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#549# Dedicato a chi vende e compra cani ....

il domenica, 18 ottobre 2009
Ora 20:41

....ma anche altri animali .
Di certo che vende non lo fa per amore ma per denaro e basta ....non credete alle balle che raccontano i commercianti di animali da affezione . Il loro unico interesse e`il DIO DENARO! e voi che dite di amare i cani o forse i gatti , non comprateli ma adottateli prendendoli in un canile o avendo pieta`dei poveri randagi e portandovi a casa forse il piu`"malandato" . perche`se malandati lo sono non di certo per caso  ma per mano umana . cercate di riparare ad un torto subito dando loro amore altriementi faranno una  fine terribile investiti , uccisi a bastonate , impiccati, bruciati o avvelentati da delinquenti che si fanno chiamare persone , uomini ! puah ! che vergogna !
Se vedete abbandonare un animale , prendete il numero di targa , se e`in macchina , o fermatelo e chiamate le forze dell' ordine e esponete denuncia altrimenti siete complici di chi abbandona ...complici di un reato e di un delitto ad un innocente !

Il numero verde per le segnalazioni di abbadono e maltrattamenti animali  in tutta italia e` 800.253608 ( memorizzatelo sultelefonino : potrebbe servirivi quando meno ve lo aspettate )




da SunnyPink
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#538# L'animale ritrovato

il domenica, 20 settembre 2009
Ora 21:17

Sono considerati carne da macello, ma c'è chi ha deciso di salvarli da questo destino, vivendo l'emozione di un rapporto nuovo e coinvolgente con mucche, maiali, galline...18 storie di animali ritrovati.

Mucche, maiali, galline...sono tutti esseri senzienti con un'intensa vita emotiva. Ce ne accorgeremmo facilmente se solo cercassimo di avere delle relazioni con loro, invece di trattarli come oggetti e portarli alla fine a cui li condanniamo quotidianamente: una morte violenta per essere "trasformati" in cibo.

Ma ci sono persone che, lontano dai riflettori dei media, stanno proponendo un radicale e significativo cambiamento nel rapporto che abbiamo con gli animali: così, il superamento della visione che li vuole "altro" dagli animali - dimentichi che anche noi siamo animali - si concretizza in azioni di salvataggio proprio di quegli esseri considerati gli ultimi degli ultimi, gli animali "da macello".

8 brevi saggi e 18 storie vere di animali salvati dallo sfruttamento e da morte certa ci introdurranno in questo mondo parallelo ma reale, per emozionarci e per farci scoprire come lo scambio di relazioni fra animali umani e non umani sia affascinante e coinvolgente.

Spunti per riflettere sul perchè viviamo nella convinzione - dogmatica - di essere superiori agli "altri" animali e di poterne disporre a nostro piacimento.

E' l'inizio di una rivoluzione, di un altro mondo in cui il nostro rapporto con gli animali non umani sarà finalmente diverso.

 

 

Introduzione: la nostra casa sarà la loro casa
di Dora Grieco e Alberto Manganaro (testo tratto da pp 9 e seguenti)

 

Le cose cambiano se vogliamo farle cambiare e noi vogliamo che, peri più deboli, cessi il martirio in atto negli allevamenti per produrre carne, latte, uova, pellicce, pelle e lana; nei laboratori di vivisezione; nei circhi e negli zoo; nella caccia e nella pesca. L’elenco delle pratiche che vedono gli Animali sfruttati, maltrattati, violentati, uccisi, è lungo. Ma non vogliamo parlarvi di questo, almeno non direttamente. Vogliamo parlarvi di qualcosa di nuovo che sta avvenendo: l’inizio della “liberazione degli Animali”, che risale a molti anni fa e che oggi continua e accelera il suo cammino. Vogliamo parlarvi di persone che si muovono singolarmente e organizzazioni, piccole e grandi, che hanno dato il via ad un nuovo modo di pensare e di vedere il loro rapporto con gli altri animali.

Dalle parole, dalla filosofia si passa ai fatti. Ognuno con i mezzi che può, ognuno fino a dove può. Non basta più il rifiuto di mangiarli, o di evitare ogni prodotto della loro sofferenza, non basta più salvare un cane dalla strada. Non possiamo più stare a guardare quei camion che percorrono le nostre autostrade carichi di esseri senzienti diretti al macello, ai quali, peraltro, è stata negata fin dal principio la vita. A volte accade che qualcuno di questi sfortunati sia adottato, salvato dal macello, dall’allevamento, dal laboratorio di vivisezione. Accade che questi sfortunati siano spesso comprati (contro ogni principio che vorrebbe che la vita, di chiunque, non si debba comprare), a volte recuperati dalla strada perché abbandonati come rifiuti, o più raramente, andando contro la legge, sottratti ai “proprietari”.

Salvare una vita, nonostante i miliardi di altre vite che saranno spezzate, è importante perché ogni Animale è un individuo, I media ci abituano a vederli in gruppi, ammassati, togliendo loro il valore di esseri unici. Ma se proviamo a conoscerli singolarmente, cosa che più spesso ci capita con cani e gatti, ci rendiamo conto che tutti gli animali, anche quelli destinati ad “imbandire” le nostre tavole, sono esseri speciali, diversi uno dall’altro, .con un loro carattere, con aspettative di vita (seppur semplici ai nostri occhi), con le loro emozioni.

Attraverseremo riflessioni e testimonianze per conoscere questo mondo parallelo che non fa notizia sui media ma che è vivo e presente. Vi parleremo, attraverso le persone, di animali sottratti al destino della macellazione e racconteremo del perché sia necessario portare un cambiamento.

Almeno a parole siamo sempre (o quasi) tutti d’accordo che la vita delle donne, degli uomini e dei bambini, di qualunque Paese siano, vada difesa e protetta. Questo non accade per gli Animali. Essi sono considerati dalla maggior parte delle persone esseri da sfruttare a piacimento. E questo avviene in qualsiasi nazione, ricca o povera, avviene fra gente benestante e indigente. Allora, proveremo ad analizzare e a demolire insieme quei preconcetti, per la verità difficili da scardinare, che condizionano il nostro pensiero. Proveremo a dare vita ad un sogno che vorrebbe gli Animali liberi di vivere e di farlo secondo le loro esigenze, restituendo loro la dignità e i loro spazi naturali o, quando non è possibile altrimenti, convivendo in modo pacifico e rispettoso.

Approfondiremo il concetto "dell'altro”, ossia questo nostro modo ingiusto di voler prendere le distanze da uomini, donne o animali che non consideriamo al nostro pari. Comprenderemo come questa distanza ci serva per sentirci a posto con la coscienza quando non li soccorriamo o quando li sfruttiamo. Impareremo che anche semplicemente non dare loro un nome fa la differenza, siano essi Uomini o Animali, poiché quando manca il nome è come se mancasse “la vita”. Queste riflessioni prenderanno forza con le testimonianze dirette. A cominciare da quelle relative agli allevamenti, narrate da chi ci è entrato per lavoro e ha visto cose che gli hanno cambiato la vita, fino ad arrivare alle storie vere di salvataggi e adozioni.

Conosceremo alcuni rifugi per Animali da macello e leggeremo i racconti delle adozioni scritti direttamente dalle persone che si prendono cura degli Animali che hanno salvato. Animali che, comunque, in questo mondo, non trovano un loro posto per vivere liberi, ma devono adattarsi ad una stretta convivenza con chi gli è“amico” per sfuggire a chi li vuole morti.

E ci sorprenderà come questa vicinanza, basata sul rispetto, sia per gli Animali anche motivo di apprendimento e scoperta, come accade più semplicemente pure per i cani e i gatti. Il fatto è che oggi non c’è scelta per loro. Finché non riavranno gli spazi per poter vivere liberi e in sicurezza, la nostra casa sarà la loro “casa”. Almeno per alcuni.

 

 

Racconti di animali liberi: Remigia, Ulrike e Maggie
di Cornelia Pfeffer (testo tratto da pp 117 e seguenti)

 

Remigia è una gallina pesante e grassottella, un pollo da carne, insomma.
Da parecchio tempo un camionista pazzo percorreva di notte le strade delle Langhe, con il camion pieno di gabbiette con polli. Un amico lo aveva visto più volte.
Una notte il camion ha avuto un incidente (non era il primo) e ha rovesciato il carico. Polli impazziti impauriti per strada, polli morti, una strage. Il mio amico è riuscito a prendere una gallina. L’ha chiamata Remigia (il luogo vicino al quale è stata recuperata si chiamava più o meno così..). L’ha portata dal veterinario, l’ha tenuta in casa, nel bagno, in città (Alessandria).

Remigia non era abituata a mangiare normale, mangiava solo mais, ed era un po’ malata. Pian pianino il mio amico l’ha abituata a mangiare normale, l’ha curata amorevolmente, ma certo non poteva restare una vita in bagno. Perciò ha cercato di introdurla nel pollaio di una zia, ma i polli la trattavano molto male, Remigia aveva tanta paura e non osava nemmeno mangiare. Allora l’ha portata da me, e i miei polli l’hanno accolta amichevolmente. Già dopo due giorni Remigia si sentiva a casa.

Ora, è una grande mangiona, accorre subito quando ci si avvicina, pesa un accidente, ma è proprio contenta. È gentile e dolce, ha sempre un pochino di paura quando uno la tocca, si appiattisce un po’, ma capisce subito che non si vuole farle del male.
Il camionista è stato individuato e denunciato. Lo hanno fermato quando è andato a sbattere contro un muro. Gli allevamenti, dai quali portava i polli, non sono risultati abusivi, ma lui prendeva più lavoro di quanto potesse svolgere, e allora correva come un pazzo.

Non che la destinazione dei polli fosse meglio dell’incidente sulla strada... ma oltre all’allevamento di massa, al terrore del mattatoio, gli “regalava” in più ore di terrore puro durante il trasporto, al freddo, poiché non erano protetti contro le intemperie ed il vento, e spesso finivano ammazzati direttamente per strada, abbandonati morti, moribondi o ancora vivi dove erano caduti. Poveri piccoli. Piccola Remigia, che si è salvata grazie al nostro caro amico.

Ulrike e Maggie erano invece due “galline da brodo”. L’estate scorsa avevo fatto un salto al mercato di Alessandria, e lì c’era una bancarella con tante gabbie strettissime piene di galline. Su una di queste c’era scritto “Galline da brodo, 1 anno, 1,60 euro l’una”.

Credevo di non vedere bene. Le galline da brodo provengono dalle fabbriche delle uova, dove, dopo un anno o due, non rendono più abbastanza e sono buone solo per essere bollite. Non potevo prenderle tutte, ne ho scelte due. Il venditore le ha afferrate nel solito modo rozzo e le ha messe in una scatola. Me le sono portate a casa. Ho aperto la scatola in mezzo al pollaio..., e non ci sono voluti nemmeno due minuti perché Maggie ed Ulrike capissero che qualcosa di fondamentale era cambiato nella loro vita. Si sono immediatamente scrollate di dosso tutto il pesante passato.

Tutto era buono, tutto era, per loro, bello: il sole, la pioggia, tutto, specialmente il gallo... Sono state, finché sono vissute, le galline può gioiose ed allegre che ho avuto. Erano curiose e avevano “una marcia in più” delle altre. Non davano nulla per scontato, sapevano cosa vuol dire vivere. Alla prima pioggia, affascinate dall’evento inusuale per loro, sono rimaste fuori a bagnarsi fino all’osso. Allegre come bambini.

Anche il gallo sapeva che erano diverse, era incantato dal loro carattere affettuoso, intraprendente e avventuroso. Scappare dal recinto per mettere sottosopra le aiuole e sradicare il praticello era il loro passatempo preferito. Erano fiduciose e il loro amore era puro. Non so che motivo avessero di amare gli umani. Sono vissute con me per un anno e sono morte a causa di un uovo che, avendo il guscio troppo sottile (come sempre accade alle ovaiole), si è rotto prima di essere espulso e le ha infettate, lo amo tutte le mie galline, ma queste due sono, nel mio ricordo, speciali.

