#192# Animalisti spagnoli invadono un'arena a Madrid
il venerdì, 09 maggio 2008
Ora 23:31
Hanno scavalcato le staccionate e sono entrati in sei nell'arena mostrando cartelloni anticorrida.
Domenica scorsa, 4 maggio 2008, alcuni attivisti spagnoli dell'associazione Equanimal di Madrid, sono entrati nell'arena di Madrid "Las Ventas" dopo il massacro del primo toro - ogni domenica ne vengono ammazzati 6 - per protestare contro le corride e chiederne l'abolizione.
Sei attivisti sono entrati, altri sei facevano le foto dalle gradinate. Uno si è rotto un piede nel saltare una staccionata di 2 metri.
Gli attivisti hanno mostrato striscioni e cartelli in spagnolo e in inglese, e sono poi stati portati via con la forza. Sono stati arrestati, rilasciati nella notte e avranno un processo più avanti.
Qui il video della protesta:
da SunnyPink
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#183# Come muoiono i delfini nei delfinari
il lunedì, 05 maggio 2008
Ora 04:40

Un delfino morto negli USA pochi giorni fa ci fa ricordare i continui maltrattamenti nei delfinari.
Qualche giorno fa si è avuto notizia della morte di un delfino durante uno spettacolo a seguito di uno scontro durante un'acrobazia, in un parco acquatico degli Stati Uniti [1].
Non si tratta purtroppo di un caso isolato perché le condizioni di detenzione, gli addestramenti, i trasporti da un centro all'altro, sono causa di morte precoce per un gran numero di questi splendidi animali tenuti prigionieri.
Ma non "solo" di morte si tratta, ma anche di sofferenza continua per la cattività.
I delfinari o parchi acquatici, nella sostanza, sono null'altro che circhi per animali marini, che fingono di avere però più alte finalità. Secondo la legge italiana (DM 6/12/2001, n.469) la detenzione dei delfini è permessa solamente se vengono garantiti programmi di educazione, ricerca e riproduzione.
Su quale tipo di "educazione" possa derivare dall'esibizione di animali imprigionati e costretti a ridicoli esercizi non vale la pena di spendere parole. Una breve visita su alcuni di questi siti bene evidenzia poi lo spessore - nullo - di questi studi. Dall'entrata in vigore della convenzione CITES (1973) è vietata la commercializzazione di animali catturati in natura, ma sempre con delle eccezioni.
In Italia ci sono 6 impianti di questo genere, e in tutto il mondo almeno 170, quindi significa che migliaia di animali, da tutti ritenuti intelligentissimi, vengono sfruttati per spettacolini stupidi, nuoto con i delfini, pet-therapy di vario genere (ad esempio contro la depressione). Questo genere di pet-therapy è assolutamente ingiustificabile: per un supposto vantaggio per i pazienti, si condannano alla cattività e alla morte esseri sensibili e intelligenti, e questo non è ammissibile.
Qualche dato sul "benessere animale" di cui questi splendidi mammiferi acquatici godono nelle vasche dei delfinari: nelle vasche delle loro prigioni hanno a disposizione 80 metri quadri ciascuno, sempre che le norme CITES siano rispettare, per animali di 3-4 metri di lunghezza.
In natura un delfino vive intorno ai 45 anni, mentre la metà dei delfini catturati in mare muoiono entro 2 anni e la restante parte non sopravvive oltre i 5 a causa di varie malattie strettamente correlate con la vita in vasca [2].
Ma vi sono anche molti casi di autolesionismo e aggressività contro i compagni e contro gli addestratori.
E' interessante riportare alcune osservazioni tratte una perizia per un processo per maltrattamento, relativa alla morte di un delfino a Gardaland [3]. Lì vennero riscontrati l'utilizzo dello stimolo della fame come tecnica di condizionamento per lo spettacolo, il degrado delle strutture, varie inosservanze delle norme tra cui il livello di cloro che causava disturbi alla vista degli animali, l'assenza di un responsabile sanitario reperibile, l'isolamento come "punizione", ecc.
Naturalmente si tratta di un caso isolato perché gli addestratori e i proprietari di queste strutture sono sempre rispettosissimi e attenti al benessere dei loro animali... come no! E' bello crederci...
