#550# Settimana europea dello squalo - 10-18 ottobre
il domenica, 25 ottobre 2009
Ora 12:48
Shark finning: una crudelta' inaudita che sta facendo strage di squali.
Dal 10 al 18 ottobre 2009 è la settimana europea dello squalo. Vogliamo cogliere questa occasione per iniziare a fare informazione sulla terribile realtà dello "shark finning", una pratica così brutale che vien da chiedersi come possano esistere persone disponibili a esserne complici - e mandanti.
Gli squali non sono affatto animali "pericolosi e feroci" come una certa pubblicità e una diffusa ignoranza ci hanno portato a credere. Sono animali intelligenti e mansueti con gli umani, lasciano i subacquei nuotare con loro, giocare, e si fanno anche accarezzare, come si può vedere da alcuni documentari.
Guarda il video delle esplorazioni subacquee di Umberto Pelizzari con gli squali alle Maldive.
In un anno ci sono solo una decina persone uccise dagli squali in tutto il mondo, e non perché gli squali se le mangino come prede, ma per situazioni in cui gli animali hanno agito per autodifesa. Un numero ridicolo, che non giustifica assolutamente le nostre paure.
Infatti è più pericoloso giocare a golf che nuotare nell'oceano con gli squali. Ci sono più golfisti uccisi dai fulmini ogni anno che incidenti mortali con gli squali. Molti più nuotatori vengono colpiti e uccisi da una barca, ogni anno, di quanti ne vengano attaccati dagli squali.
In compenso, l'uomo uccide ogni anno cento milioni di squali, per motivi futili e stupidi.
Chi è il vero pericolo? Gli squali che vivono nel loro ambiente e non ci fanno nulla di male, o noi umani, che non sappiamo nulla di questi animali, nella nostra ignoranza li dipingiamo come killer e li lasciamo sterminare in modo violento per motivi futili?
Ogni anno vengono uccisi 100 milioni di squali dalle "longline", lenze lunghe decine di chilometri con migliaia di ami armati su tutta la loro lunghezza; oppure "per sport"; oppure dalla pratica barbara chiamata "shark finning". Con lo shark finning gli squali vengono presi all'amo e trascinati sulla barca e poi con lunghi coltelli vengono tagliate via le loro pinne mentre sono ancora vivi. Vengono poi ributtati in acqua, dove, incapaci di nuotare perché senza pinne, raggiungono il fondo dell'oceano e lì agonizzano fino alla morte oppure vengono attaccati da altri pesci.
Guarda il video sullo shark finning:
Gli squali sono anche uccisi per i loro denti e le loro mandibole, per la pelle con cui si fanno scarpe e cinture. Vengono macellati per ottenere l'olio di fegato di squalo o per la cartilagine, usata per pseudo cure contro il cancro.
Noi umani uccidiamo gli squali perché abbiamo paura di loro, per ricavare cibo, per sport, e, nel modo più cruento di tutti gli altri, per farne una zuppa costosissima e insapore.
E' lo sterminio di massa degli squali con le longline e le reti all'unico scopo di tagliare loro le pinne la causa dell'incredibile diminuzione della popolazione di squali nel mondo. Le pinne sono molto costose e per i pescatori è un ottimo affare.
Oltre alla sofferenza dei singoli individui, che vengono uccisi in maniera così cruenta, ci sono anche i problemi causati all'ambiente e ad altri animali marini da questa sistematica distruzione di una specie che è ormai arrivata sull'orlo dell'estinzione.
Il 90% della popolazione mondiale di squali è stata sterminata, e gli squali vengono uccisi in modo più veloce di quanto riescano a riprodursi. Questo minaccia la stabilità dell'ecosistema marino di tutto il mondo. Gli squali sono il predatore all'apice della catena alimentare, hanno dato forma alla vita marina degli oceani per oltre 400 milioni di anni e sono essenziali alla salute del pianeta, e quindi anche alla sopravvivenza dell'uomo che oggi li sta uccidendo senza pietà.
Non sappiamo abbastanza dell'ecologia marina per capire del tutto l'impatto che avrà questo incredibile massacro di squali. Ci saranno delle conseguenze gravi. La vita negli oceani è stata danneggiata profondamente. Una cosa che spesso dimentichiamo è che gli squali sono diversi dagli altri pesci. Non depongono centinaia di migliaia di uova. Molti squali ci mettono 15 anni per raggiungere la maturità, e mettono al mondo un solo cucciolo ogni anno. Una riproduzione così lenta e fragile significa che questa specie potrebbe non riuscire a riprendersi dal danno che ha già subito finora per mano umana.
La Settimana europea dello squalo 2009 si svolge dal 10 al 18 ottobre 2009. Tutti i cittadini europei avranno l'opportunità di dimostrare il loro sostegno alla salvaguardia degli squali e promuovere il cambiamento. Durante la scorsa edizione della Settimana europea dello squalo sono state organizzate oltre 200 attività e raccolte più di 100.000 sottoscrizioni alla petizione indirizzata ai Ministri della pesca europei, affinché appoggiassero il Piano d'Azione.
Il nuovo Piano d'Azione comunitario per gli squali, adottato dalla Commissione Europea grazie anche alla pressione di tanti cittadini può portare a grandi miglioramenti delle politiche europee per gli squali, incluso il rafforzamento del divieto di finning.
Quest'anno, la campagna si rivolge ai Governi nazionali affinché applichino alcune delle misure previste dal Piano d'Azione, tra cui il rafforzamento del divieto di finning ed il divieto assoluto di pesca di alcune specie di squali particolarmente a rischio. In particolare, la petizione europea di quest'anno si rivolge alla Spagna, la nazione europea più attiva nella pesca degli squali.
Secondo quanto riportato da Shark Alliance, l'Italia è il maggior consumatore di carne di squalo in Europa e il quarto importatore nel mondo di prodotti di squalo (13.000 tonnellate nel 2006). Vengono importati anche spinaroli e gattucci, squali di piccola taglia che vengono registrati separatamente.
Ovviamente la prima cosa da fare è non mangiare zuppa di pinne di squalo - ma nemmeno qualsiasi altro cibo a base di animali uccisi.
Oltre a questo, ci sono varie cose che ciascuno di noi può fare per mettere a conoscenza altre persone di questo disastro e invitarle a non essere più complici di questo massacro.
Petizione europea
La petizione, rivolta al Governo spagnolo, può essere firmata on-line:
Firma la petizione on-line
Per scaricare la petizione cartacea da far firmare ai tavoli informativi:
Scarica il modulo da stampare
Impegno per gli scienziati
Esiste anche una dichiarazione da sottoscrivere per gli scienziati alla pagina:
http://www.conservesharks.org/
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Per gli insegnanti
Gli insegnanti possono coinvolgere i ragazzi di elementari e medie inferiori con un opuscolo apposito e con la partecipazione al concorso di disegno sugli squali e il mare.
Scarica l'opuscolo per i ragazzi
Partecipa al concorso di disegno (entro il 31 ottobre 2009)
Vari articoli, in italiano:
Articoli su SharkAlliance
Video, in inglese:
Umberto Pelizzari's Breathtaking Freedives - Maldives, Whale Sharks
Splash! Simon Enderby - Shooting sharks
da SunnyPink
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#530# TORNA LA CACCIA A LUPO GRIGIO VIETATA PER ANNI
il domenica, 13 settembre 2009
Ora 13:13
Dopo piu' di trent'anni di divieto, da settembre nell'Idaho si torna a cacciare il lupo grigio, simbolo vivente del vecchio West e protagonista negli Stati Uniti di storiche battaglie tra animalisti e cacciatori. Le autorita' hanno fissato l'apertura della caccia al primo settembre, ma gli oppositori sperano ancora in un ultimo colpo di scena e hanno fatto ricorso a un giudice della Federal District Court, Donald W. Molloy, che dovra' decidere se accogliere o meno gli appelli delle associazioni animaliste. I lupi grigi hanno perso il loro posto nella lista degli animali protetti cinque mesi fa, quando l'amministrazione Obama annuncio' che l'animale non necessitava piu' di una tutela speciale che ne garantisse la protezione. Gia' nel 2008 l'ex presidente George W. Bush aveva preso una decisione analoga, ma poi lo stesso giudice Molloy aveva bloccato il procedimento, reinserendo i lupi grigi tra le specie 'intoccabili'. Dal 1° settembre fino alla fine dell'anno, in Idaho saranno circa 6.000 i cacciatori che imbracceranno i fucili in cerca di lupi. In tutto, potranno essere uccisi 220 capi; qualora il numero venisse raggiunto prima del 31 dicembre, le autorita' chiuderanno la caccia in anticipo. Secondo il New York Times, non si tratta dell'unico Stato ad aver riaperto la caccia al lupo. Il prossimo sara' il Montana, dove la battuta avra' inizio il 15 settembre per un totale di 75 esemplari al massimo. La decisione di legalizzare nuovamente la caccia-simbolo del Far West va incontro alle richieste di cacciatori, allevatori e rangers delle Montagne Rocciose, che lamentano una crescita eccessiva nella popolazione dei lupi. Secondo il Fish and Wildlife Service, le misure di protezione degli ultimi decenni sarebbero state fin troppo efficaci, tanto da mettere a repentaglio la vita di bestiame, cervi, alci e altra selvaggina della zona. Di tutt'altro avviso sono gli animalisti di Sierra Club e Defenders of Wildlife, i due gruppi piu' attivi nella difesa del lupo grigio. Dal loro punto di vista, la caccia rischia di avere effetti disastrosi sulla diversita' genetica della specie: ''ricominciare a dare la caccia a questi animali - sostengono - vorrebbe dire condannarli un'altra volta al rischio estinzione''.
da SunnyPink
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#526# Attivisti invadono strade di Giacarta
il domenica, 23 agosto 2009
Ora 13:55
Dozzine di attivisti indonesiani hanno protestato contro la caccia agli animali selvatici. Gli animalisti chiedono al governo di Giacarta di fermare l'uccisione illegale di tigri ed elefanti, usati nella medicina tadizionale. L'Indonesia è famosa per la sua grande biodiversità. Si calcola che ben 300.000 specie animali abitano i suoi numerosi ecosistemi. Ciò equivale al 17% della fauna di tutto il mondo. Con 515 specie, l'Indonesia ha più specie di mammiferi di qualsiasi altra nazione. There are 1539 bird species and 50% of all the world's fish species can be found in its marine and freshwater systems. Ci sono 1539 le specie di uccelli e il 50% di tutte le specie di pesci del mondo può essere trovato nella sua sistemi marini e di acqua dolce. Il commercio di animali selvatici è una seria minaccia per molte specie, in Indonesia. Oltre il 95% degli animali venduti sui mercati sono presi direttamente dal loro ambiente naturale e non dagli allevamenti in cattività. A ciò si aggiunge il fatto che più del 20% degli animali venduti muore nel corso del trasporto. Tuttavia, molte specie protette e minacciate sono venduti liberamente sui mercati, con le specie più rare venduti ai prezzi più alti. Circa 115.000 pappagalli ogni anno vengono catturati allo stato selvatico in Papua e Molucche, compreso il grande pericolo di palma Cockatoo (Probosciger atterimus), intitolato Black Lory (Lorius Lory) e Giallo Crested Cockatoo (Cacatua galerita) Ogni anno 1000 orango del Borneo sono merce di contrabbando. Per catturare i piccoli, i cacciatori uccidono le madri. Almeno un orango muore per ogni bambino catturato.
Tuttavia, l'isola ha anche la specie più minacciate. La World Conservation Union (IUCN, 2003), elenca in via di estinzione 147 mammiferi, 114 uccelli, 91 pesci e invertebrati. Perché non siano del tutto estinti nel prossimo futuro, sono richiesti molti sforzi di vitale importanza.