Indice del libro

 

 

Introduzione di Dora Grieco e Alberto Manganaro

 

Ripartiamo da capo di Dora Grieco
Gli altri animali di Alberto Manganaro
Per loro e per loro soltanto di Alessandra Galbiati e Massimo Filippi
Allevamenti tradizionali: nella vecchia fattoria... di Enrico Moriconi
Allevamenti industriali: i lager moderni di Enrico Moriconi
Rifugi di Dora Grieco e Alberto Manganaro
Introduzione alle testimonianze di Alessandra Galbiati

RACCONTI DI ANIMALI LIBERI

Due galli in un pollaio di Piero Liberati
Emilio-Giovanni di Dorothea Friz
La piccola storia di Gianna, Michele e anche degli altri di Alessandra Galbiati
Lakshmi e compagni di Claudio, Elisabetta, Francesco e Simone Lolli
Bianchina e Nerina di Alberto Manganaro
Remigia, Ulrike e Maggie di Cornelia Pfeffer
lero e Sheila di Helena Deza Linares
Pippo di Antonietta Prestigiacomo
Syd - Piccola biografia di un coniglio di Giovanni Mori e Verbena Giambastiani
Ryan di Guido Masciello
I Tre Porcellini di Costanza A. Olschki
Paperina e Paperino di Adriano, Gloria e Margherita Fragano
Carlotta di Annalisa Scalià
Torbiera di Maria Grazia Barbieri
Il pesciolino di Cavo di Nicola Fontana
Gino e Caterina di Simona Basilico
Giulianamucca di Sara d’Angelo
Alvaro di Sara d’Angelo

Link di approfondimento

Bibliografia

Progetto Vivere Vegan è un'associazione onlus nata nel 2001 a Firenze, che promuove lo stile di vita vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.
L'associazione produce materiale informativo ed organizza eventi e mostre, focalizzando l'attenzione anche su temi importanti quali la salvaguardia dell'ambiente, la disponibilità delle risorse e la salute umana.
www.viverevegan.org

www.aamterranuova.it

PRESENTAZIONE DEL LIBRO L'ANIMALE RITROVATO

domenica 20 settembre, Natura Bio, la nuova Festa della Natura (IX edizione), Rio Saliceto (RE)

ore 16,30 presenteremo il nuovo libro "L'animale ritrovato", a cura di Progetto
Vivere Vegan, edito da Aam Terranuova. Interverranno Alberto Manganaro, Adriano
Fragano, Dora Grieco.

Programma completo: http://www.alberosacro.org/9-edizioneprogramma.htm

Per ordinare il libro: info@viverevegan.org  Ordinando a Progetto  Vivere Vegan contribuirai al lavoro dei rifugi che accolgono animali 
da reddito. Tutto il ricavato dell’associazione sara’ infatti devoluto o utilizzato a tale scopo.

www.animaliliberi.org


da SunnyPink
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#517# Conclusa la seconda campagna di sterilizzazione a Capo Verde

il sabato, 08 agosto 2009
Ora 08:47

170 animali sterilizzati, che potranno sperare in una vita migliore

Si è conclusa domenica 26 luglio la seconda campagna di sterilizzazione nell'isola di Sao Vicente - Capo Verde, finanziata dall'associazione italiana Lamento Rumeno onlus ai cui soci e sostenitori vanno i nostri più sentiti ringraziamenti e che aspettiamo numerosi a visitare il progetto.

La missione ha visto sul campo il veterinario rumeno Aurelian Stefan e la sua assistente Claudia Icleanu, che hanno dimostrato notevoli doti di resistenza e adattamento, oltre che professionalità e coinvolgimento nelle attività dell'associazione. La campagna si è svolta infatti in condizioni di lavoro molto difficili, tra cui il caldo torrido (praticamente impossibile usare la mascherina e la cuffia) e la mancanza di acqua nel rifugio, cui è stato sopperito con il trasporto di bidoni.


Arrivo a Sao Vicente del dott. Stefan e della sua assistente con i preziosi scatoloni di farmaci e anestetici donati dall'associazione Lamento Rumeno, finanziatrice della missione. Al centro, Silvia Punzo, presidente di SI MA BÔ.

Il grande numero di animali sterilizzati (170 in tutto, di cui 120 cani e 50 gatti) sono stati in parte portati dai padroni, in parte raccolti per strada nei quartieri ad alta densità di animali randagi (Riberinha, Piazza del Mercato, Campim, Monte Sossego). Questa operazione è stata condotta con l'aiuto dei tanti bambini che hanno partecipato alle attività di SI MA BÔ durante tutta la settimana, poi ringraziati con il materiale scolastico e per l'igiene personale donato dall'associazione Animal's Angels onlus di Novi Ligure, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.


Un gruppo di bambini che ha partecipato alle attività durante la campagna di sterilizzazione.

Ringraziamo anche il personale del rifugio - la signora Nanda, Calù e Francisco, nonché Madueno Cardoso, responsabile del centro veterinario dell'associazione Bons Amigos di Praia, trasferito per l'occasione, che hanno lavorato instancabilmente per permettere questo risultato.


La dott. ssa Claudia con la signora Nanda, responsabile del rifugio.

Un ringraziamento sentito anche a Isabella, che ha provveduto alla consegna dei farmaci ai veterinari a Malpensa, e a Massimo, che ha provveduto a ritirare i campioni di sangue che i veterinari hanno portato da Sao Vicente per continuare lo studio epidemiologico che sta conducendo la dott.ssa Raineri, in modo da mettere a punto i protocolli terapeutici da usare qui, vista l'assenza sull'isola di un laboratorio analisi veterinario.


Il dott. Stefan e Paolo Manzoni, presidente di SI MA BÔ Onlus, mentre salutano un gruppo di bambini che riportano "a casa" i cani del loro quartiere muniti di orecchino.

I cani raccolti per strada sono stati muniti di un voluminoso orecchino di plastica rosa che permetterà di riconoscerli e, sperabilmente, di risparmiarli durante le campagne di abbattimento col veleno condotte regolarmente dal Municipio per controllare la popolazione canina. Ai gatti, non essendo possibile mettere l'orecchino, è stato tagliato un pezzettino di orecchio come d'uso. Non appena possibile verranno riprese le trattative con il Municipio per interrompere le campagne di avvelenamento, ma per riuscire a imporci dobbiamo garantire il massimo numero di sterilizzazioni l'anno.


Chuinga, uno dei cani del quartiere in cui si trova il rifugio, con l'orecchino che lo proteggerà dagli avvelenamenti

I veterinari interessati a partecipare alle prossime missioni possono mettersi in contatto con la dott.ssa Rossana Raineri del Centro Veterinario Monviso di Pinerolo - www.centroveterinariomonviso.com - per le informazioni tecniche e un eventuale stage preparatorio.

Invitiamo tutte le persone interessate a partecipare a titolo volontario alle attività di SI MA BO a mettersi in contatto scrivendo a info@simabo.org. Chi desiderasse fare una donazione trova tutte le istruzioni necessarie alla pagina: Sostegno a SI MA BO in Italia.

Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto finora e a chi deciderà di farlo in futuro per un pianeta più giusto anche per gli animali.

(foto di Paolo Martelli)


da SunnyPink
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#502# Uccisione dei cani "di troppo" in Cina

il domenica, 28 giugno 2009
Ora 21:15

In una città cinese la politica del singolo cane obbliga le famiglie a una scelta crudele.

La signora Chen non riesce ad immaginare di abbandonare uno dei suoi due migliori amici: un terrier dall'aspetto trasandato e un pechinese dal pelo bianco e soffice. Ma questo è ciò che il governo di Guangzhou pretende dalla casalinga di mezza età, dal momento che la politica del cane singolo entrerà in vigore in questa città del sud della Cina.

A partire dal primo luglio, a ogni nucleo familiare è consentito tenere un solo cagnolino. Il regolamento non ammetterà eccezioni, pertanto pare che le famiglie con più di un cane dovranno decidere quale di essi potrà rimanere.

"E' un regolamento crudele. Questi cani sono membri della famiglia. Com'è possibile tenerne uno e sbarazzarsi degli altri?" dice la signora Chen, che non ha fornito il suo nome completo per paura che la polizia possa rintracciarla e confiscarle i cani.

Controlli di questo tipo hanno suscitato risentimento nella popolazione - prevalentemente nella nuova borghesia - delle altre città cinesi. Il provvedimento di Guangzhou arriva nel momento in cui c'è molta preoccupazione per l'economia ed esiste la possibilità che questa normativa scateni una reazione negativa generale.

La polizia e il governo cittadino sembrano consapevoli della sensibilità legata alla questione. La Associated Press ha impiegato tre settimane a fare telefonate e inviare fax alle autorità chiedendo un'intervista sulla disposizione regolamentare, ma dopo che le richieste sono state inoltrate più volte sia alla polizia che alla municipalità, nessuno ha accettato di parlarne. Il regolamento sembra far parte di un piano per il controllo del randagismo a Guangzhou, un tempo nota col nome di Canton. Distante un'ora di treno da Hong Kong, è una delle città più ricche della Cina e conta su una classe media in rapida crescita, la quale può permettersi di possedere dei cani.

Molti neo-proprietari di cani non si preoccupano di sterilizzare le proprie bestiole e non hanno idea dell'impegno richiesto per mantenere un animale. I cagnolini spesso finiscono sulla strada quando i padroni si sono stancati di far crescere un grazioso cucciolo ormai diventato un cane adulto e bisognoso di una cura costante.

Inoltre Guangzhou si sta preparando per ospitare i Giochi Asiatici l'anno venturo e gli operatori stanno tirando a lucido questa metropoli di dodici milioni di abitanti. La riduzione del randagismo probabilmente significherà marciapiedi più puliti.

La gente ha risposto immediatamente al nuovo regolamento, quando è stato annunciato lo scorso marzo, dice Mao Mao, che sei anni fa ha fondato un rifugio per randagi chiamato "Family of the Pet" ("La famiglia dell'animale domestico"). Lei afferma che prima di marzo riceveva poche chiamate al mese da parte di persone che avevano l'intenzione di rinunciare al proprio cane. "Da marzo ricevo almeno dieci telefonate al giorno" dice la donna, che accetta solo randagi e dà consigli ai proprietari sulle modalità per trovare una nuova casa ai loro animali. "Temo che ci saranno molti più randagi da luglio, quando la normativa diverrà effettiva", dice.

Parecchie altre città cinesi, inclusa Pechino, hanno adottato da tempo la politica di un singolo cane a famiglia. Le istituzioni cittadine sono solite dare il via a rastrellamenti di massa quando la popolazione canina viene ritenuta particolarmente numerosa oppure infetta da epidemie di rabbia o altre malattie. Nel 2006 a Pechino sono stati catturati in un mese 29.000 cani non registrati - una campagna che ha suscitato ira e proteste.

Le preoccupazioni per la rabbia hanno suggerito alle autorità di Hanzhong, città della provincia settentrionale di Shaanxi, di disporre che tutti i cani delle aree colpite dalla malattia venissero uccisi questo mese, così oltre 34.000 animali sono stati uccisi, secondo l'agenzia stampa ufficiale Xinhua.

Questo genere di campagne basate sull'abbattimento, così come le epidemie di rabbia, sono frequenti in Cina, con oltre duemila persone decedute ogni anno dopo essere state morse da cani idrofobi.

Non esiste documentazione riguardante l'irruzione della polizia nelle case per sequestrare i cani, nel corso delle catture del 2006 a Pechino.

Tuttavia testimoni hanno accusato gli agenti di aver raccolto nelle strade del vicinato cani non registrati, per poi ucciderli a bastonate. In una zona della provincia sudoccidentale di Yunnan, dove tre persone sono morte a causa della rabbia, le autorità hanno soppresso cinquantamila cani, spesso bastonandoli a morte di fronte ai padroni.

"Ultimamente a Pechino sta cambiando l'approccio riguardo il controllo degli animali" dice Grace Ge Gabriel, direttrice regionale in Asia per l'International Fund for Animal Welfare. "Le istituzioni cittadine stanno collaborando con l'organizzazione e con le associazioni veterinarie per mettere a punto piani di sterilizzazione degli animali" ha detto.

"Sterilizzare i cani è la chiave per il controllo della popolazione canina" ha affermato. "Pechino si rende conto che esistono soluzioni positive e non conflittuali per superare il problema della sovrappopolazione, invece delle disposizioni draconiane che obbligano a sbarazzarsi degli animali domestici" ha sostenuto.

I padroni di cani a Guangzhou non sono certi che la politica del cane singolo verrà fatta rispettare rigidamente. Spesso le autorità cinesi annunciano una dura nuova legge, lanciano seri provvedimenti e successivamente ignorano le disposizioni.