Qualcuno si ricorderà di Flipper: il delfino protagonista di una fortunata serie televisiva degli anni '60. Ebbene ... "Flipper e' morto suicida tra le mie braccia. Uso questa parola con trepidazione, ma non conosco un'altra parola che descriva l'asfissia auto-indotta... Flipper mi ha guardato negli occhi e ha smesso di respirare". Lo ha dichiarato Ric O'Barry, il suo addestratore che in seguito a questa morte e' diventato un attivista di fama mondiale per gli animali, e si batte contro i delfinari.
Le conclusioni sono semplici: questi maltrattamenti e morti potranno aver fine solo quando più nessuno comprerà il biglietto in delfinari, circhi acquatici, acquari. Dando soldi a queste strutture, si contribuisce a far soffrire e uccidere animali: scegliamo di non farlo, il nostro divertimento momentaneo non vale la vita di questi animali.
Fonti
[1] The National Ledger, New Video: Shocking SeaWorld Dolphin Collision Kills 'Sharky', 4 maggio 2008
[2] Is it cool to see dolphins at the zoo?
[3] Verbale di consulenza tecnica in relazione alla morte del delfino "Violetta"
(agireora )
da SunnyPink
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#160# Boicottato Palio della Rana a Fermignano
il martedì, 01 aprile 2008
Ora 00:12
I volontari di Animal Liberation intervengono per interrompere la vergognosa gara.
Comunicato di Animal Liberation di Rimini
Domenica 30 marzo 2008, al vergognoso Palio della Rana di Fermignano eravamo presenti anche noi, decisi ad interrompere la gara durante la quale i concorrenti devono percorrere un tratto di strada trainando una carriola con sopra una rana.
Quando le rane, spaventate e sofferenti, balzano fuori dalle carriole, i concorrenti si affrettano a recuperarle per poi riprendere la corsa. Lo stesso regolamento prevede che durante il tragitto le rane possono venire "danneggiate" o "subire menomazioni fisiche".
Se questo gioco poteva divertire i sudditi di Francesco Maria II della Rovere, nel 1600, nel 2008 appare fortemente anacronistico e non in linea con l'aumentata sensibilità nei confronti degli animali, soggetti portatori di diritti e non oggetti nelle mani di chi li utilizza per divertimento.
La nostra protesta è stata pacifica, diversamente dalle reazioni dei presenti: alla partenza della prima batteria abbiamo fatto irruzione in pista fra lo sconcerto generale, ostacolando di fatto il proseguimento della gara.
Ciò ha scatenato un'immediata reazione fisica e verbale da parte di forze dell’ordine, organizzatori e pubblico presente, che hanno trasferito su di noi la violenza e la coercizione altrimenti riservate agli animali utilizzati durante il palio.
Siamo stati bloccati, strattonati, presi per i capelli e trascinati, oltre a essere insultati pesantemente dagli astanti, inferociti per l'interruzione della tanto attesa gara.
Questa la dice lunga sul genere di pubblico che affolla certe manifestazioni di pura inciviltà, dove esseri viventi indifesi e inermi come le rane vengono utilizzati come giocattoli, fra le risate e il divertimento generali.
Qui un video che dimostra il clima di brutalità in cui si è svolta l'azione:
Facciamo un appello perché un giurista ci aiuti a strutturare una denuncia per le percosse subite dai manifestanti, assolutamente sproporzionate all'esiguità del numero e alla resistenza passiva messa in pratica dagli attivisti.
Se la gara si ripeterà anche l'anno prossimo, anticipiamo fin d'ora la nostra presenza al fine di interrompere e disturbare nuovamente una manifestazione tanto diseducativa e lesiva del basilare diritto alla non sofferenza di cui sono portatori ANCHE gli animali non umani.
Fonte:
Comunicato di Animal Liberation, 31 marzo 2008
http://www.animalliberation.it - info@animalliberation.it
da SunnyPink
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#152# Lo sfruttamento degli animali nei film
il domenica, 23 marzo 2008
Ora 21:35
Ogni volta che gli animali compaiono nei film, e' molto probabile che dietro si nascondano sfruttamento e sofferenza.
