#559# Tutti finanziano la vivisezione, noi NO!
il domenica, 08 novembre 2009
Ora 11:11
I-CARE finanzia solo la ricerca scientifica vera, quella che non usa animali.
Quasi tutte le associazioni che raccolgono fondi per la ricerca medica (come AIRC, ANLAIDS, Telethon, 30 ore per la vita, AISM, ma anche quelle più piccole e meno conosciute) impiegano parte del ricavato per finanziare studi su animali. In altre parole, finanziano la vivisezione.
I-CARE non lo fa. I-CARE finanzia solo la ricerca scientifica vera, quella che non usa animali.
Se si vuole sostenere la ricerca medica ma non la vivisezione, occorre evitare di fare donazioni alle più note associazioni che ogni anno raccolgono un'enorme quantità di fondi, e sostenere solo quelle che assicurano di non destinare alcun finanziamento a studi su animali.
L'associazione I-CARE Europe onlus offre in questo la migliore alternativa, perché non solo non finanzia la vivisezione, ma con la sua attività contrasta la pratica della vivisezione, diffondendo tra gli addetti ai lavori e nel pubblico generale l'informazione scientifica antivivisezionista
Sprecare tempo e denaro in studi su animali è un insulto ai malati che aspettano cure efficaci e alla stessa scienza: studiare una specie diversa da quella umana e in condizioni artificiali non porta a nulla, ma anzi può ostacolare il progresso scientifico.
I medici e gli scienziati antivivisezionisti partono dalla semplice ed oggettiva constatazione che gli animali non sono modelli sperimentali adatti all'uomo, perché troppo diversi da noi. Ogni specie animale è infatti biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l'altra sono impossibili.
Per saperne di più su I-CARE e sulla vivisezione in generale:
www.icare-italia.org e www.novivisezione.org
Con una donazione
Alla pagina Contatti, donazioni e 5 per mille del sito di I-CARE ci sono tutte le indicazioni su come fare una donazione via bonifico, carta di credito, pay-pal, o col proprio 5 per mille.
Cartolina via mail
Puoi mandare via mail ai tuoi conoscenti un'immagine leggera che ha lo stesso contenuto di questa pagina. Scarica l'immagine e inviala via mail!
Metti i banner sul tuo sito, blog, MySpace
Ci sono 2 banner disponibili per pubblicizzare questa iniziativa, uno quadrato e uno in orizzontale.
Questo è l'html da inserire nelle vostre pagine per riportare questo banner:
<a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=848"
target="_blank"><img
src="http://www.agireora.org/img/banner-icare-sostegno-ricerca-senza-animali-150x150.jpg"
border="0"></a>
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da SunnyPink
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#558# Consegnata la petizione "Stop sussidi agli allevatori" al Parlamento Europeo
il domenica, 08 novembre 2009
Ora 11:08
Consegnate nelle mani della Commissione Petizioni le 23mila firme provenienti da tutti i paesi dell'UE.
[COMUNICATO STAMPA]
CONSEGNATE ALLA COMMISSIONE PETIZIONI UE
LE FIRME SULLA PETIZIONE EUROPEA
"STOP SUSSIDI AGLI ALLEVAMENTI"
LANCIATA DAL CENTRO INTERNAZIONALE
DI ECOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
4 novembre 2009
Il 3 novembre 2009, il direttore del NEIC (Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione), dott. Massimo Tettamanti, e la portavoce, dott.ssa Marina Berati, hanno consegnato nelle mani della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo le 23mila firme della petizione "Abolizione del sostegno economico all'allevamento e alla pesca da parte dell'Unione Europea" provenienti da tutti i paesi dell'UE.
Il testo della petizione, divulgata in 5 lingue in tutta Europa, afferma che, visto che i soldi delle tasse dei cittadini europei sovvenzionano scelte produttive sconsiderate, che hanno forti impatti negativi diretti e indiretti sulla salute umana, sull'ambiente e sull'economia mondiale, i cittadini europei sottoscrittori della petizione "chiedono la cessazione dei finanziamenti della Politica Agricola Comunitaria (PAC) all'industria dell'allevamento e della pesca, in modo da evitare tutti i problemi suddetti e incentivare il consumo di cibi a base vegetale, salutari e di impatto ambientale enormemente minore, e una conseguente diminuzione del prelievo fiscale a livello europeo."
La presidente della Commissione Petizioni ha ricevuto con interesse la petizione, dichiarando che il Parlamento Europeo valuterà certamente questa istanza sollevata da così tanti cittadini europei, e che, anche se la proposta in essa contenuta è molto ambiziosa e difficile da implementare, l'argomento è di grande importanza sociale e la petizione servirà comunque di stimolo al Parlamento per una riflessione sul tema.
Dichiara il dott. Massimo Tettamanti, chimico con dottorato in Chimica Ambientale: "Ormai sono sempre di più le evidenze scientifiche che mostrano quanto sia massiccio l'impatto ambientale degli allevamenti sotto ogni punto di vista, soprattutto da quello dell'emissione di gas serra, un impatto maggiore di qualsiasi altro settore produttivo. Non si può più continuare a incentivare con soldi pubblici un settore così inquinante, l'UE ha il dovere di proteggere l'ambiente e la salute dei suoi cittadini, anziché tassarli per finanziare proprio quel settore".
Varie personalità in Italia e all'estero hanno sostenuto la petizione:
prof.ssa Margherita Hack, Astrofisica, Italia: "Ritengo molto importante l'iniziativa 'Stop sussidi agli allevatori'. Gli allevamenti intensivi sono una delle maggiori cause di inquinamento, sia per le emissioni di metano da queste grandi concentrazioni di animali, sia per la continua crescente distruzione di foreste per far posto agli allevamenti."
Jens Holm, ex Parlamentare europeo, Svezia: "Appoggio pienamente la petizione del NEIC. Dovremmo abolire le sovvenzioni all'industria della carne, lasciando che sia essa stessa a sostenere il proprio costo ambientale. Gettiamo le basi per un consumo alimentare sostenibile e rispettoso dell'ambiente."
Julia "Butterfly" Hill, attivista ambientalista, USA: "Sono una grande sostenitrice della necessità di alleggerire l'impronta ecologica di noi esseri umani su questo pianeta, in modo che possiamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato. Sostenere l'industria dell'allevamento con sussidi statali è un enorme spreco di soldi delle tasse dei cittadini, soldi guadagnati da ciascuno lavorando duramente."
dr. Mario Tozzi, Geologo, primo ricercatore al CNR, Italia: "L'allevamento industriale è una delle attività maggiormente impattanti sull'ambiente del pianeta Terra. Oggi al mondo ci sono oltre un miliardo e duecento milioni di bovini che hanno bisogno di quantità industriali di cereali e acqua, di infrastrutture impattanti e medicinali."
Sono sempre di più gli studiosi che confermano che uno dei modi più potenti di proteggere l'ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (come latte e uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, deiezioni ad alto potere contaminante).
In questo panorama, è anacronistico e inaccettabile che l'UE e gli Stati Membri paghino all'industria zootecnica una quantità enorme di sussidi, incentivando così il consumo di alimenti ad altissimo impatto ambientale che vengono già consumati in quantità spropositate dai cittadini, contro ogni linea guida delle istituzioni per la salute nazionali e internazionali.
Conclude la dott.ssa Marina Berati: "Con la petizione che abbiamo appena consegnato, intendiamo proporre di invertire questa tendenza autodistruttiva mettendo fine a ogni genere di sussidio all'allevamento, alla pesca e alle coltivazioni di mangimi per animali d'allevamento. Abbiamo consegnato assieme alle 23mila firme di altrettanti cittadini di tutta Europa un dossier e altri materiali di approfondimento sul tema, materiali che invieremo anche alla Commissione Europea, sperando che le istituzioni tengano conto di questa istanza sostenuta da così tanti cittadini".
Comunicato di:
NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
http://www.nutritionecology.org - info@nutritionecology.org
Per approfondimenti:
da SunnyPink
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#556# Verso l'eliminazione del circo con animali in Portogallo
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 13:11
Una nuova legge per far finire l'esposizione di primati, elefanti, leoni e tigri nei circhi.
Presto non sarà più possibile far esibire animali nei circhi in Portogallo, dopo la pubblicazione da parte del governo il 12 ottobre 2009 di una nuova legge che proibisce l'acquisto di tutte le specie di primati, orsi, foche, ippopotami, pinguini, coccodrilli, elefanti, grandi felini, tartarughe marine, alcune lucertole, struzzi, scorpioni, serpenti, ecc. Non sarà più permesso, inoltre, far riprodurre animali che vivono già nei circhi.
D'ora in poi solo enti autorizzati potranno detenere legalmente alcune specie considerate pericolose, e sono esclusi sia circhi che negozi di animali.
Il Ministero per l'Ambiente giustifica questa legge ritenendola un modo per preservare le specie e il loro benessere, insieme alla sicurezza della popolazione.
Gli animali e i loro cuccioli attualmente detenuti devono essere registrati entro 90 giorni dalla data di applicazione della legge presso l'Istituto per la Conservazione della Natura e della Biodiversità.
Le organizzazioni per i diritti degli animali manifestano soddisfazione per questa legge.
Fonte: EVANA, Portugal: Exhibiting primates, elephants, lions and tigers in circuses about to end, 14 ottobre 2009
da SunnyPink
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#554# Volantinaggio veg a "Fa' la cosa giusta"
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 13:04
Quattro volontarie hanno colto l'occasione per organizzare un piccolo volantinaggio per sensibilizzare le persone.
Testimonianza di Valentina - Genova
Dal 25 al 27 settembre scorso si è svolta a Genova la fiera "Fa' La Cosa Giusta! Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili" e fin qui non ci sarebbe nulla di male, anzi! Il problema è che, tra tanti begli stand di associazioni umanitarie, ambientaliste, di sviluppo sostenibile, ecc. ne sono state ospitate altre quali l'Associazione Provinciale Allevatori di Genova e L'Associazione Aqua, la quale si occupa di vendita di pesce (il motto che appare nei loro volantini è "Branzini e orate del Tigullio dal mare alla Vostra tavola")!
Ovviamente il fatto che si parli di consumo critico e stili di vita sostenibili senza nemmeno citare il vegetarismo e veganismo e addirittura invitando le associazioni sopraccitate ci sembra veramente un controsenso, per cui decidiamo di agire! Purtroppo veniamo a conoscenza del fatto meno di una settimana prima della manifestazione per cui non abbiamo il tempo di organizzare "grandi cose", ma qualcosina riusciamo ugualmente a farla.
Facciamo stampare delle magliette con scritto "Fa' la cosa giusta: diventa vegetariano!" ed in ognuna mettiamo le foto di un bellissimo animale "da carne" come si presenta da vivo, e una del suo cadavere dopo il macello.
Ovviamente siamo tutti d'accordo che la scelta più sensata da fare sia diventare vegan, non "solo" vegetariani, ma scegliamo di scrivere "diventa vegetariano" perché quella è una parola più nota alle persone.
In base alle nostre disponibilità di tempo decidiamo di andare il giorno di chiusura, ovvero domenica 27 settembre; all'ultimo secondo riusciamo anche ad improvvisare un volantino in cui spieghiamo tutti i motivi per cui "la cosa giusta da fare" è diventare vegetariani... ma siamo già a sabato pomeriggio e non sappiamo ancora dove andare a farli stampare! Fortunatamente trovo un amico che mi lascia usare la sua fotocopiatrice. Siamo talmente attrezzati che mi ritrovo domenica mattina a dividere i volantini (ce ne stanno due per foglio) strappandoli a mano!
Domenica pomeriggio io, Norma, Laura e Giuliana ci posizioniamo alle due entrate della Fiera a distribuire i nostri volantini artigianali (rigorosamente stampati su carta riciclata) e a turno facciamo qualche "vasca" all'interno, tanto per far notare ancora di più le magliette.
A quelli che si mostrano particolarmente interessati, oltre a rispondere alle eventuali domande, lasciamo il volantino "Perché vegan?", così da dar loro una visione ancora più completa e la possibilità di approfondire ulteriormente collegandosi ai siti segnalati; per il resto come capita sempre in questi casi abbiamo ottenuto qualche "battutina originale" di quelle che tutti noi abbiamo ormai sentito centinaia di volte, qualche risatina, qualche occhiataccia, ma anche complimenti, scambi di idee e di contatti per future collaborazioni.
Avendo organizzato tutto di corsa siamo riuscite a distribuire solo circa 400 volantini, peccato perché un'oretta prima della chiusura li avevamo già finiti ma nei dintorni non abbiamo trovato posti dove poterne stampare altri.
Comunque possiamo dirci soddisfatte di quello che abbiamo fatto perché personalmente penso che qualsiasi gesto compiuto a favore degli animali, seppur piccolo, abbia un grande valore.
da SunnyPink
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#552# Settimana Vegetariana Mondiale 2009 - Testimonianze
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:57
Un successo davvero insperato per questo evento internazionale.
La partecipazione alla Settimana Vegetariana Mondiale del 2009 è stata davvero notevole: circa 40 eventi organizzati in tutta Italia, più altre decine di persone che hanno partecipato come singoli distribuendo il volantino della Settimana Vegetariana in buca delle lettere.
Oltre alla grande partecipazione, un'altra nota molto positiva è stata l'atmosfera decisamente diversa dal solito respirata durante i vari eventi organizzati: molte persone si avvicinavano per chiedere informazioni, molte le reazioni positive. In molte delle testimonianze dei vari organizzatori che trovate qui sotto vedrete descritte queste impressioni. Un salto di qualità, insomma, che sta a dimostrare che le persone stanno "digerendo" la tematica della scelta veg e che sono davvero interessate a saperne di più e a prenderla in considerazione non come una cosa "strana" ma come qualcosa del tutto realizzabile e utile. Il lavoro di tutti i volontari di questi ultimi anni è stato ben speso, insomma!