Nel 1999, circa 27.000 tartarughe marine sono state macellate a Bali per il satay (una delle "delicatezze" dell'isola) e il loro guscio è stato usato per fare ornamenti a basso costo per i turisti. Anche se c'è stato un certo successo nella lotta contro il commercio e la riduzione del 80%, il contrabbando illegale di tartarughe a Bali continua.
Il 40% degli animali selvatici catturati perde la vita a causa delle crudeltà e per il dolore inflitto durante la cattura, il trasporto in gabbie anguste e inadeguate, senza cibo e acqua. Il 60% degli animali scambiati illegalmente in mercati locali della fauna selvatica, sono teoricamente protetti dalla legge.
da SunnyPink
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#514# Video dei Modest Mouse a sostegno di Sea Shepherd
il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:39
Notizia da: Sostegno a Sea Shepherd in Italia
Un bel video di animazione diretto da Heath Ledger.
Comunicato di Sea Shepherd del 3 agosto 2009
I Modest Mouse hanno annunciato oggi l'uscita del tanto atteso video della canzone "King Rat", diretto da Heath Ledger. Nel gennaio 2007, durante una visita alla sua citta' natale in Australia, Heath Ledger aveva proposto a Isaac Brock dei Modest Mouse l'idea di produrre un video per la loro canzone "Kings Rat". La visione di Heath, per sua natura coraggiosa e senza compromessi, si sarebbe ben sposata con qul tipo di musica, forte e originale, e con la sua ferma posizione contro la caccia commerciale alla balena che ha luogo illegalmente ogni anno al largo delle coste dell'Australia. Abituato a seguire quel che il cuore gli dettava e a prendere posizione contro cio' che trovava profondamente ingiusto, Heath intendeva sensibilizzare il pubblico sulle attuali pratiche di caccia alla balena attraverso un video efficace a cui non dovesse essere aggiunta nessuna parola. Voleva lasciare la storia parlare da se', con il suo ribaltamento della realta'.
Il video fu progettato fin nei minimi dettagli, ma rimase incompiuto alla morte di Heath, avvenuta nel gennaio 2008. In suo onore, la compagnia "The Masses" (un'azienda di produzione di video e musica di cui Heath faceva parte), ha deciso di terminare e pubblicare il video, con l'aiuto di Isaac Brock. Il video e' stato co-diretto e illustrato da Daniel Auber, con animazioni di Norris Houk e Jade Taglioli e prodotto da Sara Cline di The Masses.

Guarda il video cliccando sull'immagine qui sopra
Il video sara' disponibile dal 7 agosto su iTunes. Tutti gli incassi dei download da iTunes nel primo mese di rilascio verranno elargiti come donazione alla Sea Shepherd Conservation Society.
Heath Ledger aveva incontrato il Capitano Paul Watson e Susan Weingartner nell'autunno del 2007 per mostrare loro la vesione non ancora finita di questo video. La Sea Shepherd Conservation Society e' onorata di essere associata a questo lavoro importante e spera che questo video serva a portare l'attenzione del pubblico sul massacro illegale di belene che si svolge ogni anno del Santuario delle balene dell'Oceano del Sud.
Fonte:
"King Rat" Modest Mouse Video Directed by Heath Ledger Supports Sea Shepherd, 3 agosto 2009
da SunnyPink
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#513# Caccia alle foche in Namibia: silenzio stampa
il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:37
Giornalisti assaliti e condannati per aver voluto documentare il massacro delle foche in Namibia.
Dopo l'arresto, avvenuto il 16 luglio, dei giornalisti Bart Smithers (Sud Africa) e Jim Wickens (Regno Unito), i due sono stati condannati per essere entrati in un'area marina protetta senza il permesso della guardia costiera della Namibia. Il processo si e' tenuto nella cittadina costiera di Swakopmund.
L'Associated Press riferisce che e' stata offerta a Smithers e Wickens la scelta tra 12 mesi di prigione e una multa di 10.000 dollari Namibiani (circa 1000 euro) piu' una sentenza di sei mesi con la condizionale. Il loro datore di lavoro, Ecostorm, ha pagato la multa per i due giornalisti.
Le leggi della Namibia proibiscono ai media di rendere nota l'orribile carneficina delle foche, paragonabile per ferocia solo allo sterminio annuale di foche che avviene in Canada, il piu' grande massacro di animali marini sul pianeta. I giornalisti sperano che la loro condanna serva a portare l'attenzione su questo problema, raramente trattato dai media.
Le foche vengono massacrate ogni anno sulla costa della Namibia come capri espiatori delle pratiche di sovrasfruttamento della pesca da parte dell'uomo: danno la colpa della scarsita' di pesce alle foche, quando e' noto da fonti scientifiche che questo e' invece dovuto al sovrasfruttamento dei mari da parte dell'uomo. La stessa scusa e' usata dal Canada per la continuazione dello sterminio di foche, da tutti riconosciuto come crudele e non necessario.
I giornalisti non sono stati ascoltati dal magistrato relativamente alla loro denuncia di aggressione violenta da parte dei cacciatori di foche namibiani.
Le nazioni che praticano la caccia alle foche hanno sempre avuto l'abitudine di chiudere un occhio sulle violenze dirette a chi cerca di documentare e rendere nota al pubblico questa attivita'. Nel 2005, gli attivisti di Sea Shepherd furono assaliti da cacciatori di foche armati di bastoni mentre tentavano di documentare lo sterminio delle foche in acque internazionali al largo della costa est del Canada. Di nuovo nel 2008, gli attivisti di Sea Shepherd sono stati tenuti sotto il tiro delle armi e fatti allontanare. Gli ufficiali di bordo Alex Cornelissen e Peter Hammarstedt vennero detenuti in custodia e successivamente rilasciati su cauzione.
Non ci sorprende quindi che il governo della Namibia si metta dalla parte dei cacciatori e ignori la palese ingiustizia e la violenza fisica usata per fermare la verita' che sarebbe stata diffusa grazie alle telecamere.
Sea Shepherd plaude al tentativo di Smithers e Wickens di rendere pubblico il massacro di foche compiuto dalla Namibia.
Fonte:
Sea Shepherd, Assaulted Journalists Convicted for Documenting Seal Slaughter, 22 luglio 2009
da SunnyPink
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#504# Condanna del New Scientist alla caccia alle balene
il domenica, 28 giugno 2009
Ora 21:26
Un articolo sul New Scientist conferma che la caccia dei giapponesi non e' affatto ricerca scientifica.
Qualche settimana fa si è svolto nell'isola di Madeira il 61esimo meeting dell'IWC, la Commissione Internazionale sulla baleneria, e la stimata rivista scientifica New Scientist ha pubblicato un articolo in cui spiega che le attività di caccia alla balena condotte dal Giappone non hanno niente a che fare con la ricerca scientifica.
E' da più di 20 anni che la Sea Shepherd Conservation Society mette in discussione la validità scientifica di questa cosiddetta ricerca.
Non è altro che una scusa per coprire il reale scopo e cioè mere attività commerciali. Le attività di caccia condotte dal Giappone sono operazioni criminali in violazione del Trattato Antartico, delle normative dell'International Whaling Commission (IWC), della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Protette (CITES) e numerose altre leggi internazionali.
17 giugno 2009, di Nichola Raihani e Tim Clutton-Brock
Link: http://www.newscientist.com/article/mg20227136.100-why-japans-whaling-activities-are-not-research.html
Nel 1986, l'International Whaling Commission (IWC) ha imposto una moratoria sul commercio di carni di balena per permettere a questi animali di riprodursi e in questo modo ripopolare i mari del mondo. Tuttavia, questo attuale divieto permette agli stati membri di auto-garantirsi speciali permessi per uccidere balene per scopi scientifici, con il permesso di utilizzare la carne di balena dopo la raccolta dei dati scientifici.
Solo il Giappone gode di un permesso speciale. Il suo attuale programma di ricerca, iniziato nel 2000 e condotto dall'Institute of Cetacean Research (ICR) giapponese, propone di uccidere più di 1000 balene all'anno in Antartico e nel Pacifico nordorientale. Gli obiettivi dichiarati sono quelli di stabilire la struttura delle popolazioni di balene e le abitudini alimentari di diverse specie di balene, incluse anche quelle a rischio di estinzione.
Il Giappone è già stato ampiamente criticato per le sue attività di baleneria, operazioni ritenute pura caccia alla balena travestita da ricerca scientifica. Ma in vista del meeting dell'IWC 2009, vale la pena rispolverare gli argomenti contro la caccia "scientifica" alle balene.
Sebbene i primi risultati del Giappone abbiano fornito informazioni utili, i recenti progressi nelle tecniche non letali, come le biopsie, fanno sì che i dati si possano raccogliere senza uccidere nessuna balena. Allo stesso modo, non è più necessario uccidere balene per sapere cosa hanno mangiato, visto che lo si può fare determinando il DNA in campioni di feci.
L'impatto scientifico della ricerca è comunque molto limitato. Sono state pubblicate su riviste internazionali solo ricerche relativamente piccole, rispetto ai programmi di ricerca su altri mammiferi marini come i delfini. Secondo l'ICR, la ricerca scientifica condotta uccidendo balene ha prodotto 152 pubblicazioni in riviste specializzate dal 1994. Tuttavia, solo 58 di questi articoli sono stati pubblicati su riviste internazionali. I restanti sono apparsi solo su giornali locali e in gran parte solo in giapponese, non sono stati valutati da esperti internazionali e sono quindi di dubbio valore scientifico.
La Commissione Scientifica dell'IWC ha esplicitamente dichiarato che i risultati generati dal Programma di Ricerca Giapponese in Antartico (JARPA) "non furono richiesti per la gestione delle popolazioni di balene". Ricerche indipendenti mostrano che i dati giapponesi possono sovrastimare la popolazione di balene fino all'80% (Marine Ecology Progress Series, vol 242, p 295).
Infine, dato che vi è una notevole variazione nella capacità di diverse popolazioni di balene di riprendersi dall'impoverimento del numero di esemplari (Marine Mammal Science, vol 24, p 183), il valore della ricerca per comprendere le popolazioni al di fuori dall'Antartico e dal Pacifico nordorientale è limitato. Questo fondamentalmente fa crollare la giustificazione per la ricerca scientifica che prevede l'uccisione di balene.
Nichola Raihani fa parte dell'Institute of Zoology di Londra
Tim Clutton-Brock è Prince Philip Professor of Ecology and Evolutionary Biology all'Università di Cambridge
Fonte
Sea Shepherd, New Scientist Condemns So-Called Japanese Research Whaling, 17 giugno 2009.
