Glitter Text Generator


#550# Settimana europea dello squalo - 10-18 ottobre

il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:48

Shark finning: una crudelta' inaudita che sta facendo strage di squali.

Dal 10 al 18 ottobre 2009 è la settimana europea dello squalo. Vogliamo cogliere questa occasione per iniziare a fare informazione sulla terribile realtà dello "shark finning", una pratica così brutale che vien da chiedersi come possano esistere persone disponibili a esserne complici - e mandanti.

Chi sono gli squali

Gli squali non sono affatto animali "pericolosi e feroci" come una certa pubblicità e una diffusa ignoranza ci hanno portato a credere. Sono animali intelligenti e mansueti con gli umani, lasciano i subacquei nuotare con loro, giocare, e si fanno anche accarezzare, come si può vedere da alcuni documentari.


Guarda il video delle esplorazioni subacquee di Umberto Pelizzari con gli squali alle Maldive.

In un anno ci sono solo una decina persone uccise dagli squali in tutto il mondo, e non perché gli squali se le mangino come prede, ma per situazioni in cui gli animali hanno agito per autodifesa. Un numero ridicolo, che non giustifica assolutamente le nostre paure.

Infatti è più pericoloso giocare a golf che nuotare nell'oceano con gli squali. Ci sono più golfisti uccisi dai fulmini ogni anno che incidenti mortali con gli squali. Molti più nuotatori vengono colpiti e uccisi da una barca, ogni anno, di quanti ne vengano attaccati dagli squali.

In compenso, l'uomo uccide ogni anno cento milioni di squali, per motivi futili e stupidi.

Chi è il vero pericolo? Gli squali che vivono nel loro ambiente e non ci fanno nulla di male, o noi umani, che non sappiamo nulla di questi animali, nella nostra ignoranza li dipingiamo come killer e li lasciamo sterminare in modo violento per motivi futili?

Cosa sta facendo l'uomo agli squali

Ogni anno vengono uccisi 100 milioni di squali dalle "longline", lenze lunghe decine di chilometri con migliaia di ami armati su tutta la loro lunghezza; oppure "per sport"; oppure dalla pratica barbara chiamata "shark finning". Con lo shark finning gli squali vengono presi all'amo e trascinati sulla barca e poi con lunghi coltelli vengono tagliate via le loro pinne mentre sono ancora vivi. Vengono poi ributtati in acqua, dove, incapaci di nuotare perché senza pinne, raggiungono il fondo dell'oceano e lì agonizzano fino alla morte oppure vengono attaccati da altri pesci.

Guarda il video sullo shark finning:

Gli squali sono anche uccisi per i loro denti e le loro mandibole, per la pelle con cui si fanno scarpe e cinture. Vengono macellati per ottenere l'olio di fegato di squalo o per la cartilagine, usata per pseudo cure contro il cancro.

Noi umani uccidiamo gli squali perché abbiamo paura di loro, per ricavare cibo, per sport, e, nel modo più cruento di tutti gli altri, per farne una zuppa costosissima e insapore.

E' lo sterminio di massa degli squali con le longline e le reti all'unico scopo di tagliare loro le pinne la causa dell'incredibile diminuzione della popolazione di squali nel mondo. Le pinne sono molto costose e per i pescatori è un ottimo affare.

Il disastro sull'ecosistema

Oltre alla sofferenza dei singoli individui, che vengono uccisi in maniera così cruenta, ci sono anche i problemi causati all'ambiente e ad altri animali marini da questa sistematica distruzione di una specie che è ormai arrivata sull'orlo dell'estinzione.

Il 90% della popolazione mondiale di squali è stata sterminata, e gli squali vengono uccisi in modo più veloce di quanto riescano a riprodursi. Questo minaccia la stabilità dell'ecosistema marino di tutto il mondo. Gli squali sono il predatore all'apice della catena alimentare, hanno dato forma alla vita marina degli oceani per oltre 400 milioni di anni e sono essenziali alla salute del pianeta, e quindi anche alla sopravvivenza dell'uomo che oggi li sta uccidendo senza pietà.

Non sappiamo abbastanza dell'ecologia marina per capire del tutto l'impatto che avrà questo incredibile massacro di squali. Ci saranno delle conseguenze gravi. La vita negli oceani è stata danneggiata profondamente. Una cosa che spesso dimentichiamo è che gli squali sono diversi dagli altri pesci. Non depongono centinaia di migliaia di uova. Molti squali ci mettono 15 anni per raggiungere la maturità, e mettono al mondo un solo cucciolo ogni anno. Una riproduzione così lenta e fragile significa che questa specie potrebbe non riuscire a riprendersi dal danno che ha già subito finora per mano umana.

La settimana europea dello squalo

La Settimana europea dello squalo 2009 si svolge dal 10 al 18 ottobre 2009. Tutti i cittadini europei avranno l'opportunità di dimostrare il loro sostegno alla salvaguardia degli squali e promuovere il cambiamento. Durante la scorsa edizione della Settimana europea dello squalo sono state organizzate oltre 200 attività e raccolte più di 100.000 sottoscrizioni alla petizione indirizzata ai Ministri della pesca europei, affinché appoggiassero il Piano d'Azione.

Il nuovo Piano d'Azione comunitario per gli squali, adottato dalla Commissione Europea grazie anche alla pressione di tanti cittadini può portare a grandi miglioramenti delle politiche europee per gli squali, incluso il rafforzamento del divieto di finning.

 

Quest'anno, la campagna si rivolge ai Governi nazionali affinché applichino alcune delle misure previste dal Piano d'Azione, tra cui il rafforzamento del divieto di finning ed il divieto assoluto di pesca di alcune specie di squali particolarmente a rischio. In particolare, la petizione europea di quest'anno si rivolge alla Spagna, la nazione europea più attiva nella pesca degli squali.

Cosa puoi fare tu

Secondo quanto riportato da Shark Alliance, l'Italia è il maggior consumatore di carne di squalo in Europa e il quarto importatore nel mondo di prodotti di squalo (13.000 tonnellate nel 2006). Vengono importati anche spinaroli e gattucci, squali di piccola taglia che vengono registrati separatamente.

Ovviamente la prima cosa da fare è non mangiare zuppa di pinne di squalo - ma nemmeno qualsiasi altro cibo a base di animali uccisi.

Oltre a questo, ci sono varie cose che ciascuno di noi può fare per mettere a conoscenza altre persone di questo disastro e invitarle a non essere più complici di questo massacro.

Petizione europea

La petizione, rivolta al Governo spagnolo, può essere firmata on-line:
Firma la petizione on-line

Per scaricare la petizione cartacea da far firmare ai tavoli informativi:
Scarica il modulo da stampare

Impegno per gli scienziati

Esiste anche una dichiarazione da sottoscrivere per gli scienziati alla pagina:
http://www.conservesharks.org/

Diffondi questa pagina

Invia un link a questa pagina ai tuoi conoscenti e condividila su Facebook usando il link in fondo alla pagina "Condividi su Facebook".

Diffondi l'informazione con questo pieghevole di Sea Shepherd

Questo pieghevole è utile da stampare e distribuire:
Scarica il pieghevole di Sea Shepherd

Per gli insegnanti

Gli insegnanti possono coinvolgere i ragazzi di elementari e medie inferiori con un opuscolo apposito e con la partecipazione al concorso di disegno sugli squali e il mare.

Scarica l'opuscolo per i ragazzi

Partecipa al concorso di disegno (entro il 31 ottobre 2009)

Approfondimenti

Vari articoli, in italiano:
Articoli su SharkAlliance

Video, in inglese:

Film Sharkwater

Umberto Pelizzari's Breathtaking Freedives - Maldives, Whale Sharks

Splash! Simon Enderby - Shooting sharks

Mark Addison - Shark School



da SunnyPink
pensieri, etica, film, foto, animali, protesta, notizie, video, salute, caccia, pesca, documentario, petizione, riscaldamento globale, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#526# Attivisti invadono strade di Giacarta

il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:55

Dozzine di attivisti indonesiani hanno protestato contro la caccia agli animali selvatici. Gli animalisti chiedono al governo di Giacarta di fermare l'uccisione illegale di tigri ed elefanti, usati nella medicina tadizionale.

L'Indonesia è famosa per la sua grande biodiversità. Si calcola che ben 300.000 specie animali abitano i suoi numerosi ecosistemi. Ciò equivale al 17% della fauna di tutto il mondo. Con 515 specie, l'Indonesia ha più specie di mammiferi di qualsiasi altra nazione. There are 1539 bird species and 50% of all the world's fish species can be found in its marine and freshwater systems. Ci sono 1539 le specie di uccelli e il 50% di tutte le specie di pesci del mondo può essere trovato nella sua sistemi marini e di acqua dolce.
Tuttavia, l'isola ha anche la specie più minacciate. La World Conservation Union (IUCN, 2003), elenca in via di estinzione 147 mammiferi, 114 uccelli, 91 pesci e invertebrati. Perché non siano del tutto estinti nel prossimo futuro, sono richiesti molti sforzi di vitale importanza.

Il commercio di animali selvatici è una seria minaccia per molte specie, in Indonesia. Oltre il 95% degli animali venduti sui mercati sono presi direttamente dal loro ambiente naturale e non dagli allevamenti in cattività. A ciò si aggiunge il fatto che più del 20% degli animali venduti muore nel corso del trasporto. Tuttavia, molte specie protette e minacciate sono venduti liberamente sui mercati, con le specie più rare venduti ai prezzi più alti.

Circa 115.000 pappagalli ogni anno vengono catturati allo stato selvatico in Papua e Molucche, compreso il grande pericolo di palma Cockatoo (Probosciger atterimus), intitolato Black Lory (Lorius Lory) e Giallo Crested Cockatoo (Cacatua galerita)
Nel 1999, circa 27.000 tartarughe marine sono state macellate a Bali per il satay (una delle "delicatezze" dell'isola) e il loro guscio è stato usato per fare ornamenti a basso costo per i turisti. Anche se c'è stato un certo successo nella lotta contro il commercio e la riduzione del 80%, il contrabbando illegale di tartarughe a Bali continua.

Ogni anno 1000 orango del Borneo sono merce di contrabbando. Per catturare i piccoli, i cacciatori uccidono le madri. Almeno un orango muore per ogni bambino catturato.
Il 40% degli animali selvatici catturati perde la vita a causa delle crudeltà e per il dolore inflitto durante la cattura, il trasporto in gabbie anguste e inadeguate, senza cibo e acqua. Il 60% degli animali scambiati illegalmente in mercati locali della fauna selvatica, sono teoricamente protetti dalla legge.

www.libero-news.it


da SunnyPink
pensieri, etica, foto, animali, protesta, notizie, zoo , caccia, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#514# Video dei Modest Mouse a sostegno di Sea Shepherd

il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:39

Notizia da: Sostegno a Sea Shepherd in Italia

Un bel video di animazione diretto da Heath Ledger.

Comunicato di Sea Shepherd del 3 agosto 2009

I Modest Mouse hanno annunciato oggi l'uscita del tanto atteso video della canzone "King Rat", diretto da Heath Ledger. Nel gennaio 2007, durante una visita alla sua citta' natale in Australia, Heath Ledger aveva proposto a Isaac Brock dei Modest Mouse l'idea di produrre un video per la loro canzone "Kings Rat". La visione di Heath, per sua natura coraggiosa e senza compromessi, si sarebbe ben sposata con qul tipo di musica, forte e originale, e con la sua ferma posizione contro la caccia commerciale alla balena che ha luogo illegalmente ogni anno al largo delle coste dell'Australia. Abituato a seguire quel che il cuore gli dettava e a prendere posizione contro cio' che trovava profondamente ingiusto, Heath intendeva sensibilizzare il pubblico sulle attuali pratiche di caccia alla balena attraverso un video efficace a cui non dovesse essere aggiunta nessuna parola. Voleva lasciare la storia parlare da se', con il suo ribaltamento della realta'.

Il video fu progettato fin nei minimi dettagli, ma rimase incompiuto alla morte di Heath, avvenuta nel gennaio 2008. In suo onore, la compagnia "The Masses" (un'azienda di produzione di video e musica di cui Heath faceva parte), ha deciso di terminare e pubblicare il video, con l'aiuto di Isaac Brock. Il video e' stato co-diretto e illustrato da Daniel Auber, con animazioni di Norris Houk e Jade Taglioli e prodotto da Sara Cline di The Masses.


Guarda il video cliccando sull'immagine qui sopra

Il video sara' disponibile dal 7 agosto su iTunes. Tutti gli incassi dei download da iTunes nel primo mese di rilascio verranno elargiti come donazione alla Sea Shepherd Conservation Society.

Heath Ledger aveva incontrato il Capitano Paul Watson e Susan Weingartner nell'autunno del 2007 per mostrare loro la vesione non ancora finita di questo video. La Sea Shepherd Conservation Society e' onorata di essere associata a questo lavoro importante e spera che questo video serva a portare l'attenzione del pubblico sul massacro illegale di belene che si svolge ogni anno del Santuario delle balene dell'Oceano del Sud.