Ecco alcune testimonianze e foto: un numero maggiore di foto possono essere viste nella Galleria fotografica della Settimana Vegetariana
Massimo e Daniela - Pordenone
L'iniziativa, organizzata a Pordenone il 3 e 4 ottobre, grazie ad AgireOra è stata diffusa in maniera incisiva: infatti molte delle persone che si sono avvicinate al tavolo per chiedere informazioni e materiale già erano al corrente degli eventi in corso. Oltretutto Radio Rai Regionale aveva dedicato proprio alla settimana vegetariana mondiale una trasmissione davvero bella e completa giovedì primo ottobre, lanciando anche le iniziative dei tavoli a Pordenone e Gorizia... per cui il nostro lavoro è stato più facile.
Numerose le richieste di materiale informativo, soprattutto (cosa sorprendente a Pordenone) da parte di giovani... i menù vegan (l'opuscolo "Menù per una cucina etica e gustosa", per citarne uno) sono andati letteralmente a ruba. Molti ci hanno chiesto suggerimenti e ricette, altre persone erano interessate in particolare all'aspetto salutistico (a questo scopo il materiale della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana è stato fondamentale).
Abbiamo notato, per la prima volta, un maggiore e più sincero interesse nei confronti di questo tema e di tutte le sue implicazioni etiche, segno che forse stiamo andando nella direzione giusta. A questo punto siamo pronti per il passo successivo: un tavolo di assaggi vegan, da organizzare alla prossima occasione!
Simona - Rovigo
A Rovigo abbiamo potuto usufruire di uno spazio decisamente importante all'interno del centro commerciale "La Fattoria". Abbiamo installato la vostra bella mostra montando le foto su scatole di cartone vuote e creando quindi 5 colonne di 180 cm di altezza sistemate a semicerchio. Abbiamo cercato di esporre il problema da diversi punti di vista (animali/macelli, etico/sociale/ambientale e storico). Abbiamo quindi esposto il cibo su di un tavolo ed alcuni libri con del materiale informativo su un tavolo più piccolo. Inoltre il negozio Erbolario di Rovigo ha offerto campioncini omaggio dei propri prodotti, dato che non sono testati su animali.
Sebbene i polesani siano notoriamente poco propensi alle novità ed il Veneto in generale sia una fucina di allevatori, cacciatori e chi più ne ha più ne metta, abbiamo riscontrato molta curiosità e stupore quando la gente scopriva che i piatti non contenevano alcun ingrediente di origine animale. Abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico, poche critiche e distribuito molto materiale informativo. Il fatto che gli assaggi fossero gratuiti unito alla distribuzione gratuita di campioncini di prodotti per il corpo ha reso più accattivante la presentazione dell'evento e fatto avvicinare anche i più diffidenti e scettici.
Il fatto poi che cercassimo di presentare la scelta veg come facile, che abbracciassimo vari punti di vista e il fatto di mostrare alla gente che siamo persone "normali" e non come promotrici di qualche setta strana sono serviti a mostrare la vera realtà della scelta veg . Purtroppo (ma direi anche ovviamente) non siamo riuscite a vendere nulla (cd/libri) ed anche le offerte sono state davvero simboliche, ma la cosa importante è stata fare informazione.
Eleonora - Napoli
Abbiamo organizzato un tavolo informativo con volantinaggio nella giornata di sabato 3 ottobre in pieno centro storico. Abbiamo volantinato 2500 volantini-cartolina sulla settimana vegetariana mondiale, e abbiamo allestito un banchetto con materiale di approfondimento, la petizione "Stop ai sussidi UE agli allevatori" (per la quale abbiamo raccolto circa 60 firme), un album fotografico con foto sui macelli e diversi cartelloni, che attiravano l'attenzione di molte persone, attorno e ai lati del tavolo con immagini e messaggi più e meno cruenti sulla macellazione e che invitavano a riflettere sulla provenienza della "carne" che la gente mette nel proprio piatto.
Abbiamo avuto modo di discutere con tante persone. A chi era già vegetariane o vegan abbiamo fatto firmare la petizione, parlato di veganesimo con i vegetariani, e preso contatti con quelli interessati all'attivismo, ma per fortuna abbiamo avuto modo di parlare anche con persone non vegetariane ma che si erano poste il problema etico o salutistico, ma magari non avevano mai trovato informazioni adeguate in merito. Queste persone sono state ovviamente sommerse dai nostri materiali di approfondimento :) Si è fermata anche una mamma che ha preso del materiale per sua figlia che le aveva espresso il desiderio di diventare vegetariana! Mi ha colpito poi un ragazzo che si è fermato incredulo chiedendoci se esiste davvero un alimento sostitutivo della carne, veramente stupito che esistessero davvero dei vegetariani che non solo sopravvivono ma stanno anche bene! Ovviamente gli è stato spiegato tutto e gli sono stati dati i materiali di approfondimento..
Non sono mancate anche le occasioni di confronto con persone che ritenevano che mangiare carne fosse comunque necessario e "naturale", e speriamo che almeno qualcuno di loro abbia iniziato a riflettere dopo avere parlato con noi e/o letto il nostro materiale. Abbiamo distribuito dei volantini anche in alcuni negozi e librerie e un paio di loro hanno affisso la locandina della settimana vegetariana mondiale in vetrina e all'interno del negozio. Abbiamo anche avuto nuovi contatti di persone interessate a partecipare alle prossime iniziative del nostro gruppo locale, e anche stavolta ci siamo conosciuti tra di noi perchè c'erano molte persone "nuove", o almeno che all'iniziativa precedente non c'erano!
Insomma, nel complesso direi che l'iniziativa è andata bene. E' difficile capire quali sono stati i risultati, perchè purtroppo non possiamo vederli subito, ma se anche solo una piccola parte delle persone che hanno ricevuto i volantini e hanno parlato con noi inizierà a riflettere e anche solo a diminuire il proprio consumo di prodotti animali, sarà stato già un bel traguardo!
Carlo - Sassola (Roma)
Il 4 ottobre ho preso un tavolino e mi sono andato nella piazza principale di San Gregorio da sassola (previa autorizzazione del Sindaco); lì, con notevole faccia tosta, visto che è un paese a maggioranza di cacciatori ed allevatori, ho cominciato a distribuire materiale ai passanti. Ero vicino ad una edicola ed un bar (frequentato da cacciatori, pure armati) e dopo una prima diffidenza sono riuscito pure a parlare con qualche anima ed ad aprire uno spazio al pensiero animalista in menti che non avevano mai preso in considerazione una tale idea.
A metà mattino ho conosciuto alcuni attivisti ambientalisti che mi hanno invitato, per il pomeriggio a partecipare col mio banchetto ad una loro iniziativa. Così ho potuto contattare altre persone e divulgare materiale a persone che comunque erano più informate e disponibili. Un buon successo sia di diffusione che di contatti con realtà locali, che mi permetterà di aprire spazi anche nelle scuole!
Franco - Milano
L'iniziativa a Milano ha avuto un ottimo risultato: il nostro banchetto era ben visibile, in una piazza con molto passaggio. Credo che il messaggio che volevamo trasmettere sia stato molto evidente, semplice e chiaro.
Varie persone guardavano attentamente, leggevano e si vedeva nelle loro espressioni del viso che erano state toccate nel cuore e riflettevano su qualcosa di nuovo che scoprivano. Penso senz'altro che alcuni diminuiranno il loro consumo di carne, e altri un po' alla volta semtteranno di mangiare animali.
Abbiamo raccolto oltre 100 firme per l'abolizione della caccia e 130 firme per "stop sussidi agli allevamenti". Eravamo in tanti , oltre 14 persone, ed era un bel gruppo con una bella energia. Una bella dimostrazione di collaborazione fra persone di gruppi diversi. Gli assaggi davano colore, attiravano e portavano persone interessate a scoprire una realta' nuova per loro.
Naturalmente alcune cose si potrebbero migliorare: abbiamo raccolto solo 20 euro di offerte e questo forse significa che non abbiamo saputo comunicare quanto bisogno c'è che ognuno aiuti. Comunque è importante pensare che grazie a questo lavoro la coscienza di qualcuno è cambiata. E' solo una goccia, ma tutti sappiamo che il mare è fatto di gocce.
Monica - Roma
Santa Maria in Trastevere era piena di gente; adulti, bambini, tantissimi gli stranieri, tutti senza distinzione si sono fermati ad assaggiare i nostri spuntini, salati e dolci, rigorosamente vegani, a guardare la mostra sulle ragioni della scelta veg affissa al muro, e tantisimi i volantini distribuiti.
In piazza c'è stato il concerto di una banda locale, e il responsabile molto gentilmente ci ha consentito di salire sul palco e di parlare alcuni minuti, sia in italiano sia in inglese data la massiccia presenza di turisti, per spiegare il motivo della nostra presenza.
Radio Lyra Caere (radio locale di Cerceteri) ci ha offerto all'interno della trasmissione "Noi siamo fuori" uno spazio, intervistandoci in particolare sull'iniziativa "la settimana veg mondiale" e sulla scelta vegana in generale (motivazioni, vantaggi, "difficoltà", ecc.). Tanti gli amici veg, vecchi e nuovi, che hanno partecipato ed è a loro che va un particolare ringraziamento. E' proprio vero che l'unione fa la forza!
Luciano - Tortona (AL)
Sabato 3 ottobre si è svolta in Tortona la fiera del biologico denominata "BioTortona", mercatino che riunisce il mondo contadino, l'artigianato locale, gruppi di acquisto solidale e iniziative di consumo responsabile. La nostra giornata comincia alle 8 quando raggiungiamo la centrale via Emilia ed iniziamo ad allestire il nostro banchetto per la Giornata Vegetariana Mondiale. Non siamo gli unici animalisti alla fiera, ben altri due banchetti sono presenti. La via Emilia a poco poco si popola di gente ed il nostro banchetto riscuoterà un buon interesse: chi polemico con gli argomenti da noi trattati, chi curioso, e chi, la maggior parte, a favore con le nostre istanze.
Per quanto possibile abbiamo cercato di argomentare ed avere un dialogo con la gente. Alle nostre spalle, un tavolino con un monitor, trasmetteva a rotazione brevi filmati positivi sulla condizione animale, l'alimentazione vegana e gli aspetti ecologici derivanti da entrambi. Molti i volantini distribuiti, sia riguardanti la settimana mondiale del vegetarismo che non, e diversi i libri venduti. Rispetto qualche anno fa, in generale, ci è sembrato che le persone fossero oggi più informate circa le nostre istanze, segno che le informazioni circolano. Da rifare sicuramente.
Luca - Ferrara
A Ferrara la Vegetarian Week ha coinciso con la prima uscita pubblica di FerraraVeg, un gruppo per ora ancora informale che vuole promuovere l'alimentazione vegana/vegetariana in città. E' andata meglio delle più rosee aspettative. Ci siamo alternati in 6 al tavolino. Il materiale era un po' "multidisciplinare": abbiamo raccolto firme per la normativa europea contro la vivisezione ai primati, raccolto firme per la sempiterna petizione contro la caccia e - più in tema con la vegetarian week - distribuito il materiale "Perchè vegan?". La giornata era davvero propizia, perchè casualmente Ferrara è stata invasa da 45.000 turisti per la tre giorni del festival organizzato dalla rivista "Internazionale", davvero un 'target' eccellente per i nostri volantini, persone tendenzialmente ecologiste e sensibili al consumo sostenibile.
Alla fine ne abbiamo dati solo 500, mirati, alle persone che si fermavano a chiedere informazio ni, altrimenti li avremmo polverizzati in un'ora (basti pensare che erano un migliaio le persone in coda al teatro comunale per una conferenza con Saviano). Abbiamo scelto una tecnica poco aggressiva, dando il volantino solo a chi si fermava più di due o tre secondi a leggere i manifesti di "Io passo a veg" e "meno carne, meno effetto serra" e infatti non abbiamo trovato neanche un volantino per terra, evidentemente tutti l'hanno messo in tasca per poterlo leggere con calma.
L'esperienza è stata entusiasmante anche perchè diversi veg*, di Ferrara (indimenticabili due signore sui 60 anni, vegane da 25 anni!) e da altre parti d'Italia, si sono avvicinati con la gioia tipica di chi incontra un proprio "simile"; gioia ricambiata, con conseguente aumento generale dell'ottimismo: indubbiamente è molto meglio fare tavolini che riunioncine intime... E tra l'altro proprio al tavolino si è pianificata l'attività futura. Il gruppo è cresciut o, nasceranno altre iniziative simili, la stampa addirittura ne ha dato risalto in due trafiletti. Ma soprattutto siamo convinti che i 500 volantini distribuiti siano stati seminati su cervelli molto fertili, e che quindi alcuni animali si siano salvati grazie alle scelte delle persone che hanno letto il nostro materiale e fatto una scelta alimentare etica.
Lorenza - Rimini
A Rimini abbiamo allestito un gazebo nella piazza principale e, complice il bel tempo, ne è risultata una giornata molto piacevole oltre che utile. Sul nostro chilometrico tavolo facevano bella mostra magliette, libri e volantini sufficienti a togliere ogni dubbio a chi volesse informazioni sull'alimentazione vegetariana, ma, per rinforzare ancor più il messaggio, abbiamo preparato anche un bel buffet di golosità dolci e salate, molto gradite da tutti.
Avevamo portato anche una mostra fotografica sullo sfruttamento degli animali, ma il vento ci ha costretti a smontarla per non correre il rischio di seppellire qualcuno sotto il peso dei pannelli "volanti"! Ma anche senza foto, il colorato gazebo richiamava l'attenzione dei passanti, che si avvicinavano curiosi e si lasciavano tentare da un crostino o una polpettina.