Traduzione a cura di Linda Possanzini
da SunnyPink
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#501# Fucilati anche a caccia chiusa: dagli “abbattimenti straordinari”
il domenica, 21 giugno 2009
Ora 18:14
Non solo durante i mesi della stagione venatoria la fauna selvatica vive sotto lo scacco dei fucili dei cacciatori. Tra piani di abbattimento straordinari, programmi di eradicazione e di contenimento di varie specie, in tante regioni l'occasione è sempre buona per puntare le armi contro gli animali. Gli ungulati sono stati introdotti nella Valle Maira, nel comasco, nel 2002, e si sono moltiplicati fino a costituire un gruppo di 200 individui. Li accusano ora di far danno al patrimonio forestale e agricolo, oltre che di rappresentare una possibile minaccia per l'incolumità pubblica perché causa di incidenti stradali. E le soluzioni cruente finora si sono rivelate anche inutili. E' il caso emblematico dello scoiattolo grigio, importato dagli Stati Uniti nel secondo dopoguerra e diffuso finora in Piemonte, che è scampato a innumerevoli programmi di eradicazione. Poiché è più grande del "cugino" europeo, dal manto rosso, ricorrono infatti le pressioni sull'Italia da parte dell'Unione europea per farlo sparire, ed evitare che continui a competere con la specie autoctona e si diffonda nel continente. Eppure i metodi non selettivi come trappole e veleno sono stati in grado solo di contaminare il territorio e mettere in pericolo altri animali delle stesse dimensioni, magari protetti, ma non hanno prodotto alcun effetto duraturo sul numero degli scoiattoli. «Il fatto stesso che piani straordinari per abbattere animali "nocivi" si ripetano ogni anno - continua De Filippo - è la dimostrazione che non servono a niente: non sarà mai possibile ucciderli tutti e i superstiti continueranno a riprodursi». Ben vengano invece i sistemi ecologici, che ci sono e funzionano. «Si tratta semplicemente di agire con la consapevolezza che gli animali selvatici si moltiplicano se aumenta il cibo a loro disposizione. Gabbiani, cornacchie e roditori, ad esempio, spopolano perché mangiano nelle discariche. Non sarebbe più efficace rendere questi luoghi per loro inaccessibili, piuttosto che sparare? E lo stesso vale per i cormorani, che si cibano dei pesci degli allevamenti scoperti o dei tanto odiati piccioni, a cui si continua a dar da mangiare nelle città, salvo poi lamentarsi del loro numero». A prescrivere il ricorso a soluzioni ecologiche per il contenimento dei cosidetti nocivi, comunque, è la stessa legge, la 157/1992, che riguarda il patrimonio della fauna selvatica. Ma se altre associazioni prenderanno esempio, forse, dal precedente potrà scatenarsi una pioggia di ricorsi, ad annacquare le pallottole già pronte, indebitamente, ad esplodere. Leonora Pigliucci - 11/06/2009 Fonte: Liberazione Animale
E' il caso, per i cinghiali, della Regione Umbria, che ha appena fatto scattare un piano che autorizza le province a dare il via a squadre venatorie e proprietari di terreni (se in possesso di licenza) che potranno sparare anche nelle aree protette. Sono già 14 i cinghiali abbattuti e c'è tempo fino al 15 luglio per farne fuori il più possibile: fino a oltre 3mila negli auspici dell'amministrazione locale. Stessa sorte che potrebbe capitare presto ai cinghiali in Toscana, dove è stata approvata una delibera per l'attuazione dei piani straordinari decisi dalle province, e in Friuli, dove le associazioni degli agricoltori chiedono a gran voce interventi dello stesso tipo. Ma nel mirino delle Regioni ci sono anche nutrie, corvidi e cormorani, caprioli e cervi.
«Il problema principale sta nella politica dissennata degli inserimenti che preludono a successivi piani di abbattimento - secondo Guido De Filippo, segretario nazionale della Lega per l'abolizione della caccia - non appena gli animali si moltiplicano e cominciano a creare problemi all'agricoltura e alle altre specie, i cacciatori vengono autorizzati a sparare e a spargere esche al di fuori della stagione consentita».
Proprio in riferimento ad essa per la prima volta quest'anno, nel mese di maggio, una delibera del Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di associazioni animaliste e ha sospeso con effetto immediato tutti i piani di abbattimento straordinario che erano stati varati ai danni di cinghiali, volpi e nutrie nella provincia di Vercelli. Nelle motivazioni il mancato ricorso a metodi non cruenti di contenimento e la non sufficiente motivazione degli obiettivi dei provvedimenti. Caratteristica questa comune di piani di abbattimento straordinari che continuamente vengono approvati alla leggera dagli enti locali da nord a sud.
da SunnyPink
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#492# Gli arpioni illegali islandesi uccidono la prima balena del 2009
il sabato, 20 giugno 2009
Ora 19:45
La baleniera islandese Renegade ha massacrato la sua prima balena della stagione.
La Sea Shepherd ha ricevuto la seguente lettera da un cittadino islandese:
-----Original Message-----
From:
Sent: Tue 5/26/2009 7:15 PM
To: inform-us
Oggetto: Aiutatemi! Mi vergogno di essere Islandese! La prima balena è stata uccisa alle 22:40 GMT del 26 maggio
Salve,
ho pensato di scrivervi perchè non sapevo più a chi rivolgermi! La prima balena è stata uccisa o almeno arpionata alle 22:40 GMT del 26 di maggio! Se non muore immediatamente verrà legata alla nave e trascinata in lungo e in largo soffrendo tremendamente fino a che non verrà trovata un’altra vittima da arpionare!
Non sapete quanto mi vergogni di essere un islandese!
Hanno il permesso di cacciare e uccidere 99 balene. L’industria del “whale watching” è sconvolta e così anche tutti gli islandesi che sono contrari a questa orribile caccia. E' come se il nostro governo fosse diventato sordo.
L’unico modo per fermare questo massacro è far sì che le spese per effettuare questa macabra caccia siano più elevate dei soldi stranieri guadagnati dalla vendita della carne di balena! L’Islanda e i prodotti islandesi dovrebbero essere banditi finché non smetteranno di cacciare e uccidere!
Vivendo in questa piccola comunità, ho paura per la mia incolumità fisica avendo detto pubblicamente ciò che penso al riguardo! I cacciatori di balene sono solo dei prepotenti e una vergogna per la nostra nazione.
Spero che in qualche modo la comunità mondiale faccia pressione sul governo Islandese per fargli cessare questa caccia. Vi prego aiutatemi a fermare questi assassini!
------------------------
Le baleniere islandesi stanno cacciando specie di balene considerate in via di estinzione in evidente violazione della moratoria mondiale sul commercio di carne di balena e delle normative CITES.
Nel 1986 la Sea Shepherd Conservation Society è riuscita a interrompere le attività di caccia illegali mettendo fuori uso metà della flotta islandese.
In 2007, la nave della Sea Shepherd, la Farley Mowat, stava per giungere in Islanda quando arrivò l’annuncio della cessazione delle attività illegali di caccia alla balena.
Sembra che ora la nostra campagna Ragnarok contro i balenieri islandesi debba ricominciare.
L'Islanda è una delle tre nazioni del mondo che cacciano illegalmente le balene. Questo asse di brutalità ed eco-criminalità comprende anche il Giappone e la Norvegia.
Fonte:
Sea Shepherd, Icelandic Harpoon Illegally Kills Its First Whale for 2009, 27 maggio 2009
da SunnyPink
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#479# Vietata l'importazione di pellicce di foca in UE
il giovedì, 21 maggio 2009
Ora 14:38
E' ufficiale – la legge europea in favore delle foche è passata!
Il Parlamento Europeo ha votato il 5 maggio, quasi all’unanimità, il divieto di importazione di pelli o prodotti derivati dalle foche. La nostra lunga battaglia per raggiungere questo obiettivo è terminata, e si è conclusa con una grande vittoria morale della civiltà e della responsabilità ecologista contro l'ingordigia barbarica, la crudeltà e lo spreco.
Il Governo Canadese ha già minacciato di contestare questa legge, in vigore a tutti gli effetti dai primi mesi del 2010, presso l'Organizzazione Mondiale per il Commercio. Non vinceranno, e se avranno un po’ di senso di responsabilità verso la maggioranza dei Canadesi, che non è a favore della caccia alle foche, desisteranno dal provare a mettere a rischio un accordo commerciale con l’Unione Europea che vale 25 miliardi di dollari.
I risultati ottenuti dalla votazione svoltasi a Strasburgo sono stati strabilianti: 550 voti a favore del divieto d’importazione e solo 49 contro. La Legge Europea per vietare l’importazione di prodotti derivati dalle foche è stata approvata con il 92% dei voti favorevoli!
"Forse il Canada finalmente capirà che si deve adeguare al 21esimo secolo”, ha dichiarato il Capitano Paul Watson. "Questa barbarie non deve essere più ammessa nel mondo di oggi”.
Questo è peggior colpo mai inferto all'industria della caccia alle foche, e la metterà in ginocchio.
La Sea Shepherd Conservation Society tuttavia continuerà a tenere sotto controllo i restanti mercati. La Russia è il nostro prossimo obiettivo e con l’abolizione della caccia alla foca da parte della Russia e la dichiarazione di Vladimir Putin che l'ha definita un’"industria crudele e sanguinaria", dovremmo essere in grado di convincere anche la Russia a vietare l’importazione di questi prodotti. Rimangono solo la Cina e il Giappone, entrambe nazioni che seguono le mode dei paesi Europei, per cui se le pellicce di foca non saranno di moda in Europa non lo saranno neanche in Asia. Resta il problema del tè fatto col pene di cuccioli di foca, venduto dal Canada alla Cina come rimedio per l’impotenza.
Il Governo Canadese cerca di sostenere l’industria della caccia alle foche con milioni di dollari dei contribuenti, ma è ora che la finisca con questa pazzia.
I politici canadesi ripetono a pappagallo che questa industria è importante e redditizia sebbene, anche nei suoi tempi migliori, non abbia mai fatto incassare più di 20 milioni di dollari. Quest’anno il governo ha dichiarato che il massacro di foche porterà un guadagno di 13 milioni di dollari. È un vero mistero come siano arrivati a questa cifra.
Quanto inciderà l’industria del massacro nell’economia del paese quest’anno?
Facciamo i conti.
Quest’anno hanno preso 59.500 pellicce di foca delle 280.000 stabilite. Le pellicce ora valgono solo $14 l'una. In totale si arriva a $833.000, una cifra ben lontana dai 13 milioni di dollari.
Questi 833.000$ non comprendono i rifornimenti di carburante e le provviste, le riparazioni alle navi e le assicurazioni. Alla fine il guadagno netto si aggira intorno ai 416.500$.
Ci sono circa 6.000 cacciatori autorizzati. Significa che ciascuno ha guadagnato 69$. Cioè ha guadagnato 0,03 cent l'ora.
“Sarà un giorno nero per il Canada Atlantico se se questo divieto andrà in vigore”, afferma Robert Courtney, presidente della North of Smokey Fishermen's Association in Nova Scotia. "Avrà sicuramente un impatto devastante poiché non solo i cacciatori ne risentiranno, ma anche i pescatori”.
I pescatori si lamentano che le foche stanno mangiando tutto il loro pesce anche se la scienza ha già dimostrato che la mancanza di pesce non dipende dalla presenza di foche, bensì dallo sfruttamento marino condotto dagli uomini.
Courtney afferma che il voto è stato influenzato da informazioni inaccurate fornite da attivisti animalisti.
"Hanno basato la loro opinione su un video di 10 secondi. Gli attivisti ci hanno provocato, facendo qualsiasi cosa in loro potere per quel video”, afferma. "Abbiamo modificato le nostre leggi per rendere questa pratica più umana, ma non possiamo fare nulla se l’unico scopo degli attivisti è fermare la caccia alle foche”.
Questa dichiarazione è naturalmente un insulto all’intelligenza dei parlamentari Europei, molti dei quali hanno fatto una cosa che i politici canadesi non hanno mai fatto: sono andati di persona tra i ghiacci e sono rimasti atterriti di fronte a tanta crudeltà.
Il governo Canadese, inoltre, per evitare che si documentasse tale massacro e che le immagini arrivassero sotto gli occhi di tutto il mondo, ha deliberato che assistere alle operazioni di caccia alla foca o documentarle, è un crimine.
I difensori della caccia alle foche affermano che solo gli estremisti animalisti si oppongono al massacro e che questo è ben regolamentato e non disumano. Hanno inoltre il coraggio di affermare che è una necessità economica e che chi si oppone alla caccia alle foche lo fa solo per soldi.
Il Parlamento Europeo ha rigettato tutte queste affermazioni e i sostenitori della caccia dovrebbero essere felici poiché non si raccoglieranno più fondi per difendere le foche visto che non avranno più bisogno di essere difese.
Il Capitano Watson si oppone al massacro di foche da quando aveva 10 anni. E' nato e cresciuto in un villaggio di pescatori del Canada.
“All’età di 10 anni ho visto massacrare un cucciolo di foca e non sono più riuscito a dimenticare i suoi occhi spaventati. Da quel giorno ho trascorso la mia vita a combattere contro questa oscenità", dichiara.
"Siamo felici che il Parlamento Europeo abbia risposto alle preoccupazioni dei suoi cittadini non dando retta alla pubblicità ingannevole diffusa dal Canada", dice Sheryl Fink dell’ IFAW.