La signora Chen, la proprietaria del pechinese e del terrier, confida la sua idea di far registrare uno dei suoi cani dai genitori. Racconta che i cinesi sono esperti nel trovare scappatoie e altri modi per eludere le leggi. "In Cina abbiamo un detto: quando le persone ai vertici stabiliscono un regola, le persone alla base trovano un modo per aggirarla."

Fonte:
The Associated Press, One-dog policy in Chinese city forces tough choice, 17 giugno 2009

Traduzione a cura di William Rossin


da SunnyPink
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#489# Quando la bestia si chiama uomo

il domenica, 07 giugno 2009
Ora 14:47

Quando la bestia si chiama uomo

Violenze. Abbandoni. Incuria. Commerci illegali. In Italia si moltiplicano i casi di maltrattamento degli animali. Spesso nella indifferenza delle istituzioni 

Non ci sono parole. C'è il delirio di 120 cani che abbaiano disperatamente. C'è la distesa di feci e urine attorno a queste bestie. C'è il tanfo dell'acqua putrida dentro abbeveratoi che grondano muffa. C'è la pena per il lupo e i bastardini che saltellano allucinati, roteando su se stessi con lo sguardo fisso. Questo si trova nel canile privato D.a.c. di Crispiano, 13 mila abitanti alle porte di Taranto.

Un quadro che gli attivisti Lav (Lega anti vivisezione) denunciano dal 2006: «L'unica alienante prospettiva visuale, per gli animali, è l'opprimente muro perimetrale», hanno scritto alla Procura. Hanno segnalato anche «la totale e ininterrotta costrizione in cattività, in spazi estremamente squallidi e angusti». Eppure non è servito. I magistrati non hanno ritenuto di procedere, e per la Asl locale il caso non esiste. Così si è andati avanti.

Con un dettaglio incredibile: il trasferimento in furgone, per 800 infiniti chilometri, di molte bestie imprigionate a Crispiano dentro un canile in provincia di Reggio Emilia, dove il titolare Claudio Balugani conferma il meccanismo. Anche se un documento della Regione Puglia, firmato dall'assessore alle Politiche della salute, specifica che «gli animali non possono essere ospitati in rifugi fuori dalla Regione». Anche se è una storia triste, e dolorosa per i cani che la devono subire. «La parola tabù è maltrattamento», commenta Maria Rosaria Esposito, fondatrice del Nirda (Nucleo investigativo forestale per i reati in danno agli animali): «Gli italiani si dichiarano grandi amici delle bestie, ma troppo spesso le trascurano. Le umiliano. Le trattano come oggetti e non esitano a sfruttarle: negli allevamenti, nei canili e anche in zoo e circhi che violano le regole».

Dal 2006 a oggi, non a caso, le indagini della Forestale hanno portato alla denuncia di 137 persone e a 5 .849 sequestri tra cani (3.635), gatti (760) e altri animali. Interventi realizzati grazie alla legge del 2004, sottolinea Esposito, che punisce con severe multe e il carcere (dai 3 ai 18 mesi) «chiunque sevizi o provochi, per crudeltà o senza necessità, la morte di un animale». Un buon deterrente, sulla carta. E altrettanto suggestivo, a livello internazionale, è il Trattato di Lisbona del dicembre 2007, in cui si dice che «l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali». Poi però c'è la quotidianità, fatta di canili come quello di Crispiano. O quello di Campobasso, dove i consulenti della Procura hanno trovato in un sopralluogo «pessime condizioni igienico-sanitarie, giacigli sporchi, acqua insufficiente » e bestie «con lesioni cutanee». Per non parlare del randagismo e dei maltrattamenti legati alle sue cause occulte.

«Perché la gente, a ragione, resta turbata quando i branchi di cani attaccano l'uomo», spiega l'ausiliario di polizia giudiziaria Bruno Mei Tomasi, presidente dell'Anta (Associazione nazionale tutela animali): «Ma l'abbandono di queste bestie non è casuale: alle spalle c'è un business da un miliardo e mezzo di euro». Un affare, testimonia Mei Tomasi, gestito silenziosamente da canili privati del Centrosud: «Lager indecenti che catturano gli animali (ottenendo dai Comuni tra i 2 ai 5 euro al giorno per il mantenimento), li fanno riprodurre in condizioni pietose, e liberano i nuovi nati per poterli riacciuffare».

Tutto senza problemi, da anni. In un clima generale che non si scompone per gli abusi sugli animali. Anzi: li tollera e sottovaluta, dicono le associazioni ambientaliste, «soprattutto nelle aree agricole dove le bestie sono strumenti di lavoro e profitto, e più in generale in provincia». Il 7 maggio, per esempio, sono stati uccisi a bastonate vicino a Perugia (Umbertide) quattro gattini con la madre, scaraventati nel giardino della signora che li accudiva. Tre giorni prima a Villa del Bosco, Biella, un uomo di 47 anni ha decapitato a colpi d'ascia un barboncino perché «creava ansia» alla fidanzata. Ma non è finita. Il 27 marzo, in provincia di Pordenone, una coppia di ventiduenni ha cercato di accoppiare un meticcio a un dobermann. E quando la bestia si è rifiutata, i ragazzi l'hanno massacrata con una stanga di ferro, attaccando la carcassa a un montacarichi e filmando la scena con il cellulare.

«Il tragitto è lungo, perché gli italiani imparino a rispettare gli animali», ammette il sottosegretario alla Salute Francesca Martini (Lega). Più in generale, «è la società occidentale a essere anti-animalista », sostiene Valerio Pocar, docente di Sociologia del diritto all'università di Milano- Bicocca (nonché autore per Laterza del saggio 'Gli animali non umani'): «Si infierisce sulle bestie in quanto esseri inferiori», dice, «ed è uno schema riproposto nelle relazioni umane». Il risultato è che un pastore lodigiano, transitando con il gregge per la sua città, ha trovato naturale scaricare un agnello vivo nel cassonetto, perché non riusciva a tenere il passo. E con la stessa disinvoltura, un signore della provincia barese ha imprigionato il suo daino in un recinto di 30 metri quadri, ai bordi della provinciale, lasciandolo senza riparo dalla pioggia e il sole fino allo stremo (condanna a 5 mila euro di multa).

«Anche se attenzione», avvertono i forestali, «un conto sono le barbarie dei singoli cittadini, per quanto gravi, gravissime, un altro gli abusi reiterati dei commercianti». A cosa alludano, gli investigatori si capisce parlando con Alessandro, 36 anni, diploma di liceo scientifico, professione importatore clandestino di animali di razza. La sua attività, racconta senza imbarazzi, consiste nel trasferire cuccioli di cani, uccelli e quant'altro dai paesi dell'Est («Romania, soprattutto, ma anche Slovenia e Polonia») stipandoli dentro il doppio fondo del suo furgoncino, e vendendoli a negozianti e privati. «Un sistema rodato e molto diffuso», sorride. Certo, ammette, «un buon 20 per cento delle bestie non sopporta il viaggio, le trovo morte all'arrivo». E un'altra buona percentuale, aggiungono gli animalisti, muore nel periodo successivo, infestata da parassiti intestinali, cimurro e patologie ereditarie.

«Perché così vuole il mercato», denuncia Massimiliano Rocco, responsabile per il Wwf della lotta al traffico degli animali: «Troppe famiglie cercano esemplari di razza ma vogliono spendere poco. E se alla fine il cucciolo non è di razza e i proprietari se ne accorgono tardi, finisce che se ne sbarazzano». Per questo, per stroncare i mercati illeciti, il magistrato di Cassazione Maurizio Santoloci (responsabile dell'ufficio legale Lav) e altri specialisti dedicano corsi di formazione a tutte le forze di polizia, aiutandole a intervenire con velocità e competenza. «Anche se è una guerra impari», fa notare Mei Tomasi. Uno sforzo che s'incunea tra i due estremi italiani: «Da un lato i 500 milioni spesi nel 2008 per la toelettatura, le pensioni e l'addestramento degli animali d?affezione. Dall'altro il cinismo sfrenato di certi allevatori».

Recentissima, per citare un caso clamoroso, è la condanna a sei mesi di un allevatore di Godega di Sant'Urbano (Treviso), al quale i Nas hanno trovato 7 mila conigli abbandonati senza cibo, in parte morti ma lasciati in gabbia con quelli vivi. Altrettanto orribile è il fenomeno delle cosiddette "mucche a terra", che al macello Calzi di Bertodico (Lodi) è costato il patteggiamento a quattro mesi del titolare. Sotto accusa, in particolare, è il trattamento riservato alle vacche "da riforma": bestie massacrate dai cicli intensivi di produzione, non più in grado di alzarsi o camminare. «Per spostarle», documenta un'inchiesta svolta per otto mesi in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna dell'organizzazione internazionale Animal's Angels, «le colpiscono con pungoli elettrici, le trascinano con corde e catene, le alzano con verricelli e le caricano a forza sui camion».

Il tutto in barba al regolamento europeo, secondo cui «gli animali che presentino lesioni, problemi fisiologici o patologie, non vanno considerati idonei al trasporto». Premesse sconfortanti, oltre che fuorilegge. Ancora di più se confrontate con le riflessioni di Francesca Rescigno, docente di Istituzioni di diritto all'università di Bologna: «Neppure l'antropocentrismo giuridico più estremo», ha riferito a Montecitorio lo scorso ottobre, «può rimanere impassibile rispetto alle elaborazioni scientifico-dottrinali, che dimostrano come gli animali siano esseri senzienti ». Ormai, ha proseguito, è certo che le bestie sono «in grado di provare piacere e dolore, di avere desideri e aspettative». E appunto per questo «meritano di evolvere dalla condizione di cose a quella di soggetti». Resta il fatto, che chi fa business con gli animali applica parametri più spicci.

E la riprova, secondo gli investigatori, arriva da vicende come quella di Zoo Grunwald, società che «da trent'anni fornisce animali al cinema». Tra i registi nel suo curriculum, ci sono mostri sacri tipo Martin Scorsese e Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Bernardo Bertolucci. Eppure gli uomini del Nirda, perquisendo la sede romana, sono rimasti perplessi: «Tutta la struttura», spiega la relazione di servizio, era «in condizioni igienico-sanitarie e strutturali assolutamente inadatte a detenere animali». Le bestie, nel complesso, risultavano «sottoposte a notevole stress psicofisico ». I lupi si trovavano «in grave stato di denutrizione»; i serpenti giacevano in un locale senza «finestre, completamente imbrattato di feci dall'odore acre e nauseabondo »; i bovini venivano nutriti «con verdure marcescenti a contatto con il letame». E persino i pappagalli, erano «detenuti in condizioni pessime».

Il 15 luglio ci sarà la prima udienza del processo. Ma a prescindere dalla Zoo Grunwald, e dai sospetti che la riguardano, resta un disagio di fondo. È la sensazione che «il maltrattamento animale non sia soltanto una questione di regolamenti violati, ma anche un sintomo di imbarbarimento sociale», per usare le parole del giudice Santoloci. Non basta, insomma, la «vigilanza assoluta» assicurata dal sottosegretario Martini. E nemmeno il tavolo sul benessere animale, avviato meritoriamente «con le associazioni ambientaliste piccole e grandi, i veterinari, le Regioni e i dirigenti del ministero». Bisogna visitare una mattina qualunque (quella del 7 maggio scorso) lo zoo di Napoli, per rendersene conto. All'ingresso, infatti, campeggia la scritta «Abbiamo gettato le fondamenta per la rinascita dello zoo».

E anche sulle vecchie gabbie, chiuse per palese inadeguatezza, risaltano cartelli arancioni (in parte arrugginiti) dove si torna ad annunciare il «nuovo zoo», in cui «gli animali verranno esposti in spazi più ampi, che riprodurranno i loro ambienti naturali». Nel frattempo, però, lo spettacolo è quello riassunto da una nonna al nipotino: «Che tristezza...», dice scuotendo la testa. Ed è difficile darle torto. Davanti agli occhi, ha la fossa di cemento con spezzoni di legno dove un orso bruno, spelacchiato, ripete ciclicamente lo stesso percorso: un cerchio che non s'allarga e non si stringe. Identico e ossessivo.