Fonte:
"King Rat" Modest Mouse Video Directed by Heath Ledger Supports Sea Shepherd, 3 agosto 2009


da SunnyPink
pensieri, etica, foto, animali, protesta, video, caccia, pesca, documentario, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#513# Caccia alle foche in Namibia: silenzio stampa

il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:37

Giornalisti assaliti e condannati per aver voluto documentare il massacro delle foche in Namibia.

Dopo l'arresto, avvenuto il 16 luglio, dei giornalisti Bart Smithers (Sud Africa) e Jim Wickens (Regno Unito), i due sono stati condannati per essere entrati in un'area marina protetta senza il permesso della guardia costiera della Namibia. Il processo si e' tenuto nella cittadina costiera di Swakopmund.

L'Associated Press riferisce che e' stata offerta a Smithers e Wickens la scelta tra 12 mesi di prigione e una multa di 10.000 dollari Namibiani (circa 1000 euro) piu' una sentenza di sei mesi con la condizionale. Il loro datore di lavoro, Ecostorm, ha pagato la multa per i due giornalisti.

Le leggi della Namibia proibiscono ai media di rendere nota l'orribile carneficina delle foche, paragonabile per ferocia solo allo sterminio annuale di foche che avviene in Canada, il piu' grande massacro di animali marini sul pianeta. I giornalisti sperano che la loro condanna serva a portare l'attenzione su questo problema, raramente trattato dai media.

Le foche vengono massacrate ogni anno sulla costa della Namibia come capri espiatori delle pratiche di sovrasfruttamento della pesca da parte dell'uomo: danno la colpa della scarsita' di pesce alle foche, quando e' noto da fonti scientifiche che questo e' invece dovuto al sovrasfruttamento dei mari da parte dell'uomo. La stessa scusa e' usata dal Canada per la continuazione dello sterminio di foche, da tutti riconosciuto come crudele e non necessario.

I giornalisti non sono stati ascoltati dal magistrato relativamente alla loro denuncia di aggressione violenta da parte dei cacciatori di foche namibiani.

Le nazioni che praticano la caccia alle foche hanno sempre avuto l'abitudine di chiudere un occhio sulle violenze dirette a chi cerca di documentare e rendere nota al pubblico questa attivita'. Nel 2005, gli attivisti di Sea Shepherd furono assaliti da cacciatori di foche armati di bastoni mentre tentavano di documentare lo sterminio delle foche in acque internazionali al largo della costa est del Canada. Di nuovo nel 2008, gli attivisti di Sea Shepherd sono stati tenuti sotto il tiro delle armi e fatti allontanare. Gli ufficiali di bordo Alex Cornelissen e Peter Hammarstedt vennero detenuti in custodia e successivamente rilasciati su cauzione.

Non ci sorprende quindi che il governo della Namibia si metta dalla parte dei cacciatori e ignori la palese ingiustizia e la violenza fisica usata per fermare la verita' che sarebbe stata diffusa grazie alle telecamere.

Sea Shepherd plaude al tentativo di Smithers e Wickens di rendere pubblico il massacro di foche compiuto dalla Namibia.

Fonte:
Sea Shepherd, Assaulted Journalists Convicted for Documenting Seal Slaughter, 22 luglio 2009


da SunnyPink
etica, animali, protesta, notizie, caccia, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#505# Danimarca: strage di cetacei sulle coste delle isole Fær Øer

il martedì, 30 giugno 2009
Ora 15:30

Ogni anno, nelle Isole Faroe, Danimarca, si consuma la crudele strage dei Delfini Calderones. Per tradizione, fin dal '500, gli abitanti del posto si precipitano sulla costa per massacrare senza pietà con accette, uncini e martelli fino a 3500 cetacei. Per assistere allo spettacolo, anche i bambini sono esentati da scuola, come per ogni tradizionale festa popolare. Il massacro non avviene per fini alimentari, perché la carne di questi animali contiene valori di metalli pesanti e tossine che superano lo standard UE per gli alimenti. Il territorio è sotto la giurisdizione della Danimarca, ma di fatto le Isole Faroe sono autonome, soprattutto in materia di ambiente e pesca.
Come è comprensibile, eliminare interi branchi di animali marini, oltre ad essere un atto brutale ed insensato, porta inevitabilmente allo scompenso dell'ecosistema, non solo del luogo, ma di tutti quei posti bagnati dall'oceano che questi cetacei, migratori, usano come habitat.
Grazie ad internet la protesta corre sul web. Il gruppo di Facebook “Fermiamo il massacro dei delfini calderones” e principale gruppo del movimento e i successivi gruppi collaboratori tra cui il medesimo "NO AL MASSACRO DEI DELFINI INDANIMARCA" e altriche troverete sempre su facebook, su tutti, sta portando all'attenzione di molte persone questa vergognosa vicenda.


firmate la petizione :

www.petitiononline.com/zxqw1234/petition.html



Stiamo parlando di una cosa che accade in Danimarca, ormai da tantissimi anni e precisamente nelle isole Feroe (in lingua danese Fær Øer Islands) dove avviene sotto silenzio una vera e propria strage dei cetacei della specie.
Questi splendidi animali fanno parte della famiglia dei delfinidi, parlando in senso strettamente scientifico sono appartenenti alla

- classe mammalia,
- ordine cetacea,
- famiglia delphinidae.

Esistono due specie conosciute: il globicephala melas e il globicephala macrorhynchus.
Nel Mediterraneo è presente il globicephala melas, che preferisce le acque temperate e sub tropicali, a differenza del globicephala macrorhynchus che preferisce le acque fredde, escluso il Pacifico settentrionale, ma lo troviamo anche in acque temperate. Lì dove i loro areali si sovrappongono spesso non si riesce a capire di quale specie si tratti, infatti le differenze sono poco evidenti.
Entrambe presentano una colorazione dal nero al grigio scuro con una macchia bianca sul ventre che ricorda la forma di un’ancora, hanno la pinna dorsale posta leggermente avanzata di forma arrotondata e molto bassa e larga, il rostro è praticamente quasi assente.

Raggiungono una lunghezza al massimo di 7 metri e mezzo per il maschio, e di 5 metri e mezzo la femmina. Già alla nascita hanno una lunghezza di 1 metro e 70 e pesano circa 90 kg, mentre possono raggiungere le 2 tonnellate da adulti (maschi).

E’ possibile distinguerli a terra, dal numero dei denti, la conformazione del cranio e le pinne pettorali. Il globicelafo presenta un capo imponente e globoso, con il rostro non evidente.

Generalmente si avvistano gruppi dai 10 a 30 esemplari. Sono individui molto longevi, addirittura le femmine superano i 60 anni d’età. Sono socievoli, e si avvicinano spesso alle imbarcazioni, questo fa di loro delle prede molto facili.

Si nutrono principalmente di calamari, e questa loro predilezione nella dieta ha portato ad un adattamento della conformazione dentale che presenta molti meno denti rispetto agli altri odontoceti, in media 30-40 rispetto ai 120 dei tursiopi.

Vivono in tutti i mari del mondo tranne nel pacifico settentrionale.

Questa specie si divide in due grosse popolazioni principali, la prima, la più grande, si avvista nella fascia circumpolare dell’oceano settentrionale, al largo delle coste dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Cile e Argentina. La seconda popolazione risulta molto più piccola e può essere avvistata nell’Oceano Atlantico settentrionale.

Entrambe le specie preferiscono le acque profonde dove trovano i calamari di cui si nutrono.
Il loro comportamento è più simile a quello delle balene che a quello dei delfini, infatti sono comunemente chiamati delfini balena.
Li troviamo spesso associati ai grampi con cui condividono gli areali e alcuni comportamenti come lo spy-hop, mettono la testa fuori dall’acqua come se stessero spiando, e il logging, ovvero galleggiano sull’acqua immobili e silenziosi dando l’impressione di tronchi galleggianti.





Questi delfini Calderones,come già detto sono una specie considerata molto intelligente e che ha perciò la tendenza ad avvicinare l’uomo spinto dalla curiosità e forse dalla voglia di stabilire un contatto. L’ignara creatura non potrebbe immaginare a cosa la porterà la sua sana curiosità: al contatto con un’altra creatura che ha intenzioni del tutto diverse.

Mattanza dei delfini Mattanza dei delfini

Mattanza dei delfini

  

 


da SunnyPink
pensieri, etica, foto, animali, protesta, europa, pesca, petizione, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#504# Condanna del New Scientist alla caccia alle balene

il domenica, 28 giugno 2009
Ora 21:26



Un articolo sul New Scientist conferma che la caccia dei giapponesi non e' affatto ricerca scientifica.

Qualche settimana fa si è svolto nell'isola di Madeira il 61esimo meeting dell'IWC, la Commissione Internazionale sulla baleneria, e la stimata rivista scientifica New Scientist ha pubblicato un articolo in cui spiega che le attività di caccia alla balena condotte dal Giappone non hanno niente a che fare con la ricerca scientifica.

E' da più di 20 anni che la Sea Shepherd Conservation Society mette in discussione la validità scientifica di questa cosiddetta ricerca.

Non è altro che una scusa per coprire il reale scopo e cioè mere attività commerciali. Le attività di caccia condotte dal Giappone sono operazioni criminali in violazione del Trattato Antartico, delle normative dell'International Whaling Commission (IWC), della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Protette (CITES) e numerose altre leggi internazionali.

New Scientist: Ecco il perché le operazioni di caccia alla balena giapponesi non hanno scopi di ricerca

17 giugno 2009, di Nichola Raihani e Tim Clutton-Brock
Link: http://www.newscientist.com/article/mg20227136.100-why-japans-whaling-activities-are-not-research.html

Nel 1986, l'International Whaling Commission (IWC) ha imposto una moratoria sul commercio di carni di balena per permettere a questi animali di riprodursi e in questo modo ripopolare i mari del mondo. Tuttavia, questo attuale divieto permette agli stati membri di auto-garantirsi speciali permessi per uccidere balene per scopi scientifici, con il permesso di utilizzare la carne di balena dopo la raccolta dei dati scientifici.

Solo il Giappone gode di un permesso speciale. Il suo attuale programma di ricerca, iniziato nel 2000 e condotto dall'Institute of Cetacean Research (ICR) giapponese, propone di uccidere più di 1000 balene all'anno in Antartico e nel Pacifico nordorientale. Gli obiettivi dichiarati sono quelli di stabilire la struttura delle popolazioni di balene e le abitudini alimentari di diverse specie di balene, incluse anche quelle a rischio di estinzione.

Il Giappone è già stato ampiamente criticato per le sue attività di baleneria, operazioni ritenute pura caccia alla balena travestita da ricerca scientifica. Ma in vista del meeting dell'IWC 2009, vale la pena rispolverare gli argomenti contro la caccia "scientifica" alle balene.

Sebbene i primi risultati del Giappone abbiano fornito informazioni utili, i recenti progressi nelle tecniche non letali, come le biopsie, fanno sì che i dati si possano raccogliere senza uccidere nessuna balena. Allo stesso modo, non è più necessario uccidere balene per sapere cosa hanno mangiato, visto che lo si può fare determinando il DNA in campioni di feci.

L'impatto scientifico della ricerca è comunque molto limitato. Sono state pubblicate su riviste internazionali solo ricerche relativamente piccole, rispetto ai programmi di ricerca su altri mammiferi marini come i delfini. Secondo l'ICR, la ricerca scientifica condotta uccidendo balene ha prodotto 152 pubblicazioni in riviste specializzate dal 1994. Tuttavia, solo 58 di questi articoli sono stati pubblicati su riviste internazionali. I restanti sono apparsi solo su giornali locali e in gran parte solo in giapponese, non sono stati valutati da esperti internazionali e sono quindi di dubbio valore scientifico.

La Commissione Scientifica dell'IWC ha esplicitamente dichiarato che i risultati generati dal Programma di Ricerca Giapponese in Antartico (JARPA) "non furono richiesti per la gestione delle popolazioni di balene". Ricerche indipendenti mostrano che i dati giapponesi possono sovrastimare la popolazione di balene fino all'80% (Marine Ecology Progress Series, vol 242, p 295).

Infine, dato che vi è una notevole variazione nella capacità di diverse popolazioni di balene di riprendersi dall'impoverimento del numero di esemplari (Marine Mammal Science, vol 24, p 183), il valore della ricerca per comprendere le popolazioni al di fuori dall'Antartico e dal Pacifico nordorientale è limitato. Questo fondamentalmente fa crollare la giustificazione per la ricerca scientifica che prevede l'uccisione di balene.

Nichola Raihani fa parte dell'Institute of Zoology di Londra

Tim Clutton-Brock è Prince Philip Professor of Ecology and Evolutionary Biology all'Università di Cambridge

Fonte
Sea Shepherd, New Scientist Condemns So-Called Japanese Research Whaling, 17 giugno 2009.

Traduzione a cura di Linda Possanzini



da SunnyPink
pensieri, etica, animali, protesta, notizie, salute, caccia, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#500# Gli animali sono oggetti, liberarli è una rapina...

il domenica, 21 giugno 2009
Ora 18:04

Questa è la storia dell'incontro fra una cena e una persona.