La scorsa settimana, il senatore canadese Mac Harb ha chiesto al Governo di fornire un'alternativa lavorativa per i cacciatori di foche nel Canada Atlantico.
"E' una vergogna che ancora il Governo Canadese non abbia preso i provvedimenti necessari per dare a queste persone un'altra occupazione”, ha dichiarato il senatore. Il Senatore Mac Harb è l'unico politico canadese che abbia avuto il coraggio di esprimere il proprio dissenso contro la caccia alla foca.
Dopo decenni di sforzi, lotte, viaggi tra i ghiacci, arresti e minacce, multe, riunioni, presentazioni, proteste, finalmente l'intero movimento contro la caccia alle foche può godere del frutto di tutto il proprio lavoro.
Ce l’abbiamo fatta.
Abbiamo distrutto il più osceno e crudele mercato della sofferenza e della morte su questo pianeta.
Grazie Europa.
Fonte:
Sea Shepherd, It's Official - The European Seal Bill has Passed!!!!!
Traduzione a cura di Linda Possanzini.
Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e Sea Shpeherd, la più aggressiva, determinata, attiva, ed efficace associazione di protezione degli oceani nel mondo volta a far conoscere le attività dell'associazione anche in Italia. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia' ]
da SunnyPink
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#478# TUTTA LA VERITA' SUGLI ITALIANI E LA CACCIA
il lunedì, 04 maggio 2009
Ora 11:03

Come italiano residente all’estero provo vergogna nel leggere che un manipolo di deputati abbiano tentato di far passare l’emendamento del fuoco sui migratori e le altre barbarie inclusa quella di far sparare i sedicenni (perché non i neonati?).
Siamo un paese selvaggio che disconosce il volere popolare e pratica una democrazia rabberciata. Infatti non si capisce come sia possibile presentare una legge che trova il favore del solo 7 per cento dei votanti. E’ qualcosa di incredibile osservare la supina accettazione dei partiti al volere di una lobby prostrata da un crollo epocale (quasi un milione di cacciatori in meno in un decennio). Non si riesce a capire come una lobby perdente e perniciosa riesca a imporre a una classe politica da operetta il proprio vergognoso volere. E anche se la norma “no - limits “ è saltata, cambia poco; è il fatto che ci hanno provato e ci riproveranno che offende.
Che democrazia è questa se si disconosce la volontà di una maggioranza ( 88 per cento) e si impone quello di una sparuta minoranza (7 per cento)?
E colpisce per uno come me - che ha sempre votato a sinistra - leggere che questa legge oscena abbia trovato i maggiori consensi tra il popolo di “sinistra”. Colpisce e fa vergognare.
Giorni fa incontrai una dirigente del PD in una città del nord e durante la cena le chiesi perché il suo partito sosteneva i cacciatori ignorando milioni persone che difendono il non umano.
Le chiesi: se otto italiani su dieci detestano la caccia perché la sostenete?
La signora mi rispose: “Perché dicono – disse proprio così: dicono – che i cacciatori sono tutti di sinistra”.
“Sinistra” è diventato un termine vago. Ce lo ha ricordato Rutelli giorni fa, identificando il PD come un partito di centro. In effetti, la confusione è grande sotto il cielo. La gentile signora – che è un ex DS - intendeva dire che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra. Questo voleva dire.
Le risposi che quella dei cacciatori “prevalentemente di sinistra” era un’idea errata e le dissi che le avrei mandato una sintesi che avrebbe provato l’opposto.
Ci ripensai, rimuginai la risposta e le inviai una sintesi che avrebbe dovuto aiutarla a comprendere un problema che fa perdere molti voti alla “sinistra” (uso le virgolette per non offendere i “teodem”).
Le scrissi anche che sono un elettore che ha sempre votato a sinistra è ha il sacrosanto diritto di cercare di far capire a gente confusa – o che fa finta di esserlo - quello che ignora a proprio discapito.
Continuai dicendo che speravo che rispondesse a quello che scrivevo e che la sintesi avrebbe dovuto fugare l’idea malsana che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra.
Conclusi chiarendo che il vero problema non è essere dalla parte di chi è più organizzato e ha più soldi (anche le SS erano più organizzate ed efficienti del movimento operaio in Germania) il problema è etico: con quello che accade al pianeta e al non umano (specie, foreste, mari ecc… ecc) essere dalla parte dei cacciatori è ormai una cosa ignobile. E perdente. Una manciata di voti in Toscana e Umbria non li avrebbe ripagati dei vantaggi supposti. Il documento lo mandai e la signora, ovviamente, non rispose.
Un fatto resta: l’idea che la caccia sia prevalentemente di “sinistra” è un’immane fesseria.
Di una cosa sono sicuro: i “pidiessini” faranno finta di niente. Non risponderanno mai. Il problema della caccia è per loro tabù come i preservativi per la Chiesa. Ma i tempi cambiano e questi errori si pagano.
Ma arriviamo al dunque:
Quanti sono i cacciatori in Italia?
Nel 2006 il numero dei cacciatori in Italia era di 765.404 unità
271.904 nel Nord
255.766 nel Centro
237.734 nel Mezzogiorno
Nel 2009 i cacciatori sono circa 700.000.
I cacciatori sono prevalentemente di sinistra?
I cacciatori prevalentemente di Centro - Sinistra - Sinistra sono un gran balla:
La metà dei cacciatori è iscritta da sempre a Federcaccia, che tutto è meno che una sigla di sinistra e ha avuto per decenni come presidenti deputati democristiani come Giacomo Rosini.
L'ANUU e CONFAVI (l’associazione di Berlato, che raggruppa piccolissime sigle estremiste) hanno molti aspetti di contiguità al nord con Lega e AN rispettivamente.
L'arcicaccia è al 10%. Quindi la balla dei cacciatori di sinistra è colossale.
Aderenti alle varie associazioni dell’UNAVI
(statistiche basata su 707.359 cacciatori - anno 1999 - www.mondocaccia.it.)
Federcaccia 414.222 58,5%
Enalcaccia 84.543 11,9%
Arcicaccia 83.306 11,7%
Libera Caccia 80.193 11,3%
Annu 25.675 3,6%
Italcaccia 19.420 2,7%
Cosa pensano gli italiani della caccia?
(Indagine Eurisko)
Otto italiani su dieci vogliono abolire la caccia, contro le doppiette soprattutto le donne e i giovani sotto i 25 anni. A favore soltanto il 5,9%. Assolutamente contrari alla caccia quasi otto italiani su dieci che si oppongono strenuamente anche a ogni ipotesi di liberalizzazione del settore venatorio. Lo zoccolo duro del popolo anti-doppiette sono le donne, in special modo le casalinghe, seguite dai giovani, soprattutto gli under 25, particolarmente sensibili all'ambiente e determinati a difendere a spada tratta la natura. Ecco l'Italia anti-caccia così come è stata fotografata da un sondaggio commissionato a Eurisko. Contraria alle doppiette è il 74,1% della popolazione, favorevole un esiguo 15,2%. Molto favorevole uno sparuto 5,9%; quest'ultimo baluardo della caccia si compone, per lo più, da cacciatori e individui che rappresentano l'indotto (ex-doppiette, familiari, simpatizzanti, chiunque abbia interessi economici al riguardo.) A osteggiare un'ulteriore liberalizzazione del settore venatorio è l'82,5% del campione, d'accordo solo il 9,8%. I più convinti della liberalizzazione rappresentano il 4,3%.
I numero dei cacciatori cresce o diminuisce?
I cacciatori calano con una continuità impressionante:
nel 1980 erano 1.701.853
nel 1990: 1.446.935
nel 2000: 801.835
nel 2006: 765.404
nel 2009 circa 700.000
dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.
Quasi un milione in meno.
Numero dei cacciatori in Italia dal 1980 al 2006:
1980 1.701.853
1981 1.685.105
1982 1.622.321
1983 1.593.151
1984 1.585.709
1985 1.574.873
1986 1.571.630
1987 1.564.492
1988 1.500.986
1989 1.481.028
1990 1.446.935
1991 1.315.946
1992 1.135.228
1993 1.023.157
1994 966.586
1995 901.006
1996 874.627
1997 809.983
1998 796.019
1999 821.455
2000 801.835
2001 791.848
2002 800.457
2006 765.404
Il numero dei vegetariani cresce o diminuisce?
Mentre i cacciatori calano, i vegetariani crescono smisuratamente.
Secondo vari fonti sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità.
Ecco i dati:
2000 2,5%, circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.
2001 4,8%, circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali
2002 5,0%, circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.
2004 7,9%, circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.
2004 9,5%, circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.
2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.
2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.
E i vegani?
E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:
2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.
2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.
Sono esagerate queste statistiche?
Forse lo sono. Diciamo che siano valide al 50%. Vi sembrano pochi 3 milioni di vegetariani - che per assoluta chiarezza , cito come zoccolo duro dell’animalismo, perché ci sono milioni di persone che, pur non essendo vegetariane, detestano caccia e vivisezione? E anche i 160.000 buddisti non vanno considerati?
Crescerà ancora il numero dei vegetariani?
A questo proposito l'Eurispes - che conferma il numero dei vegetariani nel nostro paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.
Quanti sono gli animali uccisi durante la stagione venatoria?
In Italia con una popolazione di 58.000.000 abitanti si massacrano 150.000.000 di animali, negli Stati Uniti, con una popolazione di 299.000.000 di abitanti se ne uccidono 134.000.000.
E il referendum sulla caccia?
Un punto di riferimento è il referendum del 1990. Nel 1990: gli italiani aventi diritto al voto erano 49.000.000, se non erro, per raggiungere il quorum erano necessari 24.033.209 votanti. Il quorum non fu raggiunto per la mancanza del 7,7 % dei voti. Evitiamo riflessioni sul non raggiungimento del “quorum” per non spargere sale su ferite ancora aperte. Lo sappiamo: il 23% degli italiani non votano per protesta, il 44,4% per apatia. Inoltre nel 1990 esisteva ancora un esercito di elettori defunti o irreperibili nelle liste “Aire”: circa 1.200.000 persone. E se non si riescono a mobilitare i cittadini davanti ad una potenziale svolta maggioritaria, che possibilità esiste di raggiungere il “quorum” in un referendum riguardante poveri animali che equivalgono a “res nullius”?
Analizziamo il voto del 1990, e cerchiamo di interpretare le cifre:
il 43,3% degli aventi diritto al voto votarono per il referendum del 1990 = 21.070.000
Di questo 43,3% il 92,3% si espresse contro la caccia = 19.447.610
Il 7,7% si espresse a favore della caccia = 1.622.390
Se ne deduce che circa 19.447.610 italiani erano potenzialmente contro la caccia.
Non è difficile intuire che chiudere i terreni privati ai cacciatori equivaleva ad una specie di morte venatoria.
Nel 1990 i cacciatori erano 1.446.935 ora sono meno della metà
Se ne deduce che il sentimento degli italiani verso la caccia ha raggiunto livelli di negatività
abissale. Conclusione: i partiti li difendono e li corteggiano. Perché ?
Quanti sono gli animali nelle case italiane?
Sono 45.000.000 gli animali che vivono nelle case degli italiani, tra i quali 6.500.000 cani e 8.000.000 di gatti.
Portano voti i cacciatori?
La risposta, come un allegro “refrain”, è sempre la stessa: portano voti e sono radicati nel territorio.
Ma è così? Portano voti? E dove sono i cacciatori in questo paese?
Nel Nord, con l’esclusione dell’Emilia e Romagna, dove la “sinistra” boccheggia e PDL e Lega trionfano, sono 271.000.
Piemonte 30.060
Valle d’Aosta 1.533
Lombardia 86.135
Trentino Alto Adige 7.399
Veneto 58.158
Friuli Venezia Giulia 11.121
Liguria 23.603
Nella fascia rossa, se mi si permette di usare questa logora espressione, ove la “sinistra” raccoglie un notevole numero di voti, sono 206.417, ma nel 1999 erano 244.508.