La stessa sorte, d'altronde, toccata alle due tigri poco lontane, costrette in una gabbia ammuffita senza gli arricchimenti naturali previsti dalle norme Cites (Convention on international trade in endangered species of wild fauna and flora). Solo una pozzanghera d'acqua, spetta a questi felini, che la sfiorano camminando avanti e indietro, indietro e avanti. Alla fine, dopo avere visto e filmato anche l'elefante sotto al sole, in uno spazio privo di cespugli e alberi, fisso davanti al cancello del suo ricovero (chiuso, sostengono gli animalisti, per assicurare la visione al pubblico), lo sconforto è totale. E il disagio contagia, parlandone, anche il sottosegretario Martini: «In tempi stretti», promette, «invierò un'ispezione per verificare questa o altre situazioni ». Un intervento che molti, umani e animali, attendono fiduciosi.

IL VIDEO  -  LE IMMAGINI  -  LO ZOO DI NAPOLI

(29 maggio 2009)
 
Riccardo Bocca
 
http://espresso.repubblica.it/


da SunnyPink
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#486# Prime cure ai randagi di Capo Verde

il sabato, 06 giugno 2009
Ora 14:53

Prime cure agli animali Capo Verde grazie alla raccolta fondi terminata ad aprile.

Grazie alla raccolta fondi lanciata sul sito di AgireOra a gennaio 2009, denominata Cure veterinarie a Capo Verde, sono stati raccolti circa 1500 euro, che sono serviti per acquistare materiale sanitario e farmaci da usare a Capo Verde presso la sede dell'Associazione Si Ma Bo per curare e sterilizzare molti animali.

Nelle due foto sopra e sotto, potete vedere la dottoressa Raineri, veterinaria che si e' offerta volontaria per aiutare l'associazione, e il suo assitente, in partenza alla Malpensa e all'arrivo a Sao Vicente con gli scatoloni di materiali.Grazie davvero a tutti per aver permesso questo risultato con le vostre donazioni!

Nel mese di aprile la dottoressa Raineri ha visitato la sede di Si Ma Bo, organizzato l'ambulatorio e la sala chirurgica, inizianto a eseguire i primi 36 interventi di sterilizzazione sugli animali ricoverati presso il rifugio dell'associazione, e effettuato molte visite cliniche.

Nella foto qui sotto la dott.ssa Raineri sta visitando un cagnolino insieme allaimpareggiabile signora Fernanda che ci aiuta in tutto in sede.

In queste altre due foto si vede la visita veterinaria a un gatto, e un'operazione di sterilizzazione di un un cane fatta a domicilio, richiesta da un signore molto generoso che ha donato all'associazione 500 euro piu' un sacco di crochette la settimana (donazione che dura ormai da molti mesi).

E infine, una foto di uno dei tanti gruppi di poveri gattini abbandonati vicino ai cassonetti, di cui l'associazione ai prende cura, e una bella foto di gruppo con la dottoressa, il personale del rifugio, pazienti e visitatori.

Si ricorda che SI MA BO ricerca urgentemente veterinari volontari, ma anche volontari non veterinari, disposti a recarsi sul posto.

L'aiuto richiesto e' per le campagne di sterilizzazione di cani e gatti e per prestare pronto soccorso agli animali incidentati che vengono portati quotidianamente all'associazione dalle persone che li raccolgono per strada o che non hanno le possibilità economiche di portarli nell'unico ambulatorio veterinario dell'isola, aperto solo un'ora al giorno dal lunedì al sabato e non disponibile per le urgenze.

Ai medici veterinari si offrono volo (Italia - Sal - Sao Vicente e ritorno), vitto e alloggio nel B&B La terrazza in cambio del lavoro volontario.

Le spese del materiale necessario per le sterilizzazioni sono a carico dell'associazione.

Ai volontari non veterinari offriamo l'alloggio nel B&B La Terrazza in cambio della partecipazione alle attività del rifugio e a quelle eventualmente svolte in altri quartieri della città o villaggi dell'isola compatibilmente con il tempo disponibile.

A tutti sono richieste capacità di adattamento e referenze di precedenti incarichi svolti in Italia o all'estero.

Per ricevere tutte le info sull'attività dell'associazione scrivere a simabo@hotmail.it, indicando possibilmente un numero di telefono fisso e gli orari in cui si è reperibili.

Grazie!

Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e SI MA BÔ associazione di Capo Verde che si occupa principalmente di sensibilizzare la popolazione nei confronti dei diritti degli animali, agendo in maniera diretta contro il randagismo attraverso campagne di profilassi antiparassitaria, adozione e sterilizzazione, nonché incontri informativi nelle scuole e presso la sede operativa. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia' ]


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#420# Un bilancio del 2008... e buoni propositi per il 2009

il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:51

Cosa e' stato fatto per gli animali grazie a tutti voi, e come continuare su questa buona strada.

Vorremmo tracciare un piccolo bilancio delle attività svolte nel 2008, proposte da noi come AgireOra, ma in realtà portare avanti da tutti voi che seguite il sito e/o la mailing list AgireOra Network. Con l'augurio e la richiesta che ciascuno metta tra i buoni propositi per il nuovo anno quello di impegnarsi sempre di più per gli animali, perché di attività da portare avanti ce ne sono tantissime, ci vogliono solo le persone per farle!

In tema di "buoni propositi", però, vogliamo innazitutto ricordare che la cosa più importante in assoluto da fare, prima ancora dell'attivismo di qualunque genere, è quella di diventare vegan: non costa tempo, non costa soldi, può essere fatta da tutti, e quindi invitiamo tutti quelli di voi che ancora non sono vegan a partecipare all'iniziativa Buoni propositi vegan per il 2009. Grazie.

Ed ecco un bilancio di alcune (non tutte, solo una selezione) delle attività proposte da AgireOra e portate avanti da tutti voi, con l'indicazione, per ciascuna, di come partecipare in futuro, segnatevelo su un post-it come buon proposito e appiccicatelo sulla porta del frigorifero ;-)

Iniziative inter-nazionali - il progetto ha lo scopo di invitare gli attivisti di tutta Italia a partecipare, 4-5 volte l'anno, ad eventi organizzati contemporaneamente in più città, che possono essere eventi nazionali, o internazionali. Nel 2008 sono state organizzate 5 iniziative di questo tipo, per un totale di 290 tra sit-in, tavoli informativi, volantinaggi singoli, distribuzione in buca delle lettere. In tutto sono stati distribuiti 280.000 volantini delle varie iniziative specifiche, più migliaia di copie di materiali di approfondimento.
Vai alla pagina del progetto, per saperne di più e partecipare le prossime volte: Progetto Iniziative inter-nazionali

Campagne a manifesti: il progetto consiste nella realizzazione e distribuzione di manifesti su varie tematiche animaliste: i manifesti possono essere richiesti da singole persone, gruppi, associazioni locali che vogliano affiggerli nel proprio Comune, e vengono inviati gratuitamente, mentre ciascuno finanzia l'affissione nel suo Comune. i 2008 abbiamo realizzato 2 campagne a manifesti, quella "Io passo a veg" formata di 3 diversi manifesti, e quella "Solo un mostro può indossare una pelliccia". Grazie all'aiuto di tante persone in tutta Italia, in totale sono stati affissi 12.800 manifesti, coprendo 46 comuni con la prima campagna, e 53 con la seconda.
Vai alla pagina del progetto, per saperne di più e partecipare: Progetto Campagne a manifesti

VeganHome: il sito di community vegan, che esiste dal 2005, è stato completamente rinnovato nella grafica, nei contenuti, nella tecnologia utilizzata. Un sito sempre più efficace per portare sempre più persone alla scelta vegan.
Visita VeganHome, la casa dei vegan

Nuovi siti: InfoLatte.it e IncontraGliAnimali.org: sono stati realizzati 2 nuovi siti che si sono aggiunti ai tanti siti del network già esistenti. www.InfoLatte.it serve a "Per conoscere davvero il latte e i latticini e i loro effetti negativi su salute, animali, ambiente." Già dopo pochi mesi è ai primi posti su google con la parola chiave "latte". Il sito www.IncontraGliAnimali.org che serve "Per conoscere gli animali, capirli, rispettarli". E' un sito per far capire a chi ama gatti e cani che anche tutti gli altri animali sono da rispettare. E non da mangiare.

Diffondi lo spot: la campagna consiste nel divulgare attraverso le radio locali vari spot animalisti e grazie all'aiuto di tutti voi oggi sono circa 26 le radio che hanno aderito e con un conto molto "a spanne" possiamo conludere che nel 2008 ci sono stati 7.000 passaggi dei vari spot, che sono quindi stati ascoltati da milioni di persone, e speriamo che qualche seme di sensibilità e senso di giustizia sia germogliato nella loro testa...
Partecipa anche tu al Progetto Diffondi lo spot!

Assaggi vegan: l'iniziativa consiste nel promuovere la scelta vegan attraverso tavoli informativi con assaggi di cibo vegan particolarmente curati e appetitosi, mostrando così gli aspetti positivi di questa scelta. Questa campagna è stata lanciata quest'anno, e i tavoli di questo di cui ci è stata data notizia sono stati 15 in 9 diverse città, con una stima di circa 1300 persone che hanno potuto assaggiare delizioso cibo vegan, non male!
Non appena arriva la primavera, organizzane uno anche tu: Campagna Assaggi vegan.

Per Natale, non regalare cuccioli! Una campagna per Natale per evitare che vengano comprati cuccioli come "regalo", realizzata come "campagna pubblicitaria on-line" attraverso lo strumento AdWords. Grazie a una raccolta fondi cui alcuni di voi hanno partecipato, siamo riusciti a far visualizzare, su Google e altri siti, milioni di volte gli annunci "Non comprare animali! Per ogni cucciolo comprato, un animale muore solo e abbandonato" e "Non comprare animali! Per Natale non comprare un cucciolo come regalo, adottalo da un rifugio" e a far visitare la pagina che spiegava in dettaglio perché non farlo a 15.000 persone in 3 settimane.
Ecco la pagina che 15.000 persone hanno letto: Per Natale, non regalare cuccioli!

Adotta università: l'iniziativa di divulgazione della scelta vegan presso gli studenti universitari (tramite distribuzione dell'apposito pieghevole "Perché vegan") ha visto quest'anno la partecipazione di decine di persone, con la distribuzione di 9200 pieghevoli. La stima del numero di animali cui è risparmiata una vita di sofferenza grazie a questa sensibilizzazione è di oltre 193.000 animali.
Partecipare all'iniziativa è facilissimo, costa poco tempo e zero soldi: Progetto Adotta un'università

AgireOra Edizioni: è la casa editrice non-profit che produce e distribuisce i materiali informativi di AgireOra. In questo 2008 sono stati distribuite circa 110.000 copie di materiali informativi (opuscoli, volantini, libretti, locandine, CD, video), esclusi quelli della campagna Adotta un'università e quelli delle specifiche Iniziative inter-nazionali. Se sommiamo anche questi, arriviamo a circa 400.000 copie di materiali informativi vari, tutti distribuiti grazie a voi, grandioso :-)
Oltre ai materiali, AgireOra Edizioni ha anche distribuito circa 2000 libri, tutti di contenuto animalista/vegan. Sono stati realizzati nel 2008 10 nuovi materiali informativi e aggiunti 8 nuovi libri al catalogo.
Visita il sito di AgireOra Edizioni per richiedere materiali informativi da distribuire!

Campagne pubblicate su riviste: sono 14 le campagne informative che sono state pubblicate su riviste locali o nazionali, per diffondere messaggi sulla scelta vegan, contro le pellicce, per l'adozione di animali, ecc.

Comunicati stampa: nel corso dell'anno sono stati inviati circa 50 comunicati stampa, sui più svariati argomenti, che sono stati ripresi da vari siti, e a volte anche dai giornali o dalle agenzie di stampa, portando così le nostre istanze a conoscenza di centinaia di migliaia di persone.

Progetto SaiCosaMangi TV: il progetto di video conferenze on-line in diretta è partito con un primo esperimento di 2 conferenze (di cui per ora solo una disponibile anche registrata), ma ha avuto un ottimo successo di pubblico, e quindi verrà ampliato e strutturato nel corso del 2009.
Queste sono le conferenze fatte finora: SaiCosaMangi TV

In conclusione... già da questo sottoinsieme di risultati si può vedere che, se le persone partecipano, si può fare molto. Il nostro invito è dunque a partecipare, sempre di più.

Grazie e buon 2009 animalista!


da SunnyPink
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#419# Capo Verde: prima operazione e cercansi veterinari

il mercoledì, 14 gennaio 2009
Ora 18:47

Argomento: Randagismo
Notizia da: Sostegno a SI MA BÔ in Italia

Operato e adottato Jendo, cagnolino di strada.