"Ma che simpatica la scimmietta di quello spot!"... "hai visto come recitava bene lo scimmione in quel film?". Frasi del genere le si sente spesso in innocenti conversazioni che nulla hanno a che vedere con la violenza sugli animali. Eppure, da quanto rivela una campagna delle PETA americana descritta sul sito "NoMoreMonkeyBusiness.com", anche quando vediamo alla fine del film la dicitura "No animals were harmed" ("Nessun animale e' stato maltrattato"), non e' proprio cosi'....
Anche importanti associazioni protezionistiche (quali American Humane) sottovalutano il problema dell'utilizzo delle scimmie antropomorfe nell'industria dello spettacolo. Linee guida troppo vaghe, scarso o nullo monitoraggio dell'addestramento e delle condizioni di vita e di trasporto degli animali, avallano nei fatti lo sfruttamento e anche vere e proprie crudelta'.
Noi spettatori quasi mai sappiamo che quello che sembra un sorriso altro non e' che una smorfia di dolore o di paura. Eh gia', perche' le scimmie non portano calzoncini o tutu', non vanno in bicicletta e non farebbero nessuna delle belle cretinate che pubblicitari e registi pensano bene di far fare loro.
Glielo si "insegna" con le botte, con pugni, calci, bastoni, pungoli elettrici, terrorizzandole: tal quale che al circo. Perche' l'unico modo di costringere un animale a fare cose per lui innaturali e' quello.
Sarah Baeckler e' una primatologa che si e' fatta assumere alla "Amazing Animal Actors", un'azienda che si occupa appunto di "addestrare" gli animali usati nei film o nelle pubblicita'.
La Baeckler ha raccontato come l'uso di picchiare gli animali sia una prassi consolidata: "Se cercano di allontanarsi dall'istruttore, se non fanno attenzione, anche senza il minimo motivo o per cause completamente fuori dal loro controllo, vengono picchiati". Ovviamente gli addestratori negano dicendo che loro li addestrano "con gentilezza e pazienza": lo stesso buon cuore e sensibilita' che si sprecano nei circhi.
Ma uno scimpanze' puo' vivere una sessantina d'anni e da vecchio non avra' certo la pensione: anzi gia' ad 8 anni e' praticamente inutilizzabile. Perche' troppo forte, troppo aggressivo, e le "normali" dosi di botte non bastano piu'. Si fanno riprodurre, perche' servono le scimmie bambine, e per gli adulti ci sono gli zoo, i circhi di provincia e comunque sempre una vita di maltrattamenti, e sempre dietro le sbarre.
Gli scimpanze' (come tutti gli altri animali) soffrono moltissimo della deprivazione materna[1], ma gli "addestratori" li tolgono dalla madre a pochi giorni di vita: perche' non possano sviluppare un comportamento sociale e quindi diventino piu' facilmente soggiogabili.
Tutte queste violenze e questi abusi non hanno la seppur minima giustificazione: stiamo parlando di pubblicita' e di film, e quindi di cose futili, non necessarie. Stiamo parlando dell'industria cinematografica americana che da anni produce interi film con tecniche digitali, e dove quindi l'alternativa all'utilizzo delle scimmie e di altri animali e' immediatamente disponibile.
Fonte
PETA, NoMoreMonkeyBusiness.com
Note:
[1] E' sempre utile a proposito ricordare il crudele "esperimento" di Harlow, che consisteva nel togliere il piccolo alla madre e sostituirla con un fantoccio (la "madre surrogata"). Quando il cucciolo si avvicinava veniva ferito da aghi acuminati che spuntavano a comando, o veniva scosso e sbattuto contro le sbarre della gabbia, e nonostante questo il piccolo cercava comunque il contatto materno. Da notare che in precedenza J. Bowlby, attraverso uno studio sugli orfani di guerra della II guerra mondiale aveva dimostrato - sugli umani - la stessa cosa: l'importanza ovvia e fondamentale del calore e del contatto fisico negli infanti.