Trovo molto utile poter accostare alle motivazioni etiche della scelta veg anche le implicazioni legate alla salute, e in questo il materiale di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana è fondamentale. Naturalmente abbiamo esposto in anteprima anche il manifesto sull'effetto serra, che a breve andrà in affissione su larga scala anche qui da noi. La giornata si è svolta in maniera molto piacevole, senza episodi particolari da raccontare: abbiamo distribuito molto materiale informativo, dato fondo al buffet e parlato con tanta gente. Risultato positivo ;-)
Rossella - Bari
Sabato pomeriggio abbiamo atteso che via Sparano si riempisse di gente per il consueto shopping del fine settimana. La città era meno affolata di quanto ci immaginassimo, a causa della partita in casa del Bari, ma nonostante questo siamo riusciti ad incuriosire e a fermare moltissime persone, le quali dopo aver assaggiato i piatti vegan preparati per l'occasione, ci hanno chiesto informazioni e portato via del materiale di approfondimento. Ottima riuscita, perchè, al contrario delle volte precedenti, è stata la gente a fermarsi di propria iniziativa e ad informarsi sulle motivazioni della scelta veg. Sicuramente una iniziativa da riproporre.
Mercoledì sera, invece, ospitati da Andrea, Veronica & co. del pub Ekoinè ci siamo intrattenuti in una piacevolissima conversazione pubblica. Andrea sinceramente interessato a conoscere le motivazioni di una scelta veg* ha posto dubbi ed interrogativi ai quali abbiamo cercato di rispondere nel modo più esauriente possibile, rimandando anche all'approfondimento personale mediante la lettura del materiale distribuito. Abbiamo anche potuto fornire successivamente ricette per la preparazione di antipasti e panini vegani in modo da ampliare l'offerta dei piatti fruibili da chi ha deciso di non cibarsi, anche fuori casa, di prodotti derivati dalla sofferenza e dallo sfruttamento animale.
Marina - Torino
A Torino abbiamo allestito in pieno centro un tavolino con un'ampia scelta di assaggi vegan salati e dolci, materiali informativi e petizioni, e TV con video dei macelli, oltre che cartelloni e mostra fotografica sui piatti vegan e i vegetariani famosi.
Il cibo ha immancabilmente riscosso un ottimo successo: decine le persone che si sono fermate a mangiare, tutte che facevano complimenti, chiedevano le ricette, e tutte che si sentivano spiegare come si possa mangiare benissimo senza uccidere animali. Il cibo è durato meno di due ore, anche se era parecchio come quantità, e a quel punto pensavamo che non si fermasse più nessuno, come già più di una volta avevamo sperimentato. Invece le persone hanno continuato a fermarsi, per firmare la petizione, per chiedere materiali informativi, per parlare con noi. Molti anche quelle che si fermavano a leggere la mostra fotografica e a guardare il video, le quali venivano prontamente fornite di pieghvole "Perché vegan?" per poter capire meglio e approfondire a casa.
Insomma, risultato molto soddisfacente, decisamente migliore delle iniziative precedenti e di quanto ci aspettassimo.
Francesca - Como
Abbiamo cercato di rendere il banchetto il più interessante possibile: oltre ad un buon assortimento di volantini ed opuscoli e libri in consultazione, corredati da mostra fotografica vegan e qualche immagine più forte, abbiamo portato assaggi vegan dolci e salati, caramelle avvolte artigianalmente in carta contenenti frasi animaliste (prese da www.vegan3000.info), indovinelli vegani presi da VeganHome, sezione quiz. Sul tavolo c'era anche un foglio con la possibilità di lasciare il proprio indirizzo email per ricevere informazioni "cruelty-free" (come ricette vegane, consigli su prodotti non testati): preferisco non perdere le persone che incontro!
Il sit-in era composto da 4-5 persone: ci siamo divisi i compiti in modo da fare ciò che ci era più congeniale. Chi volantinava, chi parlava al banchetto, chi distribuiva gli assaggi. Ho cercato di calibrare il mio intervento in base a chi mi stava di fronte: persone "attaccate" al baluardo del gusto si portavano via l'opuscolo con le ricette vegan, mentre persone ecologicamente sensibili si portavano via il volantino sull'impatto ambientale degli allevamenti. Gli scettici spesso facevano domande "provocatorie" o interventi che ben conosciamo come: "è la catena alimentare", "la carne è buona", "la carne fa bene". Rispondevo sempre con tranquillità e fermezza argomentando ogni mia affermazione. Si fermavano molti vegetariani e io davo informazioni per passare a vegan.
Si è fermata anche una mamma incuriosita e desiderosa di avere altro materiale "perché a scuola ne hanno parlato e mi piacerebbe capire meglio di cosa si tratta" e non è stata la sola. A questo proposito raccomando di avere sempre ai banchetti qualche copia dell'opuscolo "Guida al vegetarismo per genitori e ragazzi" (è vero, è più costoso degli altri ma è davvero utile!): da 10 me ne sono rimasti 2. Tutti coloro che si fermavano al banchetto firmavano le petizioni "Stop stop sussidi agli allevatori" e quella sui metodi alternativi alla vivisezione.
"Dulcis in fundo", si è fermato un ragazzo che ci ha chiesto che cosa stessimo facendo e poco dopo ci ha confessato di lavorare in un macello. Non l'ho aggredito anche perché il suo modo di porsi è stato molto civile. Ci ha raccontato cose che già sappiamo (come il fatto che gli animali vengano fatti a pezzi quando sono ancora vivi e che gli operai sono letteralmente coperti di sangue dalla testa ai piedi) e ci ha vivamente raccomandato che, se vogliamo far cambiare testa alle persone, dobbiamo mostrare loro quello che lui vede ogni giorno. Atteggiamento più unico che raro quello di darci un consiglio contro il "suo mondo", non ha fatto altro che confermarmi ciò che penso io: bisogna puntare ai video sui macelli. Schermi giganti, casse accese e slogan enormi. Di certo l'attività del sit-in è molto proficua perché dà la possibilità di informare ma se si aggiunge la proiezione del video si possono colpire allo stomaco molte più persone.
Jlenia - Ivrea e Rivarolo
Sabato mattina, Ivrea era fredda e non molte persone affollavano la via principale... In 3 ore circa ho distibuito parecchi volantini e qualche persona interessata (già vegetariana o vegana) si è fermata al banchetto prendendo ulteriore materiale. E' stata una buona esperienza che mi ha permesso di conoscere persone nuove.
Domenica pomeriggio eravamo invece a Rivarolo. Purtroppo il nostro banchetto era nel corso principale sotto un viale alberato quindi poche persone hanno potuto notarci. Lo shopping ha avuto la meglio nonostante la crisi... Ho fornito comunque volantini ai passanti, anche se poche persone si sono interessate al resto del materiale presente sul tavolo.
Micaela - Vicenza
A Vicenza, sabato 3 e domenica 4 ottobre sono state due giornate calde e soleggiate: abbiamo fatto il nostro banchetto in Piazza Castello, per distinguerci dalla festa in corso in Piazza dei Signori, con l'orribile stand del baccalà, e la cosa ha funzionato.
A parte il volantinaggio (fatto anche nel tendone del baccalà!) si sono fermate parecchie persone interessate, molti già vegetariani che chiedevano informazioni sul veganesimo. Ci siamo spinti anche in alcuni ristoranti, e il messaggio di mettere una V sul menù sui piatti vegetariani e vegan comincia a riscuotere interesse. Avevamo anche assaggi di dolcetti vegani, che sono stati molto apprezzati.
Isabella - Gorizia
A Gorizia non sono stati allestiti tavoli ma è stato diffuso il materiale informativo sia nelle cassette postali delle abitazioni sia con la diffusione personale a conoscenti, negozi , ristoranti etc. Questa distribuzione è stata organizzata da pochi volontari e anche da chi, attraverso AgireOra, si è messo in contatto con noi sia nella città di Gorizia che a Cormons, Gradisca , Monfalcone, Udine e Pordenone ed anche a Nova Gorica (Slovenia), dove l'11 ottobre una associazione animalista ha organizzato un pic nic veg sulla piazza principale.
Il giorno 3 ottobre è stato offerto un aperitivo con assaggi vegan in uno spazio di Borgo Castello di Gorizia: ha avuto un certo successo, anche per la presenza di un giornalista che ha pubblicato un articolo con foto su "il Piccolo".
Nicoletta - Fara Sabina
A Fara in Sabina siamo riusciti ad allestire uno spazio informativo costruendo dei pannelli espositivi e facendo stampare alcune delle mostre di AgireOra (in particolare su "impatto ambientale" e "info SSNV" più alcune immagini della mostra sui vegetariani famosi).
La piazzetta antistante la sede della nostra associazione, FaraVeg, è stata riempita da questi pannelli e da un gazebo dove venivano offerte bevande e degustazioni di stuzzichini veg. Anche se l'impatto non è stato quantitativamente eccezionale - dato che Fara è una piccola realtà - ci ha fatto piacere avere un appuntamento e degli strumenti in più per aiutare chi già è in fase di riflessione ad avere un riferimento sul territorio... in effetti qui non c'è niente di simile nel raggio di almeno 50 Km.
Daniela - Reggio Emilia
Abbiamo distribuito i volantini e predisposto la mostra fotografica intorno al gazebo: qualche persona si è fermata a leggere, mentre parecchie hanno assaggiato gli stuzzichini... Si sono fermate a chiedere informazioni più persone giovani che persone mature. E' stato anche bello che venissero alcune persone già vegetariane o vegan, e che ci fosse il simpatico e fondamentale aiuto di Evita.
Elvino - Firenze
Nonostante una lenta partenza, il pomeriggio, sia del sabato che della domenica, è stato caratterizzato da una buona affluenza di persone: molte persone (diversi stranieri che ci chiedevano anche dove trovare bar e ristoranti vegan) si sono avvicinate al nostro banchino per gustare i nostri assaggi vegan, per chiedere informazioni, per ricevere il materiale cartaceo per maggiori approfondimenti e per firmare la petizione contro i sussidi della UE all'industria della carne e del pesce. Un particolare ringraziamento alle volontarie Susanna, Eva e Renata che hanno fornito un grande e preziosissimo aiuto.
Ivana - Trento
Faceva freddo e la gente non si fermava volentieri, ma comunque è stato distribuito parecchio materiale informativo sulla scelta veg e non solo e, anche se i soldi raccolti non sono stati moltissimi, sono comunque serviti a coprire le spese, ed è stato bello stare insieme per una causa comune.
Lecce - Veganimalisti Lecce
Il nostro banchetto si è svolto il 3 e 4 ottobre a Lecce. Abbiamo dato i volantini della settimana vegetariana e allestito una mostra fotografica sui macelli. La mostra colpiva senz'altro di più dei volantini. C'è stato abbastanza interesse, soprattutto domenica. Ad avvicinarsi erano comunque persone prevalentemente disposte a recepire il nostro messaggio, ma non tutti erano già vegetariani. Si sono fermate anche alcune famiglie con figli a seguito, raccontandoci del loro lavoro di sensibilizzazione al tema ai propri bambini!
Valentina - Genova
Anche a Genova abbiamo partecipato alla Settimana Vegetariana Mondiale facendo due banchetti. Il sabato è andato abbastanza bene, abbiamo distribuito molti volantini sulla Settimana Vegetariana ai passanti e a chi si fermava abbiamo dato tanti altri opuscoli informativi ed abbiamo fatto firmare la petizione contro i sussidi agli allevatori e compilato le cartoline della campagna "Salviamo i primati".
Avevamo un portatile per far vedere i video... All'inizio davamo "la vita emotiva degli animali da fattoria" ma è solo quando abbiamo messo un video durissimo sui macelli con tanto di audio che la gente ha iniziato a fermarsi veramente a guardare. L'ennesima riprova che solo con le scene scioccanti si riesce ad attirare l'attenzione delle persone e a farle fermare.
Un ragazzino ha detto che non si aspettava che venissero trattati così gli animali e ha detto "mi sa che divento vegetariano!" Speriamo!
Domenica è andata ancora meglio perché la via era più spaziosa (e la gente probabilmente più rilassata) per cui si notava anche di più il banchetto ed, essendo in tanti, più persone potevano distribuire i volantini.
Abbiamo distribuito tutti i 3.000 volantini sulla Settimana Vegetariana più tantissimi altri, raccolto molte firme, polverizzato le cartoline contro la vivisezione, chiacchierato con molte persone vegetariane e non, e scambiato contatti per il futuro.
Oggi almeno un altro ragazzo forse è stato convinto: Giuliana mi ha raccontato che subito voleva quasi rifiutare il volantino ma dopo un po' è tornato indietro e dopo aver fatto parecchie domande pare si sia convinto!
Lucia - Catania
Noi abbiamo organizzato alcuni incontri sul vegetarismo, seguiti da cena vegan, presso il ristorante HAIKU il giorno 4 Ottobre. L'ambientazione molto accogliente del giardino di HAIKU, nonchè gli interessantissimi interventi dei relatori sui vari aspetti - scientifico, medico, etico e culinario - della scelta vegetariana, hanno reso la manifestazione particolarmente piacevole. Sono stati seguiti con molta attenzione i dati e le informazioni esposti dai medici specialisti della nutrizione, dottori Rosanna La Carrubba di Catania e Mauro Destino di Brindisi. Il pubblico presente è intervenuto più volte con interrogativi ed approfondimenti sui vari argomenti. Ha concluso il tutto una magnifica cena vegan, molto apprezzata, preparata dagli esperti gestori di Haiku: Salvo Galvagno e Gabriella Puglisi.
Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Iniziative inter-nazionali'. da SunnyPink
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#551# Consegnata la petizione "Cibo contro mangime"
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:52
Il primo ottobre, nella Giornata Mondiale Vegetariana e' stata consegna la petizione all'ONU e alle sue agenzie.