Ecco Jendo, il primo cagnolino di SI MA BO operato presso il Centro di Pronto Soccorso Veterinario di Praia (Capo Verde) del progetto Bons Amigos, finanziato da un'associazione austriaca. Gli animali incidentati o feriti o con malattie gravi vengono inviati nella capitale in aereo. In genere sono animali che vivono in strada e quindi più esposti a ogni genere di pericoli. Quando rientrano guariti, SI MA BO si impegna a trovare loro una famiglia d'adozione.

L'associazione SI MA BO ricerca urgentemente veterinari volontari disposti a recarsi a São Vicente (Capo Verde) per realizzare campagne di sterilizzazione di cani e gatti e prestare pronto soccorso agli animali incidentati che vengono portati quotidianamente all'associazione.

I veterinari interessati possono contattare Silvia, fondatrice dell'associazione, per ricevere tutto il materiale informativo riguardo all'attività di Si MA Bo: s.punzo@studioaqua.com

Qui sotto alcune foto di due animali curati da Si Ma Bo: il gatto Felizardo quando è stato trovato ferito, e poi dopo essere stato curato, e la cagnolina Crostina prima malata e poi guarita dopo le cure dei volontari dell'associazione!


Felizardo trovato ferito


Felizardo "dopo la cura"


Crostina malata


Crostina dopo le cure dei volontari

Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia'. Collaborazione tra AgireOra Network e SI MA BÔ associazione di Capo Verde che si occupa principalmente di sensibilizzare la popolazione nei confronti dei diritti degli animali, agendo in maniera diretta contro il randagismo attraverso campagne di profilassi antiparassitaria, adozione e sterilizzazione, nonché incontri informativi nelle scuole e presso la sede operativa. [ Dettagli sul progetto 'Sostegno a SI MA BÔ in Italia' ]


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#409# Adozione per gli animali, scuola per i bambini

il martedì, 06 gennaio 2009
Ora 19:36

Con 15 euro l'anno un bambino va a scuola e un animale viene adottato!

L'associazione animalista SI MA BÔ ("Come te") fondata a Sao Vicente (Capo Verde) da due attivisti italiani - vedi il progetto Sostegno all'associazione Si ma bô - ha lanciato recentemente una bella iniziativa: una campagna che aiuta contemporaneamente gli animali randagi e le famiglie più povere di Sao Vicente.

Sull'isola ci sono molti animali randagi e ridotti in condizioni davvero tragiche, non tanto per una vera a propria cattiveria da parte delle persone, ma piuttosto a causa dell'estrema povertà diffusa. Esiste anzi spesso empatia tra i bambini poveri e gli animali abbandonati.

L'associazione Si ma bô propone allora una campagna in collaborazione con le scuole che consiste nel pagare le tasse scolastiche annuali ai ragazzi di famiglie disagiate che si impegnano a prendersi cura in modo adeguato di uno dei tanti animali randagi. La campagna finora ha avuto successo: anche se è appena partita, sono già stati dati in adozione 3 gattini e 1 cagnolino, e altri saranno adottati appena dopo le feste di fine anno.

Gli animali vengono controllati periodicamente, ed eventualmente ritirati se non dovessero essere tenuti come si deve. Alle famiglie che ai controlli risultano non adatte ad accudire un animale viene offerto l'equivalente delle tasse scolastiche in cambio di qualche ora di lavoro presso l'associazione, durante il quale potranno imparare come si trattano gli animali.

Le tasse scolastiche ammontano mediamente a 15 euro l'anno, e vengono pagate in 3 rate, dopo il controllo periodico.

Chi parteciperà a questa importante campagna, versando 15 euro per dare il suo sostegno a un animale + un bambino (o multipli di 15 euro per aiutare più animali e bambini) si vedrà recapitare la ricevuta del pagamento emessa direttamente dalla scuola.

Dato che l'associazione è stata appena fondata e non ha ancora un suo sito né la possibilità di ricevere donazione dall'estero sul proprio conto, AgireOra farà da tramite per questa campagna.

Invitiamo tutti a partecipare: 15 euro in un anno per far andare a scuola un bambino e far adottare un animale, per noi non sono nulla, ma laggiù contano molto, con cifre piccole si riesce ad aiutare tanto.

Potete fare la vostra donazione (di 15, 30, 45, ecc. euro) seguendo le modalità qui sotto descritte:

versamento su conto corrente postale numero 71736326 intestato ad AgireOra Edizioni, Torino. Sullo stesso numero di conto BancoPosta si possono effettuare anche bonifici bancari, utilizzando l'IBAN: IT41 P076 0101 0000 0007 1736 326
Oppure si può fare un versamento con carta di credito o PayPal cliccando sul bottone qui sotto:

Se si effettua il pagamento via CCP o bonfico, raccomandiamo di indicare come causale "Progetto scuole CV".

Inoltre, l'associazione Si Ma Bô invita tutti gli interessati a visitare il progetto, portando aiuto sotto forma di lavoro sul campo, ricerca di finanziamenti, invio di medicinali e, soprattutto, ricerca di veterinari volontari da impiegare per la sterilizzazione e il pronto soccorso. L'associazione è disponibile a dare una mano a organizzare il viaggio.

Per qualsiasi informazione sull'iniziativa e sull'associazione, si possono contattare direttamente Silvia o Paolo, i fondatori dell'associazione, agli indirizzi:
Silvia: s.punzo@studioaqua.com - Paolo: paolo@cvtelecom.cv

Confidando nell'aiuto di chi leggerà questo annuncio, Silvia e Paolo augurano a tutti buone feste senza crudeltà sugli animali.

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#358# Raccolta fondi per la campagna online

il domenica, 16 novembre 2008
Ora 13:06

Una campagna per Natale per evitare che vengano comprati cuccioli come "regalo".

Quest'anno per Natale come campagna informativa da diffondere per strada e in buca delle lettere e' gia' stata avviata l'iniziativa "Buon Natale! Per festeggiare un Natale 'buono'... non uccidere animali!", che riguarda gli animali sfruttati e uccisi per l'alimentazione umana. Non vogliamo pero' trascurare anche un altro aspetto negativo del Natale, che e' l'abitudine di comprare cuccioli di animali come regalo.

Non potendo attivare anche su questo una campagna dello stesso tipo, e avendo gia' in corso come campagna di affissioni quella contro le pellicce, abbiamo pensato di ricorrere a un altro canale per diffondere quest'altra iniziativa: quello on-line.

Dato che la sola pubblicazione di una pagina sull'argomento e la diffusione del banner, pero', farebbe ben poco contro l'enorme visibilita' dei siti di vendita di cuccioli e delle pubblicita' dei negozi di animali, e' necessaria una vera e propria "campagna pubblicitaria" on-line, da contrapporre a quelle dei venditori di cuccioli.

Questo si puo' fare attraverso il servizio AdWords di Google, che pubblica nella colonna di destra, nella pagina dei risultati della ricerca, alcuni "annunci pubblicitari" a pagamento. Il nostro, piu' che "pubblicitario", sara' "informativo", ovviamente.

Questo servizio costa, ma puo' dare ottimi risultati, che infastidiranno non poco i venditori di cuccioli, e faranno aprire gli occhi, speriamo, a molte persone, che magari non si rendono contro che, come recita la pagina della campagna, "Per ogni cucciolo comprato, un animale muore solo e abbandonato".

Abbiamo quindi deciso di lanciare subito una raccolta fondi, che potete vedere nella progress-bar in alto in home page: l'obiettivo e' raggiungere i 600 euro. Secondo le nostre stime, con questa cifra si potranno avere circa 12.000 "click", cioe' 12.000 persone che cliccheranno sull'annuncio per visitare la pagina della campagna. Non e' poco! Inoltre, se 12.000 cliccheranno, l'annuncio verra' visualizzato oltre tre milioni di volte, e gia' l'annuncio da solo e' un messaggio di senso compiuto, che a molti resterà in testa!

Chi decide di cliccare, finirà esattamente nella pagina della campagna, non in una generica pagina del sito: questa è una campagna specifica proprio su questo argomento, per far vendere meno animali - di ogni specie - e farne adottare di più, per far capire alla gente questo problema, mostrare che comprare un animale è un atto dannosissimo.

Ciascuno di voi puo' contribuire con una donazione, anche piccola: anche solo pochi euro aiuteranno a raggiungere l'obiettivo!

Questi sono i due annunci che appariranno a rotazione su Google e altri motori di ricerca:

Non comprare animali!
Per ogni cucciolo comprato, un
animale muore solo e abbandonato

Non comprare animali!
Per Natale non comprare un cucciolo
come regalo, adottalo da un rifugio

E questa e' la pagina della campagna a cui puntera':
Campagna di Natale "Non comprare animali"

Come fare la donazione per partecipare alla campagna

Per le donazioni può essere usato il conto corrente postale numero 71736326 intestato ad AgireOra Edizioni, Torino. Sullo stesso numero di conto BancoPosta si possono effettuare anche bonifici bancari, usando l'IBAN: IT41 P076 0101 0000 0007 1736 326.
Oppure si puo' utilizzare PayPal o la carta di credito cliccando sul bottone qui sotto:

Se non usate PayPal, ricordatevi di scrivere la causale del versamento sul bonifico o bollettino, e meglio ancora mandarci anche un'email, all'indirizzo info@agireoraedizioni.org indicandoci l'importo della donazione effettuata, e lo scopo.

Come diffondere la campagna anche in altro modo

Oltre che con un piccolo contributo, si puo' dare una mano a rendere visibile la pagina della campagna on-line utilizzando i banner inseriti nella pagina stessa, andate a vedere la sezione "cosa puoi fare tu" per vedere come procedere. Grazie!

Vai alla pagina della campagna Non comprare animali


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#356# Per Natale, non regalare cuccioli!

il giovedì, 13 novembre 2008
Ora 12:41

Se ami gli animali, non comprarli MAI, adotta un animale che ne ha bisogno.

Per ogni cucciolo comprato,
un animale muore solo e abbandonato

Per Natale, non comprare un cucciolo - di qualsiasi specie - come "regalo". Gli animali non si comprano, non sono cose. Gli animali si adottano, dopo aver ben riflettuto sulle responsabiltà che prendere in casa un animale comporta: dovrai occuparti adeguatamente di lui per tuttala sua vita e non abbandonarlo mai.

Non comprare mai animali, di nessuna specie. Adottali dai rifugi, salverai loro la vita!

Ogni animale che compri in negozio o allevamento, ma anche quelli che fai nascere in casa perché non hai sterilizzato i tuoi animali, "ruba" il posto a uno abbandonato, che si trova in canile, o per strada perché i rifugi erano pieni. E che morirà senza trovare adozione.

Compi un atto d'amore, recati al rifugio più vicino e adotta un animale! Gli animali da salvare sono di tutte le specie: cani, gatti, conigli, piccoli roditori, tartarughe.

Evitare di comprare e far nascere animali è l'unico modo per combattere il randagismo e gli abbandoni.

Grazie da parte di tutti loro.

Sebbene la vendita di animali d'affezione sia del tutto legale, costituisce a nostro parere un grave abuso nei loro confronti, per i seguenti motivi:

1. Gli animali vengono considerati alla stregua di oggetti, cose che si possono comprare, vendere e quindi gettare via quando ci si stufa. Anche a causa del commercio di animali, ogni anno aumentano i casi di abbandono.

2. Ci sono moltissimi animali nei rifugi che attendono di essere adottati: è a loro che bisogna dare una casa, anziché far nascere nuovi animali negli allevamenti. Ogni animale in più fatto nascere appositamente è un animale abbandonato in meno che trova casa.

La vita nei rifugi: anche in quelli migliori, gli animali sono costretti a star chiusi in un box o in una gabbia fino a quando una nuova famiglia non li adotterà. Molti però non saranno mai adottati, e passeranno tutta la loro vita in canile, spesso canili-lager sovraffollati, dove gli animali sono costretti a sopportare ogni genere di sofferenza, dalla mancanza di cibo e di acqua, alle malattie, alla sporcizia, alla solitudine, all'aggressione da parte di altri cani, e a sevizie.

3. Negli allevamenti di cani per la vendita al pubblico, spesso (anche se non sempre) le cagne vengono sfruttate come fabbriche di cuccioli, sfornano una cucciolata dietro l'altra. I cuccioli che rimangono invenduti in taluni casi fanno una brutta fine (quando sono troppo grandi non si vendono più).