Emilia Romagna 53.895
Toscana 109.304
Umbria 43.218
Nelle Marche e nel Lazio, esterni alla fascia rossa, sono 103.244
Marche 33.002
Lazio 70. 242
In Abruzzo e Molise, che non concedono un’enormità di voti alla “sinistra”, sono 19.030
Abruzzo 14.859
Molise 4.171
Nel Sud che non dà un grande numero di voti alla sinistra i cacciatori sono 125.610
Campania 46.874
Puglia 32.012
Basilicata 7.833
Calabria 38.891
Nelle isole, che di voti ne concedono assai pochi, i cacciatori sono 88.479
Sicilia 49.588
Sardegna 43.588
Come hanno risposto gli italiani all’autorizzazione alla caccia di altre specie attualmente non cacciabili?
(Sondaggio Ipsos 11 marzo 2009. La Repubblica)
Siete favorevoli ad autorizzare la caccia ad altre specie attualmente non cacciabili?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA: 7%
PDL + LEGA: 5%
PD + IDV: 7%
ALTRI PARTITI: 16%
NON RISPONDE: 5%
Siete favorevoli ad autorizzare la caccia agli uccelli migratori?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA: 6%
PDL + LEGA: 3%
PD + IDV: 6%
ALTRI PARTITI: 8%
NON RISPONDE: 5%
Siete favorevoli a rilasciare licenze per cacciare ai giovani di 16 anni?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA 6%
PDL + LEGA 5%
PD + IDV 7%
ALTRI PARTITI 4%
NON RISPONDE 5%
Quante sono le vittime della caccia in Italia abbattute dal fuoco “amico”?
Associazione Vittime della Caccia
d.casprini@gmail.com
info@vittimedellacaccia.org
DATI DAL 1 SETTEMBRE 2008 AL 31 GENNAIO 2009
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)
I DATI DELLE VITTIME PER ARMI DA CACCIA
EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti) 44 tra la gente comune.
TOTALE FERITI: 94
TOTALE MORTI 42
FERITI CACCIATORI 67 - FERITI GENTE COMUNE 27
MORTI CACCIATORI 25 - MORTI GENTE COMUNE 17
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44
TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 - Morti 3 ) TOTALE 16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 - Morti 22 ) TOTALE87
TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 - Morti 14 ) TOTALE28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 - Morti 3 ) TOTALE5
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI 25
Quanti sono I deputati e i senatori che sostengono la caccia e a che partito appartengono?
Nel 2007 per iniziativa dell'On. Luciano Rossi prese vita l'Intergruppo Parlamentare "Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca". Nella presente legislatura l’intergruppo è composto da 111 “amiconi” che appartengono ai seguenti partiti:
PDL 85
PD 9
LEGA 8
IDV 5
UDC 3
MISTO 1
Quali sono le funzioni dell’intergruppo?
Cito il loro sito: “Oltre a rappresentare un ulteriore momento di aggregazione, riflessione e approfondimento, l'intergruppo ha come obiettivo quello di intervenire in tutti i contesti istituzionali e legislativi al fine di favorire la crescita e lo sviluppo di queste attività” (sic!)
Quali erano gli aderenti dell’intergruppo nel 2007?
CAMERA
Forza Italia
Luciano Rossi
Gioacchino Alfano
Franco Brusco
Cesare Campa
Remigio Ceroni
Francesco Colucci
Stefania Craxi
Salvatore Cicu
Giovanni Dell'Elce
Manuela Di Centa
Domenico Di Virgilio
Giuseppe Fallica
Paola Elisabetta Gardini
Antonello Iannarilli
Simonetta Licastro Scardino
Giuseppe Francesco Maria Marinello
Giovanni Marras
Filippo Misuraca
Paola Pelino
Mario Pescante
Sergio Pizzolante
Egidio Ponzo
Massimo Romagnoli
Roberto Tortoli
Mario Valducci
AN
Luca Bellotti
Domenico Benedetti Valentini
Enzo Raisi
Stefano Saglia
Roberto Salerno
Roberto Ulivi
Marco Zacchera
Lega Nord
Goisis
Stefano Allasia
Federico Bricolo
Guido Dussin
Giovanni Fava
Maurizio Fugatti
Enrico Montani
Gianluca Pini
Marco Pottino
Giacomo Stucchi
UDC
Emerenzio Barbieri
Leonardo Martinello
Maurizio Ronconi
Michele Tucci
UDEUR
Gino Capotosti
DS-Ulivo
Giampiero Bocci
Emilio Del Bono
Claudio Franci
Antonio Rusconi
Giovanni Sanga
Francesco Tolotti
Nuovo PSI
Lucio Barani
Comunisti Italiani
Katia Bellillo
Misto Mov. Autonomie
Giuseppe Maria Reina
SENATO
Forza Italia
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Franco Asciutti
Alfredo Biondi
Valerio Carrara
Guido Viceconte
AN
Filippo Berselli
Learco Saporito
UDC
Luigi Maninetti
DS-Ulivo
Gianni Nieddu
Misto PDM
Pietro Fuda
Ital. Nel Mondo
Sergio De Gregorio
Conclusione.
Domanda da un milione di dollari ai politici di “centro –sinistra – “sinistra”:
CONSIDERANDO CHE OTTO ITALIANI SU DIECI VOGLIONO ABOLIRE LA CACCIA;
CONSIDERANDO CHE CONTRARIA ALLA CACCIA È IL 74,1% DELLA POPOLAZIONE E FAVOREVOLE È UN ESIGUO 15,2%;
CONSIDERANDO CHE I VEGETARIANI, LO ZOCCOLO DURO DELL’ANIMALISMO, CRESCONO ESPONENZIALMENTE E SONO DIVENTATI NEL 2006 SEI MILIONI, IL 10,4% DELLA POPOLAZIONE SECONDO L’EURISPES, MENTRE I CACCIATORI SONO CALATI DAL 1980 AL 2009 DI QUASI UN MILIONE DI UNITÀ;
CONSIDERANDO CHE IL NUMERO DEGLI ITALIANI CONTRARI AI CAMBIAMENTI EFFETTUATI DAL GOVERNO BERLUSCONI RIGUARDO LA NUOVA LEGISLAZIONE SULLA CACCIA SONO L’88% DELLA POPOLAZIONE;
CONSIDERANDO QUELLO CHE STA ACCADENDO NEL MONDO RIGUARDO LA DEVASTAZIONE DEL PIANETA E IL MASSACRO DELLE SPECIE;
PERCHÉ SOSTENETE SEMPRE I CACCIATORI E IGNORATE QUESTA MASSA DI PERSONE CHE HANNO A CUORE IL PROBLEMA DELLA SOFFERENZA DEL NON UMANO E NON VI VOTANO PERCHÉ CONSIDERANO IL VOSTRO SOSTEGNO ALLA CACCIA E ALLA VIVISEZIONE OFFENSIVO ?
E’ STRATEGICAMENTE INTELLIGENTE PERDERE TUTTI QUESTI VOTI? E’ ETICO? E’ GIUSTO? PERCHÈ LO FATE?
[Paolo Ricci - Ilfracombe]
da SunnyPink
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#468# Stop caccia primaverile a Malta
il sabato, 04 aprile 2009
Ora 11:13
Il Primo Ministro maltese applica il divieto di caccia primaverile su tutta l'isola!
Gli attivisti di tutta Europa accolgono con piacere l’annuncio del Primo Ministro maltese dopo le tante battaglie vissute sul campo. Rispondendo alle domande della TV nazionale, il Primo Ministro dr. Lawrence Gonzi ha dichiarato che non ci sarà nessuna caccia in primavera finché la causa con l'Unione Europea sarà aperta, al fine di non pregiudicare il caso davanti alla Corte di Giustizia Europea.
La decisione del Primo Ministro dà la speranza che Malta stia cominciando ad agire seriamente per proteggere il patrimonio naturale che ha in comune con l'Unione Europea.
La causa contro il governo maltese è portata avanti dalla Comunità Europea dal 2008, dope le cospicue documentazioni dei volontari di organizzazioni internazionali che denunciavano i massacri sull'isola di specie protette altrove. Anche volontari italiani hanno riportato testimonianze e video in cui venivano mostrati l'uso di reti a scatto e abbattimenti in primavera.
Ora si attendono le reazioni dei cacciatori maltesi, i quali hanno sempre cacciato indistintamente nella legalità e nell'illegalità. Testimonianze dirette dall'isola riportano già azioni di bracconaggio notturno e aggressioni alle forze di polizia locali. Il divieto non farà abbassare la guardia agli attivisti della LAC e di ValleVegan che prenderanno parte al campo internazionale primaverile tra pochi giorni - vedi notizia Campo internazionale anti caccia a Malta.
da SunnyPink
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#460# Proposta di divieto di caccia alle foche
il domenica, 22 marzo 2009
Ora 15:54
Sosteniamo il nuovo progetto di legge in difesa delle foche in Canada.
Finalmente un politico canadese ha avuto il coraggio di chiedere giustizia per le foche! Il 3 marzo 2009 il senatore canadese Mac Harb ha presentato un progetto di legge che ha come scopo quello di porre fine una volta per tutte al crudele quanto distruttivo massacro dei cuccioli di foca per fini commerciali in Canada.
Gran parte dei politici si è data rapidamente da fare per insabbiare questo progetto di legge in difesa delle foche, ma per la prima volta dalla metà degli anni '70, un politico canadese ha espresso in modo chiaro e forte il suo dissenso sul massacro di foche compiuto ogni anno in Canada.
Sia che siate Canadesi sia che non lo siate, vi preghiamo di mandare una e-mail al Senatore Mac Harb per esprimere il vostro sostegno all'iniziativa. Il senatore ha bisogno di sapere che il suo progetto è sostenuto da milioni di persone in tutto il mondo.
L'indirizzo di posta elettronica del Senatore Mac Harb è:
harbsealbill@sen.parl.gc.ca
Ogni messaggio che riceverà lo aiuterà a portare avanti il suo progetto di legge per porre fine alla caccia alle foche. Ogni singolo messaggio ricevuto renderà sempre più difficile per i vari partiti politici e per il governo ignorare il desiderio dei loro elettori. Come tutti sanno, l'opinione pubblica è decisiva per fermare il massacro di foche. Dobbiamo coinvolgere più gente possibile.
Grazie per la partecipazione!
Messaggio-tipo da inviare (mettete in fondo il vostro nome e cognome):
Dear Senator,
I am writing to support your bill to end Canada's commercial seal hunt.
Canada's government has wasted its citizens tax dollars subsidizing and defending this cruel and unsustainable hunt for far too long and as a European concerned citizen I hope the "Harb seal bill" will be soon approved!
Sincerely,
... nome cognome ...
Questa è la traduzione, per conoscenza (non è da inviare):
Gentile Senatore,
le scrivo per sostenere la sua proposta di legge per mettere fine alla caccia alle foche in Canada. Il Governo del Canada ormai da troppo tempo sta sprecandoo i soldi delle tasse dei suoi cittadini per supportare e fornire sussidi a questa caccia crudele e insostenibile, e come cittadino Europeo preoccupato per questa situazione spero che la "Legge Harb sulle foche" venga approvata al più presto.
In fede,
Nome cognome
Fonte:
Sea Shepherd, Attention all Canadians - Support the Harb Seal Bill, 5 marzo 2009
Traduzione a cura di Linda Possanzini
da SunnyPink
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#455# Campo internazionale anti caccia a Malta
il mercoledì, 04 marzo 2009
Ora 11:55
Si terra' in primavera, con attivisti da tutto il mondo.
Attivisti italiani della LAC e di ValleVegan parteciperanno alle azioni anti caccia a Malta, come partner del CABS - Committee Against Bird Slaughter, Operations 2009.
