#505# Danimarca: strage di cetacei sulle coste delle isole Fær Øer
il martedì, 30 giugno 2009
Ora 15:30
Ogni anno, nelle Isole Faroe, Danimarca, si consuma la crudele strage dei Delfini Calderones. Per tradizione, fin dal '500, gli abitanti del posto si precipitano sulla costa per massacrare senza pietà con accette, uncini e martelli fino a 3500 cetacei. Per assistere allo spettacolo, anche i bambini sono esentati da scuola, come per ogni tradizionale festa popolare. Il massacro non avviene per fini alimentari, perché la carne di questi animali contiene valori di metalli pesanti e tossine che superano lo standard UE per gli alimenti. Il territorio è sotto la giurisdizione della Danimarca, ma di fatto le Isole Faroe sono autonome, soprattutto in materia di ambiente e pesca.
Come è comprensibile, eliminare interi branchi di animali marini, oltre ad essere un atto brutale ed insensato, porta inevitabilmente allo scompenso dell'ecosistema, non solo del luogo, ma di tutti quei posti bagnati dall'oceano che questi cetacei, migratori, usano come habitat.
Grazie ad internet la protesta corre sul web. Il gruppo di Facebook “Fermiamo il massacro dei delfini calderones” e principale gruppo del movimento e i successivi gruppi collaboratori tra cui il medesimo "NO AL MASSACRO DEI DELFINI INDANIMARCA" e altriche troverete sempre su facebook, su tutti, sta portando all'attenzione di molte persone questa vergognosa vicenda.
firmate la petizione :
www.petitiononline.com/zxqw1234/petition.html
Stiamo parlando di una cosa che accade in Danimarca, ormai da tantissimi anni e precisamente nelle isole Feroe (in lingua danese Fær Øer Islands) dove avviene sotto silenzio una vera e propria strage dei cetacei della specie.
Questi splendidi animali fanno parte della famiglia dei delfinidi, parlando in senso strettamente scientifico sono appartenenti alla
- classe mammalia,
- ordine cetacea,
- famiglia delphinidae.
Esistono due specie conosciute: il globicephala melas e il globicephala macrorhynchus.
Nel Mediterraneo è presente il globicephala melas, che preferisce le acque temperate e sub tropicali, a differenza del globicephala macrorhynchus che preferisce le acque fredde, escluso il Pacifico settentrionale, ma lo troviamo anche in acque temperate. Lì dove i loro areali si sovrappongono spesso non si riesce a capire di quale specie si tratti, infatti le differenze sono poco evidenti.
Entrambe presentano una colorazione dal nero al grigio scuro con una macchia bianca sul ventre che ricorda la forma di un’ancora, hanno la pinna dorsale posta leggermente avanzata di forma arrotondata e molto bassa e larga, il rostro è praticamente quasi assente.
Raggiungono una lunghezza al massimo di 7 metri e mezzo per il maschio, e di 5 metri e mezzo la femmina. Già alla nascita hanno una lunghezza di 1 metro e 70 e pesano circa 90 kg, mentre possono raggiungere le 2 tonnellate da adulti (maschi).
E’ possibile distinguerli a terra, dal numero dei denti, la conformazione del cranio e le pinne pettorali. Il globicelafo presenta un capo imponente e globoso, con il rostro non evidente.
Generalmente si avvistano gruppi dai 10 a 30 esemplari. Sono individui molto longevi, addirittura le femmine superano i 60 anni d’età. Sono socievoli, e si avvicinano spesso alle imbarcazioni, questo fa di loro delle prede molto facili.
Si nutrono principalmente di calamari, e questa loro predilezione nella dieta ha portato ad un adattamento della conformazione dentale che presenta molti meno denti rispetto agli altri odontoceti, in media 30-40 rispetto ai 120 dei tursiopi.
Vivono in tutti i mari del mondo tranne nel pacifico settentrionale.
Questa specie si divide in due grosse popolazioni principali, la prima, la più grande, si avvista nella fascia circumpolare dell’oceano settentrionale, al largo delle coste dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Cile e Argentina. La seconda popolazione risulta molto più piccola e può essere avvistata nell’Oceano Atlantico settentrionale.
Entrambe le specie preferiscono le acque profonde dove trovano i calamari di cui si nutrono.
Il loro comportamento è più simile a quello delle balene che a quello dei delfini, infatti sono comunemente chiamati delfini balena.
Li troviamo spesso associati ai grampi con cui condividono gli areali e alcuni comportamenti come lo spy-hop, mettono la testa fuori dall’acqua come se stessero spiando, e il logging, ovvero galleggiano sull’acqua immobili e silenziosi dando l’impressione di tronchi galleggianti.
Questi delfini Calderones,come già detto sono una specie considerata molto intelligente e che ha perciò la tendenza ad avvicinare l’uomo spinto dalla curiosità e forse dalla voglia di stabilire un contatto. L’ignara creatura non potrebbe immaginare a cosa la porterà la sua sana curiosità: al contatto con un’altra creatura che ha intenzioni del tutto diverse.
da SunnyPink
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