4. Spesso i cuccioli arrivano dai paesi dell'Est, dove costano meno ma non sono curati. Dopo estenuanti viaggi, trattati come merce, arrivano nei nostri negozi, dove vengono venduti a caro prezzo. Dopo poche settimane dall'acquisto, accade spesso che i cuccioli manifestino gravi malattie, e in diversi casi ne muoiano.

5. Negli ultimi anni si è diffusa in Italia la "moda" delle mostre itineranti di cani e altri animali d'affezione. In questi luoghi, cuccioli di varie specie e razze vengono messi in mostra, a scopo di lucro, sia per raccogliere denaro con la vendita del biglietto, sia per invogliare i visitatori a comparare un animale in un secondo tempo (dal momento che durante la mostra la vendita è vietata). Invitiamo il pubblico a NON FREQUENTARE questi posti: gli animali non sono oggetti da usare a fini di lucro!

6. Nel caso si tratti di criceti, cavie, topolini, uccellini, questi animali vengono tenuti in gabbia, prigionieri per tutta la vita.

Pertanto, invitiamo chi AMA davvero gli animali a NON COMPRARE mai animali d'affezione, ne' farseli regalare da chi ha fatto fare i cuccioli al suo animale, ma di adottare quelli abbandonati. Ce ne sono sempre tantissimi nei rifugi, di tutte le specie!

Ricordate! Non si deve mai tenere un animale per il solo gusto di vederlo, di toccarlo, di possederlo: solo se possiamo dare una vita felice a un animale abbandonato compiamo un atto di generosità. In tutti gli altri casi si tratta di un atto di egoismo.

Cosa puoi fare tu per diffondere questa campagna

Scarica il volantino, stampalo e appendilo in qualche bancheca:
Scarica il volantino "Non comprare animali"

Se hai la possibilità di distribuirne molte copie, richiedilo ad AgireOra Edizioni già stampato e distribuiscilo il più possibile! Richiedi il volantino "Non comprare animali"


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#353# Il rifugio "Porcikomodi"

il lunedì, 10 novembre 2008
Ora 21:53

Un'intervista a un volontario di Porcikomodi per imparare a conoscere questo rifugio per animali salvati dal macello.

Porcikomodi e' una delle poche strutture presenti in Italia per il ricovero degli animali "da reddito". Abbiamo chiesto a Piercarlo, volontario di Porcikomodi, di raccontarci qualcosa di piu' su questa iniziativa: questo e' quanto ci ha detto.

Domanda: Puoi raccontarci brevemente la storia e gli obiettivi di questo progetto?

Piercarlo: Porcikomodi è un progetto costituito all'interno di Vitadacani Onlus. Nasce intorno al 2003 quando l'associazione gestiva l'allora canile di Novate Milanese, e al suo interno fu fatto spazio per Pierluigia, una maiala salvata da un allevatore di quelle zone.

Da quel momento, presso i due nuovi parchi-canile di Arese e Magnago, cominciarono ad arrivare altri animali "insoliti" per un'associazione che si occupa di cani e ha come principale progetto parallelo il recupero di animali da laboratorio. Nel 2006, dall'iniziativa di alcuni volontari nel bresciano, viene costituita a Nave (BS) la prima sede interamente dedicata agli animali del progetto Porcikomodi, mentre un'altra comincia ad essere realizzata a fianco al parcocanile di Magnago.

Oltre ai maiali (da cui il nome), nel progetto trovano spazio pecore, capre, conigli, anatre, papere, galline, polli, vitelli, tacchini, e molti altri animali (in tutto quasi 200) salvati dal ciclo di morte della filiera del consumo umano. Animali ai quali è stata donata una nuova vita e una possibilità di vivere in spazi a loro adatti.

Le finalità del progetto sono molteplici. La prima che ci anima è quella di salvare il più alto numero di animali possibile e garantire loro una vita dignitosa, cosa che a questi animali e' sempre negata. Inoltre speriamo che facendo questo, si possa mostrare come in realtà questi animali sono ben lontani dallo stereotipo che questa società impone di loro. I soliti luoghi comuni per cui i maiali sono brutti e sporchi, le galline stupide, le mucche "carne che cammina"... ma noi possiamo mostrarli per ciò che realmente sono, e far quindi vedere alla gente che non ci sono poi molte reali differenze tra gli animali che loro considerano da non mangiare (cani, gatti, ecc.) e questi altri animali a cui invece sono negati anche i più elementari diritti.

[N.d.R] A questo proposito invitiamo a visitare il sito Incontra Gli Animali che, attraverso estratti del libro "Il maiale che cantava alla luna" e storie di persone che hanno accolto animali "da fattoria", racconta proprio la complessa vita emotiva e sociale di questi animali.

Attualmente non è ancora possibile, ma contiamo molto presto di poter avere regolarmente scolaresche in visita ai nostri centri per poter mostrare loro come sono davvero gli animali, e non quei fantasmi privati di ogni libertà che vengono normalmente mostrati negli allevamenti. Nelle occasioni fin qui avute di portare bambini presso le nostre strutture abbiamo sempre notato una fortissima empatia verso questi animali sconosciuti ai più, o meglio conosciuti solo come prodotti in vaschetta, e contiamo che il semplice conoscerli sotto un altro aspetto possa muovere nella gente l'idea che anche loro hanno diritto a vivere nè più nè meno di qualsiasi altro animale, e che è solo la non conoscenza che ce li fa vedere diversi, nient'altro.

Il progetto Porcikomodi nasce con l'intento di dare una casa definitiva a questi animali, pertanto li diamo in adozione solo raramente. Questo sia per la difficolta' di essere sicuri delle reali intenzioni dell'adottante, sia per non causare loro altri traumi. A volte occorrono settimane o mesi di sforzi per fare si' che un nuovo individuo riesca a inserirsi nel branco. Privarlo dei suoi amici, di quella che ormai considera casa propria, ci sembra un tradimento nei suoi confronti. Quindi i rari casi di adozione riguardano animali che anche dopo tanti sforzi non riusciamo a inserire con gli altri, oppure quelli che purtroppo non abbiamo la possibilita' di ospitare, e quindi concediamo in adozione prima dell'arrivo presso le nostre strutture.

Proponiamo invece molto di più l'adozione a distanza, specie per persone che hanno la possibilità di venire a trovarli. Questa formula è normalmente la più semplice perche' permette a noi di avere delle entrate che ci aiutino a mantenerli, e alle persone di avere un animale da andare a trovare ogni volta che vogliono senza tutti i problemi di gestione, di permessi sanitari e altro che questi animali comportano.

D. Quanto e' grande il rifugio? Avete delle stalle?

P. La sede di Brescia dispone di circa 10.000 metri quadrati, e altri 15.000 alla sede di Magnago. Stalle vere e proprie non ne abbiamo, abbiamo ricoveri al coperto all'interno dei recinti, in base alle varie esigenze e problemi degli animali, ma in generale vogliamo che vivano il più possibile in natura.

D. Personalmente non riesco a dimenticare il misto di stupore e incredulita' nella faccia di un veterinario quando gli ho portato una gallina raffreddata... Immagino che non sia stato facile trovare dei veterinari, visto che quelli che lavorano negli allevamenti hanno una mentalita' non proprio in linea con i principi del rifugio.

P. A Brescia abbiamo due veterinari principali. Uno è un nostro veterinario storico che ci ha sempre seguito anche prima di Porcikomodi con volatili, randagi e moltissimi altri animali. Pensa che Matilda, un mese prima della foto qui sotto, era in fin di vita. Aveva grossi problemi cardiaci, e lui è stato quattro giorni di fila a tenerla sotto le lampade, in flebo, facendole massaggi e quant'altro per salvarla. Non aveva alcuna esperienza di suini, eppure è riuscito a salvare un animale cui nessuno dava la minima possibilita'.

Insieme a lui si poi è aggiunto un suo collega specializzato in animali da reddito, ma essendo abituato a seguire animali di privati o in micro allevamenti ha una mentalità molto vicina al benessere vero dell'animale. Ha capito immediatamente il nostro spirito e cerca sempre di consigliarci le scelte migliori per l'animale. Persone come loro però sono davvero rarissime. I veterinari normalmente non conoscono nulla di questi animali, cioè conoscono quanto serve per allevarli, ma appena esci dall'ordinario si apre un mondo che per loro è sconosciuto.

La scienza veterinaria e' tutta concentrata sul come far crescere piu' in fretta, ed ai costi piu' bassi possibile, questi animali, sul come far raggiungere i 250 chili ad un maiale in soli 8 mesi. Pensa che stimano la vita media dei maiali tra i 5 e i 20 anni... e gia' li'... ma sulle patologie cui vanno incontro con l'eta' e su tutto il resto non sanno praticamente nulla.

D. Per tenere questi animali quali permessi bisogna avere?

P. Noi siamo ovviamente registrati all'ASL come "allevamento" e gli animali hanno l'orecchino (la taghetta applicata all'orecchio con il numero). In Italia non esiste alcun altro altro modo per tenere questi animali. Del registro teniamo pero' solo la parte relativa agli ingressi: l'altra, quelli che viene compilata quando gli animali vengono mandati al mecello... resta vuota.

D. In quante persone lavorate ai rifugi? Avete bisogno di volontari?

P. A Brescia sono una decina, a Milano, faccio fatica a fare una stima perché le persone sono condivise con il canile. Volontari? ...se ne abbiamo bisogno? ... si', eccome! Chi vuole darci una mano puo' scrivere a porcikomodi@gmail.com

D. Qualche info pratica per qualcuno che mai volesse imitarvi? ;-)

P. Per chi volesse imitarci la cosa migliore sarebbe quella di contattarci direttamente. La sola cosa che credo si possa dire è che questi animali, salvo quando hanno dei problemi, non richiedono cure eccessive, ma vanno comunque seguiti con continuita' e regolarita'. Sono animali che danno soddisfazioni incredibili, ma soprattutto che ti fanno scoprire un mondo che normalmente si ignora.

Potete trovare altre foto degli animali del rifugio nella Galleria fotografica del rifugio Porcikomodi


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#349# Buoni da pensare

il sabato, 08 novembre 2008
Ora 20:40

La testimonianza di Carla Rocchi

Quando il cibo è per l'anima...


Gli animali sono buoni da pensare, non da mangiare. Perché sono un nutrimento, sì, ma dell'anima. Personalmente sono diventata vegetariana per amore di un gatto: Cipolla.
Per me la scelta salutista non è mai stata sufficiente (tutti noi abbiamo dei comportamenti alimentari non propriamente corretti; personalmente credo che in ogni caso non sia male "fregarsene" e non rinunciare a qualcosa, anche se sai che non ti fa così bene, come la cioccolata); l'amore per gli animali sì. E il rispetto della vita altrui, del suo valore.
Mangiare bene è importante, ma altrettanto importante è fare attenzione a quello che c'è a monte del nostro cibo. Credo che i medici dovrebbero informarsi di più e, parallelamente, fornire anche indicazioni etiche. Del tipo: mangi tre uova alla settimana prodotte da "galline felici", perché allevate a terra e non negli allevamenti intensivi.
Gli animali quindi sono buoni, per la nostra vita. Sono buoni perché, con la loro esistenza, ci fanno del bene: allo spirito (non ci fa bene, anche se molti pensano il contrario, la loro carne). La loro presenza è fonte per noi di benessere psicologico, psicofisico: arricchiscono la nostra vita per il solo fatto di esistere. Uno studio realizzato a Oxford per capire perché, nell'ambiente urbano, gli animali sono i nostri compagni di vita, ha dimostrato che l'uomo ha bisogno - per sopravvivere - di altre specie. Perché nessun essere vive bene in un ambiente monospecifico (come strutturalmente sono le città). Gli animali sono quindi per noi fonte di vita, anche solo intuita, e non solo di affetto. E con ogni animale, ognuno di noi può instaurare una grande storia: di amore, rispetto e scambio.
E invece ci troviamo di fronte ad una società egoista, in cui non c'è rispetto per la vita altrui ma senso di possesso e dominio, che passa anche attraverso il canale digerente.
La scelta vegetariana porta con sé il rispetto degli animali e delle loro condizioni di vita: la priorità è quindi il no agli allevamenti intensivi, ma non solo. No agli animali usati come fabbriche di organi, no alle modificazioni genetiche.
L'allevamento biologico porterà indirettamente ad una maggiore attenzione alla nostra alimentazione, più consapevole e "misurata", non sprecona: perché la produzione biologica è inferiore, anche se di maggior qualità.
L'importante, comunque, nel divulgare i temi della consapevolezza vegetariana e dell'amore e dei diritti degli animali, è non essere troppo rigidi: il rischio è sembrare integralisti. Gli "altri", quelli che mangiano gli animali, non sono nostri nemici ma semplicemente individui che mangiano prodotti che fanno male a se stessi e agli animali. L'importante è spiegare loro, con calma, le nostre ragioni. Magari consigliando di leggere Carne, un romanzo Einaudi (è una storia interessante, e ci sono delle parti che - oltre a spiegare la necessità di ridurre il consumo di carne - avvicinano al vegetarismo). D'altra parte molti "carnivori" se dovessero accoppare loro il pollo non lo farebbero. In realtà molto spesso il cibo che arriva nel loro piatto è "irriconoscibile", difficilmente riconducibile all'immagine della sua fonte. Ma se li costringiamo a pensare, a ripensare il percorso che la fettina o la cosciotta di pollo o il prosciutto hanno fatto...
Ammaestramento e proselitismo sono pericolosi: bisogna mettere le persone in condizione di pensare. Prima o poi capiranno, "sentiranno".
Prima o poi, anche per loro, gli animali - tutti gli animali - saranno buoni sì. Ma non più da mangiare. Buoni per la mente, per l'anima.

on. Carla Rocchi
sottosegretario al ministero della Pubblica Istruzione
Intervento al convegno AVI
"Chi ama gli animali non li mangia"


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#332# L'emergenza conigli

il sabato, 18 ottobre 2008
Ora 23:31

Spesso trattati in modo non corretto da chi li compra, e spesso abbandonati.