Vedi http://www.releasechimps.org/harm-suffering/research-history/maternal-deprivation/
(da agireora .org)
da SunnyPink
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#90# Circo senza animali´e`piu`umano !
il domenica, 18 novembre 2007
Ora 17:28
Riporto qui alcuni articoli della LAV sui circhi in italia ( ed europa ) per renderre tutti partecipi e noto di cosa si nasconde dietro alla bella facciata delo show!!!!
Circo 



Non è possibile, allo stato attuale, stabilire con esattezza quanti circhi vi siano in Italia. I dati degli impresari circensi parlano di 150-180, ma questa stima è in eccesso se si considera che spesso un’unica struttura assume più insegne. A parte i pochi e noti litigiosi nomi, il panorama del circo italiano è rappresentato da una miriade di piccoli impresari, e il totale delle strutture non supera i 100-130 unità. Quella dei circhi con animali è un’attività obsoleta che riesce a sopravvivere soltanto grazie ai cospicui finanziamenti pubblici, e che registra un crollo verticale del pubblico pagante.
Lo spettacolo è basato su una continua violenza perpetrata agli animali: dalle condizioni di detenzione, spazi ristretti, catene e gabbie, al trasporto in carrozzoni/contenitori, per finire con l’addestramento, spesso coadiuvato con bastoni, fruste, finalizzato a soggiogare l’animale alla volontà dell’uomo e costringerlo a ripetere ridicoli ed innaturali esercizi. E’ difficile dire con precisione quanti animali siano attualmente prigionieri dei circhi perché manca un’anagrafe ed è impossibile eseguire un censimento serio, vista l’abitudine dei circensi di scambiarsi gli animali e parcheggiarli, a volte, in zoo o strutture fisse. Si stima comunque che in Italia siano almeno un migliaio gli animali costretti a questa vita, in molti casi si tratta di animali così detti “pericolosi”, tenuti legalmente prigionieri grazie ad una modifica “pro-circo” della legge che ne aveva vietato la detenzione. Così bisonti, ippotami, elefanti, tigri, leoni, orsi, coccodrilli e tanti altri, abbruttiti dalle allucinanti condizioni di detenzione, attraversano la nostra Penisola e costituiscono anche un rischio per la popolazione, come dimostrano le decine di incidenti occorsi negli ultimi anni e riportati nel dossier LAV
Il circo senza animali
In Francia ed Inghilterra il circo senza animali è una realtà, ma anche nel nostro paese si incominciano a muovere i primi passi come nel caso del Circo di Paride Orfei ed altre iniziative che stanno iniziando ad affermarsi. Tra i circhi senza violenza il più grande di tutti è il Canadese “Cirque du Soleil”. Non ha mai usato animali; attualmente ha 4 troupe itineranti nel mondo e da almeno 10 anni non riceve contributi pubblici, arrivando ad incassare da solo 8 volte quanto tutti i circhi italiani nel loro complesso.
Ti proponiamo una dichiarazione della Sig.ra Liana Orfei, notissima esponente di una delle più famose famiglie circensi italiane, continuamente presente nelle trasmissioni televisive che promuovono, pagandoli, gli spettacoli circensi. Se lo vorrai potrai metterti in contatto con la più vicina sede della LAV o scriverci direttamente per sapere subito cosa poter fare per boicottare il circo con gli animali. Intanto ti invitiamo, se già non lo fai, a non andare più nei circhi che fanno uso di animali e di convincere chi ti sta vicino a comportarti di conseguenza.
Liana Orfei, Storia di Jennie, elefantessa del circo: “Quella volta (era verso l’estate) piantammo il circo su una spiaggia delle Puglie e a Jennie vennero legate, come di consueto, una zampa anteriore ed una posteriore ai picchetti conficcati in terra. Ma appena Jennie vide il mare si ricordò, forse, la sua terra d’origine e sembrò impazzire di gioia: cominciò a barrire, strappò i picchetti come fossero fuscellini e, trascinando tutto con sé, andò sulla riva ed entrò nel mare. Si fermò dove l’acqua era alta poco più di un metro e non ci fu verso di farla uscire. Provammo a prenderla per fame e per sete: niente. Per due giorni rimase sprofondata in un mondo beato: giocava, si spruzzava, barriva; forse cantava la sua terra lontana. Per due giorni non mangiò e non bevve, sebbene per gli elefanti il bere sia molto importante. Esattamente quarantotto ore dopo, verso le tre del pomeriggio, Jennie uscì spontaneamente dal mare e, calma, andò a rimettersi al suo posto”.