L'11 ottobre 2007, sulla ghiacciaia del pam di via Olona di Milano, sotto gli occhi di tutti, qualcuno agonizzava. Agonizzava da giorni. Il corpo gelato, i sensi annebbiati dal freddo. Agonizzava senza sapere perchè. Agonizzava e aveva paura.
Sdraiata su una ghiacciaia, una cena conosceva il terrore, il dolore, la nostalgia... Quella cena, in silenzio, urlava... Quella cena che sognava il mare...
Un continuo rumore copriva quel grido silenzioso e disperato, rendendo quel qualcuno cena silenziosa.
Ma ascoltando per un attimo il silenzio, era impossibile sottrarsi alle urla inascoltate di una cena, che in silenzio piangeva.
Quel giorno, una cena e una persona si guardavano e si ascoltavano. E poi correvano, insieme, verso il sogno di chi era nato astice ed era stato trasformato in cena. Verso il sogno di chi, sognando, piangeva.
 
Ma una ragazza ora correva fuori da un supermercato con in mano una cena!
L'uomo saltava giù dal camion e bloccava quella ladra di cene costosissime. Chiamava la polizia, per fermare definitivamente quella criminale.
 
Quella sera, mentre una ladra veniva arrestata per rapina, una cena cuoceva...
 
Giovedì 5 marzo, avrebbe dovuto avere luogo l'udienza di dibattimento del processo per rapina, in cui avrebbe dovuto essere letta la lettera di rivendicazione che incolliamo qui sotto. All'ultimo momento però l'udienza è stata rimandata al 25 giugno. Abbiamo comunque deciso di cogliere quest'occasione, per poter urlare che un animale non è una cena e che una liberazione non è una rapina.
 
Giovedì 25 giugno avrà luogo l’udienza di dibattimento. Contemporaneamente, si svolgerà un presidio per la liberazione animale:

25 GIUGNO ore 10 MILANO P.ZZA CADORNA

Ognuno sarà il benvenuto, ma ci piacerebbe non avere sigle o bandiere, per dire ciò che
profondamente sentiamo come persone.
 
Intanto, nel tribunale dei minori di Milano, verrà letta la rivendicazione che incolliamo qui sotto.
 
 LETTERA DI UN ASTICE AD UN GIUDICE
 
UNO DEI MILIONI... PROPRIO UNO... PROPRIO LUI...
 
Immaginate per un attimo di essere sdraiati in una scatola di vetro, a pancia in giù sul ghiaccio, con mani e piedi legati e un pezzo di nastro adesivo sulla bocca. E' ormai una giornata che siete in quella posizione, o forse cinque minuti, in effetti vi è difficile dirlo con precisione. Siete legati in mezzo a centinaia di giganteschi pacchetti di tetrapack, sacchetti di plastica, bottiglie di lemonsoda, elastici e spazzole per capelli. Centinaia di persone si muovono intorno a voi. Vi guardano, ma sembrano non vedervi, prese a saltare da uno scaffale all'altro, come tutte spinte da uno stesso impulso perverso a voi sconosciuto. Quante ore, o giorni, o minuti saranno passati? qualcuno si ferma, vi osserva, dice qualcosa in una lingua incomprensibile. Un'altra voce risponde da dietro la vostra testa, che è ormai talmente infreddolita da non pensare nemmeno di poterla provare a girare. Da quanti anni, o giorni, siete chiusi lì dentro? ogni secondo dura un minuto, ogni minuto un'ora, mentre contate il tempo secondo dopo secondo, e ad ogni secondo vi chiedete quanti altri ne dovranno seguire. Un guanto enorme si protende verso di voi, vi solleva. La prima voce parla un'altra volta e voi vi ritrovate di nuovo con la pancia sul ghiaccio. Qualcuno di fianco a voi viene sollevato a sua volta e chiuso in un pacchetto di cellofan. Due persone, mentre scelgono le patatine fritte nello scaffale vicino al vostro, guardano la scena come fosse la cosa più normale del mondo. Tutti intorno a voi si comportano come se lo fosse.
Voi li guardate senza capirli e vi chiedete perché siete chiusi lì dentro... e forse è un bene che di questa domanda non possiate conoscere la risposta...
 
Io vivevo nel buco di uno scoglio (forse questa frase avrei dovuto interromperla a “io vivevo”), levigato dalle onde del mare. Conoscevo perfettamente il mio fondale e sapevo che ogni onda avrebbe portato qualcosa di diverso e di nuovo. Me ne stavo lì, per giornate intere sulla mia roccia, a sentire il risucchio delle onde sul mio corpo immobile.
Non so come abbia fatto a ritrovarmi catapultato all'inferno, è stato un attimo, quello che mi ricordo è solo il fondo del mare, e poi decine, centinaia di pesci schiacciarsi e contorcersi sulla mia schiena e sotto la mia pancia. L'acqua che scendeva, sempre di più, trascinandoci verso il basso, lasciandoci soffocare sempre più schiacciati l'uno sopra l'altro in balia della forza di gravità, ammucchiati come una catasta di legna. Avevo paura, non capivo. All'improvviso siamo precipitati su un piano duro e asciutto. Vedevo tutti morire soffocati, in preda alle convulsioni.

Poi mi sono sentito sollevare, qualcosa di stretto e doloroso mi costringeva le chele. Io non capivo, non sapevo cosa stesse succedendo, tuttora non so cosa sia successo né cosa succeda. Non so come né perchè mi sia ritrovato all'inferno. Il mio corpo è atrofizzato dal ghiaccio. Fatico a muovere le zampe. Un dolore costante e logorante mi stringe la testa e non mi lascia un solo istante di tregua. Mi chiedo perchè, mi chiedo cosa sia il posto in cui mi trovo. Dove sono le onde del mare? Mi chiedo da quanto tempo mi trovo qui e quanto ancora ne dovrà passare. Mi chiedo se sarà questo il posto in cui dovrò morire o cosa ancora mi aspetti. e intanto aspetto, aspetto rassegnato, secondo dopo secondo. Conto il tempo, senza lasciar passare un solo secondo senza chiedermi come e perchè sia stato strappato al mio mare e se mai potrò rivederlo.
E grido in silenzio, perchè voi non la potete sentire la mia voce straziata. E imploro chi di voi ha un cuore di riportarmi a casa.
 
Un astice dei milioni... proprio uno... proprio io..
 
In questo processo ci sono due parti in causa: una si deve difendere dall'accusa di rapina, l'altra è quella che accusa. Ogni anno migliaia di astici muoiono bolliti vivi, miliardi di animali vengono torturati uccisi per soddisfare il nostro palato. Al mondo esistono milioni di lager, in cui gli animali non sono che numeri, fatti nascere al solo scopo di essere sfruttati e uccisi, considerati alla stregua di macchine che convertono i mangimi in carne, latte, uova, pellicce, risultati di esperimenti.

Trovo ai limiti dell'assurdo che in questo processo sia io a trovarmi al banco degli imputati, per questo motivo ho voluto con la presente lettera chiamare a testimoniare la vera vittima di tutta la vicenda, l'unico testimone che credo meriti veramente di essere ascoltato. Purtroppo ho dovuto usare sentimenti, parole, sensazioni e pensieri umani per provare a rendere vagamente l'idea della profonda angoscia e del dolore provati dall'animale, e dell'insensatezza della diffusa convinzione che chi ne è responsabile sia nel giusto. E' evidente che si tratti di un espediente letterario e sono consapevole del fatto che l'astice non possa aver provato tali sensazioni così come descritte, ma era l'unico modo per rendere l'idea avvicinandosene il più possibile. So comunque di non essere riuscita nel mio scopo, tuttavia non avrei potuto in alcun modo farlo. Si tratta di situazioni che chi ha vissuto non potrà mai raccontare e da chi non sono state vissute non potranno mai essere comprese... mai sul serio... mai fino in fondo... Tuttavia è sufficiente guardare un animale negli occhi per capire che dietro ad ognuno di loro, così come ad ognuno di noi, si trova un intero mondo, un mondo che nessuno ha il diritto di distruggere deliberatamente.

Considero questo processo un'occasione per provare a dare voce a tutti coloro le cui grida straziate non fanno che rimbalzare contro un muro di silenzio. Ritengo necessario non rinnegare quelle che sono state le vere ragioni del mio gesto per fermarci tutti un attimo a riflettere su cose erroneamente date per scontate, io con voi.

Il grattacielo in cui viviamo, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato. Ed il tutto si regge su un pregiudizio, simile a quello razzista o sessista, il pregiudizio antropocentrico, che giustifica la diversa considerazione degli interessi su base di specie. La scala dei valori è stata completamente ribaltata, conformemente alle esigenze umane, fino al punto di attribuire diverso valore alla sofferenza a seconda del grado di "razionalità" di chi la prova, senza minimamente considerare il fatto che sentimenti e sensazioni come dolore, paura, istinto ed interesse alla sopravvivenza, terrore, percezione della vita e della morte, non sono affatto connessi alla "ragione", ma semmai alla sensibilità, propria degli altri animali così come dell'animale umano. A dire la verità, comunque, non è neanche propriamente la razionalità ad essere portata come principio discriminante, ma la mera appartenenza di specie.

Prendiamo in analisi il caso di un uomo portatore di un handicap tale da renderlo privo di capacità razionali, ma non di sensibilità. Ragionando in modo laico, coerentemente con l'assunto che la razionalità sia il principio che stabilisce il valore della vita, della morte e della sofferenza, l'individuo in questione dovrebbe essere considerato (e di conseguenza trattato) alla stregua di un animale-non-umano, ovvero come un potenziale mezzo che consenta ai cosiddetti "esseri razionali" di conseguire i propri fini. Il fatto che ciò (fortunatamente) non avvenga, rivela un'evidente contraddizione. L'opposta valutazione che spinge in un caso ad infliggere e nell'altro a evitare la sofferenza, non è forse il sintomo di un atteggiamento schizofrenico? Perché non si ha il coraggio di mettere in discussione i principi che lo ispirano, invece di elevarli a verità assolute e indiscutibili? Se lo si facesse, forse un gesto come il mio risulterebbe non solo comprensibile, ma addirittura doveroso ed inevitabile.

 Io ho visto la sofferenza negli occhi di quegli animali, questo è stato il motore del mio gesto. La pietas, uno dei più nobili fra tutti i sentimenti. Ho portato una serie di ragioni perfettamente in grado di essere capite. Voi avete la facoltà di stabilire se restituire la dignità ad un essere senziente sia o meno un gesto criminale, ma prima che possiate decidere se volervi prendere questa responsabilità, voglio appellarmi al vostro buon senso, vorrei che voi provaste a chiedervi: siete fino in fondo sicuri di avere il diritto di farlo? E siete certi di poter soprassedere su quanto sopra detto?

...E siete disposti a prendervi la responsabilità di riconoscere la tortura e di condannare la compassione e l'empatia?

Contatti: empatia.animale@gmail.com
 
empatia.noblogs.org


da SunnyPink
pensieri, etica, foto, animali, protesta, notizie, alimentazione, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#494# Consumo di pesce e sostenibilità ambientale

il sabato, 20 giugno 2009
Ora 19:53

Un articolo del Canadian Medical Association Journal.

Negli ultimi anni le persone vengono invitate, da vari professionisti della nutrizione, a consumare una maggior quantità di pesce, addirittura duplicare o triplicare l'attuale consumo. Lo scopo dichiarato è quello di far aumentare il consumo di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), sostanze che vengono ritenute capaci di prevenire alcune malattie degenerative.

Secondo quanto puntualizzato da alcuni ricercatori di varie università canadesi nell'articolo "Le raccomandazioni nutrizionali sull'uso di olio di pesce sono sostenibili?" pubblicato nel marzo 2009 sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal, queste raccomandazioni sono assolutamente impraticabili e ambientalmente disastrose. Questa conclusione d'altra parte è molto semplice da trarre: attualmente tutte le "zone di pesca" del mondo sono state devastate dalla pesca selvaggia, e tutti gli esperti del settore concordano nell'affermare che la situazione non è sostenibile. E' dunque irresponsabile consigliare alle persone di consumare ancora più pesce. Al contrario, ne andrebbe consumato molto molto meno (o per nulla).

Secondo quanto riporta l'articolo in esame, già oggi la domanda da parte dei paesi ricchi, sommata a quella dei paesi in via di sviluppo come la Cina, non può essere soddisfatta dalle zone di pesca esistenti nel mondo, che sono in costante declino. Inoltre, il pescato viene diretto ai paesi più ricchi, anziché ai mercati locali, aumentando così l'insicurezza alimentare delle nazioni più povere.

Benefici per la salute mai dimostrati

Oltre all'aspetto ambientale, che è comunque primario, perché è semplicemente impossibile non solo aumentare la quantità di pesce pescato, ma nemmeno mantenere gli attuali livelli, gli studiosi affrontano anche l'aspetto salutistico e si chiedono se è proprio vero che gli acidi grassi del pesce sono così positivi per la salute umana.

La maggior parte degli studi sull'olio di pesce sono relativi alla prevenzione della malattia coronarica. Sono stati svolti studi epidemiologici su ampi gruppi di persone e studi clinici randomizzati. Solo gli studi epidemiologici hanno evidenziato un effetto positivo del consumo di olio di pesce, ma, fanno notare i ricercatori, questo è poco significativo, perché le persone in esame avevano uno stile di vita più sano rispetto alla media: facevano più esercizio fisico, fumavano meno, avevano in generale una dieta migliore. In conclusione, nel migliore dei casi l'olio di pesce è solo un fattore - probabile e non certo - in mezzo a tanti altri che possono ridurre il rischio di essere colpiti da malattia coronarica. Infatti, i gruppi di persone che conducono una vita sana e che non consumano pesce - come i vegetariani - non hanno un maggior rischio di malattie cardiovascolari (tutt'altro).