L'abbandono di questi animali che hanno avuto la dubbia fortuna di essere diventati anche qui in Iatlia "animali d'affezione" e' ormai diventato un problema di proporzioni davvero enormi. Oltre a questo, ci sono sempre piu' persone che scelgono un coniglio come animale d'affezione senza conoscere il comportamento, le necessita' alimentari, le caratteristiche di questo animale.

Troppe volte i conigli vengono proposti dai commercianti come animali "poco impegnativi", magari da tenere in gabbia, e adatti per i bambini... Questa cattiva, e spesso interessata, informazione e' causa di gravi danni agli animali. Conigli che si ammalano a causa di un'alimentazione sbagliata o che muoiono per infezioni virali facilmente evitabili con le vaccinazioni. La non conoscenza dell'etologia di questi animali spesso genera aspettative infondate e allora tanta gente cerca di disfarsene, e crescono le richieste di sistemazione e gli abbandoni.

Tra i tanti luoghi comuni sui conigli c'e' quello per cui si possono lasciare in un bel prato e li' vivranno felici e contenti, e faranno tanti bei coniglietti. Un abbandono non-abbandono insomma, che risolve i problemi di coscienza senza danno per gli animali. Peccato che non sia cosi'. I conigli domestici, specie se nani, non possono affatto sopravvivere "in natura". Come i cinghiali o i fagiani nati in cattivita' e poi liberati nei boschi per il sollazzo dei cacciatori, questi animali non sono in grado di sfuggire ai predatori, perche' nemmeno li riconoscono come tali. Abituati ai pellets, non sanno distinguere le erbe che per loro sono velenose, non hanno le difese immunitarie per resistere alle malattie. Abbandonare questi animali in campagna significa condannarli a una morte sicura.

Se invece riescono ad adattarsi e sopravvivere, significa condannarlo allo sterminio: perche' succedera' che si riprodurranno a dismisura, diventando "un problema" per qualcuno, e il problema si risolvera' col loro sterminio. E' gia' accaduto piu' volte.

La cultura "conigliesca" e' ancora indietro anche tra gli stessi veterinari, e sono pochi i professionsti che possono davvero vantare una specifica conoscenza ed esperienza su questi animali. Sono molto piu' delicati per quanto riguarda l'anestesia, e spesso viene sottovalutata l'importanza delle vaccinazioni. Ad esempio il banalissimo "Frontline" che si da' ai gatti causa gravissime crisi neurologiche al coniglio (come d'altra parte Advantix per cani puo' causare danni simili ai gatti). E si tratta di medicinali che si comprano senza ricetta nei negozi per animali.

A chi non verrebbe d'istinto di sollevare un coniglio per le orecchie come si vede nei cartoni animati? O dargli del pane secco da mangiare? Sbagliate entrambe le cose. E se un coniglio sta senza mangiare per un giorno cosa volete che succeda? Ma niente: rischia solo la "lipidosi epatica" (che e' una patologia molo seria)... Non e' un gatto che puo' anche digiunare per 1-2 giorni senza problemi.

I nostri denti, e quelli dei nostri cani e gatti, cosi' sono e cosi' restano. Alla peggio c'e' il tartaro e le gengiviti. Per i conigli no. I loro denti crescono in continuazione e se l'alimentazione non e' corretta (ad esempio solo pellets) non si consumano e possono crescere in misura tale da impedire loro di alimentarsi e causarne la morte.

I conigli non sono animali "da gabbia" (in realta', nessun animale lo e'). Vivono in questa condizione quando vivisezione. Non sono animali "da gabbia", ma possono vivere benissimo liberi in una stanza, con alcune accortezze (perche' rosicchiano ogni cosa che trovano, fili elettrici compresi...), ma non rinchiusi.

Ci sono tanti conigli che vengono salvati dai laboratori: in genere sono coniglioni grossi, di razza "new zealand", che necessitano, come tutti gli altri animali provenienti da queste situazioni, di un percorso di riabilitazione. Si tratta di abituarli gradatamente ad un'alimentazione normale (senza pellets), a degli spazi che non siano quelli di una gabbia alta 30 cm, ...alla socializzazione, a non vedere gli umani come vivisettori.

E ci sono ancora piu' conigli nani che aspettano adozione perche' sono stati abbandonati dopo essere stati comprati in negozio.

Questi sono gli animali da adottare.

Un appello per tutti: non comprate conigli, non andate in un negozio a comprate un coniglio (o qualsiasi altro animale). Ce ne sono a centinaia, in tutta Italia, da adottare, e' veramente un'emergenza quella dei conigli abbandonati.

Per adottare conigli, sapere come prendersene cura, offrirsi volontari per ospitare temporaneamente conigli in cerca di adozione, fate riferimento ai seguenti siti:

http://www.lavocedeiconigli.it

http://www.lacollinadeiconigli.net

http://www.casafreccia.it


da SunnyPink
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#328# Sterilizzare perche'?

il venerdì, 10 ottobre 2008
Ora 10:52

Un volantino e una pagina web di approfondimento, a cura de La Cincia onlus.

"Sterilizzare, perche?" e' il titolo di un volantino redatto a cura dell'Associazione La Cincia Onlus e distribuito da AgireOra Edizioni.

Ripercorre le ragioni del perche' sterilizzare, sfata le false credenze e affronta il problema anche dal punto di vista veterinario; spiega perche' si deve fare per i nostri animali e per quelli di strada.

Il problema del randagismo ha due cause di fondo. L'allevamento e il commercio di animali da un lato e le mancate sterilizzazioni dall'altro. Allevare dei cani o dei gatti a qualunque scopo, dalla vivisezione alle varie "mostre di bellezza" e' condananbile perche' e' profondamente immorale fare commercio di esseri senzienti e perche' perpetua una cultura per cui gli animali sono cose "di proprieta'"; ma lo e' anche perche' chi compra un cane o un gatto toglie una casa ad un randagio.

Ma non sterilizzare i propri animali e' la stessa cosa: per ogni cucciolo fatto nascere apposta, per il nostro piacere - e anche se poi lo "sistemiamo" - un altro sara' condannato a una morte atroce per strada, o a languire in un canile o in un gattile.

Il randagismo e' un fenomeno molto vasto, di cui non ci si rende conto se non lo si osserva da vicino. Sono centinaia di migliaia i cani e i gatti che vivono da reclusi in canili e gattili, che muoiono in incidenti, che vengono ammazzati da criminali con i veleni, o eutanasizzati senza motivo da veterinari compiacenti e indegni (... tanto sono solo randagi), che finiscono nelle mani di sadici o di satanisti.

Ogni tre mesi tutte le associazioni e i singoli che si occupano di gatti ricevono decine e centinaia di richieste per sistemare dei cuccioli. Cuccioli che troppe volte sono gattini fatti nascere in casa e "spacciati" come randagi, o lasciati a fianco dei cassonetti della spazzatura nel caso qualcuno se li voglia prendere, se non muoiono prima.

Il randagismo nasce qui. Da gente che compra animali e da gente che per ignoranza, per la paura di un intervento, per falso moralismo li fa mettere al mondo. "Hai fatto nascere dei cuccioli? Tieniteli tutti!!!" come provocatoriamente recita il bel volantino a cura di "NonSoloCuccioli".

Ci sono poi i "veri" randagi. Quelli di cui dovrebbero occuparsi i comuni e le ASL ma non lo fanno, o lo fanno in modo assolutamente inadeguato e insufficiente. Il volantino, e una apposita pagina sul sito de La Cincia spiegano come fare le sterilizzazioni, e invitano chi ha una colonia sotto casa, o sul posto di lavoro, ad intervenire in prima persona. Non e' difficile, non richiede chissa' quale tempo e chissa' quali risorse. Si possono interpellare le associazioni per consiglio e per un aiuto, ma non si puo' pensare che queste - da sole - possano risolvere tutti i problemi.

Sterilizzare cani e gatti e' un atto di responsabilita'. Il primo e il piu' importante se davvero li amiamo.

Scarica e richiedi il volantino "Sterilizzare perché?"

Visita la pagina di approfondimento sulle sterilizzazioni sul sito de La Cincia.


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#314# Divulgazione nei negozi a Firenze

il giovedì, 18 settembre 2008
Ora 23:54

Una testimonianza di due negozianti che distribuiscono tantissimi opuscoli animalisti nel loro negozio!

Riportiamo qui la testimonianza di Elisabetta e Simone, che hanno un negozio a Firenze e da molto tempo partecipano con entusiasmo all'iniziativa "Divulgazione nei negozi".Ricordiamo a tutti che a questa iniziativa possono partecipare, senza alcuna spesa, tutti coloro che hanno un negozio di qualsiasi genere, anche chi vende per corrispondenza. Basta solo richiedere ad AgireOra Edizioni i materiali informativi che si vogliono distribuire, e metterli in mostra nel proprio negozio oppure nei pacchi nel caso di vendita per corrispondenza.

E' da poco disponibile, sempre gratuitamente, il comodo raccoglitore di opuscoli che vedete nella foto qui sopra, che consente di metterne in mostra di diversi tipi occupando pochi cm di spazio. Richiedetecelo!

Anche chi non ha un negozio, ma conosce negozianti interessati, può fare da tramite e richiederci i materiali (che verranno inviati gratuitamente) e il portaopuscoli. Leggete come fare alla pagina Divulgazione nei negozi: partecipa!

Testimonianza di Elisabetta e Simone

Sono ormai quasi 2 anni che collaboriamo all'iniziativa di AgireOra di divulgazione materiale informativo pro animali all'interno del nostro negozio. E' un negozio un po' particolare: un negozio dark animalista cruelty free, si chiama Dark Eden e si trova a Firenze - www.darkeden.it

La cosa bella è che al contrario di ciò che gli stereotipi divulgano, la maggior parte dei nostri clienti sono vegetariani e vegani. Adorano gli animali.

Molti di loro hanno praticamente fatto razzia dei volantini che mettiamo a disposizone nel negozio, nei pacchi delle vendite on line e durante le serate del nostro genere.

Alcuni clienti hanno adottato con noi, a distanza, un cane del rifugio Ulmino, altri vengono apposta a richiederci i volantini, soprattutto quelli sul latte, altri chiedono di essere inseriti nella nostra mailinglist per ricevere appelli di adozioni, manifestazioni, ecc.

Sono molti i messaggi di supporto via Internet, direi è stata una bellissima iniziativa la vostra!

Speriamo che la nostra testimonianza serva da esempio ad altri negozianti!

Notizia dal progetto di AgireOra Network: 'Divulgazione nei negozi' 

 


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#298# MALTRATTAMENTI DI ANIMALI IMPUNITI, MALE COMUNI SU RANDAGI

il sabato, 30 agosto 2008
Ora 21:16

Cani abbandonati oppure maltrattati e uccisi senza avere giustizia. In Italia sono 1.650 i comuni fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall'asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi. Sul fronte dei maltrattamenti invece risultano migliaia le cause "dimenticate" che non arrivano neanche in tribunale.