Quando nel luglio 2008 la petizione "Cibo per gli umani contro mangimi per animali" fu lanciata, il numero delle persone che soffrivano la fame era già molto alto. Un anno dopo, le agenzie dell'ONU sono costrette ad ammettere che nonostante alcune iniziative e molti allarmi, questa situazione inaccettabile non è affatto migliorata, ma, al contrario, è peggiorata. Più di un miliardo di persone soffrono la fame e stanno morendo a causa dei cambiamenti climatici, raccolti scarsi, diminuzione di terre arabili, tsunami finanziari, e gli aiuti mondiali alimentari stanno precipitando al livello più basso degli ultimi vent'anni.
Tuttavia gli allevamenti intensivi, che sprecano enormi quantità di risorse disponibili, non solo hanno continuato a svilupparsi, ma stanno persino aumentando. Perciò il mangime è ovviamente disponibile, il cibo no.
Ad ottobre avranno luogo una serie di incontri alla FAO di alto livello, incluso il 'Summit Mondiale sulla Sicurezza Alimentare'. Centinaia di esperti dovranno relazionare sulle modalità con cui fornire abbastanza cibo e soddisfare, nello stesso tempo, la domanda crescente di mangime. Come può essere realizzato tutto ciò? Dopotutto le risorse della terra non sono infinite, perciò alla fine dovranno essere fatte delle scelte etiche, stabilite delle priorità!
Sfamare il mondo salvando gli animali.
Il fatto che oggi milioni di persone sono minacciate dalla fame mostra che la vita nel nostro villaggio globale è diventata senza controllo e senza equilibrio. C'è un reale pericolo che le cose peggiorino sempre più, se si pensa che nel 2050 9.1 miliardi di cittadini potrebbero ogni anno scontrarsi con la richiesta di 470 milioni di tonnellate di carne.
Le previste "nuove tecnologie" della FAO per aumentare la "produzione di bestiame" si rivolgono soltanto all'elemento carne del problema, poiché neanche le tecniche più ingegnose possono cambiare il fatto che per produrre carne sono richieste enormi quantità di risorse: per un solo chilo di carne di manzo, per esempio, sono necessari 7-16 chili di grano o fagioli di soia, fino a 15.500 litri d'acqua e 323 metri quadrati di terre da pascolo. Perché, con l'aiuto dell'ingegneria, cercare di allevare ancora più animali? Perché, invece, non ricercare e promuovere uno stile di vita legato ai più bassi gradini della catena alimentare, di gran lunga più adatto a superare le privazioni e le disuguaglianze del tempo attuale e di quello futuro?
Perché uccidere se più persone possono vivere senza farlo?
Sorprendentemente, la scelta vegetariana non ha ancora trovato posto nell'agenda internazionale, nonostante i suoi evidenti benefici. Coloro che prendono decisioni a livello internazionale stanno dimenticando chi soffre, continuando a fuggire da questo conveniente, economico ed estremamente importante alleato nella guerra alla fame nel mondo.
Questo stile di vita salutare e compassionevole, che protegge l'ambiente come nessun altro, richiede un esame obiettivo e seria considerazione. Se già piccoli passi verso la riduzione di carne possono rendere disponibile moltissimi terreni per il consumo umano, il potenziale di una maggiore diffusione della scelta vegetariana è incredibile.
In nome della solidarietà: dai al vegetarismo un'opportunità!
Questo è ciò che più di 22.000 individui e circa 1.300 organizzazioni chiedono alle Nazioni Unite, e alle loro agenzie, di fare.
La petizione è dunque conclusa, e le firme sono state consegnate ai rispettivi quartieri generali di New York (ONU), Roma (FAO) e Ginevra (WHO).
European Vegetarian and Animal News Alliance (EVANA)
Schweizerische Verinigung fuer Vegetarismus
Fonte
EVANA, Food - for people!, 1 ottobre 2009
da SunnyPink
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#544# STOP A TRAFFICO ILLEGALE DI CANI E GATTI, E' REATO
il domenica, 11 ottobre 2009
Ora 11:01
Giro di vite al traffico illegale di cani e gatti. Ora questa pratica fuorilegge in Italia diventa reato punibile con una condanna fino a 13 mesi di reclusione, pena che viene aumentata di un terzo se vittime del traffico sono cuccioli con meno di otto settimane di vita. Molta attenzione al trasporto illecito di cuccioli proveniente dall'est che movimenta un business di 300 milioni di euro l'anno. Saranno reato anche le mutilazioni come il taglio della coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al ddl di ratifica parlamentare della Convenzione di Strasburgo, che introduce norme particolarmente severe a protezione degli animali d'affezione. La Convenzione, ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ''introduce dei principi e delle sanzioni penali, in particolare il divieto di abbandono degli animali, il divieto di maltrattamenti e del causare dolore, e anche il diritto degli animali al benessere e a interventi chirurgici o medici che siano fatti con tutte le caratteristiche per evitare sofferenze''. Si introducono anche ''il divieto di drogare'' gli animali e ''limiti nel loro impiego negli spettacoli e nelle esposizioni, senza paralizzare l'attivita' circense''. ''Ma la novita' piu' importante - ha sottolineato il titolare della Farnesina - e' che introduciamo un reato nuovo: quello del traffico illecito di cani e di gatti, con particolare riferimento al traffico di cuccioli''. ''Finalmente ratifichiamo una convenzione di Strasburgo del lontano 1987 che introduce norme particolarmente severe per la protezione degli animali da compagnia, una cosa che riguarda milioni di famiglie italiane'', ha detto Frattini auspicando che la ratifica, definita ''un'assoluta priorita' '', avvenga entro Natale. Un successo, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, realizzato anche grazie ''all'intensa collaborazione con il ministro Frattini''. ''Ringrazio sentitamente l'amico e collega Franco Frattini - ha aggiunto Martini - per l'impegno profuso per l'approvazione di questo provvedimento importante per una societa' civile''. In particolare le norme, ha riferito Martini, oltre al reato di traffico illegale, introducono quello del taglio della coda, delle orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche. Infine sono previste sanzioni anche per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria cosi' come previsto dalla normativa vigente. Soddisfatte le associazioni. ''Sara' un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia'', ha detto il presidente nazionale dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa), Carla Rocchi. Secondo il presidente della Lega Antivivisezione, Gianluca Felicetti, in questo modo ''si stronca il vergognoso traffico dei cuccioli dall'Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale''. Infine alcuni consigli da parte dell'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) per riconoscere i cuccioli in regola: attenzione all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica, eseguita da un veterinario abilitato dall'autorita' competente del Paese di provenienza. L'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) esprime soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia, ed invita a tener conto di alcuni accorgimenti da adottare per non incorrere in un 'incauto acquisto' di cuccioli illegali, che e' ''l'anticamera - affermano - di una dolorosa esperienza per l'animale e per il proprietario''. ''Attenzione quindi - avvertono i veterinari - a scegliere cuccioli provenienti dalla filiera legale, tenendo presente che il nostro Paese non importa cuccioli da Paesi Terzi''. Ecco come riconoscere i cuccioli 'in regola': TRAFFICO CUCCIOLI BUSINESS DA 300 MLN L'ANNO/SCHEDA Il traffico di cuccioli e' un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro l'anno, legato al valore economico degli animali. Ecco un quadro sul traffico di migliaia di cuccioli di cane e gatto che arrivano dai Paesi dell'Est e vengono venduti per italiani (Fonte Lega Antivivisezione): BUSINESS: Ansa - (2 Ottobre 2009)
VETERINARI, ECCO COME RICONOSCERE CUCCIOLI IN REGOLA
Attenzione all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica, eseguita da un veterinario abilitato dall'autorita' competente del Paese di provenienza. L'Italia ha inoltre vietato l'introduzione di cani e gatti di eta' inferiore ai tre mesi e non vaccinati nei confronti del virus della rabbia. Le spedizioni di cuccioli, ricorda l'Anmvi, possono essere effettuate soltanto dopo 21 giorni dalla fine del protocollo vaccinale per la rabbia (il che permette anche di evitare che siano spediti animali troppo giovani per essere allontanati dalle madri). ''Da tempo - sottolinea l'Anmvi - la categoria si trova a dover fronteggiare un fenomeno che non sembra subire flessioni e che e' fonte di gravi problemi sanitari per gli animali illegalmente introdotti nel nostro Paese e che espone a rischi per la salute pubblica. Preoccupazioni da tempo all'attenzione delle autorita' sanitarie nazionali, che hanno reso necessario l'intervento della Farnesina per i risvolti sulla filiera regolare di scambi fra i Paesi comunitari, e che non trovavano adeguato conforto - concludono i veterinari - nell'ordinamento giuridico italiano anche per la mancanza di una specifica fattispecie di reato''.
300 miliardi di euro l'anno; un cane di razza di origine ungherese puo' essere venduto a 200 euro, mentre un cane della stessa razza di origine italiana ha un valore
sul mercato tra i 500 e 1.500 euro;
PROVENIENZA ANIMALI:
i cuccioli arrivano da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca;
COME FUNZIONA IL TRAFFICO:
i cuccioli nascono nelle cosiddette 'puppy mills', strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipate in box piccolissimi. I cuccioli vengono strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte sui mezzi di trasporto a volte locali e a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. Altri arrivano nascosti nei portabagagli delle auto e il viaggio puo' durare anche 10-11 ore. Vengono venduti anche su internet o ai caselli delle autostrade;
MALATTIE:
in questo traffico mancano elementari controlli sanitari e in Italia sono ricomparse malattie sconfitte come cimurro e rabbia. Nei cani si registrano casi di endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nei gatti sono diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna;
MORTALITA':
intorno al 50% tra il trasporto e dopo l'arrivo in Italia;
NORMATIVA:
per le norme comunitarie i cuccioli non possono essere spostati prima dei tre mesi (data di somministrazione del vaccino) e 21 giorni, periodo necessario per sviluppare gli anticorpi.
da SunnyPink
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#532# La vivisezione non serve a niente
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:17
A Roma il 7° congresso sulle metodologie di ricerca senza sacrificio di viventi. Dall'Europa 50 mln per la cosmetica cruelty free Non solo per ragioni etiche. Non solo con proclami da parte dei fautori dei diritti animali. A lavorare per poter scrivere la parola fine nella crudele storia della vivisezione è ormai una buona parte del mondo scientifico, illuminata, e sempre più trasversale e internazionale. E se gli scienziati cominciano a muoversi in questa direzione, il congresso è gremito di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo, e lo stesso fa l'industria (c'è il colosso de L'Oreal tra gli sponsor, oltre a Johnson & Johnson, Procter & Gamble e Unilever): siamo, si spera, all'inizio di una rivoluzione anche culturale che dovrà il più velocemente possibile aggiornare l'approccio alla conoscenza, una volta che l'uso di modelli animali si è rivelato insufficiente e superabile. Sono innumerevoli le presentazioni proposte al Congresso di applicazioni future di colture cellulari integrate, sulle prospettive delle sperimentazioni in vitro e di modelli computerizzati. E' notevole la presenza di rappresentanze dell'estremo oriente, che si avvicinano finalmente all'impostazione delle 3"r" (ovvero refinement , riduzione dei livelli di sofferenza, reduction , riduzione del numero degli animali coinvolti, replacement , sostituzione) con l'esposizione di una trentina di studi tra giapponesi e coreani. Parallelamente sono offerte dimostrazioni di supporti didattici alternativi, come riproduzioni in silicone di modelli animali utili agli studi di chirurgia e di fisiologia. Colpisce invece la scarsissima presenza di studiosi italiani che, secondo Luigi Campanella, presidente della Società chimica italiana e moderatore della sessione sulle associazioni scientifiche, si spiega col fatto che «la posizione del mondo scientifico e medico italiano, relativamente ai metodi alternativi, non è ancora molto chiara, fondamentalmente per ragioni culturali. Noi però ci crediamo - sottolinea Campanella - e sosteniamo il contributo della chimica per il superamento dei test sugli animali, che può essere rilevante: il principio su cui si basa questo approccio è che poiché una sostanza è tossica se produce una reazione, noi lavoriamo al livello cui questo eventuale fenomeno avviene su tessuti umani, eliminando così il problema del passaggio di specie che rende spesso i risultati ottenuti sugli animali non corrispondenti a quelli sull'uomo». Un approccio similare è quello promosso da Celltox, l'associazione italiana di tossicologia in vitro, presente con i suoi rappresentanti al congresso. Celltox dal 1991 lavora allo studio di metodiche che consentano l'analisi a livello molecolare e cellulare degli effetti tossici delle sostanze. Un intero seminario è dedicato poi alla presentazione di una creazione italiana, il modello Caesar, sviluppato da ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano: si tratta di un'applicazione java che attraverso un algoritmo permette di accedere a modelli predittivi sulla tossicità delle sostanze e che conta di offrire alternative in vista della grande sperimentazione che attende i ricercatori da quando il progetto Reach è diventato legge nell'Unione europea nel 2007. Reach, ovvero Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals prevede che le industrie entro il 2018 analizzino dal punto di vista chimico tutte le sostanze in circolazione nei prodotti in commercio (tra le 18mila e le 68mila secondo diverse stime) delle quali non è accertata la sicurezza da un punto di vista ecologico e sanitario. All'incirca il 97% dei composti chimici che si vendono a tonnellate e che si trovano in ogni tipo di cosmetico, sapone o detersivo, sono stati infatti introdotti prima del 1981, quando non erano obbligatori i rigorosi test di valutazione che precedono oggi l'immissione in commercio di qualsiasi novità. Reach, che nel regolamento non ha indicazioni di utilizzo di metodi alternativi alla vivisezione, è diventato però una delle ragioni principali che spiegano l'interesse delle case cosmetiche e farmaceutiche per queste alternative: l'immensa sperimentazione, se svolta con i metodi attuali, costerà alle industrie tra i 2,6 e 9,5 milioni di euro e comporterà il sacrificio di un numero spaventoso di animali, tra 54 e 141 milioni di individui. Allo sviluppo di metodiche sostitutive contribuirà ora con un cospicuo finanziamento anche l'Unione Europea. Grande entusiasmo ha suscitato la notizia giunta al Congresso, martedì, dell'investimento da parte della Commissione e di Colipa, l'Associazione europea dei cosmetici, di 50 milioni di euro per sostenere le ricerche volte a mettere a punto nuovi test cruelty-free per la formulazioni di sostanze cosmetiche, per le quali già si prevede il bando all'uso di animali dal 2013 (ma la data è già slittata diverse volte). I progetti selezionati verranno finanziati per il 100% delle spese. E se alternative interessanti saranno messe a punto, potrebbe da questo scaturire un positivo effetto moltiplicatore. Come spiegano alla Lav, «questi sistemi daranno informazioni sulla tossicità sistemica delle sostanze, perciò una volta validati potranno utilmente essere usati anche nell'industria farmaceutica». Leonora Pigliucci - 03/09/2009 Fonte: Liberazione Animale
La vivisezione non serve a niente, finanziamo i metodi alternativi
A Roma si è chiuso il congresso internazionale "Calling on science", il settimo promosso dall'Ecvam (il centro europeo di validazione dei metodi alternativi) per fare il punto sulla ricerca e lo sviluppo di metodologie ultra moderne che lavorano per il progresso della ricerca senza sacrificare nessuna vita.