Altri benefici per la salute dell'uso di olio di pesce non sono stati dimostrati in alcuno studio: è stato investigato l'effetto dell'olio di pesce sullo sviluppo neurologico, sul cancro, sulla demenza, sulle malattie autoimmuni, asma, sclerosi multipla e diabete, e nel complesso non si è dimostrata alcuna evidenza di benfici in tutti questi campi.

Danni all'ambiente della pesca selvaggia del tutto dimostrati

Da una parte abbiamo quindi benefici per la salute umana non dimostrati e comunque non sostanziali, e dall'altra abbiamo disastri ambientali ben documentati. Nella comunità scientifica vi è pieno consenso sul rapido declino mondiale della quantità di pesci, affermano i ricercatori canadesi. Nonostante le tecniche di pesca sempre più avanzate che non lasciano scampo a nessuna specie di pesce, la quantità del pescato è in declino dalla fine degli anni '80 e il numero di zone di pesca arrivate al collasso è cresciuto esponenzialmente dal 1950 ad oggi.

Ma tutto questo non viene reso noto al pubblico, anzi, si invitano le persone a consumare ancora più pesce, come se gli oceano fossero una riserva inesauribile. Inoltre, le zone di pesca dei paesi in via di sviluppo vengono sfruttate dai paesi sviluppati, che importano grandi quantità di pesce da queste zone.

L'acquacoltura non è una soluzione, aumenta solo i problemi

Se venisse in mente di "risolvere" il problema delle zone di pesca sovrasfruttate con la diffusione dell'acquacoltura (allevamenti di pesci), si andrebbe incontro a un grave errore: l'acquacoltura peggiora il problema anziché risolverlo.

Gli autori dell'articolo spiegano che nei paesi industrializzati i pesci allevati sono pesci carnivori, cioé che mangiano altri pesci (salmone, tonno, spigole) e quindi è necessario pescare altri pesci per nutrire questi, con uno spreco enorme: servono da 2,5 a 5 kg di pesce pescato per "produrre" 1 kg di pesce allevato. E' chiaro come il "rimedio" sia peggiore del male. Non è possibile nutrire i pesci d'allevamento in altro modo, perché altrimenti non conterrebbero gli acidi grassi omega3, i quali sono proprio il motivo per cui il consumo di pesce viene consigliato, anche se come abbiamo visto non vi sono molte basi scientifiche per credere che gli omega3 derivati dal pesce siano particolarmente utili alla salute.

Oltre a peggiorare la situazione dello sfruttamento dei mari, l'espansione dell'acquacoltura causa altri notevoli danni ambientali: la distruzione e l'inquinamento degli habitat acquatici a causa dell'azoto derivante dagli scarichi degli allevamenti; la crescita incontrollata di alghe; la trasmissione di parassiti e malattie dai pesci d'allevamento a quelli selvatici; l'abuso di antibiotici, farmaci e altre sostenze chimiche negli allevamenti.

Pericoli per la salute umana

Non solo non è dimostrato alcun reale vantaggio per la salute nel consumo di pesce, ma sono già noti da anni i pericoli del consumo di pesce per le sostanze nocive che esso contiene, sia esso d'allevamento o selvatico. I pesci, specie i predatori, possono accumulare nelle proprie carni sostanze come metil-mercurio, PCB e diossina. Questo vale sia per i pesci selvatici che per quelli d'allevamento, anzi, per questi ultimi i livelli di PCB e diossina sono ancora più alti (ma non il livello di metil-mercurio). PCB e diossina sono sostanze che causano il cancro.

L'esposizione al mercurio causa invece danni neurologici e può inoltre danneggiare il fegato e i reni. Nel 2004 la Food and Drug Administration del governo statunitense ha suggerito alle donne incinte, a quelle che progettavano una gravidanza, a quelle in allattamento, di evitare il consumo di pesci carnivori, e di applicare la stessa regola ai bambini.

Conclusioni

Le conclusioni che traggono i ricercatori canadesi da queste informazioni sono ben precise: i professionisti della nutrizione dovrebbero evitare di consigliare un maggior consumo di pesce o di olio di pesce per ricavare i grassi omega-3, perché da una parte non ci sono dimostrazioni convincenti che ciò sia davvero utile, dall'altra parte quel che è certo è che tali consumi non sono sostenibili. Già con i consumi attuali tutte le zone di pesca sono state devastate: il cosumo non si può aumentare ma si deve, invece, diminuire.

Gli autore dell'articolo auspicano infine uno sviluppo della ricerca sulle fonti vegetali di acidi grassi omega3. Già oggi, tuttavia, sono note fonti vegetali affidabili di omega3: le noci, i semi di lino (macinati) e l'olio di semi di lino (spremuto a freddo e tenuto in frigorifero dalla produzione al consumo). Se si desidera inserire nella propria alimentazione una quantità adeguata di omega3 in modo sostenibile sia per l'ambiente che per la propria salute, basta consumare 1 cucchiaio di semi di lino macinati (oppure 1 cucchiaino di olio di semi di lino) e 30 grammi di noci al giorno.

Fonte:
David J.A. Jenkins, MD DSc, John L. Sievenpiper, MD PhD, Daniel Pauly, Dr rer nat, Ussif Rashid Sumaila, Dr Polit, Cyril W.C. Kendall, PhD and Farley M. Mowat, OC DLitt, Are dietary recommendations for the use of fish oils sustainable?, Canadian Medical Association Journal, March 17, 2009; 180 (6)


da SunnyPink
animali, notizie, dieta, salute, alimentazione, pesca, attualita`
Thanks commenti


#492# Gli arpioni illegali islandesi uccidono la prima balena del 2009

il sabato, 20 giugno 2009
Ora 19:45

La baleniera islandese Renegade ha massacrato la sua prima balena della stagione.

La Sea Shepherd ha ricevuto la seguente lettera da un cittadino islandese:

-----Original Message-----
From:
Sent: Tue 5/26/2009 7:15 PM
To: inform-us
Oggetto: Aiutatemi! Mi vergogno di essere Islandese! La prima balena è stata uccisa alle 22:40 GMT del 26 maggio
Salve,

ho pensato di scrivervi perchè non sapevo più a chi rivolgermi! La prima balena è stata uccisa o almeno arpionata alle 22:40 GMT del 26 di maggio! Se non muore immediatamente verrà legata alla nave e trascinata in lungo e in largo soffrendo tremendamente fino a che non verrà trovata un’altra vittima da arpionare!

Non sapete quanto mi vergogni di essere un islandese!

Hanno il permesso di cacciare e uccidere 99 balene. L’industria del “whale watching” è sconvolta e così anche tutti gli islandesi che sono contrari a questa orribile caccia. E' come se il nostro governo fosse diventato sordo.
L’unico modo per fermare questo massacro è far sì che le spese per effettuare questa macabra caccia siano più elevate dei soldi stranieri guadagnati dalla vendita della carne di balena! L’Islanda e i prodotti islandesi dovrebbero essere banditi finché non smetteranno di cacciare e uccidere!
Vivendo in questa piccola comunità, ho paura per la mia incolumità fisica avendo detto pubblicamente ciò che penso al riguardo! I cacciatori di balene sono solo dei prepotenti e una vergogna per la nostra nazione.
Spero che in qualche modo la comunità mondiale faccia pressione sul governo Islandese per fargli cessare questa caccia. Vi prego aiutatemi a fermare questi assassini!

------------------------

Le baleniere islandesi stanno cacciando specie di balene considerate in via di estinzione in evidente violazione della moratoria mondiale sul commercio di carne di balena e delle normative CITES.

Nel 1986 la Sea Shepherd Conservation Society è riuscita a interrompere le attività di caccia illegali mettendo fuori uso metà della flotta islandese.

In 2007, la nave della Sea Shepherd, la Farley Mowat, stava per giungere in Islanda quando arrivò l’annuncio della cessazione delle attività illegali di caccia alla balena.

Sembra che ora la nostra campagna Ragnarok contro i balenieri islandesi debba ricominciare.

L'Islanda è una delle tre nazioni del mondo che cacciano illegalmente le balene. Questo asse di brutalità ed eco-criminalità comprende anche il Giappone e la Norvegia.

Fonte:
Sea Shepherd, Icelandic Harpoon Illegally Kills Its First Whale for 2009, 27 maggio 2009


da SunnyPink
pensieri, etica, animali, protesta, notizie, europa, alimentazione, caccia, pesca, lettera, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#477# Influenza suina: solo la punta dell’iceberg

il lunedì, 04 maggio 2009
Ora 10:59

Mucca pazza ai prioni, vitelli agli estrogeni, pesce al mercurio, tacchini agli ormoni, uova alla salmonella, polli alla diossina, poi l’influenza aviaria dei volatili ed ora quella dei suini. Ogni pericolo per la salute viene incontestabilmente dall’uso innaturale per l’uomo di mangiare animali.

La carne è sempre e comunque imputata nelle peggiori patologie che flagellano il genere umano. Per contro non si è mai sentito che la dieta a base di vegetali abbia la purché minima controindicazione: anzi ogni potere disintossicante, ogni capacità depurativa e di guarigione viene esclusivamente dal mondo vegetale. Chi al primo posto vuole mettere la gola e non la salute deve essere anche disposto a pagarne le inevitabili conseguenze.

Qualcuno, per sostenere ad oltranza la sua bistecca dirà che anche i vegetali coltivati in modo convenzionale sono inquinati. E’ vero ma la differenza è abissale. A parte che questi per il loro alto contenuto di fibra e acqua non permettono agli inquinanti di stazionare a lungo nel nostro organismo (cosa che succede con i prodotti carnei dal momento che questi per essere digeriti sono necessarie dalle 50 alle 70 ore a differenza della frutta che si digerisce in mezz’ora e delle verdure in 2 ore) è utile ricordare che la carne in genere contiene circa 2700 diverse sostanze chimiche proibite composte da: farmaci, pesticidi, ormoni, antibiotici, tossine metaboliche, acido lattico da sforzo e da stress, adrenalina accumulatasi nei fluidi dell’animale ecc. Si trovano nella carne mediamente 2-3 volte più pesticidi che nei formaggi, 13 volte più che nei cereali, 17 volte più che nei vegetali a foglia, 50 volte più che nella frutta, 72 volte più che nelle patate.

L’attuale influenza suina è solo la punta dell’iceberg di una potenziale situazione patologica generalizzata a cui va incontro la salute umana. La stragrande maggioranza delle malattie che colpiscono il genere umano, e che non si manifestano in modo così letale, ma che debilitano e accorciano la vita dell’uomo, sono imputabili per il 75% alla cattiva alimentazione, cioè all’uso di carne, pesce, derivati animali (resi ammalati e pazzi dal dolore) nonché dal cibo “spazzatura”.  Ma si sa, come diceva Seneca "Ne uccide più la gola della spada".  Infatti mangiare carne è solo una questione di gola, non di necessità nutrizionali come conferma non solo l’eccellente salute dei vegetariani ma gli scienziati e i ricercatori indipendenti, nonché gli Istituti di ricerca più accreditati del mondo come L’American Institute for Cancer Research, il World Cancer Research Fund, L’American Cancer Society , L’American Heart Association, L’Heart and Stroke Foundation of Canada, Le Unified Dietary Guidelines elaborate dalla American Cancer Society, l’American Heart Association, il National Institutes of Health, e la American Academy of Pediatrics che hanno pubblicamente preso posizione a favore di diete a base di cibi vegetali e contro il consumo di carne.

Avete visto in che condizioni disumane vengono allevati gli animali da macello, in genere, e i suini in particolare? Tutta la loro breve esistenza in strettissime gabbie metalliche, senza mai vedere la luce del sole, ingozzati di cereali e soia: alimenti innaturali per questi animali che nello stato naturale brucherebbero l’erba verde e fresca dei prati. A causa di tale condizione le difese si abbassano e per scongiurare epidemie si è costretti a somministrare loro farmaci di ogni tipo, compresi gli estrogeni, antibiotici, sulfamidici, betabloccanti ecc. che entrano nel metabolismo di chi mangia quelle carni intrise di veleni e di dolore.

Saggezza vorrebbe eliminare la causa del problema, cioè smettere definitivamente di cannibalizzarsi e diventare vegetariani, invece di cercare soluzioni sintomatiche tramite vaccini e farmaci vari pur di non rinunciare alla bistecca. Se anche questa volta la faremo franca, forse la prossima epidemia potrebbe essere fatale per l’intero genere umano. Ma che importa se andremo al Creatore prima del tempo stabilito? L’importante è arrivare contenti e con lo stomaco pieno, anche se questa sarà stata la causa della nostra rovina fisica e morale.

a cura di Franco Libero Manco presidente di AVA
Associazione Vegetariana Animalista


da SunnyPink
pensieri, etica, foto, animali, notizie, salute, alimentazione, pesca, vegetariano, attualita`
Thanks commenti


#453# Video di Sea Shepherd sequestrat

il mercoledì, 04 marzo 2009
Ora 11:50

La Polizia Federale Australiana confisca i video girati durante la missione di Sea Shepherd in difesa delle balene.