L'arcipelago Maltese e' uno dei piu' importanti siti di riposo per gli uccelli migratori europei. Dopo un lungo volo sopra il Mediterraneo, falconidi, ardeidi e passeriformi fanno una pausa qui per recuperare e prepararsi per il seguito del loro volo. Spesso, quando le condizioni climatiche sono sfavorevoli, le isole rappresentano il solo rifugio per gli innumerevoli uccelli migratori nel loro lungo viaggio tra il Sud Europa e il Nord Africa.
Sfortunamente, questa oasi naturale e sicura e' diventata una trappola mortale. Persino nel loro avvicinarsi alle isole, gli stormi di migratori iniziano ad essere sotto il fuoco dei cacciatori. La legislazione maltese sulla caccia permette ancora di sparare ad anatre, smerghi ed oche in mare aperto da motoscafi. Gli stormi tornano indietro presi dal panico; ma il loro istinto naturale li costringe a volare di nuovo verso le isole. Quelli che sopravvivono al primo battesimo di fuoco sono quelli che probabilmente cadranno vittime dei 13000 cacciatori e uccellatori che li aspettano sulla terraferma. Le scogliere della costa sono ricoperte con appostamenti camuffati e, dietro questi, gli uccellatori attendono le specie legalmente cacciabili e non, in un labirinto sovrapposto di centinaia di reti da cattura.
Il CABS, con i partner internazionali, e' fermamente impegnato a porre fine all'uccisione e alla cattura degli uccelli migratori a Malta.
"Miriamo ad ottenere cio' tramite i nostri campi di protezione dei migratori, programmi educativi e campagne di protesta, come pure il nostro supporto alle organizzazioni locali nostre alleate. Il nostro obiettivo primario e' di sensibilizzare la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo al problema, attraverso eventi informativi e un lavoro selettivo di lobby".
Contatti e informazioni
Per partecipare ai campi, i contatti di riferimento in Italia: attivismo@vallevegan.org, laclatina@abolizionecaccia.it
Aggiornamenti dal campo e resoconto finale verranno comunicati in seguito.
da SunnyPink
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#453# Video di Sea Shepherd sequestrat
il mercoledì, 04 marzo 2009
Ora 11:50
La Polizia Federale Australiana confisca i video girati durante la missione di Sea Shepherd in difesa delle balene.
La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, è arrivata a Hobart, in Tasmania, alle 17 del 20 febbraio. La nave è stata affiancata da una pattuglia della Polizia Federale Australiana che è salita a bordo della Steve Irwin con un mandato.
Il mandato autorizzava la confisca di tutte le registrazioni video, sia quelli gia' montati che quelli grezzi ed anche di tutte le fotografie, degli appunti del produttore, delle trascrizioni delle interviste, dei verbali degli incontri di produzione e post-produzione, come dei giornali di bordo della nave, delle documentazioni del sistema globale di posizionamento, del radar automatico di richiesta aiuto, dei documenti d'acquisto, degli introiti, dei documenti relativi alle transazioni finanziarie, delle informazioni di viaggio e delle carte nautiche con i tracciati.
Nel 2008, la serie di Animal Planet "Whale Wars" (La guerra delle balene) ha arrecato molto imbarazzo al governo giapponese e all'industria baleniera giapponese. Il Giappone non vuole che si diffonda la seconda serie di Whale Wars e sta facendo sull'Australia tutta la pressione diplomatica possibile, al fine di prevenire un'ulteriore denuncia delle loro operazioni illegali di caccia alle balene nell'Oceano Antartico.
"Spero che il governo australiano applichi la stessa pressione 'diplomatica' sul Giappone al fine di far terminare le loro azioni illegali di caccia alle balene", ha detto il Capitano Paul Watson. "Il governo Rudd è stato eletto con la promessa di portare in tribunale l'industria baleniera giapponese per le sue attività illegali. Ora sembra invece essere più interessato a citare in giudizio la Sea Shepherd per i suoi interventi contro tali operazioni illegali".
Il Capitano Paul Watson ha dichiarato che accoglierebbe favorevolmente un eventuale processo.
"Da qualche parte dobbiamo iniziare, fosse anche venendo citato io stesso in tribunale. Lasciamo che si mettano in tavola le prove e, sebbene un processo contro la Sea Shepherd e contro di me non possa permettere di presentare testimonianze riguardanti le operazioni illegali di caccia alle balene effettuate dal Giappone, ci permetterà almeno di presentare pubblicamente le nostre prove. Vediamo se il governo australiano porterà in Australia gli assassini di balene giapponesi per testimoniare contro Sea Shepherd e Animal Planet e vediamo se proprio il governo australiano, che si professa contrario alla caccia alle balene, li farà apparire come suoi testimoni".
"Si tratta di una faccenda gestita in modo unilaterale" ha continuato il Capitano Watson. "in quanto la Polizia Federale Australiana non è salita a bordo delle navi giapponesi; i loro video ed i loro dati nautici non sono stati confiscati. Loro non sono stati interrogati, né lo saranno; eppure, nell'oceano Antartico, hanno attaccato con violenza la mia nave ed il mio equipaggio. La legge sta solo dalla parte di quelli che distruggono la natura? Stiamo per assistere all'ultimo ingiusto processo australiano, in cui la Sea Shepherd sarà legalmente crocifissa perché il governo australiano non ha onorato la sua promessa di portare in giudizio gli assassini delle balene? La verità è che noi non saremmo stati costretti ad essere nell'Oceano Antartico a difendere le balene se i governi del mondo avessero fatto semplicemente applicare i trattati di tutela internazionale firmati così fieramente tempo fa. Senza la loro applicazione, non vi sono regole, ma solo anarchia ecologica."
Il Capitano Watson ha detto di non potersi lamentare della Polizia Federale.
"Sono stati molto professionali ed educati e, compiendo gli ordini governativi, non hanno fatto che il loro lavoro. Abbiamo esattamente un anno davanti a noi," ha continuato il Capitano Watson. "Abbiamo bisogno di riparare i danni della Steve Irwin, abbiamo bisogno di assicurarci una seconda nave più veloce e abbiamo bisogno di prepararci per tornare di nuovo a difendere le balene nell'Oceano Antartico alla fine dell'anno. Se ce ne sarà la necessità, andremo a rispondere in tribunale alle accuse di aver difeso le balene in via d'estinzione nel loro Santuario nell'Oceano Antartico, e di questo ci dichiariamo fieramente colpevoli."
Fonte:
Australian Federal Police Seize Whale War Videos, 20 febbraio 2009
Traduzione di Elisa Ferrari e Raffello Gramegna
Davvero vergognoso il comportamneto del governo australiano .....si fa palesemente complice del giappone assassino di balene !!! che figura davanti a tutto il mondo ( che comunque sta a guardare e poco agisce )
da SunnyPink
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#442# E' battaglia nel mare di Ross
il domenica, 08 febbraio 2009
Ora 13:03
Una dura battaglia tra le baleniere illegali giapponesi e la Sea Shepherd che difende le balene.
Le baleniere giapponesi stanno facendo giochi pericolosi nel mare di Ross, 3 febbraio 2009
Il 4 febbraio alle cinque di mattina, ora australiana, le tre arpionatrici della flotta di baleniere giapponesi hanno letteralmente attaccato la Steve Irwin, la nave della Sea Shepherd.
La Yushin Maru 2 si è riunita alla flotta dopo aver lasciato l'area il 20 dicembre per un danno ai motori. Tutte e tre le baleniere si sono dirette verso la fiancata della Steve Irwin quando la nave della Sea Shepherd ha continuato a inseguire la nave stiva Nisshin Maru.
La Yushin Maru 2 ha iniziato l'attacco spingendosi pericolosamente verso la prua della Steve Irwin da babordo a tribordo in acque tutt'altro che calme. Le altre due navi arpionatici, la Yushin Maru 1 e la Yushin Maru 3 hanno ripetuto le medesime pericolose manovre.
I movimenti delle imbarcazioni giapponesi sono particolarmente pericolosi in acque mosse e in presenza di densa nebbia.
"Sicuramente un pezzo alquanto drammatico per la prossima stagione del film Whale Wars", dice il Capitano Paul Watson. "Ma se la loro intenzione era di metterci paura, non ha funzionato. Serve ben altro per spaventarci, noi abbiamo molta più esperienza dei cacciatori di balene".
E' ormai il quarto giorno che la Steve Irwin sta inseguendo la flotta di baleniere e in questi quattro giorni nessuna balena è stata uccisa.
"L'equipaggio è su di morale, molto felice ed entusiasta nel salvare la vita a quante più balene possibile", dice Amber Paarman proveniente, del Sud Africa. La flotta di baleniere sta girando in lungo e in largo il mare di Ross e i loro equipaggi sembrano sempre più frustrati e arrabbiati con noi per avergli interrotto le operazioni di caccia.
Fonte: Japanese Whalers Playing Dangerous Games in the Ross Sea, 3 febbraio 2009
La Steve Irwin subisce un secondo attacco da parte della flotta giapponese, 6 febbraio 2009
Il 5 febbraio 2009 gli arpioni delle navi Yushin Maru 1 e Yushin Maru 3 hanno deciso di provare ad eludere il blocco attuato dalla Sea Shepherd per poter trasferire due balene morte sul ponte della Nisshin Maru.
La nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, stava infatti bloccando i vari spostamenti così da interrompere qualsiasi operazione di caccia.
Quando la Nisshin Maru ha cercato di agganciare una delle balene morte, la Steve Irwin e la Yushin Maru 3 sono entrate in collisione. "Abbiamo detto loro d'interrompere le loro operazioni illegali e che avremmo bloccato lo scivolo di trasferimento a poppa", dice il Capitano Paul Watson. "Loro hanno voluto metterci alla prova e si aspettavano che ci ritirassimo quando ci hanno attaccati per effettuare il trasferimento".
Il Capitano Watson riferisce che è stato difficile controllare la Steve Irwin a causa di un bombardamento di palline metalliche lanciate dagli idranti giapponesi e a causa del disorientamento provocato dalle armi acustiche a lungo raggio LRAD che le baleniere hanno utilizzato contro l'equipaggio della Sea Shepherd.
"Ero stordito da quel terribile suono, oltretutto così vicino” dice Watson. "Devo ammettere che non è stato per niente facile concentrarsi”.
"Non avevo mai sentito niente di simile”, ci dice la canadese Emily Hunter. "Ti entra dentro il corpo e senti i tuoi muscoli vibrare. Mi ha stordito e lasciato senza forze."
La Steve Irwin non ha registrato gravi danni in seguito alla collisione e nessuno si è fatto male. Alcuni membri dell'equipaggio della Sea Shepherd sono stati colpiti da palline da golf e da biglie metalliche. L'equipaggio della Steve Irwin non è stato in grado di determinare se vi sia stato qualche danno a carico della baleniera killer.
Le due balene sono state trasferite dopo che la Steve Irwin ha impedito le operazioni della flotta di baleniere per ben 12 ore.
"Stiamo cercando in tutti i modi di rendergli il più difficile possibile il prosieguo delle loro attività di caccia illegali ", afferma Molly Kendall. "Non è affatto facile assistere all'assassinio di queste povere balene e perciò siamo determinati a fare tutto il possibile per fermare il massacro".
La Steve Irwin resta alle costole della Nisshin Maru per cercare di ostacolare qualsiasi altro trasferimento e così fermare le operazioni di caccia condotte dalla flotta giapponese.
"Vorrei non dovermi trovare in queste situazioni così pericolose", dice Watson. "Ho ripetutamente detto che se solo l'Australia o la Nuova Zelanda accettassero di portare il Giappone davanti ad una corte internazionale noi saremmo disposti a tornare indietro. Ma poiché le leggi internazionali non vengono rispettate né fatte rispettare, non abbiamo altra scelta che agire con le risorse a nostra disposizione per difendere queste meravigliose creature nel loro Santuario".
Fonte: Steve Irwin Suffers Second Collision with the Japanese Fleet, 6 febbraio 2009
Traduzione a cura di Linda Possanzini
da SunnyPink
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#437# Recupero di animali selvatici.
il domenica, 01 febbraio 2009
Ora 14:44
Corso teorico/pratico di formazione di volontari per il recupero di animali selvatici.

