITA
sulla rinomata rivista scientifica “NATURE”
denuncia l’inaffidabilità dei dati ottenuti con il “modello animale”
Su “Nature”, Hartung illustra con grande accuratezza scientifica le ragioni per cui tale impostazione ha sempre recato danno alla ricerca. E’ molto difficile, egli dice, che i risultati forniti dalla sperimentazione animale possano essere trasferiti all’uomo. Egli spiega ad esempio che circa il 60% delle sostanze che, in seguito ai test su animali, vengono classificate come tossiche, sono in realtà innocue per l’uomo. Di conseguenza avviene che numerosi farmaci o sostanze chimiche non vengano autorizzati, malgrado possano essere tollerati dall’uomo senza problemi. Come pure avviene che svariate nuove sostanze, quali ad esempio delle proteine e degli anticorpi, progettate su misura per l’uomo, non siano state sviluppate perché le prove successivamente eseguite su animali non hanno potuto confermare la loro efficacia.
Hartung propone una nuova e moderna strategia tossicologica - che faccia uso delle mille nuove possibilità offerte dai recenti sviluppi della scienza – la quale utilizzi le cellule umane … e ottenga in tal modo risultati reali e affidabili!
Questo porterebbe grande beneficio sia agli uomini che agli animali.
John Stuart Mill
Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949, + 39.335.312951
E-mail: equivita@equivita.it; www.equivita.it
da SunnyPink
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#522# Boicottiamo la pubblicità
il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:41
La News Corp. di Murdoch perde per il crollo delle entrate pubblicitarie. A Mediaset cala la pubblicità meno 12-13% primo semestre 2009, dopo che negli ultimi due mesi del 2008 aveva perso 40 milioni di raccolta. Il 57% degli Europei non è andato a votare. Il partito dei Pirati svedesi è entrato in Parlamento a Strasburgo... Vuoi vedere che qualcosa sta cambiando? Vuoi vedere che la crisi rende un po' tutti più consapevoli? E mi chiedo: Perché non boicottiamo la pubblicità? Come? Io penso che la pubblicità sia la tangente, pagata dai consumatori (questa è la tragicomica!), che appiattisce ogni volontà informativa. Chi è l'editore che pubblica qualcosa che potrebbe danneggiare l'immagine della società con cui detiene un importante contratto pubblicitario? Senza pubblicità sarebbe un altro mondo. Provate a pensarci? Immaginatevi di dovervi informare anziché affidare a un iper prezzolato testimonial o a un claims seduttivo, a una scosciata consumistica, a un seno ammiccante. Provate a pensare a una informazione libera remunerata dai suoi lettori, sostenuta da editori responsabili del ruolo sociale, che percepisce sì contributi pubblici per la funzione svolta. Le industrie serie che da sempre svolgono la loro attività responsabilmente non avrebbero nulla da temere, anzi! I valori dei propri contenuti sarebbero ancor più apprezzati, mentre la pubblicità appiattisce tutto! Il mondo digitale credo, si indirizzerà verso questa meta, anche se oggi sembra quasi impossibile. E i consumi dovranno contenere una risposta sociale, favorire la crescita del potenziale individuale, coinvolgere le persone e valorizzarle nella loro sensibilità e nel loro talento. Se l'interattività sta alla base della nuova realtà, sostituendo la distruttiva passività cerebrale, la pubblicità perde di significato, non ha più nessun appeal. Nessuno sano di mente è disposto a farsi raggirare e sottomettere le proprie scelte a un idiota, pagata testimonianza. Non solo, ma nemmeno farsi scippare le proprie risorse visto che la pubblicità è un costo per il consumatore che non solo lo abbindola, ma gli fa notare quanto è stupido ad alimentare le tasche altrui per la propria dabbenaggine. Sono convinto che la caduta della pubblicità "regresso" può solo giovare all'umanità e alla ripresa di una civiltà consapevole e responsabile. Fra non molti anni ci volgeremo indietro e capiremo come eravamo!... e i nostri figli rideranno... per la tragicomica idea su cui si basava la società dei consumi. Luigi Boschi 
Esattamente comportandoci all'opposto di cosa la pubblicità propone. Renderla inutile, anzi deprezzabile. Non compriamo prodotti di campagne pubblicitarie.