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, è arrivata a Hobart, in Tasmania, alle 17 del 20 febbraio. La nave è stata affiancata da una pattuglia della Polizia Federale Australiana che è salita a bordo della Steve Irwin con un mandato.

Il mandato autorizzava la confisca di tutte le registrazioni video, sia quelli gia' montati che quelli grezzi ed anche di tutte le fotografie, degli appunti del produttore, delle trascrizioni delle interviste, dei verbali degli incontri di produzione e post-produzione, come dei giornali di bordo della nave, delle documentazioni del sistema globale di posizionamento, del radar automatico di richiesta aiuto, dei documenti d'acquisto, degli introiti, dei documenti relativi alle transazioni finanziarie, delle informazioni di viaggio e delle carte nautiche con i tracciati.

Nel 2008, la serie di Animal Planet "Whale Wars" (La guerra delle balene) ha arrecato molto imbarazzo al governo giapponese e all'industria baleniera giapponese. Il Giappone non vuole che si diffonda la seconda serie di Whale Wars e sta facendo sull'Australia tutta la pressione diplomatica possibile, al fine di prevenire un'ulteriore denuncia delle loro operazioni illegali di caccia alle balene nell'Oceano Antartico.

"Spero che il governo australiano applichi la stessa pressione 'diplomatica' sul Giappone al fine di far terminare le loro azioni illegali di caccia alle balene", ha detto il Capitano Paul Watson. "Il governo Rudd è stato eletto con la promessa di portare in tribunale l'industria baleniera giapponese per le sue attività illegali. Ora sembra invece essere più interessato a citare in giudizio la Sea Shepherd per i suoi interventi contro tali operazioni illegali".

Il Capitano Paul Watson ha dichiarato che accoglierebbe favorevolmente un eventuale processo.

"Da qualche parte dobbiamo iniziare, fosse anche venendo citato io stesso in tribunale. Lasciamo che si mettano in tavola le prove e, sebbene un processo contro la Sea Shepherd e contro di me non possa permettere di presentare testimonianze riguardanti le operazioni illegali di caccia alle balene effettuate dal Giappone, ci permetterà almeno di presentare pubblicamente le nostre prove. Vediamo se il governo australiano porterà in Australia gli assassini di balene giapponesi per testimoniare contro Sea Shepherd e Animal Planet e vediamo se proprio il governo australiano, che si professa contrario alla caccia alle balene, li farà apparire come suoi testimoni".

"Si tratta di una faccenda gestita in modo unilaterale" ha continuato il Capitano Watson. "in quanto la Polizia Federale Australiana non è salita a bordo delle navi giapponesi; i loro video ed i loro dati nautici non sono stati confiscati. Loro non sono stati interrogati, né lo saranno; eppure, nell'oceano Antartico, hanno attaccato con violenza la mia nave ed il mio equipaggio. La legge sta solo dalla parte di quelli che distruggono la natura? Stiamo per assistere all'ultimo ingiusto processo australiano, in cui la Sea Shepherd sarà legalmente crocifissa perché il governo australiano non ha onorato la sua promessa di portare in giudizio gli assassini delle balene? La verità è che noi non saremmo stati costretti ad essere nell'Oceano Antartico a difendere le balene se i governi del mondo avessero fatto semplicemente applicare i trattati di tutela internazionale firmati così fieramente tempo fa. Senza la loro applicazione, non vi sono regole, ma solo anarchia ecologica."

Il Capitano Watson ha detto di non potersi lamentare della Polizia Federale.

"Sono stati molto professionali ed educati e, compiendo gli ordini governativi, non hanno fatto che il loro lavoro. Abbiamo esattamente un anno davanti a noi," ha continuato il Capitano Watson. "Abbiamo bisogno di riparare i danni della Steve Irwin, abbiamo bisogno di assicurarci una seconda nave più veloce e abbiamo bisogno di prepararci per tornare di nuovo a difendere le balene nell'Oceano Antartico alla fine dell'anno. Se ce ne sarà la necessità, andremo a rispondere in tribunale alle accuse di aver difeso le balene in via d'estinzione nel loro Santuario nell'Oceano Antartico, e di questo ci dichiariamo fieramente colpevoli."

Fonte:
Australian Federal Police Seize Whale War Videos, 20 febbraio 2009

Traduzione di Elisa Ferrari e Raffello Gramegna

Davvero vergognoso il comportamneto del governo australiano .....si fa palesemente complice del giappone assassino di balene !!! che figura davanti a tutto il mondo ( che comunque sta a guardare e poco agisce )


da SunnyPink
pensieri, etica, animali, protesta, notizie, intervista, video, caccia, pesca, documentario, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#451# Elevato livello di metilmercurio nei pesci

il martedì, 24 febbraio 2009
Ora 11:32

L'ennesima conferma che il pesce non è affatto salutare.

Secondo il rapporto "Mercurio nei pesci: un'emergenza sanitaria a livello globale" da poco pubblicato dal Gruppo di Lavoro Internazionale Zero Mercury, esiste un "consistente presenza a livello mondiale di metilmercurio nel pesce". Il rischio è più alto per le popolazioni il cui consumo di pesce pro capite è elevato e nelle aree dove l'inquinamento ha aumentato il contenuto standard di mercurio nei pesci. Ma i pericoli del metilmercurio riguardano anche i luoghi dove c'è un minore consumo ittico e i livelli medi di mercurio accumulato nei pesci sono relativamente bassi.

Dal comunicato stampa di Zero Mercury risulta che il il monitoraggio da loro svolto presenta dati inediti sui livelli di mercurio in alcune speciedi pesci provenienti da tre diverse aree del mondo: lo stato indiano dell'Ovest Bengala, l'area metropolitana di Manila nelle Filippine e sei Paesi membri dell'Unione Europea, tra cui l'Italia.

In Italia su 26 campioni analizzati solo in Europa, il pesce spada fresco pescato nel canale di Sicilia ha presentato i livelli di concentrazione di mercurio più elevati 1,6 mg/Kg e il tonno sempre proveniente dal canale di Sicilia ha comunque superato anche se di poco il limite massimo consentito dagli standards internazionali di 0.5 mg/Kg.

"La contaminazione di pesci e mammiferi è una preoccupazione globale per la salute pubblica" ha dichiarato Michale Bender, co-autore del report e membro del Zero Mercury Working Group. Il nostro studio su pesci prelevati da diverse località del mondo ha mostrato che livelli di esposizione al metilmercurio accettati sono stati superati, spesso ampiamente, in ogni Paese e area interessati dall'indagine".

Oltre al frequente avvelenamento clinico da metilmercurio lo studio verifica inoltre anche il grave rischio di effetti neurotossici sullo sviluppo di bambini nati da donne che in gravidanza mangiano pesce ad alto accumulo di mercurio, o mangiano grandi quantità di pesce che accumulano moderatamente il mercurio. Effetti neurotossici subclinici ma funzionalmente significativi possono verificarsi anche in adulti e bambini che assumono metilmercurio sopra i livelli di riferimento, e la ricerca suggerisce anche che l'esposizione al mercurio aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

In conclusione, la carne di pesce, come tutte le carni di qualsiasi animale, non solo non è un alimento necessario, ma è anche pericoloso per la salute, oltre che per l'ambiente, perché la pesca indiscriminata e selvaggia sta riducendo quasi a zero le popolazioni di molte specie di pesci e di mammiferi marini.

Non mangiate pesce, né altri animali, farete un regalo alla vostra salute e al pianeta intero. Oltre che agli animali stessi.

Fonte:
Zero Mercury, Mercurio nel pesce: appello del Gruppo Zero Mercury alle Nazioni Unite, 10 febbraio 2009


da SunnyPink
etica, animali, notizie, dieta, salute, alimentazione, pesca, vegetariano, attualita`
Thanks commenti


#442# E' battaglia nel mare di Ross

il domenica, 08 febbraio 2009
Ora 13:03

Una dura battaglia tra le baleniere illegali giapponesi e la Sea Shepherd che difende le balene.

Le baleniere giapponesi stanno facendo giochi pericolosi nel mare di Ross, 3 febbraio 2009

Il 4 febbraio alle cinque di mattina, ora australiana, le tre arpionatrici della flotta di baleniere giapponesi hanno letteralmente attaccato la Steve Irwin, la nave della Sea Shepherd.

La Yushin Maru 2 si è riunita alla flotta dopo aver lasciato l'area il 20 dicembre per un danno ai motori. Tutte e tre le baleniere si sono dirette verso la fiancata della Steve Irwin quando la nave della Sea Shepherd ha continuato a inseguire la nave stiva Nisshin Maru.

La Yushin Maru 2 ha iniziato l'attacco spingendosi pericolosamente verso la prua della Steve Irwin da babordo a tribordo in acque tutt'altro che calme. Le altre due navi arpionatici, la Yushin Maru 1 e la Yushin Maru 3 hanno ripetuto le medesime pericolose manovre.

I movimenti delle imbarcazioni giapponesi sono particolarmente pericolosi in acque mosse e in presenza di densa nebbia.

"Sicuramente un pezzo alquanto drammatico per la prossima stagione del film Whale Wars", dice il Capitano Paul Watson. "Ma se la loro intenzione era di metterci paura, non ha funzionato. Serve ben altro per spaventarci, noi abbiamo molta più esperienza dei cacciatori di balene".

E' ormai il quarto giorno che la Steve Irwin sta inseguendo la flotta di baleniere e in questi quattro giorni nessuna balena è stata uccisa.

"L'equipaggio è su di morale, molto felice ed entusiasta nel salvare la vita a quante più balene possibile", dice Amber Paarman proveniente, del Sud Africa. La flotta di baleniere sta girando in lungo e in largo il mare di Ross e i loro equipaggi sembrano sempre più frustrati e arrabbiati con noi per avergli interrotto le operazioni di caccia.

Fonte: Japanese Whalers Playing Dangerous Games in the Ross Sea, 3 febbraio 2009

La Steve Irwin subisce un secondo attacco da parte della flotta giapponese, 6 febbraio 2009

Il 5 febbraio 2009 gli arpioni delle navi Yushin Maru 1 e Yushin Maru 3 hanno deciso di provare ad eludere il blocco attuato dalla Sea Shepherd per poter trasferire due balene morte sul ponte della Nisshin Maru.

La nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, stava infatti bloccando i vari spostamenti così da interrompere qualsiasi operazione di caccia.

Quando la Nisshin Maru ha cercato di agganciare una delle balene morte, la Steve Irwin e la Yushin Maru 3 sono entrate in collisione. "Abbiamo detto loro d'interrompere le loro operazioni illegali e che avremmo bloccato lo scivolo di trasferimento a poppa", dice il Capitano Paul Watson. "Loro hanno voluto metterci alla prova e si aspettavano che ci ritirassimo quando ci hanno attaccati per effettuare il trasferimento".

Il Capitano Watson riferisce che è stato difficile controllare la Steve Irwin a causa di un bombardamento di palline metalliche lanciate dagli idranti giapponesi e a causa del disorientamento provocato dalle armi acustiche a lungo raggio LRAD che le baleniere hanno utilizzato contro l'equipaggio della Sea Shepherd.

"Ero stordito da quel terribile suono, oltretutto così vicino” dice Watson. "Devo ammettere che non è stato per niente facile concentrarsi”.

"Non avevo mai sentito niente di simile”, ci dice la canadese Emily Hunter. "Ti entra dentro il corpo e senti i tuoi muscoli vibrare. Mi ha stordito e lasciato senza forze."

La Steve Irwin non ha registrato gravi danni in seguito alla collisione e nessuno si è fatto male. Alcuni membri dell'equipaggio della Sea Shepherd sono stati colpiti da palline da golf e da biglie metalliche. L'equipaggio della Steve Irwin non è stato in grado di determinare se vi sia stato qualche danno a carico della baleniera killer.

Le due balene sono state trasferite dopo che la Steve Irwin ha impedito le operazioni della flotta di baleniere per ben 12 ore.

"Stiamo cercando in tutti i modi di rendergli il più difficile possibile il prosieguo delle loro attività di caccia illegali ", afferma Molly Kendall. "Non è affatto facile assistere all'assassinio di queste povere balene e perciò siamo determinati a fare tutto il possibile per fermare il massacro".

La Steve Irwin resta alle costole della Nisshin Maru per cercare di ostacolare qualsiasi altro trasferimento e così fermare le operazioni di caccia condotte dalla flotta giapponese.

"Vorrei non dovermi trovare in queste situazioni così pericolose", dice Watson. "Ho ripetutamente detto che se solo l'Australia o la Nuova Zelanda accettassero di portare il Giappone davanti ad una corte internazionale noi saremmo disposti a tornare indietro. Ma poiché le leggi internazionali non vengono rispettate né fatte rispettare, non abbiamo altra scelta che agire con le risorse a nostra disposizione per difendere queste meravigliose creature nel loro Santuario".