da SunnyPink
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#531# 12 milioni di sacrificati l'anno le norme Ue devono cambiare
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:15
L'Unione europea si appresta a imprimere una svolta alla legislazione che attualmente regola l'uso degli animali nella ricerca scientifica a livello comunitario. Un'occasione per l'Europa per svolgere un ruolo trainante in vista del superamento di quello che sarà ricordato come immane olocausto animale: solo nel vecchio continente 12milioni di cavie sacrificate ogni anno in nome di una scienza crudele che nei loro confronti si è posta sinora ben pochi limiti etici. Da un anno è in discussione la proposta che dovrà aggiornare l'attuale Direttiva 609 del 1986, la prima a porre la questione della protezione delle cavie da esperimento. Concepita per scoraggiare l'uso di animali e promuovere metodi alternativi, la norma si è rivelata però inefficace, di fatto non portando ad alcuna limitazione effettiva. Il testo infatti non fissa che standard minimi di benessere, contiene poche specifiche e fa solo un vago riferimento a metodiche sostitutive (al momento dell'entrata in vigore, del resto, le alternative erano molto meno avanzate di oggi) e soprattutto concede di ricorrere a deroghe anche nei casi più estremi. Basti pensare all'importazione per fini sperimentali anche di primati ad altissimo rischio di estinzione o la possibilità di effettuare test di tossicità e prove altamente invasive anche senza anestesia su roditori, cani e gatti e scimmie. La Ue già da tempo, da una risoluzione del 2002, ha preso coscienza dell'inadeguatezza della direttiva 86/609, ma solo nel novembre 2008 per iniziativa del Consiglio d'Europa, ha preso avvio l'iter con la proposta di una nuova direttiva. Accolta con grande interesse da parte di tutte le associazioni animaliste europee, ha solo in piccola parte soddisfatto le aspettative che vi si riponevano. «Sicuramente è lontana anni luce dalla normativa di oggi - spiega la biologa Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav - ma visti i sondaggi svolti tra gli europei, che evidenziano che la maggioranza della popolazione è contraria alla vivisezione, e l'avanzamento dei metodi alternativi, ci aspettavamo molto più». Tra i punti positivi c'è la decisione di fissare un limite massimo di dolore cui gli animali potranno essere sottoposti, la creazione di nuove strutture in Europa per lo sviluppo e l'incentivazione dei metodi alternativi, l'inclusione di alcuni invertebrati e altre specie e l'estensione delle protezioni per le cavie usate nella ricerca di base, nella didattica e negli allevamenti. «Restano comunque fuori gli animali geneticamente modificati - continua Kuan - che non vengono tutelati neanche dalla legge italiana e che sono quelli che stanno facendo salire il numero degli individui usati ogni anno». La bozza, poi, non fissa un limite al riuso degli animali, che se sopravvissuti ai primi potranno perciò essere usati in altri test. Un risultato molto deludente riguarda le scimmie, per le quali si sperava di ottenere una moratoria, conquistata solo per i primati, che comunque potranno essere usati in casi eccezionali, di fatto aprendo così la porta a nuove deroghe. Si sottolinea anche quella che forse è la lacuna più profonda nel testo approvato finora, cioè l'assenza di obblighi su controlli etici e valutazioni scientifiche precedenti gli esperimenti e la possibilità di continuare a utilizzare animali senza autorizzazioni da parte di un'autorità che si era chiesto di istituire ad hoc. La bozza di modifica, approvata a maggio in prima lettura dal Parlamento, è passata ora al Consiglio dei Ministri, per essere poi votata nuovamente in seconda lettura, entro il 2010, dal Parlamento europeo. Intanto si susseguono le mobilitazioni, come una marcia virtuale sul sito www.makeanimaltestinghistory.org cui stanno partecipando oltre 55mila persone, perché la partita è ancora aperta: a giugno sono stati eletti i nuovi europarlamentari che potrebbero decidere di dar vita a un testo più vicino alle aspettative dei cittadini europei. L.P. - 03/09/2009 Fonte: Liberazione Animale
da SunnyPink
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il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:50
Nei vaccini sono stati scoperte sostanze velenose e altamente tossiche che possono causare gravi patologie

Una interessante informazione storica: la maggiore causa del declino dell'Impero Romano, dopo seicento anni di dominio mondiale, fu la sostituzione delle pietre usate per fabbricare gli acquedotti con tubi di piombo per il trasporto e il rifornimento di acqua potabile. Gli ingegneri romani, considerati i migliori nel mondo, trasformarono così i loro concittadini in storpi neurologici.
NEI VACCINI SONO STATI SCOPERTI:
Mercurio (thimerosal):
una delle sostanze più velenose conosciute dalla scienza. Il mercurio causa gravi patologie al cervello, intestino, fegato, midollo e reni. Anche piccolissime quantità possono causare danni ai nervi. I sintomi della tossicità da mercurio sono simili a quelli dell'autismo.
Solfato ammonico (sale):
agente velenoso sospettato di causare danni all'apparato gastrointestinale, al fegato, al sistema nervoso e al sistema respiratorio.
Beta-propiolactone:
può causare cancro. Sostanza velenosa sospettata di provocare danni all'apparato gastrointestinale, al fegato, al sistema respiratorio, alla pelle e agli organi sensoriali.
Lieviti modificati geneticamente di animali, batteri e DNA virale, possono essere incorporati nel DNA di colui che viene vaccinato e causare sconosciuti mutamenti genetici.
Gomma lattice:
può causare reazioni allergiche mortali.
MSG, monosodio glutammato:
è in fase di studio in quanto sospettato di causare gravissimi gruppi mutageni e teratogeni che possono causano malformazioni in quanto interagiscono sui meccanismi riproduttivi e di sviluppo embrionale. È una neurotossina che può provocare reazioni allergiche sconosciute che non vanno certo trascurate.
Alluminio:
provoca danni al cervello; fattore sospetto nell'Alzheimer, demenza convulsioni e stati comatosi. può provocare reazioni allergiche sulla pelle.
Formaldeide (formalina):
elemento componente del fluido per imbalsamare. È velenoso se ingerito. Questa sostanza è una probabile causa del cancro. È estremamente tossico per l'apparato gastrointestinale, per il fegato, per il sistema immunitario, per il sistema nervoso, per l'apparato riproduttivo e respiratorio. È collegato alla leucemia, al cancro al cervello, al cancro del colon e al cancro linfatico.
Microrganismi:
composto di agenti virali vivi o morti oppure da batteri o loro tossine. Il vaccino contro la polio, contaminato con un virus di scimmia, ora si è propagato nelle ossa umane, nelle sacche dei polmoni (Mesotelioma). Causa Tumori del cervello e linfoma.
Polisorbato 80:
è conosciuto come causa di cancro negli animali.
Tri(n)butylphosphate:
sospettato di essere velenoso per reni e nervi.
Glutaraldehyde:
velenoso se ingerito. Causa difetti nelle nascite degli animali sperimentali.
Gelatina:
prodotta da pezzi scelti di pelle di vitelli e vacche; ossa di vacche e pelle di maiale demineralizzati. Si sono registrate reazioni allergiche.
Gentamicin Sulfate and Polymyxin B (antibiotico):
reazioni allergiche che vanno da leggere a mortali.
Neomycin Sulfate (antibiotico):
interferisce con l'assorbimento della vitamina B6. Un errore nell'uso di B6 può causare una rara forma di epilessia e rallentamento mentale. Reazioni allergiche che vanno da leggere a mortali.
Phenol/phenoxyethanol (2-PE):
è utilizzato come anticongelante. È un agente tossico per tutte le cellule e capace di bloccare i meccanismi che governano il sistema immunitario.
Cellule umane e animali:
cellule umane assorbite dal tessuto di un feto, da albumina umana, sangue di maiale, di cavallo, cervello di coniglio, porcellini sperimentali, reni di cane, cuore di vacca, reni di scimmia, uova di gallina, di papera, sangue di pecora ed altro.
A cura:
Dr. Stephen Sherry's Vaccine Presentation to the SPD Bay Area Resource Group, San Jose, CA, Febbraio 2005
Traduzione e adattamento linguistico a cura di Ester Capone
Fonte: EcPlanet
da SunnyPink
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#522# Boicottiamo la pubblicità
il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:41
La News Corp. di Murdoch perde per il crollo delle entrate pubblicitarie. A Mediaset cala la pubblicità meno 12-13% primo semestre 2009, dopo che negli ultimi due mesi del 2008 aveva perso 40 milioni di raccolta. Il 57% degli Europei non è andato a votare. Il partito dei Pirati svedesi è entrato in Parlamento a Strasburgo... Vuoi vedere che qualcosa sta cambiando? Vuoi vedere che la crisi rende un po' tutti più consapevoli? E mi chiedo: Perché non boicottiamo la pubblicità? Come? Io penso che la pubblicità sia la tangente, pagata dai consumatori (questa è la tragicomica!), che appiattisce ogni volontà informativa. Chi è l'editore che pubblica qualcosa che potrebbe danneggiare l'immagine della società con cui detiene un importante contratto pubblicitario? Senza pubblicità sarebbe un altro mondo. Provate a pensarci? Immaginatevi di dovervi informare anziché affidare a un iper prezzolato testimonial o a un claims seduttivo, a una scosciata consumistica, a un seno ammiccante. Provate a pensare a una informazione libera remunerata dai suoi lettori, sostenuta da editori responsabili del ruolo sociale, che percepisce sì contributi pubblici per la funzione svolta. Le industrie serie che da sempre svolgono la loro attività responsabilmente non avrebbero nulla da temere, anzi! I valori dei propri contenuti sarebbero ancor più apprezzati, mentre la pubblicità appiattisce tutto! Il mondo digitale credo, si indirizzerà verso questa meta, anche se oggi sembra quasi impossibile. E i consumi dovranno contenere una risposta sociale, favorire la crescita del potenziale individuale, coinvolgere le persone e valorizzarle nella loro sensibilità e nel loro talento. Se l'interattività sta alla base della nuova realtà, sostituendo la distruttiva passività cerebrale, la pubblicità perde di significato, non ha più nessun appeal. Nessuno sano di mente è disposto a farsi raggirare e sottomettere le proprie scelte a un idiota, pagata testimonianza. Non solo, ma nemmeno farsi scippare le proprie risorse visto che la pubblicità è un costo per il consumatore che non solo lo abbindola, ma gli fa notare quanto è stupido ad alimentare le tasche altrui per la propria dabbenaggine. Sono convinto che la caduta della pubblicità "regresso" può solo giovare all'umanità e alla ripresa di una civiltà consapevole e responsabile. Fra non molti anni ci volgeremo indietro e capiremo come eravamo!... e i nostri figli rideranno... per la tragicomica idea su cui si basava la società dei consumi. Luigi Boschi 
Esattamente comportandoci all'opposto di cosa la pubblicità propone. Renderla inutile, anzi deprezzabile. Non compriamo prodotti di campagne pubblicitarie.
Compriamo invece chi fa informazione di prodotto, scientifica, in internet, sul punto vendita, chi utilizza packaging biodegradabile. Insomma chi adotta criteri di responsabilità e sostenibilità sociale.
Non solo ma credo che a tutti i media con pubblicità debbano essere tolti ogni contributo o provvidenze pubbliche di qualsiasi tipo.
La pubblicità commerciale è divenuta il cancro di questa società. Se all'inizio dello sviluppo industriale poteva essere un volano di coinvolgimento, la sua massificazione e concentrazione è divenuta devastante. Abbinata alla tv di massa è una necrosi cerebrale. La devastazione sociale è stata radicale. E' la stupidità globalizzata. E' un processo di deresponsabilizzazione che impedisce, a una società capace, di intendere e volere. Produce dementi!! Zombie! E' la società del gossip e dello spettacolo integrato!
Le persone dovrebbero iniziare a contestare loro stessi, i propri consumi che li rendono schiavi a vita.
Provate ad immaginarvi cosa sarebbe invece consultare informazioni in rete, sul packaging, sui luoghi d'acquisto con personale istruito per soddisfare le legittime pretese conoscitive di ciò che si mangia o si utilizza.
Nella società della pubblicità è sparita l'informazione. Tutto è celato e falsato. Chi detiene la pubblicità ha il banco in mano perché controlla consumi, informazione e produce adepti ripetibili! Il consumatore e i suoi bisogni si producono!
Provate per qualche tempo a non comprare prodotti pubblicizzati sui media, a non sottostare a questa ormai demenziale realtà. Possibile crescere in una società declinata sulla stupidità sociale e d'acquisto?