Compriamo invece chi fa informazione di prodotto, scientifica, in internet, sul punto vendita, chi utilizza packaging biodegradabile. Insomma chi adotta criteri di responsabilità e sostenibilità sociale.
Non solo ma credo che a tutti i media con pubblicità debbano essere tolti ogni contributo o provvidenze pubbliche di qualsiasi tipo.
La pubblicità commerciale è divenuta il cancro di questa società. Se all'inizio dello sviluppo industriale poteva essere un volano di coinvolgimento, la sua massificazione e concentrazione è divenuta devastante. Abbinata alla tv di massa è una necrosi cerebrale. La devastazione sociale è stata radicale. E' la stupidità globalizzata. E' un processo di deresponsabilizzazione che impedisce, a una società capace, di intendere e volere. Produce dementi!! Zombie! E' la società del gossip e dello spettacolo integrato!
Le persone dovrebbero iniziare a contestare loro stessi, i propri consumi che li rendono schiavi a vita.
Provate ad immaginarvi cosa sarebbe invece consultare informazioni in rete, sul packaging, sui luoghi d'acquisto con personale istruito per soddisfare le legittime pretese conoscitive di ciò che si mangia o si utilizza.
Nella società della pubblicità è sparita l'informazione. Tutto è celato e falsato. Chi detiene la pubblicità ha il banco in mano perché controlla consumi, informazione e produce adepti ripetibili! Il consumatore e i suoi bisogni si producono!
Provate per qualche tempo a non comprare prodotti pubblicizzati sui media, a non sottostare a questa ormai demenziale realtà. Possibile crescere in una società declinata sulla stupidità sociale e d'acquisto?
Tutto dipende da noi dalla nostra forza di uscire da questa puzzolente palude! Divulgate questa idea, coinvolgete amici e conoscenti, dotiamoci di anticorpi: la pubblicità è uno dei peggiori virus, insieme alla finanza, che silente sta distruggendo la nostra società, le nostre menti. (Parma, 07/08/2009)
da SunnyPink
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il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:49
Febbre suina: rischi per la salute ed enormi spese per i vaccini. Chi paga?
[COMUNICATO STAMPA]
FEBBRE SUINA: RISCHI PER LA SALUTE
ED ENORMI SPESE PER I VACCINI.
PERCHE' GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI NON
PAGANO, VISTO CHE SONO LA CAUSA DEL PROBLEMA?
28 luglio 2009
Secondo il Ministro del Welfare, in Italia verranno vaccinati contro la febbre suina, o virus H1N1, 8,5 milioni di italiani entro l'anno e da gennaio 2010 tutta la fascia di popolazione tra i 2 e i 27 anni, per un totale di 15,4 milioni di persone.
Vaccinare, però, non risolverà la situazione, se il problema non viene attaccato alla radice: questo genere di epidemie sono causate dagli allevamenti intensivi, dalle condizioni di sovraffollamento e di scarsa igiene. Fino a che non si interverrà sui modelli di consumo, fino a che non si farà educazione - per prevenire - anziché tentare di correre ai ripari troppo tardi, questi problemi non potranno che aumentare nel tempo.
Il mercato della carne ormai è globale, una polpetta che compriamo in un supermercato in Italia può essere stata prodotta con carni provenienti da tre diverse nazioni sparse nel mondo. Gli allevamenti sono sempre più industrializzati in tutto il mondo, e quindi sempre più pericolosi per la quantità di animali allevati e le epidemie che in essi si possono sviluppare.
Non basta che gli animali siano riempiti di antibiotici e altri farmaci, perché le condizioni in cui sono costretti a vivere sono talmente innaturali, l'affollamento è talmente spinto, l'igiene è talmente scarsa, che è impossibile che periodicamente non scoppino epidemie più o meno estese. Gli animali non sono macchine, come a molti allevatori e consumatori fa comodo pensare, quindi si ammalano se costretti a vivere in condizioni insostenibili per qualsiasi essere vivente.