Fonte: Steve Irwin Suffers Second Collision with the Japanese Fleet, 6 febbraio 2009

Traduzione a cura di Linda Possanzini


da SunnyPink
pensieri, etica, animali, protesta, notizie, intervista, caccia, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#433# Ultime notizie da Sea Shepherd

il venerdì, 30 gennaio 2009
Ora 17:03

Le notizie di questi ultimi 10 giorni dell'avventura di Sea Shepherd nell'Antartico per salvare le balene.

La Sea Shepherd Invita il ministro dell'Ambiente Peter Garrett a visitare la Steve Irwin, 15 gennaio 2009

Il Capitano Paul Watson ha invitato il ministro dell'ambiente australiano, Peter Garrett, a visitare la Steve Irwin mentre si trovava ad Hobart per le operazioni di rifornimento.

"Credo che dobbiamo lavorare con il governo australiano per opporci alla caccia alle balene condotta illegalmente nelle acquae del Santuario delle Balene", dice il capitano Watson. "Garrett può non condividere il nostro modo di agire ma alla fine deve comprendere che entrambi ci troviamo dalla stessa parte, che entrambi rappresentiamo le preoccupazioni dei cittadini australiani e che la Sea Shepherd è un'organizzazione non violenta che non ha mai commesso crimini. Ritengo che un nostro incontro potrebbe portare grandi benefici nella lotta per la difesa del mondo marino".

Paul Watson e Peter Garrett hanno molto in comune. Il Capitano Watson è stato uno dei cofondatore di Greenpeace e Greenpeace International e Peter Garrett è stato Direttore di Greenpeace International. p> La recente espulsione della baleniera giapponese, Yushin Maru #2, dall'Indonesia (dove la nave si era fermata per riparazioni) è stata effettuata grazie agli sforzi del senatore democratico Bob Brown, dall'ex ministro dell'ambiente Ian Campbell, e dal sindaco di Fremantle, Peter Tagliaferri. Il ministro Peter Garrett non ha preso parte in tale controversia, asserendo che non spettava all'Australia decidere ma all'Indonesia, nonostante proprio gli ufficiali indonesiani avessero richiesto specificatamente consiglio all'Australia.

"Vorremmo coinvolgere anche il signor Garrett in questa campagna per mettere fine alla caccia alle balene in Antartico", dice Watson. "Non deve continuare a fare da spettatore a questi orribili eventi. Stiamo facendo di tutto per allontanare i giapponesi dal Santuario delle balene, abbiamo fatto perdere loro molti soldi e per tre anni di seguito non sono riusciti a raggiungere la quota di balene da uccidere, grazie al nostro lavoro. Stiamo per vincere questa battaglia e avremmo piacere che il signor Garrett fosse al nostro fianco quando finalmente arriverà il momento della vittoria."

Fonte: Sea Shepherd Invites Environment Minister Peter Garrett to Visit the Steve Irwin, 15 gennaio 2009

La Sea Shepherd esorta l'Australia ad intentare un'azione legale contro i balenieri giapponesi, 20 gennaio 2009

"Il governo si è espresso sempre negativamente sulle tattiche usate dalla Sea Shepherd Conservation Society per opporsi alle attività illegali condotte delle baleniere giapponesi nel Santuario delle Balene in Antartico. Sia Stephen Smith, il ministro per gli Affari Esteri, sia Peter Garrett, il ministro dell'Ambiente, si sono espressi tutt'altro che positivamente sulle azioni della Sea Shepherd, adducendo preoccupazioni per la sicurezza", afferma il capitano Paul Watson. "Siamo d'accordo con loro che è pericoloso, ma è anche l'unico modo con cui attualmente riusciamo a salvare la vita alle balene".

La Sea Shepherd Conservation Society tuttavia non è irragionevole ed è aperta ad altri mezzi e tattiche alternative da utilizzare per opporsi alla caccia alle balene ed è anche disposta a non intervenire per una stagione così da permettere al governo di intraprendere un'azione legale contro l'industria giapponese che si fonda su questa terribile caccia.

"Le leggi sono chiare. I giapponesi stanno violando l'Antarctic Treaty, la Convention on Trade in Endangered Species of Flora and Fauna e le normative dell'International Whaling Commission (IWC)", dice Watson. "Se l'Australia o la Nuova Zealanda o entrambe le nazioni portassero avanti un'azione legale, la Sea Shepherd accetterebbe di utilizzare tattiche diverse per il prossimo anno. Se il governo ritiene che le nostre azioni siano troppo aggressive dovrebbe contrastare la nostra aggressività con un'azione legale. Portarli davanti ad un tribunale, e se ciò fallisse, se il Giappone rifiutasse di apparire, se rifiutassero di rispettare qualsiasi decisione legale, la Sea Shepherd potrebbe poi ritornare con un approccio ancora più aggressivo. Ma innanzitutto abbiamo bisogno di una solida decisione legale e sono fiducioso che applicando le leggi internazionali si possa mettere fine alle operazioni illegali di caccia alle balene nel Santuario delle Balene in Antartico."

La Sea Shepherd Conservation Society lo scorso anno ha evitato che circa 500 balene venissero uccise e quest'anno spera di fare anche meglio.

La nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, partirà da Hobart il 21 gennaio per ritornare nelle acque del Santuario delle Balene in Antartico per inseguire le baleniere giapponesi e interrompere le loro attività illegali.

Fonte: Sea Shepherd Urges Australia to Take Legal Action against Japanese Whalers, 20 gennaio 2009

La Sea Shepherd ritorna nell'Antartico per salvare le balene, 21 gennaio 2009

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, è partita da Hobart, in Tasmania, per ritornare nell'Antartico. La Steve Irwin ha lasciato mercoledì 21 gennaio il porto di Hobart.

"Ritorniamo alla 'Guerra delle balene'", dichiara il primo ufficiale, lo svedese Peter Hammarstedt.

Hobart ha accolto la Steve Irwin con grande calore. La gente ci ha portato un sacco di cibo per rifornire le nostre dispense.

"Non c'è alcun dubbio che gli australiani amino le balene", dice Paul Watson. "E noi amiamo l'Australia. E' difficile da credere, ma nel 1978 si combatteva per fermare le operazioni di caccia alle balene condotte dall'Australia a Cheynes Beach vicino Albany nell'Australia orientale. E oggi annoveriamo questa nazione ex cacciatrice di balene tra quelle che maggiormente difendono queste creature. Ciò mi dà la speranza che forse un giorno anche il Giappone diventerà un grande difensore delle balene, con tanta passione quanta attualmente ne impiega il suo governo per massacrarle”.

Durante i 5 giorni di sosta a Hobart, la nave ha fatto rifornimento, ha caricato 20 barili di olio lubrificante e 12 barili di carburante per l'elicottero. Alcuni volontari hanno lasciato la nave e altri si sono aggiunti dalla Spagna, America, Dubai e Australia. Abbiamo provviste ed acqua per circa 2 mesi. L'equipaggio si è rimesso in forze ed è più agguerrito che mai, pronto a ritornare in Antartico.

"Abbiamo delle balene da salvare e delle baleniere da inseguire", dice Emily Hunter da Toronto, Ontario, Canada.

"Non è un viaggio tranquillo e rilassante", dice Pedro Monteiro dalla Florida. “E' un viaggio in condizioni atmosferiche estreme nelle acque più remote e pericolose del pianeta. Sappiamo che è pericoloso ma sappiamo anche che stiamo salvando centinaia di balene e quindi ne vale la pena!".

Il Capitano Paul Watson ha informato il governo Australiano che la Sea Shepherd sarebbe disposta ad interrompere le sue azioni contro le baleniere giapponesi per un anno se l'Australia o la Nuova Zealanda intraprenderanno un'azione legale contro il Giappone.

"Quelli che ci criticano affermano che i rischi che corriamo sono inaccettabili", dice Watson. "Non sono d'accordo, salvare la vita di una specie è molto più importante che rischiare la vita per difendere un territorio, o per il petrolio. Tuttavia noi non dovremmo correre certi rischi. I governi dovrebbero applicare le leggi di conservazione internazionali. Se corriamo questi rischi è perché i governi non fanno abbastanza per proteggere il pianeta. Se il governo australiano decidesse di fare qualcosa, noi potremmo interrompere le nostre azioni. Il fatto che ci chiamino eco-vigilanti o pirati non ci disturba. Ci disturba invece quando le leggi non vengono rispettate e nessuno fa niente, delle specie protette vengono uccise e niente viene fatto ai loro assassini."

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, dovrebbe arrivare in prossimità dell'area di caccia il 29 gennaio e si appresterà ad inseguire la flotta di baleniere giapponesi fino a tutto il mese di marzo.

Fonte: Sea Shepherd Returns to the Southern Ocean for the Whales, 21 gennaio 2009

Traduzione a cura di Linda Possanzini


da SunnyPink
etica, animali, protesta, notizie, intervista, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#422# La Sea Shepherd ritorna per fare rifornimento

il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:56

L'equipaggio della Sea Shepherd ha impedito la caccia alle balene dal 20 dicembre ad ora.

Dopo aver inseguito la flotta di baleniere giapponesi per oltre 2000 miglia dall'estremo ovest del loro territorio di caccia vicino alla Commonwealth Bay nel Territorio Antartico Australiano, fino alla parte est del Mare di Ross, la nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, è stata costretta ad interrompere l'inseguimento per ritornare verso terra per fare rifornimento.

"Li abbiamo localizzati, abbiamo interrotto le loro operazioni di caccia per 2 settimane e li abbiamo inseguiti con successo dalle acque del Territorio Antartico Australiano", dice il capitano Paul Watson. "Ora dobbiamo tornare verso terra per fare rifornimento. Non viviamo nel lusso come la flotta di baleniere giapponesi che può permettersi di fare rifornimento in mare aperto. Non abbiamo le risorse per mantenere due navi qui in queste acque e non abbiamo neanche il sostegno di Greenpeace per darci il cambio. Stiamo facendo del nostro meglio con le risorse a nostra disposizione e, nonostante non siano molte, stiamo ottenendo ottimi risultati".

La Steve Irwin è stata alle costole della flotta giapponese per due settimane, tenendo la flotta sotto pressione ed evitando che potesse effettuare qualsiasi operazione di caccia.

Gli arpioni della Yushin Maru #2, la prima baleniera in cui si è imbattuta la Sea Shepherd in questa stagione, non si sono più visti dal 20 dicembre. "La Yushin Maru #2 non è insieme alla flotta e non abbiamo idea di dove si trovi, ma quella nave non può uccidere balene senza aver vicino la Nisshin Maru", riferisce il capitano Watson dalla Steve Irwin.

La Steve Irwin attraccherà al porto più vicino per fare rifornimento e ritornerà poi all'inseguimento della flotta nel più breve tempo possibile.

Fonte:
Sea Shepherd to Return to Land to Refuel, 2 gennaio 2008

Traduzione a cura di Linda Possanzini

Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e Sea Shpeherd, la più aggressiva, determinata, attiva, ed efficace associazione di protezione degli oceani nel mondo volta a far conoscere le attività dell'associazione anche in Italia. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia' ]


da SunnyPink
etica, diario, animali, protesta, notizie, caccia, pesca
Thanks commenti


#421# Posizione dell'UE su effetto serra e consumo di carne

il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:54

Il Comitato Europeo sui cambiamenti climatici riconosce che e' necessario diminuire il consumo di carne. Sostegno all'iniziativa "Stop sussidi agli allevamenti" dal parlamentare europeo Jens Holm.

Il 2009 vuole essere l'anno, per il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione, in cui portare davanti al Parlamento Europeo le istanze dei tanti cittadini di tutta Europa che hanno firmato e firmeranno nei prossimi mesi la petizione "Abolizione del sostegno economico all'allevamento e alla pesca da parte dell'Unione Europea".

Che la produzione di carne, pesce e in generale qualsiasi prodotto di origine animale, sia ormai insostenibile ambientalmente è confermato dai tanti studi scientifici sull'argomento. L'ultimo, in ordine di tempo, è il report pubblicato il 2 dicembre 2008 dal Comitato Temporaneo sui Cambiamenti Climatici dell'UE. Tra le raccomandazioni per l'implementazione di una politica europea per contrastare il riscaldamento globale, trova spazio infatti anche il problema della produzione e consumo di alimenti animali.

Al punto 84a si legge che il comitato "Riconosce che coltivare soia e cereali da utilizzare come mangime per il bestiame causa notevoli emissioni di gas serra; ricorda il report della FAO 'L'ombra lunga del bestiame' del novembre 2006, il quale afferma che l'industria zootecnica è responsabile del 18% delle emissioni totali di gas serra nel mondo; ritiene che il passaggio a un tipo di produzione estensiva sostenibile anziché intensiva dovrebbe essere incoraggiato, e che è necessaria una riduzione del consumo totale di carne, in particolare nei paesi industrializzati".