Si aprono il primo febbraio le iscrizioni al Corso per imparare a curare animali selvatici in difficoltà, a riabilitarli e restituirli alla vita libera.
Il corso, organizzato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia di Milano, in collaborazione con Enpa e WWF di Vanzago, nell'ambito dei corsi di formazione del volontariato del Ciessevi, è gratuito. Le lezioni si terranno al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago tutte le domeniche di marzo, per un totale di 48 ore di teoria e pratica.
Negli ultimi anni si è sviluppato, nella rete delle associazioni ambientaliste, e in quella del più vasto pubblico generico, un grande e sempre crescente interesse per l’insieme delle attività pratiche che viene complessivamente denominato “recupero” di animali selvatici. Sempre più numerose sono le persone che intendono impegnarsi in questo settore del volontariato, visto come un gesto concreto in difesa della natura. Esempi europei ed extraeuropei di centri per la cura e la riabilitazione di foche, uccelli rapaci o marini, tartarughe ecc. vengono sempre più spesso presentati dalla stampa e a volte i volontari sono mostrati impegnati in azioni spettacolari e drammatiche, come nel caso degli spiaggiamenti dei cetacei.
In un Paese come l’Italia, di scarsa o nulla cultura naturalistica a livello di scuola di base, le persone profondamente motivate da questi esempi non sanno come trasformare un interesse generico in azione diretta, che necessita di un’adeguata preparazione tecnica.
La Lac, in collaborazione con Wwf ed Enpa, organizza grazie al supporto del Ciessevi (Centro Servizi Volontariato) un corso che si terrà a Vanzago (MI) al Centro recupero del WWF nei weekend di marzo, per un totale di 48 ore di lezioni teoriche e pratiche.
L’operatore che si intende formare è un volontario in grado di affrontare i normali interventi di routine che stanno alla base del lavoro di queste strutture. Il volontario dovrà essere messo in grado di riconoscere la specie di animale che viene portato al centro, di fare un primo esame delle sue condizioni, di gestirne il trasporto, la stabulazione, il trattamento, l’alimentazione sotto la direzione di veterinari e naturalisti. Il corso si propone di fornire elementi di zoologia e veterinaria applicati alla fauna selvatica; inquadramento legislativo del patrimonio faunistico italiano; rapporto con il pubblico e con Enti amministrativi; linee guida di ecologia ed etologia attinenti all’attività di riabilitazione alla vita libera degli animali curati; principi di farmacologia e medicina naturale applicati alla fauna selvatica.
Si ricorda che la partecipazione a questa attività è gratuita e rivolta a volontari e aspiranti volontari, collaboratori professionali, consulenti o dipendenti di organizzazioni di volontariato residenti o operanti nella provincia di Milano.
Per accedere al corso di formazione è necessario iscriversi, dal primo febbraio 2009 fino a 7 giorni prima della data di avvio, compilando il modulo on line sul sito www.ciessevi.org
Questa iniziativa è parte delle attività formative promosse dal Centro servizi per il volontariato di Milano - Associazione Ciessevi. Elenco completo delle proposte formative disponibile al sito :
www.ciessevi.org
Per informazioni di carattere generale:
Ciessevi Piazza Castello 3 – 20121 Milano
tel. 02/45475855 (9.00/13.00 – 14.00/17.00)
email: formazione@ciessevi.org
Per informazioni sul corso,
gli interessati potranno contattare la sede LAC allo 02 47711806,
oppure via mail ad: info@abolizionecaccia.it
da SunnyPink
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#423# Mostra sui delfini spiaggiati a Capo Verde
il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:59
In memoria dei 265 delfini spiaggiati sull'isola di Boavista il 19 novembre 2007.
La prima iniziativa dell'associazione SI MA BO di Capo Verde, organizzata nel novembre 2008, è stata una proiezione di diapositive in memoria dei 265 delfini spiaggiati sull'isola di Boavista il 19 novembre 2007. Lo spiaggiamento è stato causato da un sommergibile atomico della NATO che stava facendo un sopralluogo nelle acque circostanti. Impazziti a causa dei sonar del sommergibile, i poveri animali sono fuggiti verso la costa e hanno cercato la morte su varie spiagge dell'isola. Lo scopo dell'iniziativa è di non dimenticare questo evento, data l'elevata probabilità che la NATO torni nell'arcipelago per nuove operazioni o addirittura per costruirci una base.
La manifestazione, della durata di 5 giorni (17-21 novembre 2008), si è svolta nel Centro Culturale di Mindelo, in una sala gentilmente messa a disposizione dal Centro Culturale Portoghese. Il videoproiettore è stato gentilmente fornito dall'associazione Espaço Jovem di Mindelo. La mostra è stata visitata soprattutto da turisti di passaggio e delle scuole, ed è stata l'occasione per prendere importanti contatti per avviare l'attività di sensibilizzazione nei confronti dei diritti degli animali con bambini e adolescenti.
Di seguito pubblichiamo alcuni estratti di varie fonti, tra cui la lettera pubblica di Piergiorgio Scaramelli, testimone oculare della strage. Aiutateci a evitare una nuova strage sostenendo l'attività dell'associazione secondo le modalità descritte nella sezione "Cosa puoi fare tu" della pagina del Sostegno a SI MA BÔ in Italia. SI MA BO ringrazia sentitamente tutti coloro che vorranno partecipare e venirci a trovare o magari anche organizzare una manifestazione analoga con il materiale che volentieri mettiamo a disposizione.
Triste fine per 265 delfini a Praia de Chaves
Secondo le informazioni raccolte dalla locale Radio di Capo Verde (RCV), 265 delfini si sono arenati sulla spiaggia di Chaves a Boavista e purtroppo sono morti, nonostante i tentativi delle autorità marittime e di tutte le persone soccorse per salvare alcuni di questi animali rimettendoli in acqua. Nessun tentativo è andato a buon fine. I delfini morti sono stati sepolti subito dopo.
Intervistato da RCV, il biologo Ivone Delgado ha riferito che un branco di delfini di circa quattrocento elementi, sembra essere stato disorientato, arrivando così alla spiaggia dell'isola di Boavista. Il biologo ha riferito che, al momento attuale, non vi è alcuna spiegazione plausibile per questa vera e propria catastrofe ecologica. Tuttavia, non si esclude la possibilità che questi animali abbiano perso la rotta essendo vicini alla costa. [...]
Fonte: Infopress nave.cv, lunedì 19 novembre 2007
Si cercano le cause...
[...] Secondo il direttore generale del Ministero per l'Ambiente e Agricoltura, Ivone Delgado, non è stata ancora scoperta la causa della morte di 265 delfini sull'isola di Boavista, avvenuta la scorsa domenica. Nel frattempo, il biologo Vanda Évora, ha ammesso che il disastro potrebbe essere collegato alla presenza, nelle acque di Capo Verde, di un sommergibile nordamericano, che si trovava presso il porto di Mindelo e si è allontanato il giorno prima dell'incidente.
Capo Verde è stato il primo paese in Africa occidentale e centrale ad essere visitato da un sottomarino degli Stati Uniti, in missione di pattugliamento e raccolta informazioni sul traffico di droga e sull'immigrazione illegale. Ma il biologo non esclude altre possibilità, ricordando che, nel 2003, 165 delfini della stessa specie sono morti sull'isola di Santa Lucia e un mese dopo altri 150 delfini sono morti nell'isola di Majo.
Già nel 2003 la rivista Nature ha rivelato che il sonar multibeam delle navi militari potrebbe portare a una malattia per i cetacei. Secondo Nature, i sintomi della malattia sono simili a quelli che presentano i subacquei quando sono sottoposti a cambiamenti repentini di pressione. Al momento, gli autori dello studio, un team di biologi anglosassoni e spagnoli, guidati da un capo della Società di Zoologia di Londra, ha ammesso che i segnali acustici emessi dal sonar multibeam disorientano i mammiferi, costringendoli a raggiungere la superficie troppo rapidamente.
Fonte: Expressodasilhas.cv, giovedì 22 novembre 2007
Catastrofe ambientale a Boavista
dal blog: capoverdenonsolo.blogspot.com
Piergiorgio Scaramelli, organizzatore dal 2000 della Boavista Ultramarathon nell’isola delle dune e da sempre sensibile alle problematiche ambientali, ci ha scritto per informarci di quanto sta accadendo nell’isola di Boavista.
Riceviamo e pubblichiamo:
Bruttissima notizia, domenica mattina (18 novembre 2007) alle 4 mi hanno chiamato al telefono comunicandomi quanto stava accedendo: dalla notte, forse verso l’una, prima 10, poi 100, poi 300 delfini sono finiti spiaggiati al Morro de Areia, dopo Chave. Alle 6 siamo andati in tanti, stranieri e capoverdiani, per cercare di recuperali, ma dopo averne messi in acqua una quarantina e mantenuti per un po’ al largo, sono ritornati a riva. Abbiamo provato per ben 9 ore, ma niente da fare, tornavano a riva e desideravano morire, non so se è così ma questa è l'impressione che se ne ricavava.
Una vera tristezza, vedere questi delfini con le lacrime agli occhi che chiedevano solo di morire. Sono morti tutti nonostante i nostri sforzi, non è restato altro che sotterrarli.
Lunedì di nuovo, questa volta, verso la Ribeira, tra casa nostra e Chave, davanti a dove stanno costruendo il Riu, 70 delfini spiaggiati, con l'aiuto degli operai sono stati rimessi in acqua e, dopo vari tentativi, sono andati al largo, ne sono morti solamente 5.
Le cause
Le ipotesi avanzate domenica propendevano per far risalire le cause, molto probabilmente, alla presenza di imbarcazioni o sottomarini che con i loro sonar hanno disorientato o hanno spaventato o fatto impazzire i delfini. Oggi sappiamo che probabilmente il responsabile è l’uomo. E' confermato infatti la presenza di un sottomarino nucleare americano che è arrivato a São Vicente, dopo aver navigato fra le isole, l'hanno fatto vedere in televisione nella rada dove verrà costruita la futura base navale americana.
Alcune ragazze arrivate oggi da São Vicente confermano la presenza del sommergibile ed hanno parlato con i marinai, ragazzi sui 18/20 anni. Il sommergibile ha navigato nella giornata di sabato proprio quando si è verificato il fenomeno, nella notte fra sabato e domenica sono iniziati a spiaggiarsi in un gruppo di ben 265 delfini, quindi molto probabile e plausibile che la colpa sia da far risalire a questo sommergibile.
Fonte: http://www.capoverdenonsolo.blogspot.com
Riportiamo quest'ultima testimonianza anche in inglese.
Environmental Disaster on Boavista
Source: http://www.capoverdenonsolo.blogspot.com
Piergiorgio Scaramelli, organizer of the 2000 edition of the Boavista Ultramarathon on the island of dunes, has always been very sensitive to environmental issues. He has written to us to let us know something about what is happening on the island of Boavista.
We gladly publish the following that we have received:
Terrible news! At four o’clock in the morning on Sunday (18th November 2007), I got a phone call telling me what was happening. During the night, probably at around one o’clock, at first 10, then 100, then 300 dolphins had come up onto the beach at Morro de Areia, just beyond Chave.
At six o’clock, many of us – foreigners and locals – were there on the beach, trying to help them. But after we had managed to get forty-odd back into the water, and after we had kept them away from the shore for a while, they came back up onto the beach. We tried for over nine hours, but there was nothing we could do. They kept coming back onto the beach, just wanting to die. Well I don’t know if that’s exactly what they were wanting, but that’s the impression we got.
It was so sad to see these dolphins with tears in their eyes, just wanting to put an end their lives. And die they did, despite all our efforts. All we could do was to bury them.