Quando accade, però, chi paga, da un punto di vista economico (perché gli animali già pagano con la propria vita, sempre e comunque), non sono certo le industrie dell'allevamento intensivo, ma sono sempre i cittadini con le loro tasse. Anzi, spesso in casi di epidemie i proprietari degli allevamenti vengono perfino "risarciti" - coi soldi pubblici - anziché essere puniti per il danno procurato alla salute pubblica e all'ambiente.
Oltre a questo, chiediamoci quanti saranno i danni più o meno gravi alla salute delle persone che verranno vaccinate: un vaccino è un farmaco, e come tale ha sempre degli effetti collaterali, variabili da una persona all'altra, che possono anche essere molto gravi.
Per frenare questo problema occorre agire su due fronti: su quello istituzionale, per porre fine a questa inammissibile regalia di denaro dei cittadini ai proprietari delle industrie zootecniche, e per far diminuire il numero di animali allevati; non possono esistere tecniche di allevamento "sostenibili" finché il numero di animali allevati rimane così enorme, e anzi, cresce di anno in anno. Ma occorre agire anche sul fronte personale, perché la responsabilità non è solo degli allevatori o dei governi, ma anche dei consumatori, che devono rendersi conto che l'attuale livello di consumo di carne, pesce e altri prodotti animali è quello che causa questi problemi.
E' impossibile continuare con questi livelli di consumo e allo stesso tempo chiedere "sicurezza" sanitaria. I consumi di carne vanno diminuiti, in modo drastico, da subito, se vogliamo arginare i pericoli sanitari, oltre che quelli ambientali.
da SunnyPink
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#516# Come l'Europa aiuta i produttori di latte
il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:44
Usando i soldi delle tasse di tutti, si finanzia il settore lattiero-caseario.
Qualcuno si ricorda il gingle pubblicitario che accompagnava l'ossessione del dott. Antonio per l'enorme Anitona (Ekberg) nell'omonimo film di Fellini? "Bevete piu' latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le eta'"... Erano i primi anni '60 e non si parlava ancora di effetto serra, il latte era quasi unanimemente considerato il cibo sano e nutriente per eccellenza, eravamo in un paese che uscito dalla guerra conosceva una prima prosperita' economica di massa. L'attenzione agli animali era patrimonio di pochissime persone.
Sono passati 50 anni, e a leggere il comunicato stampa della Commissione Europea del 22 luglio "La crisi del latte: le misure proposte dalla Commissione per stabilizzare il mercato", sembra di essere ritornati a quei tempi. Come se l'effetto serra non esistesse, i danni che il consumo di latte provoca alla salute non si conoscessero, come se anche la pur riduttiva idea del "welfare animale" fosse di la' da venire.
Il comunicato esordisce con: "La Commissione europea continuerà a fare tutto quanto è in suo potere per sostenere gli allevatori e stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari". Basterebbe questo per suscitare la legittima indignazione non solo degli animalisti, ma degli ambientalisti (informati e coerenti) e di tutti coloro, medici in primis, che dovrebbero occuparsi di salute pubblica e prevenzione, nonche' di tutti i semplici cittadini minimamente informati sulla materia.
Misure di aiuto agli allevatori
Vediamo brevemente alcune delle misure che la Commissione intende attuare:
Se andiamo a leggere il documento originale, Technical annex: Dairy market situation 2009, troviamo pero' delle buone notizie.
Ad esempio scopriamo che la produzione di latte in UE, malgrado l'innalzamento delle quote del 2,5%, e' invece scesa di uno 0,9%: da 137,8 milioni di tonnellate nel 2007/08 a 136,4 nel periodo 2008/09. La produzione del latte e dei prodotti derivati cala in percentuali variabili tra l'1,3 e il 2,5%.
I commenti sconsolati dei redattori del rapporto imputano questo calo alla crisi economica e finanziaria, ai prezzi piu' cari per prodotti di qualita'; inoltre, e ben venga, e' in declino l'uso di derivati del latte nei processi industriali.