Anche l'on. Jens Holm, eurodeputato svedese, contattato dal NEIC per una dichiarazione in merito alla propria iniziativa di raccolta firme contro gli inaccettabili sussidi - pagati coi soldi di tutti i cittadini - dati a un'industria altamente inquinante e causa di enormi sprechi di risorse (energia, acqua, terreni, cibo), ha affermato:

Appoggio pienamente la petizione del NEIC che chiede di porre termine ai finanziamenti della Politica Agricola Europea rivolti all'industria dell'allevamento e della pesca. Dovremmo abolire le sovvenzioni all'industria della carne, lasciando che sia essa stessa a sostenere il proprio costo ambientale, e adoperarci per rendere i prodotti vegetariani piu' economici.
Attualmente, il sistema dispendioso di produzione della carne non sostiene i propri costi ambientali. Gettiamo quindi le basi per un consumo alimentare sostenibile e rispettoso dell'ambiente. La battaglia contro i cambiamenti climatici inizia proprio qui ed ora, a tavola.
In una risposta della Commissione Europea ad una mia interpellanza (24 aprile, 2007, H-0198-07), la Commissione riconosce che la produzione di carne ha un effetto negativo sui cambiamenti climatici. Cio' è positivo. Purtroppo, la Commissione non ritiene che sia il caso di adottare qualche misura in materia. Una pressione costante, e una diffusione di questi temi presso l'opinione pubblica sono attività assolutamente necessarie.

I promotori della petizione invitano tutti coloro che non hanno ancora firmato e che hanno a cuore l'ambiente, la propria salute e il benessere degli animali ad aggiungere la propria firma all'iniziativa "Stop sussidi agli allevamenti" alla pagina della Petizione on-line "Stop sussidi agli allevamenti"

Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione - www.nutritionecology.org

Notizia dal consulente di AgireOra Network: 'Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC)'. Un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti delle scelte alimentari lungo tutta la catena di produzione e consumo del cibo, relativamente alla salute, all'ambiente, alla società e all'economia. In una parola: l'Ecologia della Nutrizione. [ Dettagli sul consulente 'Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC)' ]


da SunnyPink
pensieri, etica, animali, protesta, piante, europa, salute, pesca, petizione, riscaldamento globale, vegetariano, attualita`
Thanks commenti


#413# Balene uccise per gioco alle isole Feroe

il domenica, 11 gennaio 2009
Ora 14:06

Da alcune settimane sulle pagine di internet e via mail dilaga un appello-protesta che recita: "Vergogna in Danimarca: stop alla strage di balene". In realtà è doverosa una precisazione: non si tratta di Danimarca, bensì delle isole Fær Oer, arcipelago danese a sud dell'Islanda, dotate di un proprio governo (sono diventate una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948) che stabilisce indipendentemente le regole della caccia.

La Danimarca, dal canto suo, non sostiene apertamente la caccia commerciale delle balene, ma la consente nelle isole Feroe e nella Groenlandia, sostenendo che parte del Regno danese non fa parte dell'Unione europea. Inoltre non si parla di balene in senso stretto ma di balene-delfino o meglio "balene-pilota" (cetacei della specie Globicephala melas, Famiglia Delphinidae) note anche come globicefali, che raggiungono la lunghezza di 5-7 metri e un peso di oltre due tonnellate.
Detto questo, su tutto il resto nulla da eccepire: si tratta di una vera e propria mattanza. E senza una reale ragione (non che una ragione possa renderla più giustificabile): la carne di questi cetacei, inquinata da tossine e metalli pesanti, non è conforme agli standard dell'Unione sugli alimenti per il consumo umano e quindi non commerciabile. Si tratta quindi di puro "divertimento": una strage che si perpetua ormai dal lontano 1709, nell'indifferenza e il silenzio generale.

La denuncia è arrivata dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, cofondatore anche di Greenpeace. La macellazione - testimonia l'associazione - avviene a colpi di ascia, martelli e uncini trasformando le terse acque della costa in un mare di sangue. Gli animali, per natura miti e socievoli, si muovono in branchi numerosi solitamente composti da femmine con i piccoli. Attirati dai motoscafi che tendono a disorientarli si avvicinano alle baie in cerca di cibo e, una volta arenati a riva, vengono brutalmente uccisi dagli abitanti sotto gli occhi incuriositi perfino dei bambini che per l'occasione restano anche a casa da scuola e poi saltano, divertiti, sulle carcasse. Migliaia i cetacei uccisi (se ne contano almeno 2000 ogni anno) che gridano e si lamentano per le ferite mortali.

Nonostante le balene del Nord Atlantico siano considerate specie protetta dalla "Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats", le Fær Oer hanno un proprio governo che stabilisce indipendentemente le regole della caccia: e che quindi consente questo orribile massacro.
Una strage che ricorda quello che avviene ogni anno al largo di Taiji in Giappone dove vengono uccisi circa 20.000 delfini destinati alle industrie alimentari e ai ristoranti o (i più "fortunati") ai delfinari e ai circhi acquatici.

Proprio il Giappone è tra i Paesi dove ancora continua la caccia alla balena, in barba al bando mondiale per scopi commerciali sancito nel 1986 con una moratoria dall'IWC, la Commissione Baleniera Internazionale. Con la scusa della caccia a fini "scientifici" la Norvegia, l'Islanda (dal 2006) e il Giappone uccidono (illegalmente) ogni anno almeno circa 1400 balene. Che finiscono poi nei piatti dei ristoranti.
Sono almeno due milioni le balene uccise nell'ultimo secolo: l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura nel suo rapporto ha identificato 13 (delle 80 esistenti) specie di cetacei a rischio di estinzione, mentre di altre 39 non si hanno dati certi.

La cattura e l'uccisione avvengono in modo violento: l'arpione viene sparato da un cannone ed entra nel corpo della balena a una profondità di 30 centimetri per poi esplodere. L'arpione però non riesce sempre a uccidere la balena all'istante ma solo dopo mezzora o anche un'ora di lenta e atroce agonia.

Roberta Marino

Fonte:
Liberazione Animale - (08/01/2009)


da SunnyPink
etica, bambini, foto, animali, protesta, notizie, dieta, europa, alimentazione, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#410# Il pesce e' un

il martedì, 06 gennaio 2009
Ora 19:41

L'industria della pesca fa pressioni sull'FDA americana perche' la pericolosita' del pesce venga nascosta.

Il caso piu' eclatante di intossicazione da mercurio dovuta al consumo di pesce e' quello che alla fine degli anni '50 colpi' gli abitanti della baia di Minamata in Giappone. E' noto che il mercurio, e piu' ancora il metilmercurio, contenuto nei pesci e negli altri organismi marini sono sostanze teratogene, embriotossiche e neurotossiche per l'uomo. In quella circostanza si e' trattato di inquinamento, ma il metilmercurio si trova naturalmente in mare, ed e' il prodotto di una trasformazione del mercurio inorganico da parte di particolari batteri. Le fonti di mercurio sono sia naturali che dovute all'attività umana (cioe' derivanti da combustione, incenerimento, produzione di cemento, ecc): emesso nell'ambiente in forma gassosa, per via della pioggia tende poi a depositarsi sui terreni e in particolare nei fondali marini in forma solubile [1]. E di qui ai pesci. Da notare poi che "la via principale di assunzione di mercurio da parte degli esseri umani è attraverso il ciclo alimentare e non l'inalazione" [2].

Nel marzo 2004, su indicazione dell'Environmental Working Group e di altri esperti, la FDA (Agenzia USA per il controllo degli alimenti, medicinali, ecc.) ha emesso un'avvertenza sui rischi connessi al consumo di pesce a causa del mercurio. In particolare l'avviso invitava donne e bambini a non consumare piu' di 3 etti di pesce la settimana ed evitare del tutto il consumo di alcune specie particolarmente soggette alla contaminazione.

Sulla base di documenti interni ottenuti da EWG si e' venuti a conoscenza di tentativi dell'ultima ora per eliminare l'avvertenza sul pesce in quanto avrebbe danneggiato l'industria ittica. EWG ha poi recentemente ottenuto una bozza della stessa FDA in cui si ribalta completamente l'impostazione del precedente documento. Questo documento sostiene infatti che "quasi tutti i bambini e gli adulti con problemi cardiaci trarrebbero vantaggio da un maggior consumo di pesce" (tutte le specie, compresi quelle piu' pericolose), o ancor peggio che "l'effetto neurotossico sul feto derivante dal consumo di pesce contenente metilmercurio non e' necessariamente negativo e anzi potrebbe portare dei benefici".

Questa bozza di report (dicembre 2008) sta pero' trovando una fermissima opposizione da parte degli scienziati ed esperti dell'EPA - Environmental Protection Agency (un altro organismo governativo americano). In una nota, il direttore del National Centre for Environment Assesment (NCEA, organismo dell'EPA) Dr. Peter W. Preuss, dichiara la sua grave preoccupazione per questa inversione di rotta della FDA, e che questo rapporto e' scientificamente scorretto e inadeguato sotto diversi aspetti. Egli mette in guardia sul rilascio di questo documento e sulla pericolosita' di assumere delle decisioni politiche sulla base di queste valutazioni "scientifiche" (le virgolette su scientifiche sono nostre).

Non e' la prima volta che i funzionari della FDA cercano di trarre in inganno i consumatori sulla questione del mercurio nei pesci. Nel 2001 la EWG e' venuta a conoscenza del fatto che la FDA stava per cedere alle pressioni dell'industria ittica per escludere il tonno dalla lista dei pesci il cui consumo deve essere limitato.

L'industria della pesca sta esercitando forti pressioni per ribaltare la posizione corrente della FDA (quella del 2004). Ad esempio, nell'ottobre del 2007 una fantomatica associazione "madri sane per bambini sani" ha diffuso un rapporto in cui si esortavano le donne a mangiare piu' tonno (specie con alto accumulo di mercurio). Rapporto che per fortuna e' stato immediatamente screditato quando e' emerso che era finanziato dall'industria della pesca.

I danni da mercurio sono ampiamente documentati. Consigliare alle donne incinte di aumentare il loro consumo di pesce comporta certamente aumentare il numero di gravidanze a rischio di avvelenamento da mercurio.

Qualcuno forse pensava che a chi ammazza miliardi di animali (pesci in questo caso) potesse avere il benche' minimo interesse per la salute umana?

Per maggiori approfondimenti sul tema e per sapere come assumere i preziosi acidi grassi omega 3 da fonti vegetali, senza i rischi legati al consumo di pesce (pesce che comunque contiene una quantita' di omega 3 decisamente bassa e insufficiente ai fabbisogni quotidiani necessari per godere degli effeti positivi di questa sostanza) si legga l'articolo "Mangia il pesce che fa bene"? Mica tanto...

Fonti:

[1] Emergenze sanitarie, Metilmercurio
[2] Il Giappone e le sue contraddizioni..., Manuela Matzeu (Univ. di Cagliari)


da SunnyPink
etica, animali, notizie, dieta, europa, intervista, salute, alimentazione, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


#405# La Sea Shepherd faccia a faccia coi balenieri giapponesi

il lunedì, 29 dicembre 2008
Ora 22:43

La Sea Shepherd supera la tempesta di ghiaccio e si scontra con la flotta giapponese.

Due degli ultimi comunicati di Sea Shepherd, del 21 e 26 dicembre, che sta inseguendo la flotta giapponese di bracconieri di balene nell'Antartico.

La Sea Shepherd supera una terribile tempesta e pericolosi ghiacci per inseguire la flotta di baleniere giapponesi

Terribili condizioni meteorologiche hanno fatto da sfondo all'inseguimento della flotta giapponese da parte della nave Steve Irwin della Sea Shepherd Conservation Society. A causa di una tempesta di neve unita a venti fortissimi e mare agitato che ha colpito la zona dell'inseguimento, la nave Steve Irwin è stata costretta a rifugiarsi dietro un grosso iceberg poiché si stava formando una grossa coltre di ghiaccio per miglia intorno alla nave.

"Era una visione impressionante", dice Steve Roest, del Regno Unito. "Intorno a noi c'era solo ghiaccio. Al Capitano Watson sono servite più di 7 ore per riuscire a tracciare un percorso attraverso questi ghiacci e spesso, cosa poco rassicurante in queste acque, abbiamo avuto paura che la nave si schiantasse contro di essi".

La Steve Irwin e il suo equipaggio si trovano ora in pieno inseguimento della flotta di baleniere giapponesi. La Sea Shepherd ha ripreso dall'elicottero la Nisshin Maru e ha avuto un incontro ravvicinato con gli arpioni della Yushin Maru.

La parte più dura delle varie manovre tra i ghiacci è stata quando la Steve Irwin ha raggiunto il mare aperto per essere raggiunta da una incredibile onda proveniente da sud. "E' stata una scena terrificante vedere pezzi di ghiaccio grossi quanto case venirti addosso come confetti che cadono dal cielo, portati dai forti venti di tempesta", riferisce Watson. "Avevo il timore che un pezzo di ghiaccio colpisse la nostra nave, che sarebbe potuta affondare in pochi istanti. Non ero sicuro che saremmo riusciti a farcela, ma non mi sono sentito di condividere il mio pensiero con gli altri dell'equipaggio".

La costa dell'Antartico è remota, imprevedibile, e ostile alla vita umana, non è un posto per i deboli di cuore. Bisogna vigilare costantemente sulle condizioni dell'acqua e del ghiaccio. A questo si aggiunga la violenza dei cacciatori di balene, che non esitano ad aprire il fuoco sui difensori delle balene, per difendere i loro profitti illegali.