Tutto dipende da noi dalla nostra forza di uscire da questa puzzolente palude! Divulgate questa idea, coinvolgete amici e conoscenti, dotiamoci di anticorpi: la pubblicità è uno dei peggiori virus, insieme alla finanza, che silente sta distruggendo la nostra società, le nostre menti. (Parma, 07/08/2009)
da SunnyPink
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#519# Aumento dei test su animali nel Regno Unito
il sabato, 08 agosto 2009
Ora 20:44
3,7 milioni di esperimenti, il numero piu' alto degli ultimi 22 anni.
Le statistiche dell'Home Office diffuse il 21 luglio 2009 rivelano che in Gran Bretagna gli esperimenti su animali hanno raggiunto la cifra scioccante di 3,7 milioni, cioè sono aumentati del 14% dal 2007, raggiungendo la cifra più alta degli ultimi 22 anni. Il Dr Hadwen Trust for Humane Research ("Fondazione del dott. Hadwen per la Ricerca Umana"), la principale associazione britannica per la ricerca medica senza animali, ha reagito affermando che si sarebbe dovuto verificare un progresso ben maggiore nella sostituzione dell'uso di animali con metodi alternativi, ma invece il numero degli animali utilizzati è ora tornato ai livelli di fine anni '80.
In occasione del 50esimo anniversario della nascita delle 3R (il principio di Russel e Burch di "Replacement, Reduction and Refinement", ovvero Rimpiazzo, Riduzione e Raffinamento della sperimentazione animale), il dott. Hadwen Trust afferma che questo momento dovrebbe far scattare un "campanello d'allarme" per i politici e ha scritto ai maggiori partiti politici invitandoli ad impegnarsi nel creare una "strategia per la sostituzione". Serve una strategia per inquadrare le aree più importanti per l'aumento dei finanziamenti, lo sviluppo della tecnologia, il supporto politico e della Ricerca & Sviluppo, per poter ridurre progressivamente la sperimentazione animale e, infine, sostituirla completamente con metodi senza animali.
Punti principali delle statistiche
Il dott. Sebastien Farnaud, direttore scientifico presso il Dr Hadwen Trust for Humane Research e biologo molecolare all'Università di Westminster, ritiene che si sarebbe dovuto avere progresso ben maggiore nella sostituzione di animali:
"Quest'anno è 50esimo anniversario del concetto stesso di rimpiazzamento, riduzione e raffinamento della sperimentazione animale e, anziché essere celebrato con una rivoluzione dei metodi alternativi, esso coincide con il più alto numero di esperimenti su animali in 17 anni" afferma il dott. Farnaud. "Più volte è stato dimostrato quanto irrilevanti possano essere i modelli animali per gli esseri umani, per cui sostenere un tale utilizzo di animali non è nei migliori interessi della scienza. Con le conoscenze scientifiche che questo paese ha da offrire, avremmo dovuto assistere a dei notevoli progressi nella sostituzione di animali con tecniche più avanzate. Invece il numero degli animali utilizzati è oggi lo stesso della fine degli anni '80. Un tale aumento degli esperimenti su animali dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme per i politici, che faccia loro capire che deve essere profuso un impegno molto maggiore nello sviluppo di metodi alternativi nella scienza biomedica, non solo per evitare sofferenze agli animali, ma anche perché la ricerca medica possa godere dei vantaggi che l'approccio senza nimali animale può portare con sé.”
Il Dr Hadwen Trust for Humane Research finanzia ricerche all'avanguardia nelle università di tutta la Gran Bretagna. L'obiettivo dei nostri progetti è rimpiazzare l'utilizzo di animali nella ricerca medica e, così facendo, migliorare l'importanza e la qualità della ricerca su condizioni debilitanti come sclerosi multipla, fibrosi cistica, cancro alla pelle e malattie neurologiche. A marzo, per esempio, il Dr Hadwen Trust ha finanziato lo studio su un modello tridimensionale di cellule umane per lo studio del cancro al seno, modello che ha vinto il premio NC3Rs (National Centre for Replacement, Refinement and Reduction of Animals in Research). Questo modello offre un approccio più pertinente alla specie umana e sostituisce esperimenti che possono arrivare ad utilizzare anche 400 topi per singolo test negli studi sui tumori.
Fonti:
Dr Hadwen Trust, UK animal experiments at 22 year high, back to late 1980s levels. Science needs a 'roadmap to replacement' says Dr Hadwen Trust for Humane Research, 21 luglio 2009
Statistiche delle procedure scientifiche su animali vivi - Gran Bretagna, 2008, diffuse in un sommario sul sito internet dell'Home Office il 21 luglio 2009
da SunnyPink
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#516# Come l'Europa aiuta i produttori di latte
il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:44
Usando i soldi delle tasse di tutti, si finanzia il settore lattiero-caseario.
Qualcuno si ricorda il gingle pubblicitario che accompagnava l'ossessione del dott. Antonio per l'enorme Anitona (Ekberg) nell'omonimo film di Fellini? "Bevete piu' latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le eta'"... Erano i primi anni '60 e non si parlava ancora di effetto serra, il latte era quasi unanimemente considerato il cibo sano e nutriente per eccellenza, eravamo in un paese che uscito dalla guerra conosceva una prima prosperita' economica di massa. L'attenzione agli animali era patrimonio di pochissime persone.
Sono passati 50 anni, e a leggere il comunicato stampa della Commissione Europea del 22 luglio "La crisi del latte: le misure proposte dalla Commissione per stabilizzare il mercato", sembra di essere ritornati a quei tempi. Come se l'effetto serra non esistesse, i danni che il consumo di latte provoca alla salute non si conoscessero, come se anche la pur riduttiva idea del "welfare animale" fosse di la' da venire.
Il comunicato esordisce con: "La Commissione europea continuerà a fare tutto quanto è in suo potere per sostenere gli allevatori e stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari". Basterebbe questo per suscitare la legittima indignazione non solo degli animalisti, ma degli ambientalisti (informati e coerenti) e di tutti coloro, medici in primis, che dovrebbero occuparsi di salute pubblica e prevenzione, nonche' di tutti i semplici cittadini minimamente informati sulla materia.
Misure di aiuto agli allevatori
Vediamo brevemente alcune delle misure che la Commissione intende attuare:
Se andiamo a leggere il documento originale, Technical annex: Dairy market situation 2009, troviamo pero' delle buone notizie.
Ad esempio scopriamo che la produzione di latte in UE, malgrado l'innalzamento delle quote del 2,5%, e' invece scesa di uno 0,9%: da 137,8 milioni di tonnellate nel 2007/08 a 136,4 nel periodo 2008/09. La produzione del latte e dei prodotti derivati cala in percentuali variabili tra l'1,3 e il 2,5%.
I commenti sconsolati dei redattori del rapporto imputano questo calo alla crisi economica e finanziaria, ai prezzi piu' cari per prodotti di qualita'; inoltre, e ben venga, e' in declino l'uso di derivati del latte nei processi industriali.
E' relativamente noto che i meccanismi regolatori europei si basano su un complesso sistema di denominazione e classificazione di merci e prodotti. In questo rapporto, nel prendere atto di diverse richieste di deregolamentazione, si cita la questione del latte di soia in questi termini: "E' chiaro che una denominazione che presenti le bevande di soia come un'alternativa al latte significhi un incremento delle vendite probabilmente a danno del latte 'vero', e questo, quando questo prodotto e' gia' largamente a disposizione dei consumatori che lo preferiscono o che ne hanno bisogno" (dal paragrafo 4.1 "Marketing standars milk products" del documento sopra citato). E' lampante la serena imparzialita' degli estensori di questo documento...
Un altro dato preoccupante (per loro) e' che, pur in mancanza di dati precisi, riportano che l'uso di sostituti del formaggio e' in aumento.
Promozione del consumo di latte e latticini
Prima ancora che le varie forme di aiuti diretti e indiretti agli allevatori, quello che sconcerta - e indigna - sono le misure per la promozione del consumo di latte e derivati. E' come se qualche decennio fa, quando in Europa si e' vissuta la crisi della siderurgia che e' costata centinaia di migliaia di posti di lavoro, invece di approntare piani di riconversione e di sostegno al reddito si fosse proposto di costruire automobili "corazzate" per impiegare piu' acciaio... solo che in questo caso e' molto peggio, perche' ci va di mezzo la vita degli animali, l'ambiente e la salute umana.
Ma veniamo alle misure promozionali:
La pubblicita' paga e lo si riconosce nel rapporto affermando che "il cofinanziamento a livello nazionale ed europeo di progetti promozionali avviati dalle organizzazioni commerciali costituisce un valido incentivo".
La potente lobby degli allevatori
Nel documento "Comunicazione della Commissione al Consiglio: la situazione del mercato lattiero nel 2009" leggiamo nel prologo che il mercato ha registrato un clamoroso calo dei prezzi e che questa situazione "ha scatenato un grande scontento tra gli allevatori che hanno organizzato varie manifestazioni"... e non sempre precisamente pacifiche.
Leggiamo sempre in questo documento che nel 2009 l'UE ha finora acquistato 81.000 tonnellate di burro (8% della produzione del primo semestre) e 321.000 tonnellate di latte in polvere (43.5% sempre del primo semestre) per un costo stimato di questa e delle altre misure attuate nell'anno di 600 milioni di euro. In totale, dalla riforma del 2003, "a titolo compensativo sono stati distribuiti ai produttori di latte 5 miliardi di euro sotto forma di aiuti diretti al reddito legati alla produzione".
C'e' davvero da domandarsi quale logica ci sia in un sistema che sostiene una produzione non richiesta dal mercato quando oltretutto questa produzione e' dannosa per l'ambiente e causa di enormi sofferenze per milioni di animali.
Anche altri settori ottengono aiuti sotto varie forme, ad esempio defiscalizzazioni per gli investimenti, prestiti agevolati, "rottamazione" (come di recente per l'auto) ma questo genere di sostegno e' la norma per il settore dell'allevamento. Basti pensare al plateale sconto sull'IVA applicato sul latte: il 4% per il latte "vero" contro il 20% che grava sul "latte di soia" tanto inviso alla lobby di Bruxelles degli allevatori.
Questi documenti rendono bene quel misto di ottusita' dei politici e di potenza delle lobby che determinano queste politiche a livello comunitario. Politiche che sono un danno per tutti e per lo sviluppo di un'economia sostenibile, e non solo per gli animali che ne pagano ovviamente il prezzo piu' alto.
Opporsi alla lobby di chi sfrutta animali e devasta l'ambiente
Dare il nostro personale contributo al "crollo del mercato del latte" e' il minimo che possiamo fare, ma oltre a consumare "latte di soia" al posto di quello "vero" possiamo fare molto di piu'.
La campagna "Stop ai sussidi ad allevatori e pescatori" promossa dal Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione ha l'obiettivo di far cessare questa vergogna dei miliardi di euro regalati ai vari settori dell'allevamento e quello, fondamentale, di fare informazione.
Informazione onesta, perche' quella che fa l'UE sul latte non lo e'.
Articolo a cura di Valter Fiore
Fonte:
Commissione Europea, La crisi del latte: le misure proposte dalla Commissione per stabilizzare il mercato, 22 luglio 2009
da SunnyPink
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#510# Celebrita' inglesi alla marcia virtuale contro la vivisezione
il sabato, 18 luglio 2009
Ora 21:45
Ricky Gervais, Joanna Lumley e altri personaggi del mondo dello spettacolo si uniscono da oggi alla manifestazione contro la vivisezione in Europa.
Il commediografo Ricky Gervais, l'attrice Joanna Lumley e le rock star Brian May e Chrissie Hynde si uniscono da oggi alle decine di migliaia di persone da tutta Europa che stanno partecipando alla marcia virtuale verso Bruxelles: al Parlamento Europeo è infatti in corso di discussione la nuova legge sulla vivisezione, che sostituirà l'attuale vecchia di 20 anni, e in tanti occorre farsi sentire per chiedere una normativa che sia davvero in grado di bloccare gli esperimenti sugli animali, in modo da "rendere la sperimentazione animale storia passata". Così si chiama infatti la manifestazione, lanciata pochi mesi fa: "Rendiamo la Sperimentazione Animale Storia Passata".
I personaggi virtuali che vedete nel disegno rappresentano i quattro personaggi del mondo dello spettacolo che da oggi si uniscono alla marcia. Chi non l'ha ancora fatto si può unire a loro per testimoniare presso il Parlamento Europeo il proprio NO alla vivisezione: sarà il nostro "personaggio virtuale" a rappresentarci nella marcia simbolica verso il Parlamento, ma sarà col nostro nome e cognome reali che diremo a chi ci rappresenta in Europa che NON vogliamo che la vivisezione continui ad essere effettuata senza regole come oggi, e che vogliamo che il futuro dell'Europa sia senza vivisezione e che gli esperimenti siano tutti senza animali. Solo così saranno davvero scientifici, oltre che etici.
Oltre 12 milioni di animali vengono usati ogni anno in Europa: conigli, criceti, scimmie, roditori, cani e gatti. Molti esperimenti causano sofferenza fisica e tutti causano sofferenza psicologica agli animali. Andando sul sito www.MakeAnimalTestingHistory.org, puoi unirti alla marcia virtuale per testimoniare la tua volontà di fermare tutto questo.
Ricky Gervais, attore, autore e regista inglese, dichiara: "Quando mi hanno chiesto se volevo sostenere la campagna Rendiamo la Sperimentazione Animale Storia Passata ho detto subito di sì, perché questa è una causa in cui mi sento molto coinvolto. Quando mi hanno detto che avrei dovuto partecipare a una marcia, però, ho detto 'scordatevelo!'. Ma quando mi hanno spiegato che era una marcia virtuale e tutto quello che dovevo fare era mostrare il mio sostegno e dare la mia testimonianza, ho subito accettato. Parlando seriamente: è davvero necessario che i politici europei diano il proprio voto per una scienza più umana. Con tutti i metodi senza animali disponibili già ora e ancora di più nel futuro, non abbiano davvero bisogno di fare del male agli animali per il progresso della medicina."