E' relativamente noto che i meccanismi regolatori europei si basano su un complesso sistema di denominazione e classificazione di merci e prodotti. In questo rapporto, nel prendere atto di diverse richieste di deregolamentazione, si cita la questione del latte di soia in questi termini: "E' chiaro che una denominazione che presenti le bevande di soia come un'alternativa al latte significhi un incremento delle vendite probabilmente a danno del latte 'vero', e questo, quando questo prodotto e' gia' largamente a disposizione dei consumatori che lo preferiscono o che ne hanno bisogno" (dal paragrafo 4.1 "Marketing standars milk products" del documento sopra citato). E' lampante la serena imparzialita' degli estensori di questo documento...
Un altro dato preoccupante (per loro) e' che, pur in mancanza di dati precisi, riportano che l'uso di sostituti del formaggio e' in aumento.
Promozione del consumo di latte e latticini
Prima ancora che le varie forme di aiuti diretti e indiretti agli allevatori, quello che sconcerta - e indigna - sono le misure per la promozione del consumo di latte e derivati. E' come se qualche decennio fa, quando in Europa si e' vissuta la crisi della siderurgia che e' costata centinaia di migliaia di posti di lavoro, invece di approntare piani di riconversione e di sostegno al reddito si fosse proposto di costruire automobili "corazzate" per impiegare piu' acciaio... solo che in questo caso e' molto peggio, perche' ci va di mezzo la vita degli animali, l'ambiente e la salute umana.
Ma veniamo alle misure promozionali:
La pubblicita' paga e lo si riconosce nel rapporto affermando che "il cofinanziamento a livello nazionale ed europeo di progetti promozionali avviati dalle organizzazioni commerciali costituisce un valido incentivo".
La potente lobby degli allevatori
Nel documento "Comunicazione della Commissione al Consiglio: la situazione del mercato lattiero nel 2009" leggiamo nel prologo che il mercato ha registrato un clamoroso calo dei prezzi e che questa situazione "ha scatenato un grande scontento tra gli allevatori che hanno organizzato varie manifestazioni"... e non sempre precisamente pacifiche.
Leggiamo sempre in questo documento che nel 2009 l'UE ha finora acquistato 81.000 tonnellate di burro (8% della produzione del primo semestre) e 321.000 tonnellate di latte in polvere (43.5% sempre del primo semestre) per un costo stimato di questa e delle altre misure attuate nell'anno di 600 milioni di euro. In totale, dalla riforma del 2003, "a titolo compensativo sono stati distribuiti ai produttori di latte 5 miliardi di euro sotto forma di aiuti diretti al reddito legati alla produzione".
C'e' davvero da domandarsi quale logica ci sia in un sistema che sostiene una produzione non richiesta dal mercato quando oltretutto questa produzione e' dannosa per l'ambiente e causa di enormi sofferenze per milioni di animali.
Anche altri settori ottengono aiuti sotto varie forme, ad esempio defiscalizzazioni per gli investimenti, prestiti agevolati, "rottamazione" (come di recente per l'auto) ma questo genere di sostegno e' la norma per il settore dell'allevamento. Basti pensare al plateale sconto sull'IVA applicato sul latte: il 4% per il latte "vero" contro il 20% che grava sul "latte di soia" tanto inviso alla lobby di Bruxelles degli allevatori.
Questi documenti rendono bene quel misto di ottusita' dei politici e di potenza delle lobby che determinano queste politiche a livello comunitario. Politiche che sono un danno per tutti e per lo sviluppo di un'economia sostenibile, e non solo per gli animali che ne pagano ovviamente il prezzo piu' alto.
Opporsi alla lobby di chi sfrutta animali e devasta l'ambiente
Dare il nostro personale contributo al "crollo del mercato del latte" e' il minimo che possiamo fare, ma oltre a consumare "latte di soia" al posto di quello "vero" possiamo fare molto di piu'.
La campagna "Stop ai sussidi ad allevatori e pescatori" promossa dal Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione ha l'obiettivo di far cessare questa vergogna dei miliardi di euro regalati ai vari settori dell'allevamento e quello, fondamentale, di fare informazione.
Informazione onesta, perche' quella che fa l'UE sul latte non lo e'.
Articolo a cura di Valter Fiore
Fonte:
Commissione Europea, La crisi del latte: le misure proposte dalla Commissione per stabilizzare il mercato, 22 luglio 2009
da SunnyPink
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