Questo il quadro emerso dal dossier dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), che ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e al presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, domandando un incontro per presentare i dati raccolti sulla situazione in materia di tutela degli animali. Il primo dato sui comuni emerge "da una prima verifica generale sulla base di Asl e anagrafe canina" spiega Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa, che fa un appello perché la legge sia rispettata. Secondo un'anticipazione del dossier, sono oltre 1.200 i centri che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi.



E nel capitolo della difesa degli amici a quattro zampe, su 15 mila fra denunce ed esposti presentati nel corso degli ultimi dodici mesi per cause di maltrattamento ed uccisione a danno dei cani presentate dai singoli cittadini e associazioni in tutta Italia, sono arrivati in tribunale solo 160 casi. Ma l'associazione ha voluto anche controllare direttamente alcuni comuni sulla questione canili, partendo dal Sud Italia. "In tre anni abbiamo contattato 1.200 comuni, presi a campione partendo dal Sud - afferma Croce - cioé Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo e stiamo cominciando nel Lazio. Di questi sono oltre 350 che abbiamo accertato non in regola con la legge e per i quali è avviata una causa in tribunale".



Maggiori irregolarità sono rilevate in Sicilia, Campania e Abruzzo. "La responsabilità è dei sindaci" sottolinea Croce, specie al Sud e nelle isole, "dove vivono allo stato brado circa 280mila cani, sugli oltre 440mila cani nelle stesse condizioni stimati in Italia. Solo nei mesi di luglio e agosto valutiamo siano stati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani".

Sul fronte maltrattamenti di cani, sulla base dei dati raccolti da Aidaa, il 76% delle denunce presentate riguarda quelli avvenuti in casa, con circa 11.440 casi. L'anno scorso però, l'associazione trova solo 44 processi celebrati contro persone accusate di maltrattamenti contro cani o di uccisione di cani, di cui solo 19 con sentenze di condanna, in 16 casi limitata ad una multa. Tre le condanne al carcere, ma senza che nessuno sia finito in galera. Non troppo diversa la situazione per reati e maltrattamenti di animali che non siano cani: l'Aidaa ha raccolto materiale per 1.250 denunce ed esposti, ma di questi a giudizio ne sono arrivati solo 17. Sono poi 25mila l'anno i gatti per i quali viene fatta denuncia di smarrimento, per le quali non si ha un seguito.
 

Fonte : www.ansa.it


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#285# Sebastiano si e`suicidato ?

il giovedì, 21 agosto 2008
Ora 12:23

Se il banner non funzionasse , ecco il link   http://www.firmiamo.it/sebastianomortemisteriosa

Sebastianomortemisteriosa

Ecco lo statuto della  petizione :

Sebastiano, un randagio buono quanto sfortunato. Prima la morte violenta durante la cattura da parte del personale ASL, poi le menzogne e i tentativi di minimizzare l'accaduto, la volontà di 5800 cittadini e 46 Associazioni - espressa tramite una petizione - completamente ignorata e infine una assoluzione piena.
Senza entrare nel merito di questo ultimo procedimento penale, ricordiamo he la ASL di L'Aquila responsabile di altre soppressioni ingiustificate - e improprie, in quanto la ASL "interpreta" la legge a propria discrezione - tanto che di recente c'è stata una condanna per la soppressione dei cuccioli in località Roio.
Le istituzioni ricordino che le leggi - anche quelle che tutelano "solo" gli animali - esistono e vanno fatte rispettare specie a chi di istituto è preposto dalla Legge alla loro tutela.
Ora c'è il concreto rischio di una totale perdita di fiducia nella Pubblica Amministrazione e nella Magistratura nel gestire questi casi. Di conseguenza, purtroppo, la legge potrebbe venire "interpretata" anche da chi i randagi intende difenderli. Nessuno vuole altri randagi e nessuno intende che prolifichino - tanto meno gli animalisti - ma questi sfortunati cani DEVONO poter vivere una vita dignitosa, senza correre il rischio di diventare vittime di giustizia sommaria.
Si fa notare infine come i comportamenti violenti e l'uccisione gratuita di animali - fatti troppo spesso sottovalutati dalla giustizia - sono da sempre allo studio di psichiatri e criminologi, in quanto indicatori di qualcosa di più serio. In paesi più attenti a queste tematiche esistono dei veri e propri osservatori, e vengono svolte ricerche che mettono in relazione questi comportamenti con la violenza interpersonale.Infine vorremmo fare una domanda a tutti ? come è morto Sebastiano? Si sarà suicidato?
E ancora chi a visto e tace riesce a dormire tranquillo? L'assoluzione c'è stata in quanto mancavano elementi probatori sufficienti. Di seguito la sentenza:
«Assolti perché il fatto non costituisce reato». È la sentenza
pronunciata nel tardo pomeriggio di ieri dal giudice unico del
Tribunale che ha messo fine alla vicenda giudiziaria di “Sebastiano”,
un incrocio di pastore abruzzese maschio di giovane età, morto
secondo l’accusa) dopo una serie di maltrattamenti.
Sotto inchiesta per la vicenda che aveva fatto infuriare le
associazioni animaliste erano finiti in tre: Saverio Flamini
(dirigente veterinario della Asl), Paolo Alessandri (ausiliario in
servizio alla stessa Asl) e una terza persona anche lui ausiliario,
morto lo scorso anno. Per i tre imputati (assistiti dagli avvocati
Ulderico Persichetti e Ernesto e Massimiliano Venta) il giudice
Giuseppe Romano Gargarella ha sentenziato con l’assoluzione.
Il via all’inchiesta era stata data da Cristina Graziani, del gruppo
regionale dei Verdi, veterinario, testimone dell’episodio. La Graziani
aveva rinvenuto il cane (prelevato in ottima salute) in una pozza di
sangue all’interno della cella frigorifera del servizio Veterinario
della Asl, dopo la cattura dell’animale avvenuto pochi passi dalla sede dell’Inps.
Vogliamo chiarezza e giustizia.
ogni informazione a http://randagismo.info/associazioni/ASL/

 

 


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#281# Un animale non si compra

il domenica, 17 agosto 2008
Ora 13:25


Amate gli animali? Andate al canile e prendete il meno carino

"Lo vorrei nero, con i calzini bianchi. La vorrei rossa con gli occhi verdi. Lo vorrei di razza e discendente di una famiglia nobile, altrimenti non mi piace". Vi piacerebbe essere venduti? Vi piacerebbe che i vostri figli lo fossero? E allora perché comprate animali? Tutto nasce da un errore di fondo: l’uomo che si considera padrone dell’intero universo.

L’uomo che può disporre di tutto a suo piacimento. E quindi anche delle piante, degli animali, degli altri uomini, potendo. Ma se il progresso raggiunto da una civiltà si misura anche nel rapporto con gli esseri viventi con cui si condivide uno spazio, non siamo proprio messi bene. Lasciamo, per questa volta, perdere il fatto che tutti i giorni li mangiamo. Sì, perché non mangiamo “carne”, mangiamo “animali”, esseri dotati di coscienza e, come qualcuno sostiene fermamente, anche di un’anima. Parliamo, oggi, di una scelta di vita: quella a fianco di un animale. (E non “di avere un animale al nostro fianco”, ma di essere noi al suo).

Un animale è un essere vivente che viene al mondo. E in quel momento egli ha tutti gli stessi diritti di qualsiasi altra creatura, uomo compreso. Perché dunque essere schiavo? Perché essere considerato una cosa? Perché essere venduto? Dividere la propria vita con un divano, per esempio, è già diverso. Ma un animale non si compra: lo si incontra.

Avete presente cosa succede quando due sguardi si incrociano e si riconoscono? Quel momento magico in cui due anime si sfiorano, capiscono di essere al posto giusto e al momento giusto, e non si lasciano più? Quel momento da solo rende qualsiasi vita meritevole di essere vissuta. È un incontro fra esseri viventi, fra anime. Anche se una cammina su quattro zampe e l’altra su due.

“Io amo gli animali” non può essere solo uno slogan: deve essere una scelta di vita. Altrimenti non vale. E la vita, se la si rispetta, non si baratta con il vile denaro. E si combatte la vendita di esseri senzienti. Nei negozi di animali e negli allevamenti. Siano essi cani, gatti, mucche o galline. Perché è indifferente.

A pensarci bene c’è una cosa che ci rende diversi dagli animali, sulla bilancia dei diritti e dei doveri, dal momento in cui veniamo al mondo. Noi siamo responsabili. Noi siamo i loro fratelli maggiori. Non padroni, non proprietari, ma solo responsabili. Gli animali ci guardano come noi guardiamo agli angeli. Ci guardano e si affidano senza chiedere niente, senza porre condizioni, senza ma né perché. Lo fanno e basta.

Prendere coscienza di questo porta, giocoforza, a rifiutarsi di prendere parte a qualsiasi mercato possa essere condotto su di loro. Sulle loro anime e sui loro corpi.

Se desiderate iniziare una vita a fianco di un quattro zampe, non cercatelo quindi in un negozio. Fatelo per dignità. La vostra e quella degli animali. Non solo perché dall’Est europeo arrivano vagonate di cuccioli strappati troppo presto alle proprie madri, con malattie e problemi comportamentali serissimi, che talvolta li portano a morire poco dopo l’acquisto nei negozi e nelle mostre canine dove.

leggete, per favore, qui:
http://www.unaecoanimali.it/Stampa/traffico_dallest.htm
e qui:
href="http://www.randagismo.info/canifici
dove trovate una lunga e triste lista di articoli in proposito.
Ma anche perché se continuiamo a chiedere cuccioli al mercato dei cuccioli, quel mercato continuerà a farne produrre per andare incontro alla domanda (e guadagnare soldi sulle vite di esseri viventi).

Andate al canile. Andate al gattile. Andate in una colonia. Prendete il gatto che vive in strada. Perché lui ha bisogno di una casa. Perché forse è proprio un ex-cucciolo di negozio regalato a Natale e abbandonato a Ferragosto.

Andate al canile. Se non altro per rendervi conto di quanta sofferenza c’è dietro gli occhi di chi, pur fidandosi ciecamente, è stato tradito.

Andate al canile e prendete un cane. Il più brutto che c’è. Perché è quello il più danneggiato dai cuccioli con pedigree in negozio. È lui la vittima del mercato. E della superficialità.

Perché scegliere un compagno, scegliere un’anima-le, è una cosa seria. Porta grandi responsabilità. E non va preso sottogamba.

Ma se lo fate per passatempo, allora non lo fate.

Starà meglio in canile che con voi.

Anna Benedetto

www.loschermo.it


da SunnyPink
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#275# Oscar torturato e ucciso per divertimento - firmiamo in sua memoriaâ€

il lunedì, 11 agosto 2008
Ora 19:47

Ancora una storia che lascia senza parole:

oscarucciso.jpg oscar morto picture by puffetta_bucket


IL 7 agosto 2008, un gruppo di ragazzi di Porto Empedocle (Agrigento) ha torturato e sepolto vivo un cagnolino.

Hanno preso il cagnolino, l'hanno legato, torturato, gli hanno infilato delle ossa nel retto fino a lesionare gli organi interni e dopo il sadico divertimento lo hanno SOTTERRATO VIVO.
Tutto ciò davanti a curiosi affacciati alle finestre che non hanno fatto nulla, tranne una signora anonima che ha chiamato la signora Assunta Dani Rametta (la persona che si occupa di tutti i randagi del posto e che ha fondato l'Associazione Animalista Empedoclina Protezione Cani Randagi Onlus), la quale si è precipitata sul posto, e dopo aver scavato e' riuscita a estrarre il cane, in fin di vita.

Oscar (questo il nome datogli da chi l'ha soccorso) non c'e' l'ha fatta. E' morto oggi, 11 agosto 2008.

Firmiamo la petizione in sua memoria:
http://www.firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi
Progetto Vivere Vegan Onlus

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Aggiungo ancora una petizione , cominciata a luglio . Si tratta di un altro cane martoriato in un comune della Sardegna ( in provincia di Olbia) . Invito tutti a firmarla e a scrivere al Sindaco di Monti , perche`si prenda le responsabilita`dei randagi del suo paese , (invece di avere la totale indifferenza dimostrata  giustificando i suoi cittadini senza cuore e incivili come lui ) e persegua l' abbandono dei cani , come da legge !!!!!!

(se il banner non funzionasse , ecco il link    http://www.firmiamo.it/martiriodiuncane  )


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