Joanna Lumley, attrice e modella, afferma: "Unitevi a me, facciamo vedere quanto è importante per noi difendere i nostri fratelli animali, e quanto vogliamo che tutta la sperimentazione animale diventi solo un brutto ricordo del passato. Di' a tutti quelli che conosci com'è facile partecipare alla manifestazione on-line, e come direbbe Nancy Sinatra 'Iniziare a camminare'!!!".
Brian May, chitarrista dei Queen, dice: "Gli esseri umani non hanno il diritto di abusare degli animali, per nessun motivo. Perché mai crediamo di essere così importanti? Se vogliamo definirci civilizzati, dobbiamo cambiare comportamento. Nessun animale dovrebbe mai essere sottoposto a umiliazioni e maltrattamenti, e ancora meno a una morte dolorosa, nel nome della scienza. Rendiamo storia passata questo comportamento disprezzabile."
Chrissie Hynde, chitarrista del gruppo rock The Pretenders, dichiara: "La sperimentazione animale non ha semplicemente senso nel 21esimo secolo. Causa sofferenza a milioni di animali, e non può certo essere definita scienza all'avanguardia. Migliaia di persone stanno ciber-manifestando proprio adesso nella marcia Rendiamo la Sperimentazione Animale Storia Passata e io sono qui con loro, e saluto tutti! Smettiamo di riempire i laboratori di scimmie e di topi e usiamo i moderni metodi alternativi invece. Ci vediamo alla marcia!"
da SunnyPink
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#509# Video sui macelli in centro a Torino
il sabato, 18 luglio 2009
Ora 21:43
Centinaia le persone colpite al cuore dalle terribili immagini dei macelli.
Testimonianza di Marina
Allestire un banchetto informativo con video è piuttosto laborioso, perché richiede di trasportare la televisione gigante che abbiamo acquistato allo scopo, il generatore e tutto, però sabato scorso siamo stati ampiamente ripagati dall'esito assolutamente positivo che ha avuto l'evento, tenutosi a Torino in piazza Castello angolo via Garibaldi.
Sono state centinaia le persone che nel corso di 4 ore (dalle otto di sera a mezzanotte) si sono fermate a guardare attonite il terribile video dei macelli europei, e molte hanno anche guardato la mostra fotografica sui macelli. Dai volti era chiaro che tutti trovavano terribili quelle immagini, che mai avevano pensato prima che mangiarsi il petto di pollo, la bistecca o il cosciotto di agnello significa dover amazzare brutalmente animali che sono esseri senzienti come noi.
A tutti (o quasi) quelli che si fermavano a guardare il video o la mostra davamo il pieghevole Perché vegan, in modo che potessero capire meglio, più tardi, a casa, cosa fare per evitare tutto questo. Molti iniziavano a leggere il volantino già sul posto. Altri si fermavano al tavolo informativo per prendere altri materiali o per chiedere qualcosa.
Una ragazza si è avvicinata dicendo "Voglio diventare vegana! E' difficile?". Ovviamente no :-) Le abbiamo dato un po' di spiegazioni e del materiale da leggere, tra cui il libretto "VegFacile - Io passo a veg".
Si sono fermati anche un paio di macellai per spiegarci che invece gli animali al macello vengono uccisi senza soffrire nemmeno un po'. Certo, come no. Ma anche fosse, non cambierebbe nulla, sempre di animali uccisi senza necessità si tratta, e tenuti in condizioni atroci per mesi o anni prima del macello.
Non è mancata qualche persona arrogante che voleva star lì a farci perdere tempo a seguire i suoi monologhi pieni di ignoranza, senza lasciare la possibilità di rispondere: se noi rispondevamo non andava bene perché "non lo lasciavamo parlare". Io in questi casi non ho pazienza, e gli dico di cambiare aria: un conto è quando una persona fa domande trite e ritrite perché in effetti si pone quei dubbi e vuole una risposta (è un po' noioso, ma è giusto rispondere con gentilezza, siamo lì per quello!), un conto è quando una persona si pone in modo arrogante e non vuole che le si risponda perché SA di avere ragione. Nel secondo caso è meglio non perdere tempo, dir loro di andarsene (e poi comunque ci si sente in imbarazzo per loro per l'ignoranza che dimostrano, è davvero penoso), e occuparsi delle persone meno maleducate e più aperte al dialogo, che sono poi la stragrande maggioranza. Gli attaccabrighe sono un'eccezione, ma sempre presente: meglio tagliare corto subito con loro.
Staccare la spina alla fine è stato difficile, perché c'erano ancora 15-20 persone davanti alla TV, ma non potevamo stare lì oltre, il permesso era già scaduto, e quindi con un ultimo giro di volantini abbiamo spento e salutato tutti.
Mostrare video, ma anche la mostra fotografica (molto meno laborioso e dispendioso), è utilissimo, è la cosa che funziona di più per informare la gente per strada. I video devono essere cruenti, adattissimo quello "Investigazione nei macelli" che mostra semplicemente quello che accade nei normali macelli, il "lavoro" quotidiano, senza commenti. Video più soft non servono a nulla, la gente non si ferma. Con questi si ferma, e rimane colpita, al cuore e allo stomaco, e di certo non dimentica.
Sicuramente solo una parte di chi ha visto ieri sera questi video diventerà vegetariana o vegan, la maggior parte si chiederà solo se non esistono metodi di macellazione non cruenti, senza capire che non possono esistere, perché uccidere è sempre cruento, e che comunque non è quello il punto. Ma la restante parte, chi davvero capirà, si informerà, e deciderà di smettere di uccidere animali, sarà quella che ci avrà ampiamente ripagato del nostro impegno di tempo, e che salverà 1400 animali a testa nel corso della sua vita.
fonte : agireora
da SunnyPink
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#505# Danimarca: strage di cetacei sulle coste delle isole Fær Øer
il martedì, 30 giugno 2009
Ora 15:30
Ogni anno, nelle Isole Faroe, Danimarca, si consuma la crudele strage dei Delfini Calderones. Per tradizione, fin dal '500, gli abitanti del posto si precipitano sulla costa per massacrare senza pietà con accette, uncini e martelli fino a 3500 cetacei. Per assistere allo spettacolo, anche i bambini sono esentati da scuola, come per ogni tradizionale festa popolare. Il massacro non avviene per fini alimentari, perché la carne di questi animali contiene valori di metalli pesanti e tossine che superano lo standard UE per gli alimenti. Il territorio è sotto la giurisdizione della Danimarca, ma di fatto le Isole Faroe sono autonome, soprattutto in materia di ambiente e pesca.
Come è comprensibile, eliminare interi branchi di animali marini, oltre ad essere un atto brutale ed insensato, porta inevitabilmente allo scompenso dell'ecosistema, non solo del luogo, ma di tutti quei posti bagnati dall'oceano che questi cetacei, migratori, usano come habitat.
Grazie ad internet la protesta corre sul web. Il gruppo di Facebook “Fermiamo il massacro dei delfini calderones” e principale gruppo del movimento e i successivi gruppi collaboratori tra cui il medesimo "NO AL MASSACRO DEI DELFINI INDANIMARCA" e altriche troverete sempre su facebook, su tutti, sta portando all'attenzione di molte persone questa vergognosa vicenda.
firmate la petizione :
www.petitiononline.com/zxqw1234/petition.html
Stiamo parlando di una cosa che accade in Danimarca, ormai da tantissimi anni e precisamente nelle isole Feroe (in lingua danese Fær Øer Islands) dove avviene sotto silenzio una vera e propria strage dei cetacei della specie.
Questi splendidi animali fanno parte della famiglia dei delfinidi, parlando in senso strettamente scientifico sono appartenenti alla
- classe mammalia,
- ordine cetacea,
- famiglia delphinidae.
Esistono due specie conosciute: il globicephala melas e il globicephala macrorhynchus.
Nel Mediterraneo è presente il globicephala melas, che preferisce le acque temperate e sub tropicali, a differenza del globicephala macrorhynchus che preferisce le acque fredde, escluso il Pacifico settentrionale, ma lo troviamo anche in acque temperate. Lì dove i loro areali si sovrappongono spesso non si riesce a capire di quale specie si tratti, infatti le differenze sono poco evidenti.
Entrambe presentano una colorazione dal nero al grigio scuro con una macchia bianca sul ventre che ricorda la forma di un’ancora, hanno la pinna dorsale posta leggermente avanzata di forma arrotondata e molto bassa e larga, il rostro è praticamente quasi assente.
Raggiungono una lunghezza al massimo di 7 metri e mezzo per il maschio, e di 5 metri e mezzo la femmina. Già alla nascita hanno una lunghezza di 1 metro e 70 e pesano circa 90 kg, mentre possono raggiungere le 2 tonnellate da adulti (maschi).
E’ possibile distinguerli a terra, dal numero dei denti, la conformazione del cranio e le pinne pettorali. Il globicelafo presenta un capo imponente e globoso, con il rostro non evidente.
Generalmente si avvistano gruppi dai 10 a 30 esemplari. Sono individui molto longevi, addirittura le femmine superano i 60 anni d’età. Sono socievoli, e si avvicinano spesso alle imbarcazioni, questo fa di loro delle prede molto facili.
Si nutrono principalmente di calamari, e questa loro predilezione nella dieta ha portato ad un adattamento della conformazione dentale che presenta molti meno denti rispetto agli altri odontoceti, in media 30-40 rispetto ai 120 dei tursiopi.
Vivono in tutti i mari del mondo tranne nel pacifico settentrionale.
Questa specie si divide in due grosse popolazioni principali, la prima, la più grande, si avvista nella fascia circumpolare dell’oceano settentrionale, al largo delle coste dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Cile e Argentina. La seconda popolazione risulta molto più piccola e può essere avvistata nell’Oceano Atlantico settentrionale.
Entrambe le specie preferiscono le acque profonde dove trovano i calamari di cui si nutrono.
Il loro comportamento è più simile a quello delle balene che a quello dei delfini, infatti sono comunemente chiamati delfini balena.
Li troviamo spesso associati ai grampi con cui condividono gli areali e alcuni comportamenti come lo spy-hop, mettono la testa fuori dall’acqua come se stessero spiando, e il logging, ovvero galleggiano sull’acqua immobili e silenziosi dando l’impressione di tronchi galleggianti.
Questi delfini Calderones,come già detto sono una specie considerata molto intelligente e che ha perciò la tendenza ad avvicinare l’uomo spinto dalla curiosità e forse dalla voglia di stabilire un contatto. L’ignara creatura non potrebbe immaginare a cosa la porterà la sua sana curiosità: al contatto con un’altra creatura che ha intenzioni del tutto diverse.
da SunnyPink
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#501# Fucilati anche a caccia chiusa: dagli “abbattimenti straordinari”
il domenica, 21 giugno 2009
Ora 18:14
Non solo durante i mesi della stagione venatoria la fauna selvatica vive sotto lo scacco dei fucili dei cacciatori. Tra piani di abbattimento straordinari, programmi di eradicazione e di contenimento di varie specie, in tante regioni l'occasione è sempre buona per puntare le armi contro gli animali. Gli ungulati sono stati introdotti nella Valle Maira, nel comasco, nel 2002, e si sono moltiplicati fino a costituire un gruppo di 200 individui. Li accusano ora di far danno al patrimonio forestale e agricolo, oltre che di rappresentare una possibile minaccia per l'incolumità pubblica perché causa di incidenti stradali. E le soluzioni cruente finora si sono rivelate anche inutili. E' il caso emblematico dello scoiattolo grigio, importato dagli Stati Uniti nel secondo dopoguerra e diffuso finora in Piemonte, che è scampato a innumerevoli programmi di eradicazione. Poiché è più grande del "cugino" europeo, dal manto rosso, ricorrono infatti le pressioni sull'Italia da parte dell'Unione europea per farlo sparire, ed evitare che continui a competere con la specie autoctona e si diffonda nel continente. Eppure i metodi non selettivi come trappole e veleno sono stati in grado solo di contaminare il territorio e mettere in pericolo altri animali delle stesse dimensioni, magari protetti, ma non hanno prodotto alcun effetto duraturo sul numero degli scoiattoli. «Il fatto stesso che piani straordinari per abbattere animali "nocivi" si ripetano ogni anno - continua De Filippo - è la dimostrazione che non servono a niente: non sarà mai possibile ucciderli tutti e i superstiti continueranno a riprodursi». Ben vengano invece i sistemi ecologici, che ci sono e funzionano. «Si tratta semplicemente di agire con la consapevolezza che gli animali selvatici si moltiplicano se aumenta il cibo a loro disposizione. Gabbiani, cornacchie e roditori, ad esempio, spopolano perché mangiano nelle discariche. Non sarebbe più efficace rendere questi luoghi per loro inaccessibili, piuttosto che sparare? E lo stesso vale per i cormorani, che si cibano dei pesci degli allevamenti scoperti o dei tanto odiati piccioni, a cui si continua a dar da mangiare nelle città, salvo poi lamentarsi del loro numero». A prescrivere il ricorso a soluzioni ecologiche per il contenimento dei cosidetti nocivi, comunque, è la stessa legge, la 157/1992, che riguarda il patrimonio della fauna selvatica. Ma se altre associazioni prenderanno esempio, forse, dal precedente potrà scatenarsi una pioggia di ricorsi, ad annacquare le pallottole già pronte, indebitamente, ad esplodere. Leonora Pigliucci - 11/06/2009 Fonte: Liberazione Animale
E' il caso, per i cinghiali, della Regione Umbria, che ha appena fatto scattare un piano che autorizza le province a dare il via a squadre venatorie e proprietari di terreni (se in possesso di licenza) che potranno sparare anche nelle aree protette. Sono già 14 i cinghiali abbattuti e c'è tempo fino al 15 luglio per farne fuori il più possibile: fino a oltre 3mila negli auspici dell'amministrazione locale. Stessa sorte che potrebbe capitare presto ai cinghiali in Toscana, dove è stata approvata una delibera per l'attuazione dei piani straordinari decisi dalle province, e in Friuli, dove le associazioni degli agricoltori chiedono a gran voce interventi dello stesso tipo. Ma nel mirino delle Regioni ci sono anche nutrie, corvidi e cormorani, caprioli e cervi.