Fonte:
Sea Shepherd Battles Monster Seas and Dangerous Ice Conditions in Pursuit of the Japanese Whaling Fleet, 21 dicembre 2008

La Sea Shepherd si scontra con la flotta di baleniere giapponesi nelle acque australiane

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, si è imbattuta il 26 dicembre in una delle baleniere della flotta giapponese presso le coste del Territorio Antartico Australiano a nord della Penisola di Mawson.

La Kaiko Maru, avvolta in una densa nebbia, è apparsa di fronte alla Steve Irwin. L'equipaggio della Sea Shepherd si è messo subito all'inseguimento della nave e ha lanciato 10 bottiglie di burro marcio e 15 di metilcellulosa insieme ad una miscela di vernice indelebile.

"Che nave puzzolente e scivolosa", ha detto lo svedese Peter Hammarstedt, Secondo Ufficiale della Sea Shepherd. Alla baleniera Giapponese è stato ordinato in lingua giapponese dal cittadino australiano Jeff Hansen di lasciare immediatamente le acque dove si trovava.

Quando la Steve Irwin ha iniziato a fiancheggiare il lato di tribordo della Kaiko Maru, il comandante della baleniera ha puntato verso di noi colpendo leggermente la Steve Irwin sulla ringhiera del ponte per l'atterraggio dell'elicottero. Entrambe le navi non hanno subito danni gravi, per fortuna.

L'equipaggio della Sea Shepherd voleva solo spaventare la flotta Giapponese e farla così spostare verso est, fuori dalle acque del Territorio Australiano. La Sea Shepherd è all'inseguimento delle baleniere da una settimana. Ci sono solo 90 miglia prima che la flotta entri nelle acquae territoriali neozelandesi.

"Il nostro obiettivo ora è di inseguirli fuori dall'Australian Economic Exclusion Zone", dice Watson. "Ho sotto gli occhi una mappa che dice chiaramente che queste sono acque dell'Australian Economic Exclusion Zone. C'è una legge ben specifica che vieta alle navi qualsiasi attività di caccia alla balena in queste acque. Abbiamo informato le baleniere che stanno contravvenendo a quest'ordine della Corte Federale Australiana".

Non vi è dubbio che le baleniere giapponesi stanno accusando il colpo, infatti da sabato l'equipaggio della Sea Shepherd insegue la flotta giapponese in mezzo a ghiacci e nebbia. E durante tutto il periodo i giapponesi non hanno effettuato operazioni di caccia.

"Gli staremo alle costole fino a che avremo carburante a sufficienza", afferma il Capitano Watson.

Fonte:
Sea Shepherd Clashes With Whaling Fleet in Australian Waters, 26 dicembre 2008

Traduzione a cura di Linda Possanzini


da SunnyPink
etica, diario, animali, protesta, notizie, intervista, caccia, pesca, attualita`, crudelta`
Thanks commenti


397# I cacciatori di balene sono stati raggiunti

il martedì, 23 dicembre 2008
Ora 21:36

La Sea Shepherd scova la flotta di baleniere giapponesi e parte all'attacco!

Li abbiamo trovati!

L'equipaggio della nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, ha scovato la flotta di baleniere giapponesi, a meno di una settimana dalla partenza dal porto di Hobart, in Tasmania. La Yushin Maru # 2 è stata colta di sorpresa oggi nella nebbia e tra i ghiacci. L'equipaggio della Sea Shepherd ha immediatamente lanciato verso la nave delle "bombe" di burro rancido.

Le baleniere giapponesi sono state colte in flagrante nelle acque territoriali australiane mentre svolgevano operazioni di caccia alla balena in completa inosservanza dell'ordinanza della corte federale australiana del gennaio 2008 che vieta tale caccia nella zona di esclusione economica australiana.

La Sea Shepherd vuole applicare questa ordinanza e le altre leggi internazionali di salvaguardia delle specie marine, in questo caso delle balene in via d'estinzione in una zona sancita come santuario delle balene, in violazione della moratoria internazionale sul commercio di carne di balena. Lo facciamo in accordo con i principi stabiliti dalla United Nations World Charter for Nature.

La Sea Shepherd chiede al Governo Australiano il permesso di interrompere tutte le operazioni illegali della flotta giapponese nelle acque territoriali australiane. I cittadini australiani a bordo della Steve Irwin intendono applicare le leggi contro le attività illegali della flotta di invasione giapponese.

"C'è una linea tratteggiata che sulle mappe definisce queste acque come proprietà del governo australiano", dichiara il capitano Paul Watson, Fondatore e Presidente della Sea Shepherd. "Alcuni membri del governo australiano affermano che il Giappone non riconosce l'autorità australiana e perciò non si può fare nulla. Gli australiani dovrebbero ricordare che i rappresentanti del loro governo, nel 1942, non si sono arresi così facilmente quando i giapponesei si sono rifiutati di riconoscere la sovranità dell'Australia. Se l'avessero fatto, oggi ci sarebbero delle basi di baleniere giapponesi in Australia."

"E' stato relativamente semplice trovarli. E' bastato mettersi nei loro panni. Loro si aspettavano che noi iniziassimo la nostra ricerca dalla parte est del mare di Ross dove normalmente le baleniere iniziano la caccia. E noi pertanto abbiamo supportato questa idea dando false indicazioni che ci vedevano puntare verso est. Invece, abbiamo iniziato la nostra ricerca dalla parte ovest, dirigendoci verso il sud-ovest della Tasmania. Abbiamo perfino inviato un falso report per depistarli in cui affermavamo di volare sopra l'isola McQuarie per fare delle riprese dall'alto e questa strategia ha funzionato alla grande. Giunti alla fine della giornata li abbiamo visti proprio dove immaginavamo che fossero - in un'area in cui non avrebbro dovuto essere. Stavano cacciando tra i ghiacci. Forse nel tentativo di tenersi nascosti, cacciavano in un'area compresa tra la banchisa e gli iceberg. Ma ora siamo qui per fermarli".

Fonte:
Sea Shpeherd, Sea Shepherd Finds and Engages the Japanese Whaling Fleet!!!!!

Traduzione a cura di Linda Possanzini


da SunnyPink
pensieri, etica, amore, animali, protesta, notizie, intervista, alimentazione, caccia, pesca, documentario, lettera, attualita`, crudelta`
Thanks commenti (2)




Music & Videos

IO Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Amo l' altruismo e chi si impegna a fare del bene al prossimo. Detesto le violenze contro i bambini , le donne e gli indifesi. detesto la falsita e l' ipocrisia. Venite a trovarmi numerosi e imparerete a conoscermi e magari a volermi un po di bene anche voi!!!! baci. PS: Venite a trovarmi anche nel mio Forum!!!!!I commenti non riguardanti i miei post , fateli nelle mia Tag-Board. Grazie! Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Iniziative Importanti!

Humane Society International

5*mille contatta attivisti animalisti

Link me

made by danablu

La Vera BESTIA

Laverabestia.org - Animal Video Community

Votami

Tag-Board


RockYou PhotoFX - Get Your Own

Alimentazione SANA

Se diventi vegetariano vivrai più a lungo e senza malattie; risparmierai la vita e la sofferenza a migliaia di animali; non contribuirai alla distruzione delle foreste, all’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo; contribuirai a debellare la fame nel mondo; vivrai secondo la legge dell’amore e del comando di Dio "non uccidere"; risparmierai notevolmente sui costi della tua alimentazione. Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

AGIREORA

Notizie da
AgireOra:

www.agireora.org



Troviamo i Bambini

Quando capirai!

Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato Solo quando l'ultimo albero sarà tagliato Solo quando l'ultimo animale sarà ucciso Solo allora capirai che il denaro non si mangia! Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz'acqua diretti al macello. - Marguerite Yourcenar By SunnyPink Mentre intorno a noi le persone muoiono per malattie cardiache, cancro, ictus cerebrale, eccetera, e gli animali vengono usati in innumerevoli esperimenti ripetitivi e inutili nel tentativo di trovare le cure a questi mali, la risposta è davanti ai nostri nasi, lì nei nostri piatti, ad ogni pasto. - Jean Pink

Counter


Möbel
*loading*

Che giorno è

Bellezza e Natura

SimplyGraphic

Preghiera del cane randagio

Con passo vacillante e con il corpo stremato giungo alla fine dei miei giorni. Forse stasera moriro' e da sotto questa quercia con l'ultimo respiro, che mi resta in gola, vorrei ringraziare il Signore per il pane che mi ha fatto trovare nella spazzatura, per l'acqua che ha fatto scendere dal cielo per dissetarmi, per i sacrati delle chiese dove ho potuto ripararmi. Sì, Signore, io sono uno di quelli uno fra i tanti che non sa cos'e' il calore di una cuccia, il sapore di un osso, la carezza di un padrone. Conosco solo il dolore dei calci sul dorso, le sassate sulla fronte, le gomme di quella macchina che mi hanno spinto nel burrone. Ricordo, poi quella mano, grande, pesante, che ancora cucciolo mi ha abbandonato nella strada, dove vissi tutto il mio calvario. Ho attraversato monti, boschi e paesi nessuno mai mi ha tenuto con se', nessuno, mai, mi ha dato un nome. Dalla nascita ho sempre portato il tuo " Cane". Signore, tante sono le cose che vorrei dirti; ma... il cuore ha rallentato il suo battito e il respiro si affievola sempre piu'. Perdonami! E ti supplico: fa' che la mano dell'uomo non abbandoni piu' un cucciolo nella strada. E' triste vivere da vagabondi, e' penoso essere soli, ed essere soprattutto semplicemente solo un cane. Abbracciami almeno tu in quest'attimo. Perche' anch'io ti appartengo (di Anna Mazziotti)


Di tutto un po`....

Casino Online, NO dipendenza!





Dedicato a ...

ImageChef.com ImageChef.com - Custom comment codes for MySpace, Hi5, Friendster and more ImageChef.com - Custom comment codes for MySpace, Hi5, Friendster and more

Solo da amare

ImageChef.com
RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

Cosa fare/Non fare


RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

RockYou PhotoFX - Get Your Own

Delfini









Il mondo che vorrei

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Sardinia

Sardinia mea, regina, mere de su mare ti pico a ballare ca cherzo faeddare. Sardinia 'e cantos, Sardinia 'e ispantos ti cherzo buliare, ti cherzo frimmare. Cherzo connescher' sa rejone de sa nostra maledissione. Ello, ello sorre mala, ello sorte mala juches in sa cara, in su risu, in sas venas. Sardinia femina mala, su cunnu a su sole tue pones. Ispantu! Ite cheres fachere? Si b'at resposta est in su 'entu e si b'at bentu fuit 'ia. Ma si naschet unu frore solu ue si siat est beranu. Sardinia terra de falsos poetas e de mortores beros ti lasso augurios sintzeros. Sardinia bella, istella 'e su chelu: ti brujes su culu e a s'inferru tue fales in bolu. Sos perdidores 'scrient s'istoria sos binchidores appent sa gloria. Ma si naschet unu frore solu ue si siat est beranu. Sardinia mea, regina, mere de su mare ti pico a ballare ca cherzo faeddare. Testi dei Tazenda Testimania.com

Tutto cio`che cerchi

AFFILIATI

ForumFree.net bannerdanablu border=Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.usSfondi Desktop Gratis per  Vista sfondo desktop ami gli animali? Clicca ed entra nel MONDO DEGLI ANIMALI!!! Dama Verde... Mondo di Fantasia... Visita il sito di GraficAugusto MAX170PIXEL

Link Amici

agireora.org
AIP
animalisti.it
animallibertion.it
antivivisezione.it
campagneperglianimali.org
care2.com
Chi li ama ci segua
climateprotect.org
consumoconsapevole
contro ESCADA
dogwelkome.it
ENPA
gandhi-tierschutz.de
graficadanablu.splinder.com
greenreport
Humane Society International
ilmondodelcucciolo
Incontra gli animali
L.I.D.A
LAV
LEAL.it
mediciinternazionali.org
noi-animali.org
NonViolenceUnited
oceanomare.splinder.com
OIPA
oltrelaspecie.org
renata.altervista.org
ricercasenzaanimali.org
saicosamangi.info
scienzavegetariana.it
tralenuvoleeilcielo
Tutto Cani
UNICEF
vegan3000.info
vegetariani.it
vegetarismo.htm
vegfacile.info
WWF Italia
youtube.com

cio`che vuoi

QUI cio`che vuoi!

Categories

abbandono
alimentazione
amore
animali
attualita`
bambini
caccia
circo
crudelta`
diario
dieta
documentario
dogwelkome
donazione
etica
europa
film
fiori
foto
insetti
intervista
lettera
libro
musica
notizie
paradiso
pedofilia
pellicce
pensieri
pesca
petizione
piante
poesia
premi top100
protesta
randagismo
religione
riscaldamento globale
salute
sport
unicef
vegetariano
video
vivisezione
zoo

Archivie

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007

Comments

SunnyPink in #549# Dedicato a c...
utente anonimo in #549# Dedicato a c...
SunnyPink in #541# Pandemia d...
Mygreatlife in #541# Pandemia d...

Traduttore

Adesivi

QUI PUOI METTERE DEGLI ADESIVI MAX170PIXEL



image hosting for myspace hosted images


cio`che vuoi

qui cio`che vuoi!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001


Template by © DanaBlu
Blog hosting by Splinder
Images hosting by Photobucket

risoluzione di: 1024 x 768