“La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente”. Con queste significative parole la Sig.ra Liana Orfei spiega perché le iene compaiono molto poco nei circhi. Immaginiamoci come fanno a capire tutti gli altri animali che invece i circhi riescono a recludere.
Per imparare ad effettuare gli esercizi dello spettacolo, pachidermi, leoni, tigre, scimmie, ippopotami ed altri, subiscono addestramenti basati su violenze fisiche e psichiche che condizionano il loro comportamento, mortificando gravemente la loro natura. Inoltre, la violenza continua anche al di fuori del tempo dedicato agli addestramenti e agli spettacoli perché questi animali sono costretti a condurre una vita incompatibile con le loro caratteristiche etologiche: orari stressanti, spazi ridotti, costrizione in catene od in gabbie, spostamenti continui.
Nel Dossier Circo che ti invitiamo a leggere, troverai le tecniche di addestramento, e le condizioni di detenzione degli animali nei serragli ambulanti dei circhi italiani. Potrai consultare la normativa applicabile in materia di “corretto mantenimento” (ammesso che questo sia possibile). Capirai anche come gli interessi commerciali dei circensi, ancora basati sulla prigionia degli animali, siano superiori alle stesse esigenze di sicurezza ed incolumità del pubblico: numerosi infatti gli incidenti causati dagli animali avviliti dalla prigionia, molti dei quali sarebbero stati evitati se fosse stata applicata la legge 150/92 che vieta la detenzione degli animali così detti pericolosi, divieto che, purtroppo, non vale più per i circhi, grazie ad una modifica attuata nel dicembre 1998 da un legislatore a loro favorevole e disinteressato alla stessa sicurezza delle persone. Gli incidenti, prima e dopo il divieto, sono elencati nel dossier in ordine cronologico.
La proposta di legge della LAV
Già poche ore dopo l’inizio della nuova legislatura, il Progetto di Legge elaborato dalla LAV contro l’uso degli animali nei circhi, veniva presentato alla Camera dei Deputati. La proposta vuole anche essere un tentativo di salvare il circo, intendendo per quest’ultimo uno spettacolo pulito dalla violenza di animali avviliti dalla prigionia e dalle tecniche di addestramento e condannato dalla stessa macroscopica disaffezione del pubblico. Il sistema contributivo che oggi sostiene i circhi, non viene eliminato, ma è individuato come uno degli strumenti messi a disposizione per garantire economicamente la fase di riconversione. Fondamentale è poi, relativamente agli animali, il passaggio di competenza in materia dal Ministero dei Beni Culturali (storico padrino dei contributi pubblici ai circhi, grazie alla vecchia legge sul settore che incredibilmente individua, nei loro spettacoli, una funzione sociale) al Ministero dell’Ambiente. Scadenze certe e ragionevoli per il loro trasferimento ed immediato divieto di nuove acquisizioni comprese quelle derivanti dalle riproduzioni in cattività.
Numerosi parlamentari, riprendendo le posizioni della LAV, hanno in breve tempo presentato altre proposte che ad oggi sono ben sei, nei due rami del Parlamento. La proposta di legge della LAV più avanti nei lavori parlamentari, è quella della Senatrice Acciarini che sta contrastando il Disegno di legge 1026 del Senatore-impresario circense Livio Togni. Numerosi emendamenti sono stati infatti presentati oltre al fatto che, per fortuna, la proposta Togni è stata scorporata dai lavori del nuovo Testo Unico dello spettacolo
Il Progetto di Legge n. 710 è a disposizione, oltre che dei Parlamentari, anche di chi a vario titolo vuole contribuire non solo alla salvaguardia del benessere degli animali ma anche a salvare uno spettacolo condannato dall’ottica suicida di chi non vuole rispettare una condanna morale la quale è già, a nostro avviso, ben messa in evidenza dal vertiginoso crollo degli spettatori.
da SunnyPink
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