And again the same thing on Monday, this time towards la Ribeira, between our home and Chave, in front of where the Riu is being built. There were a further 70 dolphins on the beach! With the help of the workers, they were put back into the water, and after a great deal of effort they did swim off. Just five of them died.
The causes
The various theories about the causes put forward on Sunday centred around the likely presence of boats or submarines using sonar systems that were disorientating, frightening or even driving the dolphins crazy.
Now we know almost for certain that it is human beings who are responsible. The presence of an American nuclear submarine in our waters has been confirmed. After navigating through the islands, it arrived at São Vicente. And it has been shown on television, at anchor where a future American naval base will be built.
A few girls who arrived here on the island today, coming from São Vicente, have confirmed that the submarine is there. They have talked to some of the sailors, young men between 18 and 20 years old.
And the submarine was sailing on that very Saturday when the dolphins died. It was the very night, between Saturday and Sunday, when the 265 dolphins began to come up onto the beach. It is therefore very likely, very plausible that the blame lies with this submarine.
Translation by Nigel Ross
Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e SI MA BÔ associazione di Capo Verde che si occupa principalmente di sensibilizzare la popolazione nei confronti dei diritti degli animali, agendo in maniera diretta contro il randagismo attraverso campagne di profilassi antiparassitaria, adozione e sterilizzazione, nonché incontri informativi nelle scuole e presso la sede operativa. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia' da SunnyPink
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#422# La Sea Shepherd ritorna per fare rifornimento
il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:56
L'equipaggio della Sea Shepherd ha impedito la caccia alle balene dal 20 dicembre ad ora.
Dopo aver inseguito la flotta di baleniere giapponesi per oltre 2000 miglia dall'estremo ovest del loro territorio di caccia vicino alla Commonwealth Bay nel Territorio Antartico Australiano, fino alla parte est del Mare di Ross, la nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, è stata costretta ad interrompere l'inseguimento per ritornare verso terra per fare rifornimento.
"Li abbiamo localizzati, abbiamo interrotto le loro operazioni di caccia per 2 settimane e li abbiamo inseguiti con successo dalle acque del Territorio Antartico Australiano", dice il capitano Paul Watson. "Ora dobbiamo tornare verso terra per fare rifornimento. Non viviamo nel lusso come la flotta di baleniere giapponesi che può permettersi di fare rifornimento in mare aperto. Non abbiamo le risorse per mantenere due navi qui in queste acque e non abbiamo neanche il sostegno di Greenpeace per darci il cambio. Stiamo facendo del nostro meglio con le risorse a nostra disposizione e, nonostante non siano molte, stiamo ottenendo ottimi risultati".
La Steve Irwin è stata alle costole della flotta giapponese per due settimane, tenendo la flotta sotto pressione ed evitando che potesse effettuare qualsiasi operazione di caccia.
Gli arpioni della Yushin Maru #2, la prima baleniera in cui si è imbattuta la Sea Shepherd in questa stagione, non si sono più visti dal 20 dicembre. "La Yushin Maru #2 non è insieme alla flotta e non abbiamo idea di dove si trovi, ma quella nave non può uccidere balene senza aver vicino la Nisshin Maru", riferisce il capitano Watson dalla Steve Irwin.
La Steve Irwin attraccherà al porto più vicino per fare rifornimento e ritornerà poi all'inseguimento della flotta nel più breve tempo possibile.
Fonte:
Sea Shepherd to Return to Land to Refuel, 2 gennaio 2008
Traduzione a cura di Linda Possanzini
Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e Sea Shpeherd, la più aggressiva, determinata, attiva, ed efficace associazione di protezione degli oceani nel mondo volta a far conoscere le attività dell'associazione anche in Italia. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a Sea Shepherd in Italia' ]
da SunnyPink
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#406# Nuova ordinanza ministeriale contro i bocconi avvelenati
il lunedì, 29 dicembre 2008
Ora 22:46
Qualche piccolo passo avanti in questa battaglia contro la vigliaccheria umana.
Qualche settimana fa, nell'articolo La piaga dei bocconi avvelenati, avevamo riportato la notizia che il sottosegretario alla salute Francesca Martini aveva allo studio un'ordinanza per contrastare il fenomeno criminale dei bocconi avvelenati. Abbiamo ora appreso dal Comitato contro i Bocconi Avvelenati che ora questa ordinanza è ufficiale e il testo completo del comunicato si puo' scaricare direttamente dal sito del Ministero della Salute, nella sezione "Sala Stampa" Scarica il comunicato del Ministero.
Il provvedimento vieta "di utilizzare in modo improprio, di preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi plastiche e metalli". E' importante perche' non sono rari i bocconi preparati con pezzi di metallo, polvere di vetro, plastica, che causano una morte, se possibile, ancora piu' atroce. Si vieta inoltre "la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che le ingerisce". L'uccisione di animali e' gia' ora un reato penale (legge 189/2004) e con questa normativa, da quanto si puo' desumere dal testo, si rende illegale la detenzione e il porto "dell'arma".
Un altro punto importante riguarda il ruolo dei veterinari nel contrastare questo fenomeno criminale. Viene fatto loro obbligo di comunicare a Sindaco e ASL il sospetto avvelenamento, e in caso di decesso dell'animale, si rende obbligatoria l'autopsia da parte dell'Istituto Zooprofilattico. Qualora le analisi confermino l'avvelenamento, l'Istituto deve darne comunicazione anche all'autorita' giudiziaria.
I sindaci, anche in caso di sospetto avvelenamento, devono effettuare bonifiche e segnalare l'area interessata con opportuna cartellonistica. Le prefetture devono poi attivare un "tavolo di coordinamento" per la gestione degli interventi e il monitoraggio del fenomeno.
Il coinvolgimento di veterinari, autorita' sanitarie, amministrative e giudiziarie e' importante perche' ad oggi non e' certo raro trovare indifferenza o fatalismo presso gli stessi veterinari e nelle stazioni di polizia quando si sporge denuncia.
Nell'ordinanza si pone poi l'obbligo alle aziende produttrici di questi veleni di aggiungere sostanze amaricanti che le rendano sgradevoli (cosa che alcune gia' fanno). Non si pone invece il divieto, o almeno delle restrizioni, alla libera vendita di questi veleni, e questo e' il limite piu' forte di questo provvedimento, che per altri versi e' sicuramente positivo.
In attesa di conoscere il testo completo, le sanzioni e le circolari attuative vogliamo, ricordare ancora una volta che non bisogna mai tacere di fronte a un avvelenamento. Le denunce vanno sempre fatte, anche contro ignoti, anche se e' un ulteriore sofferenza andare in una stazione dei carabinieri e raccontare queste cose. Lo dobbiamo fare per gli animali.
Fonte:
Comitato contro i Bocconi Avvelenati
( agireora network)
da SunnyPink
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#405# La Sea Shepherd faccia a faccia coi balenieri giapponesi
il lunedì, 29 dicembre 2008
Ora 22:43
La Sea Shepherd supera la tempesta di ghiaccio e si scontra con la flotta giapponese.
Due degli ultimi comunicati di Sea Shepherd, del 21 e 26 dicembre, che sta inseguendo la flotta giapponese di bracconieri di balene nell'Antartico.
La Sea Shepherd supera una terribile tempesta e pericolosi ghiacci per inseguire la flotta di baleniere giapponesi
Terribili condizioni meteorologiche hanno fatto da sfondo all'inseguimento della flotta giapponese da parte della nave Steve Irwin della Sea Shepherd Conservation Society. A causa di una tempesta di neve unita a venti fortissimi e mare agitato che ha colpito la zona dell'inseguimento, la nave Steve Irwin è stata costretta a rifugiarsi dietro un grosso iceberg poiché si stava formando una grossa coltre di ghiaccio per miglia intorno alla nave.
"Era una visione impressionante", dice Steve Roest, del Regno Unito. "Intorno a noi c'era solo ghiaccio. Al Capitano Watson sono servite più di 7 ore per riuscire a tracciare un percorso attraverso questi ghiacci e spesso, cosa poco rassicurante in queste acque, abbiamo avuto paura che la nave si schiantasse contro di essi".
La Steve Irwin e il suo equipaggio si trovano ora in pieno inseguimento della flotta di baleniere giapponesi. La Sea Shepherd ha ripreso dall'elicottero la Nisshin Maru e ha avuto un incontro ravvicinato con gli arpioni della Yushin Maru.
La parte più dura delle varie manovre tra i ghiacci è stata quando la Steve Irwin ha raggiunto il mare aperto per essere raggiunta da una incredibile onda proveniente da sud. "E' stata una scena terrificante vedere pezzi di ghiaccio grossi quanto case venirti addosso come confetti che cadono dal cielo, portati dai forti venti di tempesta", riferisce Watson. "Avevo il timore che un pezzo di ghiaccio colpisse la nostra nave, che sarebbe potuta affondare in pochi istanti. Non ero sicuro che saremmo riusciti a farcela, ma non mi sono sentito di condividere il mio pensiero con gli altri dell'equipaggio".
La costa dell'Antartico è remota, imprevedibile, e ostile alla vita umana, non è un posto per i deboli di cuore. Bisogna vigilare costantemente sulle condizioni dell'acqua e del ghiaccio. A questo si aggiunga la violenza dei cacciatori di balene, che non esitano ad aprire il fuoco sui difensori delle balene, per difendere i loro profitti illegali.
Fonte:
Sea Shepherd Battles Monster Seas and Dangerous Ice Conditions in Pursuit of the Japanese Whaling Fleet, 21 dicembre 2008
La Sea Shepherd si scontra con la flotta di baleniere giapponesi nelle acque australiane
La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, si è imbattuta il 26 dicembre in una delle baleniere della flotta giapponese presso le coste del Territorio Antartico Australiano a nord della Penisola di Mawson.
La Kaiko Maru, avvolta in una densa nebbia, è apparsa di fronte alla Steve Irwin. L'equipaggio della Sea Shepherd si è messo subito all'inseguimento della nave e ha lanciato 10 bottiglie di burro marcio e 15 di metilcellulosa insieme ad una miscela di vernice indelebile.
"Che nave puzzolente e scivolosa", ha detto lo svedese Peter Hammarstedt, Secondo Ufficiale della Sea Shepherd. Alla baleniera Giapponese è stato ordinato in lingua giapponese dal cittadino australiano Jeff Hansen di lasciare immediatamente le acque dove si trovava.
Quando la Steve Irwin ha iniziato a fiancheggiare il lato di tribordo della Kaiko Maru, il comandante della baleniera ha puntato verso di noi colpendo leggermente la Steve Irwin sulla ringhiera del ponte per l'atterraggio dell'elicottero. Entrambe le navi non hanno subito danni gravi, per fortuna.
L'equipaggio della Sea Shepherd voleva solo spaventare la flotta Giapponese e farla così spostare verso est, fuori dalle acque del Territorio Australiano. La Sea Shepherd è all'inseguimento delle baleniere da una settimana. Ci sono solo 90 miglia prima che la flotta entri nelle acquae territoriali neozelandesi.
"Il nostro obiettivo ora è di inseguirli fuori dall'Australian Economic Exclusion Zone", dice Watson. "Ho sotto gli occhi una mappa che dice chiaramente che queste sono acque dell'Australian Economic Exclusion Zone. C'è una legge ben specifica che vieta alle navi qualsiasi attività di caccia alla balena in queste acque. Abbiamo informato le baleniere che stanno contravvenendo a quest'ordine della Corte Federale Australiana".
Non vi è dubbio che le baleniere giapponesi stanno accusando il colpo, infatti da sabato l'equipaggio della Sea Shepherd insegue la flotta giapponese in mezzo a ghiacci e nebbia. E durante tutto il periodo i giapponesi non hanno effettuato operazioni di caccia.
"Gli staremo alle costole fino a che avremo carburante a sufficienza", afferma il Capitano Watson.
Fonte:
Sea Shepherd Clashes With Whaling Fleet in Australian Waters, 26 dicembre 2008
Traduzione a cura di Linda Possanzini
da SunnyPink
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