«Il problema principale sta nella politica dissennata degli inserimenti che preludono a successivi piani di abbattimento - secondo Guido De Filippo, segretario nazionale della Lega per l'abolizione della caccia - non appena gli animali si moltiplicano e cominciano a creare problemi all'agricoltura e alle altre specie, i cacciatori vengono autorizzati a sparare e a spargere esche al di fuori della stagione consentita».
Proprio in riferimento ad essa per la prima volta quest'anno, nel mese di maggio, una delibera del Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di associazioni animaliste e ha sospeso con effetto immediato tutti i piani di abbattimento straordinario che erano stati varati ai danni di cinghiali, volpi e nutrie nella provincia di Vercelli. Nelle motivazioni il mancato ricorso a metodi non cruenti di contenimento e la non sufficiente motivazione degli obiettivi dei provvedimenti. Caratteristica questa comune di piani di abbattimento straordinari che continuamente vengono approvati alla leggera dagli enti locali da nord a sud.
da SunnyPink
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#499# Apre il Centro Culturale Animalista e Ambientalista
il sabato, 20 giugno 2009
Ora 20:07
A Torino, una biblioteca e un archivio di materiali informativi animalisti.
Il CCA, Centro Culturale Animalista e Ambientalista, è un'associazione culturale, senza fini di lucro, apolitica, apartitica, areligiosa. Nasce per venire incontro all'esigenza, ambiziosa, di raccogliere e custodire la produzione di ormai più di un secolo (ma, in realtà, più) di materiale "animalista", propagandistico, educativo,informativo.
Il suo cuore sono una biblioteca e un archivio, in cui vengono raccolti libri, cd, dvd, articoli, volantini e manifesti, foto e tutto ciò possa testimoniare e raccontare la storia del movimento.
Ma organizzare il materiale non è il suo unico fine: chi si occupa di animali, deve approfondire le sue conoscenze perché gli animali hanno bisogno di difensori preparati ed in grado di argomentare, da qui l'intenzione di promuovere e rendere fruibile tutto questo materiale, ai soci e non.
Inoltre, come supporto all'attivismo, il Centro vuole diventare un punto di incontro, una zona franca, al di sopra delle parti, in cui tutte le facce dell'animalismo si possano incontrare e soprattutto confrontarsi, così da creare sempre nuove occasioni di crescita e di impegno comune.
L'avvio del Centro, questa primavera, è stato possibile grazie ad un finanziamento della Provincia di Torino, con il quale ha potuto dotarsi di scaffali, di circa 250 libri e attrezzatura varia per poter organizzare eventi nella sua sede. Ora bisogna incrementare il patrimonio: attraverso acquisti, ma soprattutto donazioni di materiale.
Per chiunque fosse interessato a donare al CCA libri o altro materiale, può richiedere la lista del posseduto a culturaleanimalista@libero.it
Il CCA - Centro Culturale Animalista e Ambientalista - si trova a Torino in Via Ormea 24, c/o la sede LAC.
da SunnyPink
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#498# Vittoria in Toscana: mai piu' animali nei corsi ATLS
il sabato, 20 giugno 2009
Ora 20:05
Non verra' piu' praticata la vivisezione sui maiali nei corsi didattici post-laurea in tutta la regione Toscana.
La battaglia contro l'utilizzo di animali nei corsi per medici e altri operatori sanitari organizzati da Assitrauma dura gia' da oltre un anno, e, nonostante la lentezza del procedimento, sono state ottenute due vittorie: in Piemonte e in Toscana i rispettivi responsabili della regione in questo settore hanno preso l'impegno, puntualmente applicato, di vietare l'uso di animali per il training di medici, infermieri, ecc.
L'impegno che prendiamo noi, come AgireOra Network e come I-CARE Italia, e' quello di continuare la battaglia fino a che in tutta Italia non si useranno piu' animali - ne' vivi, ne' uccisi appositamente prima del corso - nella didattica post-laurea.
Non sappiamo quanto ci metteremo ad ottenere questo risultato finale, perche' sono sempre pratiche molto lunghe, anche se in teoria il divieto di uso di animali in questo specifico campo della vivisezione dovrebbe essere automatico. Recita infatti la normativa sul tema (il decreto legislativo 116/1992):
Inoltre, la circolare del 14 maggio 2001 n. 6, di attuazione della legge 116, su questo punto esplicita:
"gli obiettivi sopra enunciati nei punti a-f valgono particolarmente anche per l'utilizzo di animali a scopo didattico, disciplinato dal punto 3 dell'articolo 8 del D.Lgs. in argomento. Pertanto si ritiene di dovere insistere sulla necessita' che qualunque richiesta di utilizzo di animali a scopo didattico sia preceduta da un'attenta e documentata ricerca bibliografica, in ordine ai metodi alternativi, effettuata dall'Istituto interessato e basata sui piu' moderni sistemi di comunicazione, ivi compreso 'Internet'. Ove possibile si raccomanda l'utilizzazione dell'animale morto anziche' dello stesso anestetizzato".
Da questo si evince che in tutti i casi in cui esistono metodi alternativi non e' legale usare animali, punto e basta. E questi metodi praticamente esistono SEMPRE, nella didattica, in particolare per i corsi ATLS (Advanced Trauma Life Support), dato che il 90% di questi corsi nel mondo non fa uso di animali.
Eppure, si continuano ad uccidere animali a questo scopo (per lo piu' maiali).
La vivisezione e' quasi per nulla normata in Italia e in Europa, nel senso che lo sperimentatore ha mano libera, puo' fare quello che vuole, purche' lo descriva in un protocollo inviato al Ministero della Salute. Uno dei pochissimi campi in cui la normativa e' piu' stringente e' quello della didattica: non permetteremo quindi che le poche norme a favore degli animali vengano infrante in modo cosi' plateale, continueremo a combattere affinche' siano applicate e gli animali siano salvi.
In particolare, vediamo qual era la situazione in Toscana, per la precisione a Pisa: Assitrauma aveva in programma per l'11-12 giugno 2009 un corso di ATLS su maiali vivi presso i laboratori del CNR di Pisa. Questi laboratori risultavano in possesso di "regolare" autorizzazione del Ministero all'uso di animali per i corsi ATLS.
"Regolare" tra virgolette, perche'? Perche', per quanto visto prima, usare animali in questi casi significa infrangere la normativa vigente. Quindi: o quando e' stato presentato il protocollo di richiesta di autorizzazione NON e' stato specificato che i metodi alternativi esistono e sono ampiamente usati in tutto il mondo, nel qual caso il protocollo di richiesta non era in regola; o c'era scritto, ma il Ministero non ha considerato l'informazione e ha dato lo stesso il permesso, nel qual caso non era in regola l'autorizzazione.
Non sappiamo in quale dei due casi eravamo, non abbiamo visto il protocollo di richiesta, ma sappiamo di per certo che il Ministero non ha svolto alcuna indagine e ha emanato un'autorizzazione in contrasto con la normativa che ha il compito di far rispettare.
E sappiamo di per certo anche che questa normativa era infranta, quindi: da qualunque parte fosse il "torto", quanto si voleva fare nei laboratori del CNR non era in linea con quanto prevede la legge.
Questo l'hanno ben capito i responsabili della Regione Toscana, che, essendo sempre e comunque co-responsabili dell'uso di animali nella sperimentazione fatta sul proprio territorio, non hanno voluto che una simile situazione di mancato rispetto della legge avesse luogo, e quindi hanno provveduto a bloccare l'uso di animali e ci hanno inviato la seguente dichiarazione scritta e firmata:
28 maggio 2009
[...]
"Comunico che e' stata assunta la decisione di modifcare, in via definitiva e con effetto immediato le sedute didattiche 'in vivo' su animali che sranno sostituite da sedute che prevedano esclusivamente l'utilizzo di manichini."
[...]
La dichiarazione e' firmata dal responsabile del settore medicina predittiva-preventiva della Direzione Generale diritto alla salute e politiche di solidarieta' della Regione Toscana.
In Piemonte i corsi sono stati bloccati, in Toscana pure, ora ci dedicheremo alle altre regioni in cui si tengono, nonche' alle altre associazioni/aziende che organizzano corsi post-laurea, che siano di ATLS o altro, su animali, vivi o morti che siano.
Saranno utili, come e' stato per il caso della Regione Toscana, le proteste inviate via mail o fax da tanti attivisti anti-vivisezione di tutta Italia, per sostenere ogni singolo caso, fino a che questa abitudine, orrenda ed illegale, di usare animali per il training dei medici verra' spazzata via.
Grazie a tutti.
AgireOra Network e I-CARE Italia
da SunnyPink
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#497# Protesta al concorso ippico di Alessandria
il sabato, 20 giugno 2009
Ora 20:03
Gli attivisti animalisti si sono fatti sonoramente sentire.
Testimonianza di Massimo
Il 12, 13 e 14 giugno 2009 si è svolto in Alessandria il Settimo Gran Premio Città di Alessandria San Giorgio Cavalli per attirare l'attenzione della città verso lo "sport" dell'equitazione. Il Concorso Ippico che mira a divenire internazionale nei prossimi anni si è svolto nel cuore della città in una torrida piazza Garibaldi. L'evento promosso dalla Città di Alessandria prevedeva gare di salto ostacoli, completo, dressage, ecc., con il montepremi più alto di 20.000 euro. E poi la sera spettacoli definiti di alta scuola equestre: obbedienza, dressage free-style, e numeri da circo con protagonisti i cavalli. Tre giornate piene dedicate ai cavalli nello sport, ai giri in carrozza per le vie del centro, al "battesimo della sella" per i più piccini in groppa a dei pony, alle mostre equine, ecc. Lo slogan scelto per questo evento, "Alessandria cavALca il futuro", la dice lunga su quanto in realtà Alessandria sia ancora lontana da un'ideale di cultura veramente rispettosa della dignità degli altri animali, contraddicendo quelle norme emanate dallo stesso Comune che limitano l'ingresso in città ai circhi con animali.
Con un anticipo di due settimane un gruppo di volontari si è preparato all'evento per esprimere dissenso e informare le persone che lo sfruttamento degli animali, anche nello sport, per profitto e/o divertimento, non può essere considerato patrimonio culturale di nessuna società civile. Sono stati prodotti 2000 volantini (che si sono poi rivelati essere pochi), scritti degli striscioni e inviati comunicati stampa ed e-mail di dissenso al Sindaco e per conoscenza ai giornali. Sono arrivate e-mail da tutta Italia, molte sono state pubblicate da alcuni giornali on-line locali, altri si sono limitati a pubblicare qualche lettera presa a campione elencando poi di seguito le firme di tutte le altre. Sono stati notificati in Questura due presidi, uno previsto per sabato 13 giugno sera e l'altro per domenica 14 giugno pomeriggio.
Sabato 13 giugno sera il primo presidio, in concomitanza all'"European Show", spettacolo di circo equestre. Una decina di volontari a cui poi si sono unite altre persone nel corso della serata, si sono disposte lungo uno dei due lati più lunghi della piazza e a poca distanza dalle tribune degli spettatori che davano la schiena alla strada. Abbiamo aperto gli striscioni e distribuito volantini. Nessuno è stato buttato via, molte persone ci hanno espresso la loro solidarietà e condivisione sulle ragioni della protesta. Mentre dagli altoparlanti su note epiche una voce narrava del "sodalizio" tra l'uomo e il cavallo e annunciava i vari numeri da circo, un'altra voce, la nostra, si sovrapponeva per svelare quello che non veniva detto, e cioè che far nascere animali per privarli della loro libertà, soffocarne l'istinto naturale e costringerli a compiere esercizi che non hanno alcun senso per gli animali, è violenza e che tutto questo non poteva essere spacciato per arte, né tanto meno per cultura. Una coro di "VERGOGNA" a ripetizione indirizzati agli organizzatori del Concorso Ippico e del circo equestre squarciava i momenti di silenzio.
Il giorno seguente, domenica 14 giugno, in una giornata assolatissima, la protesta si è rivolta contro il Concorso Ippico nel corso delle gare. Un'altra voce dirompente domandava di spiegare onestamente dove finivano i cavalli quando non erano più competitivi o si azzoppavano e svelava il giro di affari dietro il mondo dell'ippica, un mondo non così limpido come vuol sembrare, in cui gli animali sono solo dei "mezzi" per trarre profitto. Si invitava la Città di Alessandria e gli sponsor a destinare le loro risorse per organizzare eventi senza l'impiego di animali, perché il futuro è anche quello di rispettare gli animali.
Sono stati fotografati animali mal tenuti (come un asino legato a un palo con una corda lunga nemmeno 30 cm e senza acqua, dei pony sotto il sole cocente e senza acqua). L'apporto delle Guardie zoofile in questa circostanza sarebbe stata molto utile ma al momento le Guardie zoofile di Alessandria non risultano ancora operative. Sulla base di queste foto un'associazione presenterà un esposto per incuria.
Sono stati infine fotografati dei cartelli apposti sulla segnaletica stradale che indicavano il luogo del Concorso Ippico, in violazione del disposto dell'Art. 38 comma 8 del nuovo Codice della Strada (Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992) secondo cui è vietato apporre su un segnale di qualsiasi gruppo, nonché sul retro dello stesso e sul suo sostegno, tutto ciò che non è previsto dal regolamento. Un'associazione locale presenterà un esposto anche per questo.
Infine è stato inviato un ultimo comunicato stampa a tutti i giornali per ribadire che non vogliamo più Concorsi Ippici e circhi equestri nella nostra città, tanto meno se organizzati proprio dal Comune.
da SunnyPink
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